giovedì 13 settembre 2007

ornitorinchi

vorrei dire solo due cose stasera.
La prima è che nonostante tutto, per quanto possa essere contraddittorio, non c'è tuttavia il benchè minimo dubbio che sia perchè ciò risulta in controtendenza, sia perchè si colloca tra due estremi, ci debba essere ragione per non ripetere in modo il più possibile fermo e deciso che al di là di tutto non pare accettabile sempre e comunque.
La seconda è che ognuno tira l'acqua al suo mulino, tranne alcuni che invece tirano l'acqua nel proprio bagno.
Comunque, non tutto il male viene per nuocere. Una volta un saggio disse che i passaggi a livello dovrebbero funzionare al contrario, cioè i treni dovrebbero fermarsi e lasciare passare le macchine. Non so chi fosse questo saggio, e comunque non credo che l'abbia mai detto, anche se fosse esisito. In effetti me la sono inventata io adesso. Ma quello che più conta è che questo non c'entra nulla con il male che non nuoce, e nemmeno con il mare che non cuoce. Per questo l'ho scritto dopo. Comunque, può anche darsi che sia così, ma se non viene per nuocere non vedo per cos'altro potrebbe venire. Il male intendo. Una volta mi è venuto un mal di denti fortissimo, per via dei denti del giudizio, e insomma, nuoceva abbastanza. Un'altra volta invece mi faceva male la punta di un capello, e ho dovuto amputarla, anche se il barbiere ha fatto di tutto per cercare di salvarla. E' evidente che qui c'è un problema di fondo, anche se è più plausibile che un cammello passi per una cruna di un ago. Infatti poi mi sembra di aver letto da qualche parte che la storia non era proprio così', cioè che non si parlava di un cammello, ma era stato un errore di traduzione di qualcuno che non aveva capito bene cosa c'era scritto sul testo originale. E' sempre la solita questione delle cose masterizzate che non hanno la qualità degli originali. Io una volta conoscevo un tipo originale, e infatti non aveva niente a che vedere con quelli masterizzati. Non saltava mai, tanto per dirne una.
Buonanottte, tanto per dirne un'altra. Lo so, ho scritto buonanottte con 3 t, ma adesso non ho voglia di tornare indietro e cancellare. Quindi tenetevi questa buonanottte, una t in più non ha mai fatto male a nessuno, nè tanto meno ha nuociuto.

tempi

piano piano, ma nemmeno troppo piano, i giorni sul calendario che ho qui di fronte stanno raggiungendo la penultima colonna del mese di settembre...vorrei avere un calendario con un settembre più lungo, perchè ci starebbero più abbracci.
Sì, oggi vado a comprarmi un calendario nuovo, con 100 colonne di numeri in più.

martedì 11 settembre 2007

pensiero rispolverato

"Perchè siamo come tronchi nella neve. In apparenza poggiano appena in superficie, e con una piccola scossa si dovrebbe poterli spingere via. No, non si può, sono saldamente congiunti al terreno. Ma guarda, anche questo è solo apparenza."
(Franz Kafka, Gli alberi)

stringere

...a volte due sole braccia non sono abbastanza per stringere come si vorrebbe...certi abbracci si possono dare solo con il pensiero, mentre le cose scivolano via dalle mani...

domenica 9 settembre 2007

cambridge

3 settimane alla partenza. Tante? Poche? Non so, di sicuro 3.
6 mesi via. Anzi, 3+3 (+3?). Tanti? Pochi? Tanti. Sicuro, tanti.
Non sono mai stato via da casa per così tanto tempo. Non so neanche se riuscirò a restare a casa, in questa casa, quando sarò tornato. Probabile che dovrò restarci. Comunque adesso non riesco a pensare al momento in cui tornerò. Lo vedo così lontano da sembrarmi irreale. La cosa strana però è che mi sembra lontano e irreale anche il momento della partenza. E' qui, lo so, dietro l'angolo, ma non riesco ancora a rendermi bene conto che parto davvero, e che stavolta non sarà una breve vacanza. No, nè breve, nè vacanza.
Partire fa bene, lo so. Di solito quando si torna da viaggi come questo, che non sono davvero "viaggi", ma veri e propri cambiamenti di vita, si torna che si è diversi. Magari poi poco a poco tutto ritornerà nella norma, si riallacceranno i fili con il passato, si tornerà più simili a prima. Questo non lo so. So solo che questo viaggio mi cambierà, anche se non so come. Adesso come adesso ho una grande paura: di perdere quello che ho qui. Di tornare e di non trovarlo più. O peggio , di tornare e di non volerlo più. E' irrazionale, lo so, perchè se non lo vorrò più vorrà dire che la sua perdita non mi farà male. Ma mi spaventa immaginare come sarò fra un po' di mesi e pensare alle cose che adesso sono per me importanti, che adesso non vorrei perdere mai.
Vorrei portarmi via con me tutto quello che ho di importante, per non perderlo mai di vista anche se dovessi perdere di vista quello che davvero sono. O forse, più semplicemente, vorrei non perdere mai di vista me stesso.
Ci proverò.

venerdì 7 settembre 2007

ragione

In Inghilterra, dove ancora si riesce a fare ricerca e a prendere decisioni importanti senza chiedere il permesso della Chiesa, è stata autorizzata la creazione dei cosiddetti "embrioni-chimera" per scopi di ricerca. Si tratta di embrioni ottenuti impiantando DNA umano in ovuli prelevati da mucche o conigli, preventivamente denucleati (cosa che non consente la creazione di embrioni in grado di dar vita a esseri ibridi).
La Chiesa e la superficilità della gente, come spesso è avvenuto nella storia, si sono alleate contro questo tipo di sperimentazione. Nella sua abituale malafede la Chiesa sfrutta le paure della gente, già ben nutrite dalla spettacolarizzazione messa in piedi da parecchi organi di "informazione" (anche se forse sarebbe il caso di non adoperare più questa parola), che già si immagina creature mostruose, mezze uomini e mezze animali, uomini con la coda, mucche con la testa d'uomo. "Mostruoso" è stata la parola usata dal Vaticano per commentare la notizia, e nell'attesa della sparata di un Bertone o di un Ruini, Monsignor Sgreccia ha già tirato fuori il paragone addirittura con la bomba atomica. Ma la Chiesa sa bene che gli scenari fantascientifici ipotizzati dall'immaginazione popolare non sono nè possibili, nè nelle intenzioni di chi fa questo tipo di ricerca. Lo sa bene, ma si guarda dal dirlo, perchè le fa comodo che la gente continui a costruirsi i suoi inquietanti film dentro alla testa.
Gli embrioni creati in laboratorio non servono soltanto per la fecondazione assistita. E non servono assolutamente per la fecondazione nel caso degli embrioni-chimera, anche perchè questa non sarebbe una strada praticabile. Gli embrioni servono perchè facendoli sviluppare per qualche settimana è possibile prelevare le cellule staminali embrionali, cioè un tipo di cellule in grado di specializzarsi praticamente in qualsiasi modo, con tutti i vantaggi che questo comporta per la cura di gravi patologie e per la sperimentazione di metodi di cura per quelle malattie contro cui ancora non si può far nulla.
Chi dice che tutto questo è mostruoso, chi paragona alla bomba atomica i tentativi di trovare cure per il cancro è un irresponsabile e un invasato. Soprattutto se si considera che gli eventuali beneficiari di questo tipo di ricerche, i malati, potrebbero essere ( e di fatto spesso sono) persone che non condividono questo tipo di visione religiosa della scienza e dell'uomo.
Gli embrioni-chimera sono dei meri strumenti, dei meri composti chimici che servono per produrre altri composti chimici, cioè appunto le staminali embrionali. Fatto questo, gli embrioni-chimera vengono distrutti dopo 14 giorni. Per legge, sì, ma anche perchè non avrebbero la possibilità biologica di svilupparsi oltre, tanto meno di dar vita a mostri o minotauri, con buona pace di Studio Aperto. Però la possibilità di usarli in questo modo apre prospettive di ricerca verso cui dovremmo tutti dimostrare un certo interesse , visto che nessuno di noi è sicuro del fatto che un giorno non potrebbe lui stesso averne bisogno. L'idea di trovarmi malato in modo grave e di non potere disporre di cure perchè la ricerca è stata rallentata da strane e incomprensibili (perchè sono incomprensibili, al contrario dei risultati della scienza) teorie sull'anima e su Dio mi inquieta abbastanza.
Attraverso la ricerca sulle staminali ricavate da embrioni-chimera è possibile sperimentare possibili cure per diabete, morbo di Parkinson, Alzheimer, oltre che ricreare in laboratorio tessuti danneggiati , cosa che per esempio sarebbe di vitale importanza per la cura dei tumori.
A me sembrano tutte delle buone ragioni per provare a percorrere questa strada, soprattutto se le ragioni che vengono contrapposte si basano sull'idea che dentro quelle cellule somatiche impiantate in un ovulo ci sia un'anima, o cose simili. E se c'è gente convinta di questo, che si tenga per sè le proprie convinzioni e rifiuti le cure che potrebbero essere scoperte in questo modo nel momento in cui dovesse averne bisogno. Sarebbe una prova di coerenza ammirevole, anche se dubito che qualcuono lo farebbe veramente. In ogni caso, non pretenda che tutto il mondo rinunci alla possibilità di avere questo tipo di cure perchè qualcuno, fossero anche molti, è contrario.

giovedì 6 settembre 2007

dottori

Danno una laurea honoris causa a Mike Bongiorno.
Mi sembra giusto.
Visto che oggi le lauree non contano più nulla, è giusto darle alle persone da nulla.
Quello che fai non importa più. I contenuti non valgono niente.
Conta solo il modo in cui lo fai. Solo l'apparenza vale. Se arrivi a essere il numero uno in qualcosa, tutto il resto passa in secondo o anche in terzo piano. Ci sono quelli che diventano i numeri uno del nulla, ma sono pur sempre considerati "i migliori". Mike Bongiorno, appunto. Sessant'anni spesi a rincoglionire (pardon) gli italiani con quiz e qualunquismo, a tessere l'elogio dell'ottusità e della superficialità. Però tutto quanto fatto nel migliore dei modi, quindi ti meriti una laurea. Sì, mi sembra giusto. Quello che hai davvero fatto, quello che hai davvero detto, cosa importa? Solo la tua ottusità vale, perchè nessuno è stato ottuso come te. Sì, sei davvero il migliore.

Proprio come Valentino Rossi. Un idiota. Però il migliore. Sei in grado di dire una stronzata (pardon II) ogni volta che ti mettono davanti a un microfono. Nessuno comunica come te. Sei uno scienziato della comunicazione, perchè dici stronzate, sì, però come le comunichi te non le comunica nessun altro. Beccati pure tu la tua laurea, che mamma è contenta. Anzi, adesso che ti hanno scoperto a evadere tanti di quei milioni di tasse che si potrebbe far funzionare la disastrata sanità pubblica solo con quelli, dovrebbero proporti anche una laurea in economia aziendale.

