martedì 24 luglio 2007
...
Qualcuno è capace di mandarle via?
lunedì 23 luglio 2007
??
piccolino, marroncino, molto chiacchierone..
gli conviene proprio sbrigarsi a quello lì, che gli ho affidato un compito importante..
missione

domenica 22 luglio 2007
acquavita
Se ci fosse anche solo un po' d'acqua, per esempio, allora avrebbe già qualche senso essere un uomo, perchè ci sarebbe qualcosa che rende uomo un uomo e granello di sabbia un granello di sabbia, qualcosa che traccia una piccola differenza. Qualcosa come "bere", sentire l'acqua che scende, aver sete e venire dissetati. Forse è semplicemente questo che significa iniziare a "vivere".
Nel deserto in effetti c'è dell'acqua, a volte. Ben nascosta, è vero. E non sempre si trova, anche questo è vero. Però c'è. E siccome si è nel deserto, l'acqua vale molto di più dell'oro.
Ad alcune persone capita di trovare l'acqua nel deserto. Per questo sono persone. Per questo diventano "qualcuno", e non rimangono semplici granelli di sabbia che si confondono in mezzo a tutti gli altri granelli di cui è fatto il deserto. E' solo l'acqua che troviamo nel deserto che ci rende quello che siamo. Persone. Cose che hanno sete, cose che cercano l'acqua, cose che si dissetano. Cose che sentono. Che vivono. Che.
Cosa sia questa acqua, però, non lo si può sapere adesso. Non si sa che forma abbia, come la si debba cercare, o quando. Non si sa se arriverà giù dal cielo o su dalla terra. Lo si scopre solo dopo che la si è trovata. Sempre che si riesca a trovarla.
A volte può essere una semplice pozzanghera, che viene presto riassorbita dal torrido caldo del deserto. A volte è un vero e proprio fiume in piena che ti travolge. A volte è un mare calmo che ti culla, o una pioggia che ti opprime, un temporale che speri solo passi presto. In ogni caso, quest'acqua è l'unico modo che si ha per riuscire a vivere. O a sopravvivere. O a rinascere.
Sì, l'acqua è quella cosa che ti fa venire sete, prima di dissetarti. C'è qualcos'altro che si possa chiamare vivere, se non aver sete e venire dissetati?
Non lo so bene come funziona. So solo che ci sono delle persone che sono dei granellini di sabbia del deserto, e che ci sono delle altre persone che sono come l'acqua fresca che disseta quei granellini e li rende qualcuno.
sabato 21 luglio 2007
grilli
Quello dei grilli è uno dei suoni più strani che conosca. Il suono di due grilli è uguale al suono di mille. Si sente distintamente il suono di ciascun grillo, e allo stesso tempo si sente un unico suono che li contiene tutti. E' un suono che vibra ed è piatto insieme. Ininterrotto ma pieno di tante piccole pause al suo interno.
Non lo so cosa facciano i grilli mentre se ne stanno lì a fare questo suono. Non credo che questo suono sia tutto il loro mestiere.. perchè se così fosse vorrebbe dire che sono lì a cantare per me adesso. E invece probabilmente non sanno nemmeno che io li sto ascoltando. Fanno la loro vita in piccolo, e io faccio la mia, nemmeno tanto in grande..
...però voi non avete idea di quanto sia bello addormentarsi così..quasi come uno di quegli abbracci che conosco io..
buonanotte
venerdì 20 luglio 2007
epilogo del racconto
movimenti
Comunque c'era questa stella. Proprio sopra il lago. Grossa. Luminosa. Sopra il lago. Sì, l'ho già detto.
Poi dopo un po' c'era ancora questa stella. La stessa di prima, intendo. Grossa. Luminosa. Sopra il campanile là in fondo. Sì, l'ho già detto. Anzi no, non l'avevo detto. Ora lo dico: la stella era andata sopra il campanile.
Insomma, a me sembrava proprio si fosse spostata. Ora magari a uno un po' più sveglio la cosa non avrebbe fatto un grande effetto. A me invece sì.
Allora ho chiesto: " ma non si è spostata quella stella?". - "Sì, e allora?" mi ha risposto. " ma come è possibile?", domando.- "Se la Terra gira, ovvio che a te sembra che la stella si sposti", mi dice.
Sì, in effetti è ovvio, credo. Solo che io avevo in mente delle cose come "cielo delle stelle fisse", o roba del genere. Insomma, io pensavo che la storia del sole che sorge ma in realtà non "sorge" perchè è la Terra che gira ecc. valesse solo per il sole (e in effetti, se la si mette in questi termini, la "storia del sole" vale solo per il sole. Ma insomma, ci siamo capiti). E che le stelle fossero delle cose così lontane che occupavano sempre lo stesso posto nel cielo per noi che le guardiamo.
E invece questa sera ho imparato che anche le stelle si muovono. Lo giuro, si "spostano" davvero. Alcune fanno anche altre cose, ma non le stelle del cielo. Le stelle del cielo si muovono e basta. Le altre invece non solo si muovono, ma a volte ti vengono anche incontro, e si appoggiano piano, quasi senza far rumore. E poi, siccome sono stelle, non possono fare nient'altro se non illuminare. Così quando si vede una stella nel cielo che si è spostata ci si dovrebbe chiedere se per caso non sia proprio una di quelle che continuerà a muoversi finchè non arriverà qui, addosso a noi, vicino a noi. A volte capita. Infatti adesso quella stella che io ho visto spostarsi sopra il campanile non c'è più nel cielo, perchè dev'essere arrivata fin qui. Provate a guardare sopra il campanile se non ci credete, e ditemi se in questo momento vedete una stella. No? Allora ho ragione io, si è spostata fino a qui. Io me ne ero già accorto stasera.
Allora ho chiesto: "ma non si sarà mica spostata fin qui quella stella?". E non ho nemmeno avuto bisogno che mi rispondesse per accorgermi che sì, era proprio così.
Fine del racconto. Liberamente ispirato a una storia vera. Piccola storia, sì, però "vera".
Buonanotte a tutti quelli che in questo racconto ci credono.
giovedì 19 luglio 2007
inviti
Io per lo più "vaffanculo" lo dico quando sono in macchina, perchè sono sicuro che l'altro non mi può sentire e non mi può rispondere. E' più facile così. Quando mandi a fanculo uno che non hai di fronte e non ti può rifilare un cazzotto sui denti l'hai sempre vinta tu. Bello, no?
