martedì 8 luglio 2008

un camaleonte blu



a parte la storia del colore, non è inquietante questa cosa degli occhi che possono ruotare l'uno indipendentemente dall'altro? Mi volete far credere che il camaleonte può guardare in due direzioni contemporaneamente? Io ne uscirei pazzo...

lunedì 7 luglio 2008

villeggiatura

Un lunedì mattina grigio e piovoso come questo stenderebbe il morale anche al più ottimista degli uomini. Io non conosco il più ottimista degli uomini, ma sicuramente da qualche parte esiste.
Comunque a me non fa nè caldo nè freddo. E' così bello risvegliarsi nel lettino di casa propria, mettersi a studiare sulla propria scrivania, potere uscire a prendere una boccata d'aria ogni tanto. E' così bello non avere le infermiere nel corridoio che starnazzano alle 5,30 di mattina, non essere buttati giù dal letto alle 6,30 per la visita, non avere uno sconosciuto nel letto di fianco che urla dal dolore per i calcoli biliali (o qualcosa del genere). Anche se in fondo in fondo non mi dispiaceva poi così tanto stare in ospedale. Una piccola villeggiatura dopotutto.Coccolato e accudito senza che stessi davvero "male", pranzo e cena serviti puntualmente, addirittura il tè nel pomeriggio, la vista stupenda dalla finestra sulla rocca, le passeggiate nel corridoio...va bene, basta scemenze, non mi manca proprio per niente!

Volevo scrivere la storia triste del camaleonte blu. Ma adesso non faccio più in tempo, la scrivo la prossima volta. Ci tenevo perchè mi sembra importante capire perchè un camaleonte diventi blu.
Prossimamente su questi schermi

domenica 6 luglio 2008

sincerità

Più mi guardo attorno e più mi convinco che l'egoismo è il sentimento più forte nelle persone. Siamo egoisti, siamo fatti di egoismo.
C'è un egoismo evidente che si riconosce subito, un volere tutto prima di tutto per se stessi, senza preoccuparsi di come gli altri vedono la cosa. Ma la maggior parte delle persone è egoista in un modo più subdolo e nascosto, forse in un modo peggiore. E' l'egoismo di chi si preoccupa per gli altri non per il bene che ha da dare, ma per il proprio bisogno di sentirsi a posto con la propria coscienza. Fare il proprio compitino verso gli altri, obbedire a quel senso del dovere cui siamo stati educati. Preoccuparsi non degli altri, ma di essere a posto con se stessi nel modo di porsi verso gli altri. Come gli altri stanno davvero, poi, è un altro discorso, certo non è un problema mio.
Ho fatto una telefonata, ho portato i biscottini, magari ti ho fatto persino una visita. Ti ho chiesto come stai, mi sono addirittura fermato per aspettare che mi rispondessi. Allora mi sento bene, mi sento a posto. Di più non posso, mi sembra già abbastanza eroico tutto questo, con tutto quello cui già devo pensare. Ecco i biscottini, sono stato buono a portarteli, hai visto? Qualcuno dovrebbe dirmi grazie, mi sembra il minimo.

Stamattina ho proprio tanta, tanta voglia di mandare a fanculo tante, tante persone. Anche questo è un modo di sentirmi a posto con la mia coscienza. Non sarà proprio conforme al mio senso del dovere, ma senza dubbio sarà la cosa più spontanea e sincera che si sarà sentita in tutti questi giorni. Perlomeno non vendo buonismo ed egoismo camuffati da bene e sincerità.
Andate a fanculo, davvero.

lunedì 30 giugno 2008

scelte

Le persone non dovrebbero mai soffrire. Non è giusto che si soffra, perchè si soffre sempre anche se non lo si merita.
Davvero, sembra che non ci sia scampo. E' una delle poche cose che ho imparato fin qui, forse la cosa di cui sono più sicuro.
Si soffre per il male che si riceve e che si fa, ma si soffre anche per il bene che, se lasciato libero, si mescola con quell'egoismo di cui tutti siamo fatti, fino a non far più distinguere se il bene è quello che si dà agli altri o quello che ci aspettiamo ci torni indietro.
Si soffre quando non ci si aspetta niente e ci si illude che ci si possa accontentare del presente, ci si illude che tutto questo basti. Ma si soffre anche per le troppe aspettative, per i troppi sogni che si hanno.
Si soffre quando si ha paura di quello che potrebbe succedere, e forse si soffre ancora di più quando si è troppo sicuri di se stessi e di quello che si può ottenere.
Si soffre anche per lo sforzo di non far soffrire gli altri, o più semplicemente per lo sforzo di essere come gli altri ci vorrebbero.
Non è giusto, è tutto quello che mi viene da dire...

ancora un pizzico di bruce, per digerire



"Brilliant disguise"

Tonight our bed is cold
I'm lost in the darkness of our love
God have mercy on the man
Who doubts what he's sure of


bellissima..