Nell'attesa della laurea honoris causa in relazioni pubbliche a costantino, credo sia meglio togliere quel pezzo di carta che ho appeso al muro un po' di tempo fa... forse dovrei iniziare a vergognarmene..

segnalibri

se si potesse chiedere un solo miracolo in una vita, qualcosa di assolutamente straordinario e impossibile che ci fosse concesso ottenere, io spenderei questa mia possibilità chiedendo il dono dell'ubiquità. Essere qui e essere via, nello stesso tempo. Stare insieme alle persone qui, ma essere anche da un'altra parte. Abbracciare forte qualcuno, ed essere a chilometri e chilometri di distanza.
Invece bisogna scegliersi un solo posto dove stare. C'è una sola strada che si può prendere. Se ci si ferma a pensare a quello che non è stato, a quello che non sarà, a quello che avrebbe potuto essere, si finisce con il vivere un'altra vita, una vita che non ci appartiene. Si finisce con l'illudersi di potere essere in due posti, di potere avere due vite, una vera e una immaginata. Ma non si può.
Ci sono delle cose che non potranno succedere. Ci sono delle cose che non ci saranno più. Ci sono cose che finiscono. Pagine che si voltano. Fontane che si spengono...
...stasera mi sento triste, e questo è un buon motivo per andarsene a dormire...

martedì 4 settembre 2007

prove di saluto

Vento di quasi autunno. Sole che non riesce più a scaldare. Buio che arriva un po' prima.
Ciao estate.
Nuova stagione. Cambiamenti in vista. Parentesi da chiudere, e che forse non si riapriranno.
Vago senso di tristezza. Primi assaggi di nostalgia.
ciao gabbiano...

lunedì 3 settembre 2007

occhiali

avete visto questa giornata passare? qualcuno si è accorto di qualcosa? io non ho visto niente, non ho sentito niente, non so niente di oggi. Mi sono alzato stamattina, e a un certo punto mi sono accorto che si era quasi fatta sera. Va bene, ci sono anche le giornate così. La vita è fatta soprattutto di giornate così, giornate che non si ricordano, momenti di passaggio fra le giornate che invece lasciano il segno. Però non si può farne a meno, anche se a volte sembra di odiarle. I momenti di passaggio sono una parte importante della vita. Sono indispensabili, Senza di loro non ci sarebbero i momenti speciali. E' solo difficile accettare il fatto che bisogna passare la maggior parte del tempo ad aspettare, ad avere pazienza, a guardare un po' in più là dell'oggi. Ma non c'è altra via per raggiungere qualcosa se non pazientando, aspettando, tenendo lo sguardo sempre fisso proprio lì, un pochino oltre l'oggi. Ma non troppo oltre, altrimenti ci si perde nel mare di tutte le possibilità che il futuro contiene, ma che non potranno realizzarsi tutte quante. Un pochino più in là, la giusta misura. E' meglio essere un po' miopi sul futuro, purchè non si rimanga ciechi sul domani. Forse non facciamo altro che cercare la giusta misura, in ogni cosa cui ci dedichiamo. Lavoro difficile. Lo si impara, credo, solo passando attraverso le esagerazioni, le paure, le perdite di controllo. Dopodichè si impara a tenere la giusta prospettiva. Non troppo il là, non troppo in qui. Il giusto, insomma.

Domani sarà diverso, forse lascerà qualche segno.
Notte.

zuppa

la mia vita è fatta così:
forse parto per l'inghilterra, forse non parto per l'inghilterra.
se parto per l'inghilterra, forse parto a ottobre, forse parto a gennaio.
se non parto per l'inghilterra, niente.
se parto per l'inghilterra a ottobre, forse sto all'università dell'Inghilterra, forse sto a fare un corso di inglese in attesa di andare all'università dell'inghilterra.
se parto per l'inghilterra a gennaio, sto all'università dell'inghilterra direttamente.
se parto per l'inghilterra a ottobre e sto all'università dell'inghilterra, me lo dicono a fine settembre.
se parto per l'inghilterra a ottobre e faccio uno corso di inglese in attesa di andare all'università dell'inghilterra, me lo dicono nei prossimi giorni. Però se poi l'università dell'inghilterra mi dice che a ottobre posso andare all'università dell'inghilterra, allora vado all'universià dell'inghilterra o a ottobre o lo stesso a gennaio.
se parto per l'inghilterra a ottobre e sto all'università dell'inghilterra e me lo dicono a fine settembre, allora c'è il problema di come mi trovo un alloggio nel giro di una settimana.

semplice, no?
Di buono l'inghilterra ha: la birra inglese, le ragazze inglesi, il Manchester United con Rooney, la pioggia inglese, Mary Poppins, il tè.
Di cattivo l'inghilterra ha: una regina, il brit pop, i prezzi fuori dal mondo, la sterlina al posto dell'euro, la guida dalla parte sbagliata.
Sì, è inutile star lì a fare tante storie del tipo "per loro è normale così", o "per loro siamo noi che guidiamo dalla parte sbagliata". No, gli inglesi guidano proprio dalla parte sbagliata. Hanno anche il volante dalla parte sbagliata. Loro hanno torto, noi abbiamo ragione. SI guida a destra, non a sinistra. Adesso che c'è il tunnel della Manica mi chiedo dove abbiano messo il punto in cui si cambia sistema di guida. A metà tunnel? All'uscita in Francia? All'uscita in Inghilterra? Secondo me in quel punto lì non si capisce niente, la gente passa da una parte all'altra della strada e prima che riesca a realizzare cosa stia succedendo si è già schiantata contro uno che faceva la rotonda nel senso opposto.
Sì, gli inglesi sbagliano. Anche con la storia della regina sbagliano. Cosa ci fa ancora in giro una "regina"? E un "principe"? Siamo nel 2007, non nel Medioevo!
L'unica cosa che non sbagliano è a fare la birra, anche se la copiano dagli irlandesi. E infatti gli irlandesi mi piacciono di più degli inglesi, anche se sono cattolici. D'altra parte nessuno è perfetto. Al limite qualcuno è prefetto.
Gli inglesi credo che abbiano pure inventato la zuppa inglese, altrimenti non vedo perchè si dovrebbe chiamare così. Non ho mai mangiato la zuppa inglese, non so nemmeno come sia fatta. Ho presente solo il gelato al gusto di zuppa inglese, anche se non l'ho mai mangiato. Non credo che la zuppa inglese sia proprio una "zuppa", comunque, come la zuppa di pesce o la zuppa di legumi. Credo che sia più inglese che zuppa. E se non è zuppa, allora non è nemmeno pan bagnato.
Gli inglesi poi hanno il tè, ma questa storia del tè delle cinque mi sembra più una leggenda che una cosa vera. Non me lo vedo Wayne Rooney che alle cinque del pomeriggio sospende l'allenamento per bersi un tè coi biscottini. Al limite una pinta di rossa con un cosciotto di maiale.
Per esempio, Mary Poppins una sola volta va a bere il tè di pomeriggio, e tra l'altro lo fa solo per tirare lo zio Albert giù dal soffitto.
Poi l'inghilterra avrà sicuramente delle fontane, ma sono così insignificanti viste da qui, senza nessun gabbiano che vola attorno a loro.
Buonanotte

sabato 1 settembre 2007

amen

domani ho un battesimo. Non il mio. Io sono già stato battezzato. E' il battesimo del mio cuginetto. Poi si va a mangiare! Per guadagnarsi il pranzo però bisogno subire la messa. Io non vado più a messa da anni perchè non ho mai capito nè quello che mi dicevano, nè quello che io dovevo dire durante la messa. Per esempio non so cosa vuol dire Kyrie Eleison, e non so perchè lo devo dire. Quando qualcuno dice una cosa che non sa cosa vuol dire è come se non l'avesse detta, quindi tanto vale non dirla. Anzi, sarebbe doveroso non dirla. Però domani la messa mi tocca lo stesso.
La messa mi annoia. E mi fa infastidisce che bisogna continuare ad alzarsi e a sedersi. E mi infastidisce che devo dare la mano a quello di fianco a me anche se non lo conosco. E mi infastidisce che quegli avvoltoi passino a chiedere l'offerta. E mi infastidisce che il prete beva il vino veramente. E mi infastidisce la campanella dei chierichetti. E mi infastidisce quella preghiera che dice "Credo in questo e in quest'altro", perchè è senza senso. E mi infastidisce che il prete parli come se fosse un prete. Poi al battesimo mi infastidisce che bisogna far soffrire il bimbo bagnandogli la testa.
La cosa che mi piace di più della messa è quando il prete dice "andate in pace".
Andate in pace anche voi, che io me ne vado a dormire. Kyrie eleison a tutti.

venerdì 31 agosto 2007

risposte

ho trovato un nuovo modo di passare le giornate.
Accumulare nervoso.
E' abbastanza divertente.
Ti alzi la mattina con il nervoso del giorno prima, e arrivi a sera con una dose di nervoso raddoppiata.
Cose che fanno accumulare nervoso:
1) mandi le mail e la gente non ti risponde
2) mandi le mail e la gente ti risponde, ma non a quello che avevi chiesto
3) ti chiedono di fare ancora più cose, ancora più impegnative, in sempre meno tempo.
4) il mondo va in vacanza proprio quando tu hai bisogno di lui.
5) la gente fa troppe vacanze. La gente non ha voglia di lavorare.
6) non sai bene dove sarai e cosa starai facendo fra un mese.
7) devi cercare un alloggio ma devi aspettare che ti diano la conferma che puoi traseferirti. Chiedi di poterti trasferire ma devi aspettare di aver trovato un alloggio.
8) perdi tempo a scrivere su un blog quando dovresti ricominciare la tua giornata fatta di mail, di attese, di arrabbiature, di insulti urlati dentro la tua testa alla gente a cui scrivi.
9) non sai come diavolo tradurre "diagnosi pre-impianto" in inglese.
10) non sei seduto sul bordo di una fontana ad ascoltare i pensieri di un gabbiano

vado a mandare mail. Tanto non mi risponderà nessuno.
Scrivetemi voi.

lunedì 27 agosto 2007

salvagenti



ho un gabbiano che mi vola dentro.
leggero.
silenzioso.
delicato.
libero.
due ali bianche per volarsene via, quando lo vorrà.
due ali forti per abbracciarmi.
piume morbide che mi fanno da cuscino.
artigli robusti per aggrapparsi agli scogli che ho dentro.
che si tenga forte a queste pietre, qui dentro, e affondi gli artigli nella roccia, quando il vento si alzerà forte per spazzare via tutto quanto, per cambiare le cose, per soffiare via i ricordi.
che resti sempre qui con me, a volare libero in quel cielo che ho provato a inventare per lui.
Il mio gabbiano.

"...e quel salvagente sulle sue zampine è per ogni volta che ti servirà..."

domenica 26 agosto 2007

sicurezza

Rientrato. Ieri. Niente code, poco caldo, abbastanza sonno.
Casa mia era sempre qui. La mia gatta pure. Tutto nella norma.
Progetti per il futuro: riprendere in mano la mia solita vita, riorganizzare le idee, recuperare quel che avevo lasciato. In realtà non l'ho mai davvero lasciato, però ci sono un po' di pensieri da rispolverare.
Ritrovato la mia bicicletta, i miei boschi, il mio lago, il mio praticello.
Ritrovata la fontana in riva al lago. E i miei ricordi seduti sul bordo della fontana che mi aspettavano. In realtà erano già con me da prima, me li ero messi in valigia. Così, per sicurezza. Mi porto sempre dei ricordi di sicurezza, nel caso mi capitino dei momenti di solitudine o di tristezza mentre sono via. E in effetti mi capitano spesso.
Ritrovata la televisione, purtroppo. E pure il telecomando, ahimè.
Trovata posta accumulata.
La mia stanza, il mio letto, il mio cuscino.
Il mio bagno, soprattutto il mio bagno.
Quando si va via la cosa di cui più si sente la mancanza secondo me è il bagno di casa propria.
La seconda il proprio letto.
Ho fatto delle fotografie al mare. Esempio di fotografia fatta al mare:
In primissimo piano si vede un po' di spiaggia. Quell'acqua che fa le onde è il mare. Quello sopra con le nuvole e il sole che cerca di farsi largo (ma non ce la farà) è il cielo. Quello che fa la foto, da questa parte dell'immagine, sono io.
Un 'altra foto del mare, per esempio, è questa:

La spiaggia è sempre quella in primo piano. L'acqua che fa le onde, anche qui, è il mare. Quello azzurro sfumato con qualche nuvola è il cielo. Il cerchio giallo che spacca le nuvole è il sole. E io sono sempre quello da quest'altra parte, mentre faccio la foto. In realtà sto facendo una foto a uno specchio.