Però, anche se non è un'offesa, "vaffanculo" resta sempre una parolaccia, secondo me. Cioè, quando uno ha dei bimbi, dovrebbe insegnargli lo stesso a non dire "vaffanculo", anche se nessuno li può più denunciare. E' una parola che non si dovrebbe dire. Anche perchè tanto poi la gente che va a fanculo torna sempre indietro. Non è un caso che molti ci vengono mandati più di una volta.
In effetti, a voler essere precisi, quando hai detto "vaffanculo" a uno, non puoi più dirglielo una seconda volta, perchè non avrebbe senso: ci è già andato. Al limite dovresti dirgli "resta a fanculo", però è una cosa che non viene molto spontanea, perchè credo sia proprio l'andarci che conta.
Comunque a me non interessa cosa ha detto il giudice. Io non voglio che la gente dica le parolacce alle altre persone (a parte quando si è in macchina). Per favore, adesso che sapete che non vi posso più denunciare, non mandatemi a fanculo. Se qualcuno vuole farsi mandare da me ben venga, io sono sempre disponibile per queste cose. Ma io, se siete d'accordo, preferirei rimanere qui.
Buonanotte. Mi si perdoni se questo post è stato un po' volgare. Però dai, quante storie, era solo una parolaccia fra virgolette...fosse tutta così la volgarità!
martedì 17 luglio 2007
acqua
Il lago assomiglia al mare, ma è più piccolo. E questo è importante. Il mare lo si guarda e si pensano cose come: "l'infinito", "la libertà", "l'immensità", e cose così. Tutte senza senso. Il lago invece ti fa pensare a tutte quelle cose, ma più in piccolo, più a portata d'uomo. Il lago lo si guarda e si vede dall'altra parte. E' più sicuro, ti dà la vera dimensione delle cose. E' come se dicesse: c'è un limite, fermati qui, più in là non si capisce.
Al mare si vede così:

Al lago invece si vede così:
Non so perchè sto parlando del lago. Forse per distrarmi. Ci sarebbe dell'altro di cui vorrei parlare. C'entrano le fontane, le stelle e un po' di altre cose. Per le fontane e le stelle (quasi tutte) non ho problemi, ci sono un sacco di parole che potrei usare, per esempio: acqua, cielo, buio, luce, zampilli, notte, pipì. Però per le altre cose non so bene cosa potrei usare. Mi servirebbero parole molto più grandi di quelle che ho. Le parole che ho significano una o al massimo due cose. Troppo poco. Servirebbero parole che io non conosco. Io sono abituato a guardare il lago, non il mare. E se uno è abituato al lago quando si trova davanti il mare può trovarsi all'improvviso a corto di parole. E anche una fontana può essere un mare, lo sapevate?
Questa cosa di cui vorrei parlare è fatta di tutte le parole che non conosco, di tutte le parole che ancora non esistono. Ma che significano molto, e almeno di questo sono sicuro. Sì, significano molto per me, anche se non si riesce a dirle. Ma in fondo se una cosa ha già un significato, a cosa serve una parola per dirla? Sarebbe superflua, no?
Buonanotte a tutti, ma soprattutto a quelli che ci hanno capito qualcosa di questo post.

Lo riconosci? Adesso cammina sul lungo lago, lasciandoti il lago sulla sinistra, il sole sta scendendo…
Passeggia ancora un po’…

Sei quasi arrivato…vedi sulla destra c’è una fontana, è bellissima.
Siedi sul bordo, guarda il cielo è pieno di stelle, la senti l’aria fresca e gli zampilli della fontana?
e…. un forte forte abbraccio
mi sembra di essere li…
lunedì 16 luglio 2007
hey, dico a te! sì sì, proprio te
Sapete che c'è gente che mi ha detto che questo blog le piace? Più di una persona, lo giuro! Probabilmente si tratta della stessa gente che sta leggendo adesso. Quindi mi correggo: sapete che questo blog vi piace?. Anzi, non essere esattevolmente così (come diceva il brucaliffo nel cartone di Alice); piuttosto: sapete che mi avete detto che questo blog vi piace? Sì, lo sapete.
Non so perchè me l'avete detto. Ed eventualmente non so perchè vi piace. Forse perchè i messaggi che scrivo sono corti e si fa in fretta a leggerli. Forse è per lo sfondo marroncino che ci sta proprio benino. O forse perchè avete bisogno di una scusa per non lavorare!!! Cosa fate ancora qui a leggere??? Avanti, tornate al lavoro! Via, via, non c'è niente da guardare qui! Siete forse pagati per leggere un blog?
Anzi no, dai, state qui ancora un pochino..magari ci guardiamo uno di questi video qui di fianco: c'è il cinema, della musica...se infilate una monetina nel lettore cd e premete il tasto bianco vi escono pure i pop-corn e la coca.
dai, state qui ancora un po', prima scherzavo...non lasciatemi qui tutto solo...sigh..
passare
Fra qualche settimana mi toccherà strappare un altro foglio dal calendario per fare spazio ai giorni nuovi, giusto per non perdere il conto. Peccato, perchè la foto del mese di luglio è proprio bella. Si intona con l'arredamento della stanza. C'è un ippopotamo che se ne sta sott'acqua. Il che potrebbe portare a chiedersi che diavolo di stanza ho. La mia stanza è così: c'è un letto, che io uso per dormire; una scrivania, che io uso per studiare; quattro muri (in realtà di più se si contano tutti gli spigoli), che io uso per appoggiarmi e la mia casa usa per stare in piedi; c'è un armadio, che io uso per tenerci i vestiti; ci sono delle mensole, che io uso per tenerci su dei libri; c'è una finestra, che io uso per fare entrare luce di giorno, fresco di notte, api di pomeriggio. In effetti io uso ogni cosa proprio come andrebbe usata: non dormo sulle mensole, non metto il libri sul letto, non studio nell'armadio. Sì, sono un tipo piuttosto tradizionalista, io. E allora è ovvio che in mezzo a tutto questo un ippopotamo sott'acqua ci sta a meraviglia. Perchè gli ippopotami devono stare per forza sott'acqua, altrimenti sarebbero degli altri animali. Anche loro sono tradizionalisti.