Domani, siccome le vacanze sono finite, torno a fare il mio mestiere, una parte del quale consiste nel chiedermi in cosa consista il mio mestiere. E per rispondere, sempre siccome le vacanze sono finite, vado a Milano, ma a Milano non-Marittima. In realtà credo siano esattamente uguali, l'unica differenza è che in una delle due non c'è il mare, anche se adesso non mi ricordo bene quale. Però per esempio settimana scorsa,vedendo dalla spiaggia questo panorama:


mi è venuto da chiedermi in fin dei conti in quale delle due Milano mi trovassi. Comunque, se al mare ho trovato i grattacieli immersi nella nebbia, può anche darsi che domani a Milano trovi il mare. C'è un film con Celentano in cui succede veramente.

Speriamo, io per sicurezza il costume lo porto.

Buonanotte.

venerdì 24 agosto 2007

sgoccioli

ultimo giorno di vacanza al mare.
cielo cupo.
stmattina presto nebbia.
poi sole.
poi pioggia.
ora nuvole.
cambia, il tempo cambia.
veloce.
imprevedibile.
inaffidabile.

domani rientro.
code.
caldo (perchè già lo so che dopo una settimana di freddo il caldo mi aspetta al momento fare la coda in autostrada).
poi casa.
lago.
colline.
bicicletta.
fontane.
Soprattutto fontane.

giovedì 23 agosto 2007

mare

il problema del raccoglierei conchiglie sulla spiaggia è che quelle più belle sono sempre quelle che si nascondono sotto la sabbia, o quelle che sono capovolte e non mostrano il loro dorso. Dev'essere una variazione della legge di Murphy, la famosa legge della sfiga.
Raccogliere conchiglie sulla spiaggia quando ancora la gente dorme è una cosa che dà un senso a una vacanza. Al mattino presto il mare è mare, con le onde e le conchiglie. Poi diventa semplicemente spiaggia, e il bello finisce.
A meno che non piova.
Qui piove spesso.
E il mare rimane mare anche di giorno.
Bellissimo

venerdì 17 agosto 2007

maremoto

Me ne vado al mare una settimana.
Non mi piace andare al mare. Però ci vado lo stesso.
Spero di non abbronzarmi.
Spero di non fare tanti bagni.
Spero di non fare vita notturna.
Al mare d'estate non c'è niente da fare, niente da vedere.
Tutti i giorni sono uguali, tutti i posti sono uguali. Acqua sabbia negozi. Sole vento. Mangiare dormire passeggiare. Sabato=domenica=lunedì=martedì=mercoledì=giovedì=venerdì=sabato. Poi da sabato pomeriggio è diverso perchè torno.
Per passare il tempo mi porto delle cose da fare. In realtà me le porto perchè devo farle, e preferirei non dover andare al mare.
Chissà se anche quelli che abitano al mare tutto l'anno d'estate vanno al mare. Magari vanno al mare in un altro posto, ma non ha molto senso. Magari vanno in montagna, ma così non si godono il mare quando fa caldo. Magari restano dove sono e fan finta di essere turisti. O magari vegono qui al lago, che c'è l'acqua lo stesso ma è molto più bello del mare.
Di sicuro le pantegane che abbiamo qui noi al lago se le sognano al mare.
Il blog va in ferie fino a sabato. Buone vacanze a tutti quelli che sono al mare, tranne a quelli che sono al mare in Croazia.

giovedì 16 agosto 2007

idraulici

Calma piatta, come d'attesa.
Lavandino:
goccia. tloc.
goccia. tloc.
goccia. tloc.
Bisogna che qualcuno chiuda o apra del tutto il rubinetto. Quel rumore è fastidioso, e sembra non dover smettere mai.
Come d'attesa.
L' attesa è qualcosa che a un certo punto finisce. Solo quando finisce si scopre se è stata davvero un' attesa, o solo un'illusione. Si attende qualcosa che poi arriva; se non arriva, allora non era "attesa". Però lo si sa solo dopo. Oppure lo si sa prima, ma solo se si è sicuri davvero che quello che si attende a un certo punto arriverà.
Come d'attesa. Come d'attesa è peggio che attesa. E' non sapere come si è, cosa si è, a che punto si è. Come d'attesa è non sapere. Attesa, invece, è sapere.
Io sono come in attesa.
E in effetti no, non è calma piatta.

lunedì 13 agosto 2007

zurückgekommen!

Guten Tag, ich bin um Samstag in der Nacht von Süd-Deutschland zurückgegangen, e adesso siccome non ne posso più di sentire parlare tedesco ritorno al mio vecchio logoro italiano.
Vacanza bellissima, posti bellissimi, cibo buonissimo, birra issima.
Noi in Italia pensiamo che solo qui si mangi bene, che qui ci siano i posti più belli del mondo, che come si beve qui non si beve da nessun'altra parte, e tutta una serie di altre stupidaggini.
Invece in Germania si mangia benissimo: carne di maiale, di vitello, verdure cucinate in mille modi diversi, pane e dolci squisiti; in Germania si beve benissimo: litri di birra che vanno giù leggeri come l'acqua, birra che sa di birra, cioè di orzo, di pane, di tutti i sapori che deve avere una cosa che arriva dai campi , dalla terra e dalle cantine, e diventa la bevanda più buona e naturale che ci sia. In Germania, almeno nella zona di Monaco, non esiste il nostro "quartino" , perchè là la birra è fatta così bene che se ne può bere tranquillamente un litro o due senza che dia alla testa. La birra "a caduta" dei Biergarten di Monaco è una delle più buone che abbia mai assaggiato (seppur si può parlare di "assaggi"per delle quantità simili), anche se non è proprio il mio genere di birra. Se vai a Monaco e dici "birra", stai dicendo "un litro" di birra. Se ne ne ingolli un paio, a parte qualche bollicina di troppo nello stomaco, non hai quei problemi tipo cerchio alla testa o annebbiamento che avresti se facessi la stessa cosa con della normale birra qui in Italia. Non so spiegarmi il motivo, però è davvero così.
E poi, soprattutto, in Germania ci sono dei posti bellissimi, almeno stando a quelli che ho potuto vedere in questi giorni: non parlo solo delle città più conosciute come Monaco, Norimberga, Friburgo, ma dei tanti luoghi che sembrano usciti da quei libri di fiabe per bambini dove i disegni rispecchiano le parole dei racconti, non la realtà. Ma quelle che ho per le mani adesso sono fotografie di posti reali, che raccontano paesi, cittadelle, torri, castelli, boschi, laghi che costellano e circondano la Baviera e la Foresta Nera. Posti come Rothenburg (foto destra), forse la meta più bella di questo viaggio, con le sue casette a graticcio, le sue mura imponenti e panoramche e le sue torri da roccaforte medievale, oltre ovviamente ai suoi negozi di Natale (sì, in pieno agosto!) che sono veri e propri villaggi dove ti aspetti che da un momento all'altro salti fuori Babbo Natale in persona; e poi Regensburg (Ratisbona), con il suo duomo gotico, la torre con il ponte sul Danubio, i suoi angoli così misteriosi; e Heidelberg (foto piccola qui sotto) , la cittadina della prestigiosa università con il suo elegante e decorativo castello che la domina e la incornicia dall'alto e il suo ponte sul fiume che sembra un tappeto rosso steso verso l'ingresso del centro storico; e ancora i tanti paesini della Foresta Nera, come Schiltach (foto qui sotto a sinistra), piccolo borgo sperduto nei boschi e praticamente sconosciuto ai turisti, che snoda i suoi vicoli sopra un fiumiciattolo, fra locande e casette a graticcio che lo rendono un posto così fiabesco e irreale da farti venire il dubbio che qualche fata o folletto possa abitare dietro una di quelle finestre.
E alla fine, ultima tappa del viaggio, Friburgo (sotto), la "mia" città. Ci sono legato come se fosse casa mia, il che può sembrare assurdo, visto che finora ci avevo passato solo tre settimane. Ma erano tre anni che mi ero ripromesso di tornarci, perchè ho tanti ricordi legati a quelle due torri che racchiudono alle due estremità la città vecchia, ai tram che sferragliano a ogni angolo, all'imponente cattedrale nella pittoresca piazza del mercato, ai canali che scorrono a fianco di ogni strada, alla statua del Bertholdsbrunnen a cavallo, l'ombelico della città che sembra dirigere tutta la vita che si dirama a partire da lì.
La degna conclusione per incorniciare una vacanza particamente perfetta, se si esclude la pioggia che ci ha preseguitati.
Adesso credo sia ora di tornare alle mie faccende. MI sembra di avere già raccontato troppo, se si conta che il tutto è durato sei giorni. Ma sono stati così intensi che a ripensarci adesso mi sembrano settimane. Il difficile è riabituarsi ai tanti piccoli spazi vuoti che riempiono le giornate di una vita normale, anche quando è una vita piuttosto frenetica. E' gradito il sostegno morale da parte di chi legge. Ma io so già che c'è qualcuno in grado di rendermi più dolce questo "trauma". In fondo non è così impossibile sentirsi "come se si fosse in vacanza" anche qui, no?

lunedì 6 agosto 2007

saluti

cartolina da monaco.
Tanti cari saluti da questa bellissima citta'. Qui tutto bene. Un saluto alla zia e un bacio alla nonna. statemi bene. ci vediamo al ritorno.
alberto

foto di monaco con piazza chiesa fontana cielo azzurro e scritto "monaco" colorata di rosso

domenica 5 agosto 2007

pronti PARTENZA via!

si parte.
Di nuovo.
Negli ultimi mesi mi è successo spesso.
Londra.
Roma.
Ora Germania. Monaco Norimberga Heidelberg Friburgo.
Ma sono tutte false partenze. Partenze in cui il viaggio di andata fa già parte del viaggio di ritorno.
Forse fra qualche mese riuscirò a fare una partenza vera. Di quelle che si parte e si sta via, e al ritorno non si pensa. Il ritorno sarà un altro nuovo viaggio.
Per intanto mi accontento di questi viaggi.
Ho avuto partenze migliori, più tranquille, più entusiasmanti. Questo è un viaggio cacciato dentro a forza in un periodo in cui forse avrei fatto meglio a non partire. Ma tant'è.
Non scriverò per qualche giorno, anche il blog se ne va in vacanza.
Tanto ad agosto sembra che tutto il mondo debba fermarsi.
E allora mi fermo anch'io.
Parto, ma mi fermo. Fra un po' spero di partire per andare, di partire davvero.
Intanto stacco un attimo la spina. Mi spengo, ma solo per pochi giorni.
Non mi mancherete. Solo una persona mi mancherà davvero. Anche se ci sarà.
buonanotte a voi, buon viaggio a me.