E anche i giorni sono tradizionalisti, perchè da che mondo è mondo non fanno che un'unica semplice cosa: passano. E non ritornano. Vi siete mai imbattuti due volte nello stesso giorno? No? E' perchè quel giorno è passato.
Si tratta solo di capire dove se ne vanno. E se è quello il posto dove andremo anche noi. Io spero di no, perchè onestamente non vorrei imbattermi di nuovo in un 3 agosto 2000 o in un 13 marzo 1993. Però ci sono degli altri giorni che non mi dispiacerebbe riassaporare, per esempio: 9/10 luglio 2007, 15 ottobre 2002, 5 maggio 2002, ecc.
Questo è il 16 luglio 2007, che come al solito passa. Buon 16 luglio 2007 a tutti. Io lo festeggio così: andandomene a nanna.
Buonanotte a tutti quelli che mi conoscono. Però che mi conoscono davvero. Quindi tu no. Tu invece sì.
venerdì 13 luglio 2007
dischi rispolverati / 2
Ho sentito che stai costruendo la tua piccola casa laggiù nel deserto/, e che non hai niente per cui vivere adesso. Spero che tu abbia ancora qualche ricordo./
E Jane è arrivata qui con una ciocca dei tuoi capelli/ ha detto che l'avevi data a lei /quella notte che avete deciso di lasciarvi. / Vi siete davvero mai lasciati?/
L'ultima volta che ti abbiamo visto sembravi così invecchiato/ il tuo famoso cappotto blu era strappato sulle spalle./Sei stato alla stazione ad aspettare tutti i treni / ma sei tornato a casa da solo, senza la tua Lili Marlene./
E hai offerto alla mia donna solo una scheggia della tua vita, / e quando lei è tornata da me, non era più la donna di nessuno./
E ti vedo, là, con una rosa fra i denti, / solo un altro di quegli esili ladri zingari, / e qui io guardo il risveglio di Jane./ Ti manda i suoi saluti./
E cosa vuoi che ti racconti, fratello mio, mio assassino, /cosa posso mai dirti?/Credo che mi manchi, credo che ti perdono, /sono contento che tu abbia preso il mio posto. / Se mai passerai di qui, per Jane o per me, / sappi che il tuo nemico sta dormendo/ e la sua donna è libera. / E grazie, per le ansie che hai tolto dal suo sguardo, / credevo che fossero lì da sempre, / e così io non ci ho mai provato./
E Jane è arrivata con una ciocca dei tuoi capelli/ha detto l'avevi data a lei/ quella notte che avete deciso di lasciarvi/
Cordialmente
L. Cohen
Leonard Cohen, Famous Blue Raincoat
sbadigli
giovedì 12 luglio 2007
attese...
Ci sono tanti motivi per cui qualche volta succede che si va a letto e, invece di addormentarsi, si aspetta. La cosa brutta è che non c'è niente da aspettare. Ma anche se ci fosse non avrebbe importanza, perchè quando non si dorme è solo quest'attesa che si vive.
Così, mentre si aspetta, il tempo si riempie di cose strane. Possono essere cose diverse, a seconda delle persone e dei momenti: agitazione, trepidazione, euforia, lacrime, nervoso, angoscia, contentezza. Io le ho vissute tutte almeno una volta, in tutte le notti in cui, invece di dormire, aspettavo.
E se sarà così anche stanotte, non saprei dire adesso che tipo di attesa sarà. Se guardo alla mia vita, per come è ora, forse ciascuna di quelle cose che ho detto potrebbe farmi compagnia stanotte. Avrei buoni motivi per ognuna di loro. Basterà pensare alle diverse persone che riempiono la mia vita adesso, per esempio, oppure a quello che mi aspetta in futuro: ogni pensiero si porterebbe dietro almeno un buon motivo per non dormire.
Ma invece forse capiterà che appena spengo la luce sprofondo nel sonno. Lo vorrei. E se possibile, vorrei sognare qualcosa che domani mi ricordi. E dovrebbe essere un sogno bello, sì, ma non troppo, altrimenti domani mi sembrerà troppo brutto il mondo reale. Dovrebbe essere un sogno che non mi porti in mondi lontani, in mezzo ad avventure assurde, o tra le nuvole, coccolato dagli angeli. No. Vorrei che fosse un sogno meno sognato, un sogno che parli di cose che esistono qui, un sogno che sia a portata di mano e che sia realizzabile nella vita vera, al di qua del sonno, ma che sia altrettanto meraviglioso e desiderabile dei "bei sogni" che a volte si fanno: vorrei sognare una casa, non un mondo fantastico; e una persona vicino, non gli angeli che mi coccolano; e poi un mestiere che mi faccia essere qualcuno, non avventure al limite dell'impossibile. Sì, vorrei tutto questo. Per stanotte e non solo.
Mi domando solo a chi mai sto chiedendo queste cose...
Buonanotte a tutti. Che lo sia davvero. E un abbraccio a quelle persone che non ho nemmeno bisogno di sognare.
martedì 10 luglio 2007
breve parentesi (pseudo)politica
Contemporaneamente, in Italia 11 parlamentari hanno avuto la faccia tosta di opporsi all'esclusione dal parlamento (non dico alla galera, dico all'esclusione dal parlamento) di Previti, già condannato per corruzione. Corruzione: siedi in Parlmento.
Non avrei mai pensato di arrivare a dire una cosa del genere, ma mi vergogno talmente tanto di essere italiano che un pochino invidio i cinesi. Siamo uno dei Paesi culturalmente più arretrati del mondo. Tra i parlamentari che si sono opposti, tanto per fare un esempio, c'era Elisabetta Gardini (Forza Italia), che fino all'altro ieri faceva la gallina in televisione. Una così viene fatta andare in Parlamento e poi, visto che il cervello è sempre quello di una che ha fatto la gallina in televisione per tutta la vita, le sembra normale difendere il diritto di un delinquente di sedere sulle poltroncine del Parlamento a spese dei contribuenti (così come le era sembrato normale scatenare il finimondo perchè Luxuria era andata nel bagno delle donne invece che in quello degli uomini).
La politica italiana è piena di questa gentucola tirata su dalla televisione e messa a gestire situazioni che nemmeno è in grado di capire.
Io voglio scappare da qui!!!
Comunque non credo che parlerò più di politica qui dentro. Ci sono cose ben più importanti, per fortuna.
padroni
Quando mi trastullo con la mia gatta, chi sa se essa non faccia di me il proprio passatempo più di quanto io faccia con lei?"