venerdì 3 agosto 2007

diario di bordo- annotazioni fondamentali

se bastasse una sola canzone per far piovere amore, allora cantala. Se no, taci, e togliti la molletta dal naso.
Se il modo fosse un angolo di cielo, rimangerei la mela del peccato: una delle frasi più cervellotiche che abbia mai sentito, seconda solo a :"se ciò che appare come la stessa espressione è impiegato correttamente ora sulla base di un certo dominio di sostegno evidenziale ora sulla base di un altro (o nessuno, la conclusione ovvia sembrerebbe essere che l'espressione è ambigua".
Se, allora.
Se son rose, fioriranno: questa è semplice. Ma tutti i fiori, prima o poi, fioriranno, se no non sono fiori.
Se, allora. Non sempre però.
Allora, senza se e senza ma. Solo "allora".
Solo allora sapremo...
Allora allora allora allora etc...cento allora!!!
Cento all'ora in centro all'ora di punta, allora multa per eccesso di velocità.
Multa?
Molta multa...Multorum!Multo oro.
Multorum, multo incenso, multa mirra: cosa diavolo è la mirra? Certo non un bel regalo, per un neonato.
Mirra= Epifania: la festa più inutile che ci sia. Arriva la befana sulla scopa a cento all'ora in pieno centro: proprio non si può! Cento all'ora allora multa; aspetti, lei non sa chi sono io, sono la Befana! Sì e io sono Babbo NAtale. Multorum anche a lei. Multo oro. Il mattino ha l'oro in bocca, la notte ha il mattino nel culo.
La notte mi piace più del giorno, il giorno mi rompe le palle.
Palle: se fosse il 7 gennaio dovrei disfare l'albero di Natale (Natale, il mio vicino di casa) e metter via le palle. Per fortuna siamo ad agosto, le palle le tengo qui e le faccio girare.
Palle: palla asino, palla avvelenata, pallavolo, pallamano, pallanuoto, palla al piede, palla al balzo, palla piano altlimenti ci scoplono...Lei è cinese? No, ho un difetto di plonuncia: dico la L al posto della L.
No, lei è cinese: ha gli occhi a mandorla! No, ho un difetto alla vista
No, lei è cinese: ha la pelle gialla! No, ho l'epatite.
Le conveniva essere cinese...
I cinesi sono piccoli: con due cinesi ci fai un vatusso. Qquando hai fatto un vatusso poi non sai cosa fartene e allora lo devi riportare alle falde del Kilimangiaro.A me non verrebbe mai in mente di chiamare una montagna "Kilimangiaro" (neanche "Gennargentu", se è per questo).
Buona giornata. Questo post è per tutti quelli che non sanno da che verso prendere questo venerdì. Se fossi in voi comunque inizierei dal mattino, perchè iniziare le giornate dalla sera potrebbe far girare il mondo al contrario.

giovedì 2 agosto 2007

prima ora - lezione di storia

In quell’epoca la Beozia si trovò a scontrarsi con la Mongolia per il controllo della Cicisbea.
Dal canto loro, i Cicisbei, per difendersi dagli attacchi degli uni e degli altri, strinsero un’alleanza con gli Unni e con gli Altri.
Ne seguì una situazione estremamente, ma estremamente complicata: i Beoti e i Mongoli, gli uni contro gli altri ed entrambi contro i Cicisbei, con gli Unni e con gli Altri.
Dopo essersi a lungo consultati, i due capi dei Beoti e dei Mongoli decisero di stringere un’alleanza per semplificare le cose e potere condurre una guerra unica contro la triade Cicisbei-Unni- Altri, vinta la quale si sarebbero poi giocati la Cicisbea in una guerra di spareggio.
Lo scontro decisivo fra le due coalizioni avvenne nella celebre battaglia di Garbagnate Milanese (115 a.C.), importante centro commerciale della Brianza noto per aver dato il nome alla città che di lì a poco avrebbe preso il nome di "Milano" : beoti, mongoli, cicisbei, unni, altri, e chi più ne ha più ne metta si affrontarono valorosamente a colpi di cucchiaiate sulla testa, finchè dallo scontro emersero vincitori gli Unni e i Beoti, i quali, gli uni e gli altri, impiegarono molti anni a capire come avessero potuto vincere entrambi una guerra in cui erano inizialmente gli uni contro gli altri. Gli Altri, credendosi alleati degli Unni, rimasero sorpresi da una guerra che aveva finito col metterli gli uni contro gli altri, e pensarono che forse, durante lo svolgimento, qualcuno potesse avere fatto un po’ di confusione fra gli Unni, gli Altri, gli uni e gli altri.
Il risultato fu che gli uni (gli Altri), tornarono a casa con le pive nel sacco e rimasero per i successivi due secoli in silenzio stampa, mentre gli altri (gli Unni) si sostituirono ai Mongoli nella guerra di spareggio contro gli ex-nemici nuovi alleati prossimi neo-nemici Beoti per il controllo della Cicisbea.
Come andò a finire lo spareggio?
Beh, questa è storia recente: i Beoti sconfissero gli Unni e, invadendo la Cicisbea, diedero il là alla loro progressiva espansione dapprima nei territori limitrofi (Eubea, Mesopotamia, Castelseprio, Viggiù, Normandia) poi poco a poco in tutto il mondo, in cui ancora oggi i beoti e i loro discendenti regnano incontrastati.
Sconfiggere i beoti è la sfida che ci attende al varco del nuovo millennio, e già sembra profilarsi all’orizzonte il popolo che sarà in grado di spezzare questa plurimillenaria egemonia. Ma forse anticipiamo troppo, cari amici.
Volete sapere chi saranno i prossimi sfidanti dei beoti per il controllo del mondo? Allora non perdete la prossima puntata di “La storia raccontata da uno che non la sa”. A presto.

martedì 31 luglio 2007

lucky man

ma quando uno sogna i numeri del lotto sogna proprio i numeri oppure sogna delle cose tipo alberi, case, serpenti, che poi vanno interpretati come simboli che stanno per i numeri?
Io non ho mai sognato i numeri del lotto. Per fortuna. Non dev'essere molto divertente sognare un 3. Figuriamoci un 72 o un 64. Comunque credo che i numeri del lotto siano uguali agli altri numeri, tipo quelli del telefono o del codice postale. CIoè, il 2 rimane sempre un 2, poi vedi te se usarlo per una telefonata o se giocarlo sulla ruota di bari.
Però magari non si sogna proprio il numero. Magari si sognano delle persone che ti dicono un numero. Il problema è che non sai mai se il sogno è attendibile oppure se è tutta colpa della polenta che hai mangiato prima di andare a dormire.
E se invece si trattasse di semplici sogni "normali" che poi devono essere interpretati, la cosa non mi sembrerebbe molto conveniente, perchè dovrei sborsare migliaia di euro a qualche maga di telesettelaghi o odeon per farmeli interpretare , per vincere poi magari 50 euro. Senza considerare il fatto che dovrei raccontare alla maga di telesettelaghi i miei sogni, che sono anche un po' affari miei.
Una cosa che non riesco proprio a capire di questo ridicolo e pietoso Paese in cui vivo è la questione dei vari maghi, maghetti, magonzi, cartomanti, veggenti. Tu alla sera, per esempio quando c'è la pausa pubblicitaria a Lucignolo e proprio non riesci a trovare Mike Bongiorno su nessun canale, prendi il telecomando e giri su una qualsiasi televisioncina privata, magari di quelle che guardano solo i parenti di chi ci compare. Bene, allora trovi quello che mette giù le carte su un tavolo come al "Solitario" (anzi, probabilmente è propri il Solitario!) e ti dice se domani muori oppure no (però tranquilli, quasi sempre dice no); quello che fa dondolare un dente di suo zio e ti dice se nel 1978 tua moglie ti ha messo le corna oppure no (e qui forse vi dovreste preoccupare un po'); quello che scarabocchia qualcosa su un foglio (probabilmente la lista della sua spesa) e poi ti dice se nella vita precedente tu eri una pantegana cinese o un leone africano. Tu intanto paghi la telefonata, loro intanto ti dicono di andare nel loro studio dove si può parlare con più calma.
Poi a un certo punto saltano fuori gli scandali perchè si scopre che "in realtà" questi magonzoli erano dei truffatori! Ma come "in realtà"!? Perchè prima non si capiva? Cioè uno ti dice: "chiamami, cosa solo 2euro al minuto più iva, e io con molta calma ti dico se domani avrai l'aumento di stipendio", e uno pensa che sia tutto normale?
Un'altra cosa che non riesco a capire è quella dei "tuoi" numeri del lotto. Coè, non è che non capisco questa cosa, perchè non c'è niente da capire. Non capisco il fatto che la gente non riesca a capire! Ci sono queste trasmissioni, persino sulla rai (beh, siamo in Italia, che volete?) in cui tu telefoni e c'è il magonzolo di turno che ti chiede quando sei nato e che gusto del gelato ti piace, e poi fa un'operazione matematica complicatissima (ancora più delle addizioni!) e ti dice che i tuoi numeri fortunati sono 12 27 71. Allora tu vai e li giochi al lotto, perchè se sono i "tuoi" numeri ti porteranno per forza fortuna. Mentre sei in coda incontri la massaia che abita sotto casa tua che sta giocando i "suoi" numeri fortunati, che ovviamente non sono gli stessi tuoi (per forza, sono "suoi"). Allora ti accorgi che ognuno ha i propri numeri, tutti diversi da quelli degli altri, e inizi a renderti conto che forse la storia dei numeri "fortunati" potrebbe aver senso solo se ci fosse un'estrazione del lotto diversa per ciascun giocatore. Ma siccome l'estrazione è una sola, i numeri fortunati davvero "fortunati" sono quelli di una persona sola, non di tutte. Ma allora non c'era mica bisogno del magonzolo perchè qualcuno vincesse. Però se il magonzolo è un pochetto furbo dà ovviamente numeri diversi a ciascun giocatore, così sta sicuro che nel mucchio qualcosa becca. Poi quello che vince e che ancora non ha capito telefona al maganzolo per ringraziarlo dei numeri fortunati, e il magonzolo fa quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così che abbiamo noi che ve l'avevamo detto...
va beh, vado a bermi una birra, che è una delle poche cose di cui ci si può ancora fidare...

lunedì 30 luglio 2007

boh..

stasera non scrivo niente in questo blog perchè sono stanco, ho sonno e non ho niente da dire.
Sono tre buoni motivi. Qualcuno potrebbe pensare che in realtà sono due buoni motivi, perchè "sono stanco" e "ho sonno" possono sembrare la stessa cosa. Invece no, perchè è vero che se si ha sonno allora si è stanchi, ma si può essere stanchi senza aver sonno. Provate a chiedere a uno che ha appena finito la maratona se ha sonno. Secondo me no.
Forse sono stanco perchè oggi c'era questo vento che soffiava forte forte. Così: ffffffffffffffffff, fffffffffffffffffffffffffffffff, ffffffffffffffffffff.... (il vento quando soffia dice "f", ci avete mai fatto caso?) Ma è vero che il vento stanca? Così dicono, ma per me è una cavolata. E poi comunque sono stato in casa tutto il giorno, cosa mi cambia se fuori c'è vento o il sole o nevica? Però mi sa che è il caso che stia sull'attenti: questo mi sembra proprio il vento di Mary Poppins, perchè soffia davvero forte e spazza via tutto quanto. Magari arriva, devo prepararmi! Anche se con questo buio è difficile distinguere un ombrellino su nel cielo. Speriamo che aspetti almeno domani mattina.
Siccome non avevo niente da dire, non ho detto niente. Sono stato coerente. E ho mantenuto la promessa. Ma forse non l'avevo promesso, l'avevo solo detto. Non so, non mi ricordo. Dovrei andare a rileggermi l'inizio di questo post, ma è troppo in alto, mi passa la voglia.
Vado a nanna. Spero di dormire. Se non dormo torno a scrivere qualcosa qui.
Magari ci si vede dopo. Magari no.
In ogni caso buonanotte. Se sognate dei numeri del lotto, per cortesia, passate parola.