(Montaigne, "Apologia di Raymond Sebond")
abbraccio. forte. e basta
La cosa brutta degli abbracci è che a un certo punto finiscono.
La cosa bella degli abbracci è sentire che mentre provi a dare qualcosa, in realtà è molto di più quello che stai ricevendo.
L'importante è non stringere troppo forte, perchè le cose che si abbracciano di solito sono quelle più preziose, e quelle più preziose di solito sono anche quelle più fragili. Non dico che si rompano, però si rischia di soffocarle. L'abbraccio è una cosa più delicata, ed è anche una cosa difficile, perchè bisogna arrivare a sentirlo dentro prima di darlo. A volte si abbracciano le persone anche solo stando loro di fronte, o anche solo pensandole. Sì, l'abbraccio non è semplicemente tenere stretto qualcuno, è tenerlo qui, tenerlo dentro. E' scavare un piccolo rifugio in mezzo a tutto quello che può far male, e poi dire: qui c'è posto per te.
Per esempio, anche in questo momento io sto abbracciando qualcuno.
lunedì 9 luglio 2007
Svegliato.
Alzato.
Mangiato.
Pedalato.
Letto. (nel senso del leggere, non del letto)
Mangiato.
Dormito. (non ancora effettuato)
Domenica.
La domenica in effetti è molto simile al lunedì. La differenza è che tra l' "Alzato" e il "Mangiato" e tra il "Mangiato" e il "Pedalato" al lunedì faccio delle altre cose. Anche il martedì mercoledì giovedì venerdì e (non sempre) il sabato faccio delle altre cose, e quindi sotto questo aspetto sono molto più simili al lunedì che non alla domenica. Ma per il resto la domenica è esattamente come il lunedì o il martedì o ecc., a parte che una è domenica e l'altro è lunedì.
Due sistemi per distinguere la domenica dal lunedì:
- se sul calendario nella data in cui siete c'è scritto "domenica", quella è la domenica. Se c'è scritto "lunedì", quello è lunedì.
- il lunedì siete arrabbiati perchè è lunedì, la domenica siete arrabbiati perchè il giorno dopo è lunedì. Così se si riesce a capire il motivo per cui si è arrabbiati, si riesce anche a capire che giorno è.
Io adesso mi trovo a cavallo fra domenica e lunedì. "A cavallo". E' un'espressione che mi è sempre piaciuta. "Quel tale è vissuto a cavallo fra il XIX e il XX secolo". Non dev'essere facile vivere a cavallo. Se proprio si deve vivere fra due secoli (come è capitato a me), meglio non farlo a cavallo.
Comunque, dicevo, adesso sono a cavallo fra domenica e lunedì. Quindi non so bene per che motivo devo essere arrabbiato, perchè in effetti non è più domenica e non è ancora lunedì. Quasi quasi ne approfitto per essere un po' contento, visto che quando sarà davvero lunedì non potrò più farlo.
Sì, me ne vado a nanna contento stanotte, sospeso fra il "non più " e il "non ancora". E' una cosa strana...solo di notte si riesce a essere sospesi fra il non più e il non ancora...sarà forse questo il segreto della notte, quello che tutti cercano nella notte? Un rifugio dal tempo che scorre, dall'adesso..non più ieri, non ancora domani. La notte. Sì, dev'essere questo.
Buonanotte a tutti, tranne a quelli a cui non piace Mary Poppins.
venerdì 6 luglio 2007
buongiorno
giovedì 5 luglio 2007
tu bì or not tu bì?
Però mettiamo che uno invece non nasce. Questo succede molto più spesso. Per esempio, pensate a un tizio immaginario qualsiasi. Ma deve essere "immaginario", è importante. Ecco, quello è uno che non è nato. Quindi siccome si possono immaginare un'infinità di tizi, quelli non nati sono molti di più di quelli nati. Allora se voi almeno una volta siete nati già avete avuto un culo pazzesco. (ops, scusate...si può dire "culo" in televisione?). C'era una probabilità su infinite, cioè una probabilità tendente a zero .Questa lo dico solo per darmi un tono, in realtà è una delle tre cose di matematica che mi ricordo dal liceo; le altre due sono "il teorema di Lagrange" (intendo solo il nome, non il contenuto del teorema) e la tabellina del quattro.
Comunque, dicevamo, se almeno una volta siete nati già vi è andata bene.
Però qui sorgono dei problemi, per esempio: se voi non nascevate, eravate lo stesso "voi"? Voglio dire: se dico di qualcuno che "è nato", ci dev'essere già "qualcuno", di cui poi posso dire che è nato, no? Ma se c'è già prima che io possa dire che è nato, allora c'è independentemente dal fatto che è nato o non è nato, no? Così dovrebbe esistere anche uno che non è nato, visto che lo posso nominare prima di dire se è nato o no, giusto? No, in realtà non è giusto, perchè il problema è che spesso le parole ci fregano. Però per esempio è così che ci fanno credere che Dio esiste. Dio esiste? Non lo so. Magari no. Però anche se non esiste è sempre Dio, no? "Dio non esiste". Va beh, si vede che farà qualcos'altro, ma è pur sempre Dio. Dio non esiste, quindi esiste, altrimenti come fa a non esistere?
Altro problema: se invece di nascere il giorno in cui siete nati, nascevate il giorno dopo, eravate lo stesso "voi"? O eravate qualcun altro? Magari il vostro fratello o sorella? O un altro ancora?
Mah, a volte quando non ho proprio niente a cui pensare mi metto a farmi queste domande. Non che abbiano molto senso, d'altra parte. Ma uno dovrà pur inventarsi qualcosa mentre aspetta che gli vien sonno, no?
Solo che adesso vado a dormire con il dubbio che magari io in realtà sono mio fratello. O, peggio, che in realtà mio fratello è me. Se pensate che non ho fratelli, la cosa è piuttosto inquietante. Ma mi chiedo se, nel caso non fossi nato, ci sarebbe qualcuno adesso qui a scrivere su un blog che io potrei essere il suo fratello che non esiste, o che lui potrebbe essere me.
Ad ogni modo, sia come sia, tra esistere e non esistere direi che è ancora meglio esistere, perchè se uno non esistesse non potrebbe nemmeno bersi una birra, e se uno oltre a non esistere deve anche rinunciare a una birra cosa gli rimane? Dev'essere veramente una noia non esistere...