domenica 29 luglio 2007

quella cosa là

Il motivo per cui faccio tanta fatica a usare questa parola, "felicità", è che non la capisco. Se la felicità è una cosa soggettiva, un modo personale di vivere le situazioni, allora per ciascuna persona "felicità" deve avere un significato diverso. E allora con "felicità" io potrei intendere qualcosa che nessun altro capirebbe.
E infatti credo sia così. Prima ho detto che sono felice, ma nessuno sa davvero cosa voglia dire per me adesso essere felice.
Da sempre ti insegnano che devi stare attento a non confondere la "felicità" con il semplice "essere contento", oppure la felicità con il semplice "piacere". E poi ti spiegano che essere contenti significa questo e quest'altro, mentre la felicità è quell'altra cosa là, più grande, diversa, lassù in cima. E poi che il piacere significa questo e quest'altro, ma la felicità no, la felicità è ancora quell'altra cosa là (quella di prima). Io di questi discorsi ho sempre capito la prima parte, ma "quell'altra cosa là" no, non l'ho mai capita.
Non riesco proprio a vedere dove, in fin dei conti, stia la differenza.
Allora mi sono detto che per evitare confusioni questa strana parola sarebbe stato meglio non usarla troppo spesso. Infatti non la uso praticamente mai.
Però a volte, se penso a certe situazioni, a certi momenti che ho vissuto, e se mi chiedo cosa ho provato, come mi sono sentito in quei momenti, e poi anche come mi sento adesso che ci ripenso, mi sembra davvero che "contentezza" e "piacere" non siano abbastanza. E allora mi sembra di dover andare a tirar fuori proprio quello parolina là.
Felicità.
Come ho fatto oggi, nel post qui sotto.
Forse che bastava davvero soltanto vedere un po' di felicità sul volto di qualcun altro per iniziare a capire quello che con tante parole non sono mai riusciti a farmi capire?
Forse che il segreto di tutto è semplicemente quello di guardare le altre persone e aspettare che spunti un sorriso propro là dove desideravi che spuntasse?
Chissà, forse all'alba dei 26 anni inizio a capire qualcosa di importante.
Meglio tardi che mai. Mi tornerà utile quando sarò grande.
Buonanotte a tutti. E l'augurio di specchiarvi ogni giorno nei sorrisi delle persone a cui volete bene.

felicità è...

Tornato a casa alle cinque del mattino. A fatica, ma tornato. Leggermente piegato verso destra, per reggermi sulla leva del cambio, ma tornato. Con quell'impulso a restituire al mondo un po' di alcool ingurgitato, ma tornato.
Adesso:
Mal di testa.
Torcicollo (!?).
Stomaco in sciopero.
Mal di gambe (!?).
In una parola: Felice.
Parola impegnativa, io non la uso mai. Però stavolta sì:felice.
Felicità rubata, o forse semplicemente regalatami. Ma pur sempre felicità.
Felicità è vedere felici le persone che si meritano di essere felici. Le persone che si vorrebbe siano felici. E bere questa loro felicità. Ubriacarsi della loro felicità. Finchè non diventa anche un po' tua.
C'è qualcosa di più importante? C'è qualche altro modo di essere felici, se non specchiarsi nella felicità delle persone che si considerano importanti?

venerdì 27 luglio 2007

vicini

stamattina sono stato svegliato dal soave suono dei cani del mio vicino che abbaiavano come degli indemoniati. Alcuni si svegliano al canto del gallo, io mi sveglio all'abbaiare dei cani. Forse però dovrei essere contento, visto che il gallo canta molto prima che i cani abbaino.
Io adoro gli animali, persino quelli umani. Però stamattina ho avuto l'impulso cieco di prendere il mio fucile e di sparare una raffica di colpi a quelle bestiole. Intendo i miei vicini, non i cani (che in fondo quando abbaiano fanno il loro mestiere). Per fortuna io non ho un "mio fucile".
Adesso comunque hanno smesso di abbiare. Giusto il tempo di svegliarmi e buttarmi giù dal letto, come al solito, poi fino a stasera non li si sente più.
Ma non potevano prendersi dei gatti i miei vicini?
Anzi, non potevano non essere miei vicini i miei vicini? Per esempio comprarsi una casa da un'altra parte, o continuare a vivere in casa dei loro genitori...
se andate a vivere da soli, per favore, non diventate mai dei vicini di casa, perchè in quel momento state sicuri che ci sarà qualcuno che vi starà odiando.
Siccome stamattina sono arrabbiato, non vi auguro nemmeno buona giornata. Arrangiatevi. (a meno che non siate degli angioletti, perchè allora sì: buona giornata!)

giovedì 26 luglio 2007

limiti

Io ti amo
poesia di Stefano Benni

Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempira l'universo
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l'incanto
di un tuo solo sguardo
Io ti amo
e se non ti basta
solleverò i vulcani
e il loro fuoco metterò
nelle tue mani, e sara ghiaccio
per il bruciare delle mie passioni
Io ti amo
e se non ti basta
anche le nuvole catturerò
e te le porterò domate
e su te piover dovranno
quando d'estate
per il caldo non dormi
E se non ti basta
perché il tempo si fermi
fermerò i pianeti in volo
e se non ti basta
vaffanculo

punto della situazione

Dunque, vediamo se c'è tutto:
stanchezza - ok.
nervoso - ok.
un pizzico di tristezza - sì, è qui.
cani del vicino che abbaiano - ok.
occhi gonfi - certo, ci sono.
scappa la pipì - ok.
voglia di insultare il primo che passa - sì, anche questa c'è.
Non dovrebbe mancare nulla. Ecco, sono pronto a iniziare un'altra entusiasmante, avvincente, piena di sorprese, giornata! Fatemi sapere come va il mondo là fuori , sotto questo cielo azzurro che non vedrò, tra le rondini che cantano e che non sentirò, in mezzo alla gente con cui non parlerò. Io passerò tutta la giornata a dialogare con un tizio che nemmeno vedrò in faccia, di cui nemmeno sentirò la voce e di cui proverò a capire cosa diavolo sta cercando di dirmi, Insomma, passerò la giornata su un libro. Di cosa parla? Poco importa. Di sicuro non parla di rondini, nè del cielo azzurro. Un pochino parla della gente, anzi, delle persone.
La gente non mi piace.
Le persone invece sì, mi piacciono.
Ma soprattutto io preferisco gli angioletti.
Solo che ce ne sono così pochi al giorno d'oggi.
Buona giornata a me e a tutti gli angioletti che si confondono in mezzo alla gente comune.

martedì 24 luglio 2007

...

che brutte ombre girano stasera. E in questi giorni. Non si vedono nemmeno bene in faccia. Coprono solo la visuale, e offuscano tutto il resto.
Qualcuno è capace di mandarle via?

lunedì 23 luglio 2007

??

avete visto per caso un coniglio passare di qua?
piccolino, marroncino, molto chiacchierone..
gli conviene proprio sbrigarsi a quello lì, che gli ho affidato un compito importante..

missione



"ECCOMI, ECCOMI...STO ARRIVANDO. HO UN MESSAGGIO DA RECAPITARE ENTRO DOMANI MATTINA. SPERO SOLO DI FARE IN TEMPO. CHE IDEA PERO' MANDARE UN CONIGLIO. NON POTEVA FARLO DIRETTAMENTE LUI? O E' TROPPO IMPEGNATO A SCRIVERE STUPIDATE IN QUESTO STUPIDO BLOG?..OPS, SPERO NON MI ABBIA SENTITO. CAPACE DI CANCELLARMI DAL BLOG SE LO FACCIO ARRABBIARE. MI FERMEREI VOLENTIERI A LEGGERE QUALCOSA DI QUELLO CHE HA SCRITTO QUI SOTTO, MA SE NON PORTO IL MESSAGGIO ENTRO DOMANI MATTINA QUELLO Lì MI METTE NEL FORNO CON UN CONTORNO DI PATATE...MA DOVE HO MESSO L'INDIRIZZO? AH Sì, ECCOLO QUI...IO SCAPPO. SE VEDETE IL PADRONE DEL BLOG DITEGLI CHE STO FACENDO PIU' IN FRETTA CHE POSSO. CIAO A TUTTI!"

domenica 22 luglio 2007

acquavita

C'è un uomo in mezzo al deserto. Siccome il deserto è grande, e l'uomo invece è un uomo, non c'è molta differenza fra quell'uomo e uno qualsiasi dei granelli di sabbia su cui poggia i piedi. Quando due cose sono così smisuratamente piccole, poco importa che una delle due sia più grande dell'altra. Poco importa che una sia un uomo e l'altra un granello di sabbia. In mezzo al deserto, un uomo vale quanto un granello di sabbia, cioè niente.
Se ci fosse anche solo un po' d'acqua, per esempio, allora avrebbe già qualche senso essere un uomo, perchè ci sarebbe qualcosa che rende uomo un uomo e granello di sabbia un granello di sabbia, qualcosa che traccia una piccola differenza. Qualcosa come "bere", sentire l'acqua che scende, aver sete e venire dissetati. Forse è semplicemente questo che significa iniziare a "vivere".
Nel deserto in effetti c'è dell'acqua, a volte. Ben nascosta, è vero. E non sempre si trova, anche questo è vero. Però c'è. E siccome si è nel deserto, l'acqua vale molto di più dell'oro.
Ad alcune persone capita di trovare l'acqua nel deserto. Per questo sono persone. Per questo diventano "qualcuno", e non rimangono semplici granelli di sabbia che si confondono in mezzo a tutti gli altri granelli di cui è fatto il deserto. E' solo l'acqua che troviamo nel deserto che ci rende quello che siamo. Persone. Cose che hanno sete, cose che cercano l'acqua, cose che si dissetano. Cose che sentono. Che vivono. Che.
Cosa sia questa acqua, però, non lo si può sapere adesso. Non si sa che forma abbia, come la si debba cercare, o quando. Non si sa se arriverà giù dal cielo o su dalla terra. Lo si scopre solo dopo che la si è trovata. Sempre che si riesca a trovarla.
A volte può essere una semplice pozzanghera, che viene presto riassorbita dal torrido caldo del deserto. A volte è un vero e proprio fiume in piena che ti travolge. A volte è un mare calmo che ti culla, o una pioggia che ti opprime, un temporale che speri solo passi presto. In ogni caso, quest'acqua è l'unico modo che si ha per riuscire a vivere. O a sopravvivere. O a rinascere.
Sì, l'acqua è quella cosa che ti fa venire sete, prima di dissetarti. C'è qualcos'altro che si possa chiamare vivere, se non aver sete e venire dissetati?
Non lo so bene come funziona. So solo che ci sono delle persone che sono dei granellini di sabbia del deserto, e che ci sono delle altre persone che sono come l'acqua fresca che disseta quei granellini e li rende qualcuno.