Buonanotte a tutti quelli che non esistono, e anche a quelli che esistono poco...
martedì 3 luglio 2007
questione di vento

lunedì 2 luglio 2007
grazie


Sonno.
Cose da fare quando si ha sonno: mettersi a letto, dormire.
Cose da evitare quando si ha sonno: guidare un aeroplano, camminare su una fune sopra un burrone, studiare filosofia, giocare a shangai, ascoltare Baglioni (il che fra l'altro rientra anche nelle cose da evitare quando non si ha sonno)
Quando sono stanco mi viene da essere triste. Perchè è più facile. Essere tristi è meno impegnativo, non ci vuole nessuno sforzo. La cosa difficile è essere contenti, ma per essere contenti bisogna averne la forza.
A volte capita però che sono contento anche quando sono stanco. Non per merito mio , ovviamente. Quando sono stanco ci vuole qualche altra persona per farmi diventare contento, altrimenti se dipendesse da me resterei comodo comodo, triste triste. Stasera una persona ci è riuscita. Non so bene come, ma ce l'ha fatta. Così adesso sono stanco e contento allo stesso tempo. E senza nemmeno aver fatto fatica. Comoda la vita, quando si conoscono persone così., vero? Sì, vero. Come vincere alla lotteria. Il primo premio. Quello più prezioso di tutti.
Quando sono contento lo si capisce, perchè parlo da solo. Veramente? Sì, veramente.
Allora buonanotte. Grazie, buonanotte.
Grazie. Prego.
Non dicevo a te. E a chi allora?
A un'altra persona. Chi è?
Non importa, lei lo sa.
domenica 1 luglio 2007
domenica
Io però non lo odio poi tanto. Forse è perchè non amo poi tanto la domenica.
A parte i 40 km in bicicletta di stamattina (esperienza che non auguro a nessuno, soprattutto se ti buttano giù dal letto alle 7,30 per farli), questa domenica l'ho passata a leggere, sonnecchiare e guardare il soffitto. Ma più a sonnecchiare che a leggere. E più a guardare il soffitto che a sonnecchiare. In effetti non mi riesce tanto semplice dormire di pomeriggio,anche quando ho sonno. Non so perchè. Ho pure provato a spostare le lancette dell'orologio sulle 11, ma in fondo in fondo lo sapevo che era un imbroglio. Ovvio: per imbrogliare una persona ci vuole un'altra persona. Difficile fare tutto da solo.
Cose che non ho fatto questa domenica: passeggiata al parco, passeggiata in riva al lago, gita in montagna, pic nic in campagna, visita culturale a musei/monumenti/ chiese, volontariato, impegno in parrocchia, gita fuoriporta (già ci abito, fuoriporta), cura dell'orto, ridipingere un nanetto da giardino, coltivare nuovi hobby (pardon: hobbies), intrattenere relazioni interpersonali, aprirmi al mondo, respirare la gioia, immergermi nella fratellanza, condividere esperienze, lustrare le scarpe.
Non ho fatto un beatissimo nulla.
Adesso me ne vado a nanna, che non ho nemmeno bisogno di imbrogliarmi.
Buonanotte a tutti, tranne a quelli con le doppie punte.
dischi rispolverati
sarebbe questo: che i vostri sbagli fossero solo i vostri/
e che i vostri peccati fossero solo i vostri."
(Bruce Springsteen, Long Time Comin')
sabato 30 giugno 2007
punto della situazione
amore, felicità, dio , paradiso, giustizia, anima, piccioni viaggiatori, angeli, unicorni, persone buone
aggiornamento sulle cose che sicuramente esistono:
mani , braccia che stringono, sorrisi, vita, morte, tristezza, soldi, paura, solitudine, frigoriferi, lacrime, profumi, freddo, persone buone
adesso
Non dovrei essere qui a riempire di parole un blog. Dovrei e vorrei essere da qualche altra parte. Dove non importa, quello che importa è che sia un' "altra". Fino a poco fa ero in effetti da un'altra parte, ma desideravo essere qui. Non riesco mai a non pensare che c'è qualche altro posto migliore in cui vorrei trovarmi. Ho sempre voglia di essere altrove, ma il problema è che per ogni luogo c'è un altrove. Per questo rimango sempre sulla superficie delle cose, sulla superficie delle situazioni che vivo. Mi sembra che non valga mai la pena di stare qui, qualunque cosa "qui" significhi. E' il presente che mi manca, il senso del presente.
Per fortuna qualche volta ci sono delle persone che riescono a farmi apprezzare quello che è semplicemente presente...delle persone che semplicemente, e meravigliosamente, "ci sono"... Certe persone sono come un prato in riva al lago su cui sdraiarsi in silenzio: ti trasmettono il senso del presente, la sensazione che quel momento abbia valore, anche senza un prima, un dopo o un altrove.. Vi siete mai sdraiati su un prato in riva al lago quando non c'è gente? Se non l'avete fatto non potete capirlo, nè potete capire queste persone.
venerdì 29 giugno 2007
una cosa che non esiste, ma c'è
- No, Jonathan, un posto come quello, no, non c'è. Il paradiso non è mica un luogo. Non si trova nello spazio, e neanche nel tempo. Il paradiso è essere perfetti. - Tacque un minuto, e poi: - tu sei uno che vola velocissimo, non è vero?-
- Mi...mi piace andare forte- disse Jonathan, preso alla sprovvista, ma fiero che l'anziano se ne fosse accorto.
- Raggiungerai il paradiso, allora, quando avrai raggiunto la velocità perfetta, il che non significa mille miglia all'ora, nè un milione di miglia, e neanche vuol dire volare alla velocità della luce. Perchè qualsiasi numero, vedi, è un limite, mentre la perfezione non ha limiti. Velocità perfetta, figlio mio, vuol dire solo esserci, essere là"
(Richard Bach, Il gabbiano Jonathan Livingston)
...buonanotte
giovedì 28 giugno 2007
parole vuote e cose piene
Sì, ma dove? Qualcuno ci arriva mai per davvero?
In mezzo a tutti questi pezzi mancanti, a questi vuoti che prima o poi si fanno sentire, le uniche cose vere che rimangono e a cui val la pena di affidarsi sono quegli abbracci che si accontentano di stringerti forte e che ti fanno capire che davvero nient'altro, nessuna parola, vale come la loro forza. Quegli abbracci che ti fanno capire quanto poco contino certe parole, soprattutto quelle che si credono così importanti.