sabato 21 luglio 2007

grilli

questa è un'altra notte di grilli, là fuori, attraverso le finestre, qui nella mia stanza. Finchè si sentono i grilli vuol dire che è ancora estate. Non lo so se di giorno c'è troppo rumore per poterli sentire, o se effettivamente cantano solo di notte. Passando in bicicletta di fianco a certi prati, sul tardo pomeriggio, si sentono fortissimo. Però qui fuori dalla mia finestra li sento solo di notte. Di giorno tacciono, forse dormono, forse sono altrove.
Quello dei grilli è uno dei suoni più strani che conosca. Il suono di due grilli è uguale al suono di mille. Si sente distintamente il suono di ciascun grillo, e allo stesso tempo si sente un unico suono che li contiene tutti. E' un suono che vibra ed è piatto insieme. Ininterrotto ma pieno di tante piccole pause al suo interno.
Non lo so cosa facciano i grilli mentre se ne stanno lì a fare questo suono. Non credo che questo suono sia tutto il loro mestiere.. perchè se così fosse vorrebbe dire che sono lì a cantare per me adesso. E invece probabilmente non sanno nemmeno che io li sto ascoltando. Fanno la loro vita in piccolo, e io faccio la mia, nemmeno tanto in grande..
...però voi non avete idea di quanto sia bello addormentarsi così..quasi come uno di quegli abbracci che conosco io..
buonanotte

venerdì 20 luglio 2007

epilogo del racconto


Ecco, lo vedete il campanile laggiù in fondo? Se cliccate sulla foto lo si vede meglio. C'è per caso qualche stella lì sopra? Io non ne vedo. E sul lago? Nemmeno. E' perchè si è spostata, ed è venuta fin qui. Da quella panchina l'ho vista benissimo. Benissimo. Ma io già lo sapevo.

movimenti

Allora è successa questa cosa un po' strana. C'era questa stella su nel cielo. Sì, ovvio, se è una stella era per forza su nel cielo. Ovvio.
Comunque c'era questa stella. Proprio sopra il lago. Grossa. Luminosa. Sopra il lago. Sì, l'ho già detto.
Poi dopo un po' c'era ancora questa stella. La stessa di prima, intendo. Grossa. Luminosa. Sopra il campanile là in fondo. Sì, l'ho già detto. Anzi no, non l'avevo detto. Ora lo dico: la stella era andata sopra il campanile.
Insomma, a me sembrava proprio si fosse spostata. Ora magari a uno un po' più sveglio la cosa non avrebbe fatto un grande effetto. A me invece sì.
Allora ho chiesto: " ma non si è spostata quella stella?". - "Sì, e allora?" mi ha risposto. " ma come è possibile?", domando.- "Se la Terra gira, ovvio che a te sembra che la stella si sposti", mi dice.
Sì, in effetti è ovvio, credo. Solo che io avevo in mente delle cose come "cielo delle stelle fisse", o roba del genere. Insomma, io pensavo che la storia del sole che sorge ma in realtà non "sorge" perchè è la Terra che gira ecc. valesse solo per il sole (e in effetti, se la si mette in questi termini, la "storia del sole" vale solo per il sole. Ma insomma, ci siamo capiti). E che le stelle fossero delle cose così lontane che occupavano sempre lo stesso posto nel cielo per noi che le guardiamo.
E invece questa sera ho imparato che anche le stelle si muovono. Lo giuro, si "spostano" davvero. Alcune fanno anche altre cose, ma non le stelle del cielo. Le stelle del cielo si muovono e basta. Le altre invece non solo si muovono, ma a volte ti vengono anche incontro, e si appoggiano piano, quasi senza far rumore. E poi, siccome sono stelle, non possono fare nient'altro se non illuminare. Così quando si vede una stella nel cielo che si è spostata ci si dovrebbe chiedere se per caso non sia proprio una di quelle che continuerà a muoversi finchè non arriverà qui, addosso a noi, vicino a noi. A volte capita. Infatti adesso quella stella che io ho visto spostarsi sopra il campanile non c'è più nel cielo, perchè dev'essere arrivata fin qui. Provate a guardare sopra il campanile se non ci credete, e ditemi se in questo momento vedete una stella. No? Allora ho ragione io, si è spostata fino a qui. Io me ne ero già accorto stasera.
Allora ho chiesto: "ma non si sarà mica spostata fin qui quella stella?". E non ho nemmeno avuto bisogno che mi rispondesse per accorgermi che sì, era proprio così.
Fine del racconto. Liberamente ispirato a una storia vera. Piccola storia, sì, però "vera".
Buonanotte a tutti quelli che in questo racconto ci credono.

giovedì 19 luglio 2007

inviti

ho sentito alla televisione che "vaffanculo" non è più reato. Non ho capito bene chi l'ha stabilito, un giudice o qualcosa del genere. Cioè, se tu vedi uno e gli dici: "ehi, uno, vaffanculo", questo non ti può più denunciare, perchè non è un'offesa. A dire la verità non ho mai preso in considerazione l'idea che qualcuno mi potesse denunciare per il fatto che l'ho mandato a fanculo. E non conosco nemmeno nessuno che ha denunciato qualcuno per questo motivo.
Io per lo più "vaffanculo" lo dico quando sono in macchina, perchè sono sicuro che l'altro non mi può sentire e non mi può rispondere. E' più facile così. Quando mandi a fanculo uno che non hai di fronte e non ti può rifilare un cazzotto sui denti l'hai sempre vinta tu. Bello, no?
Però, anche se non è un'offesa, "vaffanculo" resta sempre una parolaccia, secondo me. Cioè, quando uno ha dei bimbi, dovrebbe insegnargli lo stesso a non dire "vaffanculo", anche se nessuno li può più denunciare. E' una parola che non si dovrebbe dire. Anche perchè tanto poi la gente che va a fanculo torna sempre indietro. Non è un caso che molti ci vengono mandati più di una volta.
In effetti, a voler essere precisi, quando hai detto "vaffanculo" a uno, non puoi più dirglielo una seconda volta, perchè non avrebbe senso: ci è già andato. Al limite dovresti dirgli "resta a fanculo", però è una cosa che non viene molto spontanea, perchè credo sia proprio l'andarci che conta.
Comunque a me non interessa cosa ha detto il giudice. Io non voglio che la gente dica le parolacce alle altre persone (a parte quando si è in macchina). Per favore, adesso che sapete che non vi posso più denunciare, non mandatemi a fanculo. Se qualcuno vuole farsi mandare da me ben venga, io sono sempre disponibile per queste cose. Ma io, se siete d'accordo, preferirei rimanere qui.
Buonanotte. Mi si perdoni se questo post è stato un po' volgare. Però dai, quante storie, era solo una parolaccia fra virgolette...fosse tutta così la volgarità!

martedì 17 luglio 2007

acqua

si fa così: si prende una bicicletta, si pedala, si arriva sul prato in riva al lago, ci si sdraia e si guarda il lago, poi si guarda dall'altra parte del lago, oppure si chiudono gli occhi. Quando si è su un prato in riva al lago e si chiudono gli occhi si vede tutto quanto meglio.
Il lago assomiglia al mare, ma è più piccolo. E questo è importante. Il mare lo si guarda e si pensano cose come: "l'infinito", "la libertà", "l'immensità", e cose così. Tutte senza senso. Il lago invece ti fa pensare a tutte quelle cose, ma più in piccolo, più a portata d'uomo. Il lago lo si guarda e si vede dall'altra parte. E' più sicuro, ti dà la vera dimensione delle cose. E' come se dicesse: c'è un limite, fermati qui, più in là non si capisce.

Al mare si vede così:



Al lago invece si vede così:


Non so perchè sto parlando del lago. Forse per distrarmi. Ci sarebbe dell'altro di cui vorrei parlare. C'entrano le fontane, le stelle e un po' di altre cose. Per le fontane e le stelle (quasi tutte) non ho problemi, ci sono un sacco di parole che potrei usare, per esempio: acqua, cielo, buio, luce, zampilli, notte, pipì. Però per le altre cose non so bene cosa potrei usare. Mi servirebbero parole molto più grandi di quelle che ho. Le parole che ho significano una o al massimo due cose. Troppo poco. Servirebbero parole che io non conosco. Io sono abituato a guardare il lago, non il mare. E se uno è abituato al lago quando si trova davanti il mare può trovarsi all'improvviso a corto di parole. E anche una fontana può essere un mare, lo sapevate?
Questa cosa di cui vorrei parlare è fatta di tutte le parole che non conosco, di tutte le parole che ancora non esistono. Ma che significano molto, e almeno di questo sono sicuro. Sì, significano molto per me, anche se non si riesce a dirle. Ma in fondo se una cosa ha già un significato, a cosa serve una parola per dirla? Sarebbe superflua, no?
Buonanotte a tutti, ma soprattutto a quelli che ci hanno capito qualcosa di questo post.




Commento al post da parte di "anonimo"(lo metto qui perchè nei "commenti" non si riesce a caricare immagini:


VOLEVO SCRIVERE NEL BLOG MA NON ME LO CARICA……VOLEVO SOLO AGGIUNGERE QUESTO COMMENTO



Lo riconosci? Adesso cammina sul lungo lago, lasciandoti il lago sulla sinistra, il sole sta scendendo…
Passeggia ancora un po’…


Sei quasi arrivato…vedi sulla destra c’è una fontana, è bellissima.
Siedi sul bordo, guarda il cielo è pieno di stelle, la senti l’aria fresca e gli zampilli della fontana?

e…. un forte forte abbraccio

mi sembra di essere li…

lunedì 16 luglio 2007

hey, dico a te! sì sì, proprio te

che caldo...oggi sembrava di essere in pieno luglio.
Sapete che c'è gente che mi ha detto che questo blog le piace? Più di una persona, lo giuro! Probabilmente si tratta della stessa gente che sta leggendo adesso. Quindi mi correggo: sapete che questo blog vi piace?. Anzi, non essere esattevolmente così (come diceva il brucaliffo nel cartone di Alice); piuttosto: sapete che mi avete detto che questo blog vi piace? Sì, lo sapete.
Non so perchè me l'avete detto. Ed eventualmente non so perchè vi piace. Forse perchè i messaggi che scrivo sono corti e si fa in fretta a leggerli. Forse è per lo sfondo marroncino che ci sta proprio benino. O forse perchè avete bisogno di una scusa per non lavorare!!! Cosa fate ancora qui a leggere??? Avanti, tornate al lavoro! Via, via, non c'è niente da guardare qui! Siete forse pagati per leggere un blog?
Anzi no, dai, state qui ancora un pochino..magari ci guardiamo uno di questi video qui di fianco: c'è il cinema, della musica...se infilate una monetina nel lettore cd e premete il tasto bianco vi escono pure i pop-corn e la coca.
dai, state qui ancora un po', prima scherzavo...non lasciatemi qui tutto solo...sigh..