Buonanotte
mercoledì 27 giugno 2007
aggiornamento veloce di metà giornata
povera...
martedì 26 giugno 2007
quattro conti
Che poi a guardarla da quassù, da quest'ora della sera, non è stata una giornata diversa da tante altre. Però quello che importa è come la vivi al momento, e oggi l'ho vissuta proprio male. Per esempio, se me la faccio scorrere nella mente mi ricordo più cose brutte che cose belle.
Dunque, vediamo:
Cose brutte che mi ricordo di oggi:
- la macchinetta dell'acqua mi ha rubato 40 centesimi
- la seconda volta che ho messo i soldi mi è uscita, incredibile ma vero, una bottiglietta d'acqua mezza vuota. D'accordo, potrei fare il solito giochino e dire che era mezza piena, però visto che di norma le bottiglie d'acqua dai distributori escono tutte piene, è ragionevole dire che era mezza vuota. Credo che di casi come questo ne capitino uno su un milione, e naturalmente, visto che era la mia giornata, è capitato a me.
- ho dovuto ingoiare l'antibiotico con l'acqua del rubinetto (voi la berreste una bottiglietta che vi esce dal distributore mezza vuota?)
- ho scoperto che ho il prestito sospeso in biblioteca perchè mi è scaduto un altro prestito di un libro che non mi ricordavo più di avere a casa.
-nessuno mi ha scritto mail.
Cose belle che mi ricordo di oggi:
- il treno del mattino era puntuale.
- il momento del pranzo (non il pranzo in sè, che in fin dei conti era un'insalata)
- il viaggio di ritorno in treno.
- le foto che sono riuscito a scaricare sul computer (tra cui quella della mia gatta qui sotto).
Siamo 5-4 in favore di quelle brutte. Però adesso che è quasi mezzanotte ho la possibilità di pareggiare il conto con l'ultima cosa bella che mi ricorderò di questa giornata: vado a dormire. Anzi questa vale doppio perchè andare a dormire dopo una giornata così è la cosa migliore che possa capitare. Quindi tutto sommato posso dire che è stata una buona giornata, dal momento che è finita.
Buonanotte a tutto il mondo (tranne a quelli che si chiamano Ludovico)
micia
Questa è la mia gatta. Si chiama Gatta, o Micia, a seconda di chi la chiama. La mia gatta è bellissima, anzi potrei dire che è la gatta più bella del mondo. D'altra parte la foto parla da sola. Tra l'altro qui ha gli occhietti chiusi, ma se li vedeste aperti..sembrano due pezzi di ghiaccio. Tutti i gatti del quartiere sono innamorati di lei, anche se lei fa un po' la preziosa e non si lascia lusingare tanto facilmente. Una mattina di primavera, l'anno scorso, qualche gatto deve avere esagerato coi corteggiamenti, perchè l'abbiamo trovata tutta impaurita in cima a una pianta che miagolava e non ne voleva sapere di scendere.
La mia gatta mangia volentieri topi, lucertole e, quando riesce a prenderlo, anche qualche sventurato uccellino. Solo che ha il vizio di lasciare gli avanzi dei suoi banchetti sullo zerbino di casa. Una volta ho provato a spiegarle che sarebbe meglio se tenesse un po' più pulito, ma non mi ha mai ascoltato. Per la verità raramente mi dà retta quando le parlo, e anzi a volte ho addirittura l'impressione che non capisca quello che le dico. No, come gatta non è una molto aperta al dialogo, e d'altra parte neanch'io capisco molto bene quello che lei mi dice, perchè mi sembra sempre che faccia lo stesso verso... Però visto che il 99% delle volte miagola perchè vuole mangiare, è abbastanza semplice indovinare quello che sta cercando di comunicare...
La prossima volta che nasco voglio nascere anch'io gatto, perchè i gatti sono gli animali migliori che esistano: dormono quando hanno voglia (cioè tutto il giorno), vivono di notte, sono indipendenti, sono belli, sono misteriosi, si intruffolano dappertutto, e soprattutto sono loro a scegliersi i padroni, non viceversa. Se voi credete di essere i padroni di un gatto, fareste bene ad accertarvi che lui la pensi allo stesso modo, perchè il più delle volte vi fa solo credere che le cose stiano così.
E poi i gatti in un modo o nell'altro se la cavano sempre. Sospetto anzi che davvero i gatti non muoiano mai. Sono loro i veri padroni del mondo.
Virus vs. Antibiotici
una cosa che mi sono sempre chiesto è: come fanno gli antibiotici a capire in che parte del corpo sono ammalato? Voglio dire, così come attaccano e uccidono batteri e virus dovrebbero attaccare e uccidere altre parti del corpo, che invece rimangono integre (almeno spero)...
E poi perchè bisogna inghiottire un pastiglione di due metri per tre? Non posso scioglierlo in bocca come una caramella? O almeno non possono fare degli antibiotici un po' più piccoli?
Ma poi dove se ne vanno i virus e i batteri una volta che sono stati uccisi? Rimangono morti dentro l'organismo o vengono spazzati fuori? E da chi?
Non so bene come funzioni il tutto. Ma non dev'essere molto interessante essere un virus...non ti rendi nemmeno conto di essere un virus, il che d'altra parte è pure meglio, perchè non sarebbe molto gratificante. La soddisfazione più grande della tua vita sarebbe quella di aver fatto venire l'influenza a qualcuno, ma concordererte che ci sono passatempi più divertenti.
Vado a dormire. Spero che la battaglia fra virus e antibiotici dentro la mia gola non faccia troppo baccano.
Buonanotte. Grazie, buonanotte anche a te.
domenica 24 giugno 2007
ci sono!
(gli uomini invece "parlano", ma questo già si sa)
grilli non parlanti
i grilli ti mettono pace, almeno finchè se ne stanno là fuori a fare le loro serenate e non ti saltano nello stomaco o, peggio, nella testa.
Non mi ricordo più qual è il nome del verso che fanno i grilli. Però di sicuro non fanno tutti "esattamente" lo stesso verso. Uno crede che sia così, ma se si sta bene attenti si sente che ogni tanto si alzano delle note diverse, e qualche grillo inizia una canzone tutta sua, finchè a un certo punto si interrompe e viene riassorbito in quel sottofondo stridulo e dolce.