passare

Questo è il 2007. Il 15 luglio se n'è appena andato. Diceva che aveva da fare, e non sapeva se sarebbe tornato. Secondo me non torna.No, il 15 luglio 2007 non tornerà più. Non so nemmeno dove sia. Ha fatto la stessa fine del 14 novembre 2002 e del 13 agosto 1996.
Fra qualche settimana mi toccherà strappare un altro foglio dal calendario per fare spazio ai giorni nuovi, giusto per non perdere il conto. Peccato, perchè la foto del mese di luglio è proprio bella. Si intona con l'arredamento della stanza. C'è un ippopotamo che se ne sta sott'acqua. Il che potrebbe portare a chiedersi che diavolo di stanza ho. La mia stanza è così: c'è un letto, che io uso per dormire; una scrivania, che io uso per studiare; quattro muri (in realtà di più se si contano tutti gli spigoli), che io uso per appoggiarmi e la mia casa usa per stare in piedi; c'è un armadio, che io uso per tenerci i vestiti; ci sono delle mensole, che io uso per tenerci su dei libri; c'è una finestra, che io uso per fare entrare luce di giorno, fresco di notte, api di pomeriggio. In effetti io uso ogni cosa proprio come andrebbe usata: non dormo sulle mensole, non metto il libri sul letto, non studio nell'armadio. Sì, sono un tipo piuttosto tradizionalista, io. E allora è ovvio che in mezzo a tutto questo un ippopotamo sott'acqua ci sta a meraviglia. Perchè gli ippopotami devono stare per forza sott'acqua, altrimenti sarebbero degli altri animali. Anche loro sono tradizionalisti.
E anche i giorni sono tradizionalisti, perchè da che mondo è mondo non fanno che un'unica semplice cosa: passano. E non ritornano. Vi siete mai imbattuti due volte nello stesso giorno? No? E' perchè quel giorno è passato.
Si tratta solo di capire dove se ne vanno. E se è quello il posto dove andremo anche noi. Io spero di no, perchè onestamente non vorrei imbattermi di nuovo in un 3 agosto 2000 o in un 13 marzo 1993. Però ci sono degli altri giorni che non mi dispiacerebbe riassaporare, per esempio: 9/10 luglio 2007, 15 ottobre 2002, 5 maggio 2002, ecc.
Questo è il 16 luglio 2007, che come al solito passa. Buon 16 luglio 2007 a tutti. Io lo festeggio così: andandomene a nanna.
Buonanotte a tutti quelli che mi conoscono. Però che mi conoscono davvero. Quindi tu no. Tu invece sì.

venerdì 13 luglio 2007

dischi rispolverati / 2

Sono le quattro di mattina, la fine di dicembre,/ ti sto scrivendo solo per sapere se stai meglio./ New York è fredda, ma mi piace dove vivo, / giù in Clinton Street c'è musica tutta la notte./
Ho sentito che stai costruendo la tua piccola casa laggiù nel deserto/, e che non hai niente per cui vivere adesso. Spero che tu abbia ancora qualche ricordo./
E Jane è arrivata qui con una ciocca dei tuoi capelli/ ha detto che l'avevi data a lei /quella notte che avete deciso di lasciarvi. / Vi siete davvero mai lasciati?/

L'ultima volta che ti abbiamo visto sembravi così invecchiato/ il tuo famoso cappotto blu era strappato sulle spalle./Sei stato alla stazione ad aspettare tutti i treni / ma sei tornato a casa da solo, senza la tua Lili Marlene./
E hai offerto alla mia donna solo una scheggia della tua vita, / e quando lei è tornata da me, non era più la donna di nessuno./
E ti vedo, là, con una rosa fra i denti, / solo un altro di quegli esili ladri zingari, / e qui io guardo il risveglio di Jane./ Ti manda i suoi saluti./

E cosa vuoi che ti racconti, fratello mio, mio assassino, /cosa posso mai dirti?/Credo che mi manchi, credo che ti perdono, /sono contento che tu abbia preso il mio posto. / Se mai passerai di qui, per Jane o per me, / sappi che il tuo nemico sta dormendo/ e la sua donna è libera. / E grazie, per le ansie che hai tolto dal suo sguardo, / credevo che fossero lì da sempre, / e così io non ci ho mai provato./
E Jane è arrivata con una ciocca dei tuoi capelli/ha detto l'avevi data a lei/ quella notte che avete deciso di lasciarvi/
Cordialmente
L. Cohen

Leonard Cohen, Famous Blue Raincoat


sbadigli

il mattino ha l'oro in bocca...il mattino ha l'oro in bocca...il mattino ha l'oro in bocca...
chi è che diceva questa frase? Non mi ricordo bene, ma di certo era uno che non si è mai sentito come me stamattina. Io stamattina mi sento così:
Meno male che manca solo un giorno, e poi questa giornata sarà finita.
Ma soprattutto meno male che io ho qualcuno che mi aiuta a rendere giornate come questa più vivibili. Però non posso dire chi è, è un segreto.
Buona giornata, a tutti quelli che riusciranno ad arrivare fino a sera. E anche al mio maghetto segreto.
il mattino ha l'oro in bocca...il mattino ha l'oro in bocca...il mattino ha l'oro in bocca...

giovedì 12 luglio 2007

attese...

Sensazione strana, come un presentimento: questa notte dormirò poco. Non che non abbia sonno, anzi. Ma ho idea che sarà una di quelle notti in cui aspetti, aspetti, aspetti... Senti solo il silenzio, il che vuol dire che sei sveglio. Quando si dorme non si "sente" il silenzio, perchè quando si dorme, semplicemente, non si "sente".
Ci sono tanti motivi per cui qualche volta succede che si va a letto e, invece di addormentarsi, si aspetta. La cosa brutta è che non c'è niente da aspettare. Ma anche se ci fosse non avrebbe importanza, perchè quando non si dorme è solo quest'attesa che si vive.
Così, mentre si aspetta, il tempo si riempie di cose strane. Possono essere cose diverse, a seconda delle persone e dei momenti: agitazione, trepidazione, euforia, lacrime, nervoso, angoscia, contentezza. Io le ho vissute tutte almeno una volta, in tutte le notti in cui, invece di dormire, aspettavo.
E se sarà così anche stanotte, non saprei dire adesso che tipo di attesa sarà. Se guardo alla mia vita, per come è ora, forse ciascuna di quelle cose che ho detto potrebbe farmi compagnia stanotte. Avrei buoni motivi per ognuna di loro. Basterà pensare alle diverse persone che riempiono la mia vita adesso, per esempio, oppure a quello che mi aspetta in futuro: ogni pensiero si porterebbe dietro almeno un buon motivo per non dormire.
Ma invece forse capiterà che appena spengo la luce sprofondo nel sonno. Lo vorrei. E se possibile, vorrei sognare qualcosa che domani mi ricordi. E dovrebbe essere un sogno bello, sì, ma non troppo, altrimenti domani mi sembrerà troppo brutto il mondo reale. Dovrebbe essere un sogno che non mi porti in mondi lontani, in mezzo ad avventure assurde, o tra le nuvole, coccolato dagli angeli. No. Vorrei che fosse un sogno meno sognato, un sogno che parli di cose che esistono qui, un sogno che sia a portata di mano e che sia realizzabile nella vita vera, al di qua del sonno, ma che sia altrettanto meraviglioso e desiderabile dei "bei sogni" che a volte si fanno: vorrei sognare una casa, non un mondo fantastico; e una persona vicino, non gli angeli che mi coccolano; e poi un mestiere che mi faccia essere qualcuno, non avventure al limite dell'impossibile. Sì, vorrei tutto questo. Per stanotte e non solo.
Mi domando solo a chi mai sto chiedendo queste cose...
Buonanotte a tutti. Che lo sia davvero. E un abbraccio a quelle persone che non ho nemmeno bisogno di sognare.

martedì 10 luglio 2007

breve parentesi (pseudo)politica

oggi in Cina è stato giustiziato un funzionario statale che era stato corrotto dalle aziende farmaceutiche. Corruzione: pena di morte.
Contemporaneamente, in Italia 11 parlamentari hanno avuto la faccia tosta di opporsi all'esclusione dal parlamento (non dico alla galera, dico all'esclusione dal parlamento) di Previti, già condannato per corruzione. Corruzione: siedi in Parlmento.
Non avrei mai pensato di arrivare a dire una cosa del genere, ma mi vergogno talmente tanto di essere italiano che un pochino invidio i cinesi. Siamo uno dei Paesi culturalmente più arretrati del mondo. Tra i parlamentari che si sono opposti, tanto per fare un esempio, c'era Elisabetta Gardini (Forza Italia), che fino all'altro ieri faceva la gallina in televisione. Una così viene fatta andare in Parlamento e poi, visto che il cervello è sempre quello di una che ha fatto la gallina in televisione per tutta la vita, le sembra normale difendere il diritto di un delinquente di sedere sulle poltroncine del Parlamento a spese dei contribuenti (così come le era sembrato normale scatenare il finimondo perchè Luxuria era andata nel bagno delle donne invece che in quello degli uomini).
La politica italiana è piena di questa gentucola tirata su dalla televisione e messa a gestire situazioni che nemmeno è in grado di capire.
Io voglio scappare da qui!!!
Comunque non credo che parlerò più di politica qui dentro. Ci sono cose ben più importanti, per fortuna.

padroni

"la presunzione è la nostra malattia naturale e originaria. La più calamitosa e fragile di tutte le creature è l'uomo, e al tempo stesso la più orgogliosa. Essa si sente e si vede collocata qui, in mezzo al fango e allo sterco del mondo, attaccata e inchiodata alla peggiore, alla più morta e putrida parte dell'universo, all'ultimo piano della casa e al più lontano dalla volta celeste, insieme agli animali della peggiore delle tre condizioni (aerea, acquatica, terrestre); e con l'immaginazione va ponendosi al di sopra del cerchio della luna, e mettendosi il cielo sotto i piedi. E' per la vanità di questa stessa immaginazione che egli si eguaglia a Dio, che si attribuisce le prerogative divine, che trasceglie e separa se stesso dalla folla delle altre creature, fa le parti agli animali suoi fratelli e compagni, e distribuisce loro quella porzione di facoltà e di forze che gli piace. Come può egli conoscere con la forza della sua intelligenza i moti interni e segreti degli animali? Da quale confronto fra essi e noi egli deduce quella bestialità che attribuisce loro?
Quando mi trastullo con la mia gatta, chi sa se essa non faccia di me il proprio passatempo più di quanto io faccia con lei?"
(Montaigne, "Apologia di Raymond Sebond")

abbraccio. forte. e basta

Qualche settimana fa avevo messo fra le "cose che non esistono" la felicità. Non ho cambiato idea. Però mi sono accorto come bastino due braccia che ti stringono a farti sentire come se la felicità esistesse veramente.
La cosa brutta degli abbracci è che a un certo punto finiscono.
La cosa bella degli abbracci è sentire che mentre provi a dare qualcosa, in realtà è molto di più quello che stai ricevendo.
L'importante è non stringere troppo forte, perchè le cose che si abbracciano di solito sono quelle più preziose, e quelle più preziose di solito sono anche quelle più fragili. Non dico che si rompano, però si rischia di soffocarle. L'abbraccio è una cosa più delicata, ed è anche una cosa difficile, perchè bisogna arrivare a sentirlo dentro prima di darlo. A volte si abbracciano le persone anche solo stando loro di fronte, o anche solo pensandole. Sì, l'abbraccio non è semplicemente tenere stretto qualcuno, è tenerlo qui, tenerlo dentro. E' scavare un piccolo rifugio in mezzo a tutto quello che può far male, e poi dire: qui c'è posto per te.
Per esempio, anche in questo momento io sto abbracciando qualcuno.