Solo i grilli riescono a fare dei suoni che sono al tempo stesso striduli e dolci. Il sottofondo degli uomini è qualcosa di più fastidioso, e il più delle volte non ci si può nemmeno fare molto caso perchè bisogna preoccuparsi di quello che i suoni significano. Le "parole" sono più pesanti dei semplici suoni. Per i grilli invece no: il loro è solo un suono che riempie con delicatezza il silenzio, senza troppe pretese, senza dare troppi pensieri. Un suono che è solo un suono, e forse è da qui che arriva la sua pace. I grilli fanno il loro suono senza un motivo, quel suono è tutta la loro vita, semplicemente la loro vita.
Così, i grilli adesso non sanno che mi stanno cantando una ninna nanna. Anche per questo è così bello farsela cantare...buonanotte
venerdì 22 giugno 2007
abitudine
VLADIMIRO - Per me è il contrario.
ESTRAGONE - Cioè?
VLADIMIRO - Io mi abituo al gusto man mano che vado avanti.
ESTRAGONE (dopo aver riflettuto a lungo) - E sarebbe questo il contrario?
(Samuel Beckett, Aspettando Godot)
Non so se è il contrario. A prima vista sembrerebbe di no. Però dipende. Dipende da cosa vuol dire provare piacere, o essere felici (che sono la stessa cosa). Se sia solo questione di "abituarsi" a convivere con ciò che c'è, anche quando non piace, anche quando è così così, o se sia qualcosa di più.
Io non ne ho la minima idea.
Forse si riuscirebbe a essere più felici se questa parola, "felicità", non esistesse neanche, così che non ci si dovrebbe nemmeno porre il problema di essere felici, e si vivrebbe senza sentire sempre sullo sfondo quella sensazione che manchi qualcosa, qualcosa come essere "davvero felici".
giovedì 21 giugno 2007
compleanno
Ogni anno arriva un giorno che è il mio compleanno. Puntuale, non sbaglia mai.
Non ricevo mai moltissimi regali, però di solito quelli che ricevo sono regali graditi.
Non è una frase di circostanza, io non dico (quasi) mai frasi di circostanza.
Un regalo è una persona che ti fa gli auguri. Un regalo è una persona che si ricorda di te. Un regalo è un dvd, un cd, un libro, un sacchetto di dolci, una cena, una busta con un po' di soldini, un sorriso che qualcuno ti fa mentre ti dice "tanti auguri". Un regalo è una mail, un messaggino sul telefono.
E poi un regalo è che domani incomincia l'estate, che c'è un prato in riva al lago dove potersi sdraiare la sera quando si è stanchi, l'ombra degli alberi, i prati verdi lungo una strada mentre si passa in bicicletta, anche se si va in salita, e l'idea di avere una casa senza essersela guadagnata.
Un regalo è anche una di quelle cose che non si vedono e non si toccano, ma non per questo non esistono. Un regalo è anche una persona, e sapere che quella persona c'è. Un regalo sono due birre e due cocktail alla fragola, e tutte le cose attorno. E' vedere briciole di felicità sui volti delle persone che meritano di essere felici.
Buonanotte a tutti, ma soprattutto ad alcuni
lunedì 18 giugno 2007
gatti e cappellai
- Dipende in gran parte da dove vuoi arrivare.
- Non mi importa molto- disse Alice.
- Allora non importa che strada prendi- disse il Gatto."
Ora, mi pare ovvio che qui il Gatto si sbaglia, anche se è un gatto (la mia gatta ad esempio non si sbaglia quasi mai, a parte quella volta che ha scambiato uno scoiattolo per un topo). Io per esempio oggi volevo andare a fare una passeggiata. Non è che c'era un posto dove dovevo arrivare. Volevo semplicemente andare da qualche parte, una qualsiasi. Allora se dovevo dar retta al Gatto sarebbe stato per me indifferente passare attraverso i rovi e il fango oppure su una tranquilla stradina all'ombra degli alberi. Il Gatto ragiona come se una strada fosse solo una cosa che ti porta da qualche parte, il che è evidentemente falso. Io da piccolo la strada la usavo per giocare a pallone, per fare i giri in bicicletta, per saltare a piedi uniti nelle pozzanghere, per andare dall'altra parte, ecc...Oggi sulla strada ci faccio le passeggiate e i giri in bicicletta un po' più lunghi. Insomma, non sempre mi importa che la strada sia o non sia quella "giusta". Come tutte le cose , una strada non è solo giusta o sbagliata, è anche bella o brutta, buona o cattiva, utile o inutile, ombreggiata o luminosa, dolce o amara, e tutto quello che può venirvi in mente. O quasi.
Questo Gatto è come molte persone di mia conoscenza: non ha una mente molto elastica, per questo riesce ad apparire intelligente- . In realtà è più ritardato di un computer. D'altra parte tutti gli abitanti del Paese delle Meraviglie sono un po' così.
Per esempio, quando Alice bussa alla porta della Duchessa, il Valletto che è seduto lì vicino la guarda e le dice: "Potrebbe esserci qualche senso nel tuo bussare se ci fosse una porta fra di noi"; oppure quando il Cappellaio si lamenta con la Lepre dicendole che nonostante la sua trovata di aggiustare l'orologio spalmandoci dentro del burro, l'orologio continua a non camminare, la Lepre gli risponde: "Eppure era il burro migliore!".
Nel Paese delle meraviglie, insomma, le persone non riescono a vedere più in là di quello che le cose appaiono loro al primo momento. Poi, una volta che si sono fatti la loro idea, non sono più capaci di spostarsi di un millimetro dai loro schemi. Il mondo va da una parte, la loro testa dall'altra. Una strada è una cosa che serve per andare in un posto, e nient'altro; una persona che vedo bussare è una persona che sta cercando me, e nessun altro; gli orologi si aggiustano con il burro, e se il metodo non funziona la colpa è del burro. Ora, per tutti questi motivi a me questo Paese delle Meraviglie sembra proprio di conoscerlo, senza il bisogno di addormentarmi e di sognarlo come Alice. E a dirla tutta non mi sembra nemmeno così meraviglioso.
domenica 17 giugno 2007
casa
Mi sto perdendo. In realtà volevo solo dire che sono tornato a casa. Se chiudo gli occhi, quanti ricordi mi porto dietro di questo viaggio!!! Saranno almeno due o tre..(anche se uno non so se vale perchè riguarda gli sballottamenti del viaggio in aereo).
Roma è un città bellissima, piena di cose da vedere: il Colosseo, la Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, San Pietro... Io non ne ho vista nemmeno una.
Tre giorni intensi, comunque. E interminabili.
Il primo giorno delle persone parlavano.Io ascoltavo. Prendevo appunti. La sera ho sistemato gli appunti e poi sono andato a dormire.
Il secondo giorno delle altre persone parlavano. Io ascoltavo. Prndevo appunti. La sera ho sistemato gli appunti e poi sono andato a dormire.
Il terzo giorno delle altre altre persone parlavano. Io ascoltavo. Prendevo appunti. La sera non ho sistemato gli appunti perchè ho dovuto prendere l'aereo. Comunque poi sono andato a dormire lo stesso.
C'erano inglesi, spagnoli, norvegesi, italiani, proprio come nelle barzellette. Sì, in effetti i norvegesi non me li spiego nemmeno io. Tra l'altro io mi confondo sempre fra Norvegia e Finlandia, ma questo non l'ho detto a nessuno altrimenti magari si offendavano. La differenza principale fra Norvegia e Finlandia è che in una abitano i norvegesi e nell'altra i finlandesi, ma non riesco mai a ricordarmi chi abita dove.
Dicevamo: Roma. La sera andavo sempre (cioè due volte) a mangiare la pizza in un posto vicino al mio alloggio. La pizza non era un granchè, ma la cameriera sì, e a volte se ne vale la pena uno è disposto anche a mangiarsi una pizza così così.
D'accordo, sarebbe interessante che io dicessi cosa raccontavano le persone che parlavano e, insomma, cosa sono andato a Roma a fare, invece che tirare in ballo norvegesi e cameriere.
Purtroppo però il tempo a mia disposizione è terminato, dalla regia mi fanno segno che dobbiamo chiudere.
E poi adesso mi sento stanco come un cammello che ha appena attraversato il deserto. Non ho idea di come possa sentirsi un cammello che ha appena attraversato il deserto, a dire la verità. Magari non è neanche stanco. Si sa che i cammelli hanno le gobbe laraghe. Comunque quello che conta è che IO sono stanco, e il consiglio che gli specialisti danno in questi casi è quella di andare a dormire. Quindi mi adeguo.
Buonanotte a tutti quelli che mi conoscono. Gli altri no.
Nutro sempre la speranza di scrivere prima o poi qualcosa di serio o intelligente qui dentro.
Ma, come ogni volta, la cosa è rimandata al prossimo messaggio.
mercoledì 13 giugno 2007
roba
Mettere della roba dentro a uno zaino. Fatto. Camicie magliette mutande calze spazzolino..., sì sì, d'accordo: fatto.
Ricordarsi biglietti aerei. Fatto.
Mettere liquidi in sacchetto di plastica. Fatto.
Quaderni libri e due o tre penne, visto che ce ne sarà almeno una che nel momento del bisogno non ne vorrà sapere di scrivere. Questo, fra parentesi, succede quando sei in giro e hai con te una sola penna, mai quando sei a casa. Comunque, fatto.
Salutare la mia gatta, ovviamente. Fatto.
Ripensare a tutte queste cose per vedere se manca qualcosa. Fatto.
Cos'altro manca? Ah, sì, esatto...partire. Stai a vedere che sto qui a preparare tutto e poi mi dimentico la cosa più importante.
Roma.Vado e torno. Toccata e fuga.
Vado a Roma, ma non a vedere Roma. Anche se poi quando vai a Roma è inevitabile che vedi Roma, come quando vai a Milano o a Bologna, d'altra parte. Nel senso che vedi Milano o Bologna, intendo, non che vai a Milano e vedi Roma. A meno che non sei un po' come Don Chisciotte, ma non è il mio caso.
Vado a Roma a sentire delle persone parlare. Certo, anche a Milano posso sentire delle persone parlare. Ma queste di Roma dicono cose diverse.
Non so se avrò molto da raccontare quando torno. Se non l'avrò mi invento qualcosa, tanto chi se ne accorge?
Comunque sono contento di partire. La cosa più bella quando si parte è pensare che prima o poi si torna, e quando si torna dopo che si è partiti si è sempre un pochino diversi.
Si dovrebbe partire ogni giorno. Solo che dopo un po' i posti dove andare finiscono. O forse no.
Buon viaggio a tutti.
persone
Non so bene chi sto ringraziando. Ma a volte incontri delle persone e tutto quello che riesci a pensare è: grazie, perchè queste persone ci sono.
Però devi essere parecchio fortunato, come me...
Buonanotte
lunedì 11 giugno 2007
pensierino della sera
Le cose si bagnano.
Tranne quelle che hanno un posto per coprirsi, come un tetto, o roba simile.
Per queste cose, che hanno un posto per coprirsi, c'è qualcos'altro che si bagna al posto loro. Come un tetto, o robe simili.
Se uno è fortunato, come me, è fra le cose che non si bagnano.
Se uno non è fortunato, è fra le cose che si bagnano al posto delle altre.
Comunque, sia che uno si bagni, sia che non si bagni, sta di fatto che di fuori piove.
Su questo non ci piove.
La cosa migliore da fare, in casi come questo, è andarsene a dormire.
Domani è lunedì, e questa era una domenica sera. Tutto torna, per fortuna, anche stavolta.
Buonanotte.
sabato 9 giugno 2007
intro
l'ideale sarebbe sapere con precisione quanti giorni mi restano da vivere.
così saprei quanto scrivere ogni volta.
se sono pochi non mi ci metto neanche.
andrò a occhio.
o a naso.
o a orecchio.
bisogna avercelo, l'orecchio, come cantava uno.
io ce l'ho, l'orecchio.
anzi due.
quindi vado abbastanza sicuro.
a orecchio, diciamo che mi conviene scrivere una volta ogni tanto, tanto per essere precisi. "Tanto" mi sembra una frequenza ragionevole. Anche perchè a volte "tanto" significa "poco", quindi è un po' una via di mezzo fra il tanto e il poco. A volte, insomma. Ecco, sì, a volte scriverò.
Se avrò qualcosa da dire. Ma molto più probabilmente scriverò se non avrò niente da dire. Quello che ho da dire lo dico. Il resto lo scrivo. Qui.