lunedì 9 luglio 2007

Domenica.
Svegliato.
Alzato.
Mangiato.
Pedalato.
Letto. (nel senso del leggere, non del letto)
Mangiato.
Dormito. (non ancora effettuato)
Domenica.
La domenica in effetti è molto simile al lunedì. La differenza è che tra l' "Alzato" e il "Mangiato" e tra il "Mangiato" e il "Pedalato" al lunedì faccio delle altre cose. Anche il martedì mercoledì giovedì venerdì e (non sempre) il sabato faccio delle altre cose, e quindi sotto questo aspetto sono molto più simili al lunedì che non alla domenica. Ma per il resto la domenica è esattamente come il lunedì o il martedì o ecc., a parte che una è domenica e l'altro è lunedì.
Due sistemi per distinguere la domenica dal lunedì:
- se sul calendario nella data in cui siete c'è scritto "domenica", quella è la domenica. Se c'è scritto "lunedì", quello è lunedì.
- il lunedì siete arrabbiati perchè è lunedì, la domenica siete arrabbiati perchè il giorno dopo è lunedì. Così se si riesce a capire il motivo per cui si è arrabbiati, si riesce anche a capire che giorno è.
Io adesso mi trovo a cavallo fra domenica e lunedì. "A cavallo". E' un'espressione che mi è sempre piaciuta. "Quel tale è vissuto a cavallo fra il XIX e il XX secolo". Non dev'essere facile vivere a cavallo. Se proprio si deve vivere fra due secoli (come è capitato a me), meglio non farlo a cavallo.
Comunque, dicevo, adesso sono a cavallo fra domenica e lunedì. Quindi non so bene per che motivo devo essere arrabbiato, perchè in effetti non è più domenica e non è ancora lunedì. Quasi quasi ne approfitto per essere un po' contento, visto che quando sarà davvero lunedì non potrò più farlo.
Sì, me ne vado a nanna contento stanotte, sospeso fra il "non più " e il "non ancora". E' una cosa strana...solo di notte si riesce a essere sospesi fra il non più e il non ancora...sarà forse questo il segreto della notte, quello che tutti cercano nella notte? Un rifugio dal tempo che scorre, dall'adesso..non più ieri, non ancora domani. La notte. Sì, dev'essere questo.
Buonanotte a tutti, tranne a quelli a cui non piace Mary Poppins.

venerdì 6 luglio 2007

buongiorno


Buongiorno! coraggio, AL LAVORO!
inizia la giornata..ci avrei scommesso. Sono 26 anni che le giornate iniziano! E ho il forte sospetto che succederà anche domani!!

Buona giornata a tutti quelli che stamattina si sono imbattuti in qualche scala mobile guasta (esperienza orriible!)

giovedì 5 luglio 2007

tu bì or not tu bì?

Mettiamo che uno, a un certo punto, nasce. A volte succede. Io per esempio una volta sono nato, anche se non mi ricordo bene come è andata.
Però mettiamo che uno invece non nasce. Questo succede molto più spesso. Per esempio, pensate a un tizio immaginario qualsiasi. Ma deve essere "immaginario", è importante. Ecco, quello è uno che non è nato. Quindi siccome si possono immaginare un'infinità di tizi, quelli non nati sono molti di più di quelli nati. Allora se voi almeno una volta siete nati già avete avuto un culo pazzesco. (ops, scusate...si può dire "culo" in televisione?). C'era una probabilità su infinite, cioè una probabilità tendente a zero .Questa lo dico solo per darmi un tono, in realtà è una delle tre cose di matematica che mi ricordo dal liceo; le altre due sono "il teorema di Lagrange" (intendo solo il nome, non il contenuto del teorema) e la tabellina del quattro.
Comunque, dicevamo, se almeno una volta siete nati già vi è andata bene.
Però qui sorgono dei problemi, per esempio: se voi non nascevate, eravate lo stesso "voi"? Voglio dire: se dico di qualcuno che "è nato", ci dev'essere già "qualcuno", di cui poi posso dire che è nato, no? Ma se c'è già prima che io possa dire che è nato, allora c'è independentemente dal fatto che è nato o non è nato, no? Così dovrebbe esistere anche uno che non è nato, visto che lo posso nominare prima di dire se è nato o no, giusto? No, in realtà non è giusto, perchè il problema è che spesso le parole ci fregano. Però per esempio è così che ci fanno credere che Dio esiste. Dio esiste? Non lo so. Magari no. Però anche se non esiste è sempre Dio, no? "Dio non esiste". Va beh, si vede che farà qualcos'altro, ma è pur sempre Dio. Dio non esiste, quindi esiste, altrimenti come fa a non esistere?
Altro problema: se invece di nascere il giorno in cui siete nati, nascevate il giorno dopo, eravate lo stesso "voi"? O eravate qualcun altro? Magari il vostro fratello o sorella? O un altro ancora?
Mah, a volte quando non ho proprio niente a cui pensare mi metto a farmi queste domande. Non che abbiano molto senso, d'altra parte. Ma uno dovrà pur inventarsi qualcosa mentre aspetta che gli vien sonno, no?
Solo che adesso vado a dormire con il dubbio che magari io in realtà sono mio fratello. O, peggio, che in realtà mio fratello è me. Se pensate che non ho fratelli, la cosa è piuttosto inquietante. Ma mi chiedo se, nel caso non fossi nato, ci sarebbe qualcuno adesso qui a scrivere su un blog che io potrei essere il suo fratello che non esiste, o che lui potrebbe essere me.
Ad ogni modo, sia come sia, tra esistere e non esistere direi che è ancora meglio esistere, perchè se uno non esistesse non potrebbe nemmeno bersi una birra, e se uno oltre a non esistere deve anche rinunciare a una birra cosa gli rimane? Dev'essere veramente una noia non esistere...
Buonanotte a tutti quelli che non esistono, e anche a quelli che esistono poco...

martedì 3 luglio 2007

questione di vento


Quando ero piccolo adoravo Mary Poppins. Anche adesso adoro Mary Poppins, perchè io un pochino sono cambiato, è vero, ma lei è rimasta sempre uguale. E quando una è come Mary Poppins non puoi non adorarla.
"Mary Poppins" è un film strano. Un po' cupo, un po' allegro, molto malinconico, a tratti inquietante (su youtube c'è un video divertente di Mary Poppins in versione "scary", fatto con scene autentiche prese dal film: http://www.youtube.com/watch?v=2T5_0AGdFic).
Però lei, Mary Poppins, affronta tutto allo stesso modo: trasmette sicurezza, sorride, è decisa, è dolce. E' a suo agio ovunque: in mezzo alle nuvole, sopra i tetti di Londra, nella polvere dei camini, in un quadro di cartoni animati. Mette forza e leggerezza dappertutto. Intendo forza e leggerezza insieme. E forza e leggerezza sono due cose che è difficile far stare insieme. Bisogna essere come Mary Poppins, ma per noi che non siamo venuti giù dal cielo è quasi impossibile.
Quando ero piccolo non ho mai avuto una baby sitter come Mary Poppins. Però è sicuro che quando sarò grande sposerò una donna come Mary Poppins. Non è difficile. Basta guardare il cielo e aspettare che arrivi con il suo ombrellino. Perchè prima o poi Mary Poppins arriva, lo sanno tutti. Allora, come nel film, ci sarà un vento fortissimo, e tutte le cose intorno verranno spazzate via. Poi lei mi prenderà per mano e mi porterà dentro a un quadro tutto colorato, pieno di prati verdi e di fiumi e di laghi. Mi sentirò come un bambino che è al sicuro da tutto quanto.
Bisogna solo aspettare che cambi un po' il vento, che soffi nel modo giusto. Ma non si può sapere quando sarà. Il vento non è mica una cosa che si può prevedere come il sole o la pioggia. A un certo punto arriva e scombussola tutto. L'importante è essere pronti, e ricordarsi sempre di dare una sbirciatina su fra le nuvole, per vedere se si scorge qualcosa in lontananza.
Anzi, adesso che vado a dormire lascio appena appena aperta la finestra. Chissà che magari proprio stanotte non arrivi...ma non c'è fretta. Io sono sempre qui ad aspettare. Magari sarà domani.
Buonanotte. Se vedete Mary Poppins ditele che sono qui. E che mi manca.

lunedì 2 luglio 2007

grazie







sonno...sonno sonno sonno sonno sonno.
Sonno.
Cose da fare quando si ha sonno: mettersi a letto, dormire.
Cose da evitare quando si ha sonno: guidare un aeroplano, camminare su una fune sopra un burrone, studiare filosofia, giocare a shangai, ascoltare Baglioni (il che fra l'altro rientra anche nelle cose da evitare quando non si ha sonno)
Quando sono stanco mi viene da essere triste. Perchè è più facile. Essere tristi è meno impegnativo, non ci vuole nessuno sforzo. La cosa difficile è essere contenti, ma per essere contenti bisogna averne la forza.
A volte capita però che sono contento anche quando sono stanco. Non per merito mio , ovviamente. Quando sono stanco ci vuole qualche altra persona per farmi diventare contento, altrimenti se dipendesse da me resterei comodo comodo, triste triste. Stasera una persona ci è riuscita. Non so bene come, ma ce l'ha fatta. Così adesso sono stanco e contento allo stesso tempo. E senza nemmeno aver fatto fatica. Comoda la vita, quando si conoscono persone così., vero? Sì, vero. Come vincere alla lotteria. Il primo premio. Quello più prezioso di tutti.
Quando sono contento lo si capisce, perchè parlo da solo. Veramente? Sì, veramente.
Allora buonanotte. Grazie, buonanotte.
Grazie. Prego.
Non dicevo a te. E a chi allora?
A un'altra persona. Chi è?
Non importa, lei lo sa.

domenica 1 luglio 2007

domenica

Domani è lunedì. La gente lo odia. Posso capirlo.
Io però non lo odio poi tanto. Forse è perchè non amo poi tanto la domenica.
A parte i 40 km in bicicletta di stamattina (esperienza che non auguro a nessuno, soprattutto se ti buttano giù dal letto alle 7,30 per farli), questa domenica l'ho passata a leggere, sonnecchiare e guardare il soffitto. Ma più a sonnecchiare che a leggere. E più a guardare il soffitto che a sonnecchiare. In effetti non mi riesce tanto semplice dormire di pomeriggio,anche quando ho sonno. Non so perchè. Ho pure provato a spostare le lancette dell'orologio sulle 11, ma in fondo in fondo lo sapevo che era un imbroglio. Ovvio: per imbrogliare una persona ci vuole un'altra persona. Difficile fare tutto da solo.
Cose che non ho fatto questa domenica: passeggiata al parco, passeggiata in riva al lago, gita in montagna, pic nic in campagna, visita culturale a musei/monumenti/ chiese, volontariato, impegno in parrocchia, gita fuoriporta (già ci abito, fuoriporta), cura dell'orto, ridipingere un nanetto da giardino, coltivare nuovi hobby (pardon: hobbies), intrattenere relazioni interpersonali, aprirmi al mondo, respirare la gioia, immergermi nella fratellanza, condividere esperienze, lustrare le scarpe.
Non ho fatto un beatissimo nulla.
Adesso me ne vado a nanna, che non ho nemmeno bisogno di imbrogliarmi.
Buonanotte a tutti, tranne a quelli con le doppie punte.

dischi rispolverati

"se avessi un solo desiderio in questo mondo abbandonato da dio, ragazzi,/
sarebbe questo: che i vostri sbagli fossero solo i vostri/
e che i vostri peccati fossero solo i vostri."

(Bruce Springsteen, Long Time Comin')