Stanotte il nostro letto è freddo
Mi sono perso nell'oscurità del nostro amore
Dio abbia pietà dell'uomo
Che dubita di ciò di cui è sicuro

domenica 29 giugno 2008

"...che essi esistono di per sè..."

"Allora, d'accordo? Si metta in testa una volta per tutte che penso spesso a lei e con affetto. Almeno riguardo a questo, smetterà di tormentarsi. I tormenti sono tipici dell'adolescenza, ma io non voglio essere occasione o pretesto di tormento per nessuno. I sentimenti affettuosi esistono per aiutare a vivere, non per far soffrire. Se ha veramente affetto nei miei riguardi, è necessario che il ricordo che ha di me sia per lei un incoraggiamento, uno stimolo ed un conforto. Se non le è possibile deve soltanto dimenticarmi. E' segno di grande debolezza d'animo non saper trovare nei sentimenti altro che dolore. Un animo è forte in proporzione alla sua capacità di gioire. E' vero, lei è ancora una bambina, ma questo non la dispensa dal dovere di essere forte. Sappia che se pensa a me solo per tormentarsi, il suo sentimento è puramente egoistico e non ha alcun valore. Quando si amano gli altri di per sè, si è sempre felici di sapere che essi esistono. Potrebbe godersi la vita meglio se fosse capace di dimentacare se stessa"

"La ricerca della sensazione implica un egoismo che, per quanto mi concerne, mi fa orrore. Essa non impedisce di amare, ma induce a considerare gli esseri amati come semplici occasioni di godimento o di sofferenza e a dimenticare che essi esistono di per sè. Si vive in mezzo a fantasmi. Si sogna invece di vivere"

Simon Weil, Piccola cara... Lettere alle allieve

venerdì 27 giugno 2008

modi verbali: il condizionale

Mi sono sempre posto un certo tipo di domande. Sì, insomma, "quel" tipo di domande, quelle che tutti prima o poi nella vita ci poniamo, almeno una volta. Ho brancolato nel buio per anni, ma ora, finalmente, ho trovato la risposta. Ora so tutto quello che mi serviva sapere per vivere felicemente.
Su Marte si possono piantare gli asparagi.
Dico davvero, l'ho appena letto sul giornale. Sì, gli asparagi. Non è stupendo? Non vi fa sentire meglio ? Se penso a tutte le notti che ho passato in bianco, soffrendo come un cane, a pormi domande sugli asparagi.
Come avrei voluto essere io al posto dello scopritore:

"E' il tipo di suolo che potrebbe essere trovato nel vostro giardino, ricco cioè di sostanze alcaline - ha aggiunto lo scienziato - E' un suolo dove potrebbero crescere degli asparagi. Sono dati molto eccitanti per noi".

Anche per noi, caro scienziato, sono dati molto eccitanti. Sento un brulicare di farfalle nello stomaco, le gambe mi tremano. Forse devo andare in bagno.
E pensare che questo è solo l'inizio di tante altre scoperte che potrebbero attenderci in futuro. Avanti di questo passo, potremmo arrivare a scoprire, per esempio, che su Saturno potrebbero esistere degli extraterrestri, che la Luna potrebbe essere fatta di formaggio, che sulla Terra potrebbero svilupparsi forme di vita intelligente, che la via Lattea potrebbe essere spostata di 10 cm più in là. Magari su Giove potrebbero crescere delle fragole.
Potrei gettarmi dal balcone dalla felicità. Sarei contento, comunque, di scoprire anche che proprio lì vicino al terreno marziano degli asparagi si potrebbe metter su una bella risaia, dove potrebbe crescere del buon riso e si potrebbe così cucinare un bel risotto agli asparagi. Gli scienziati potrebbero arrivare a scoprirlo, chissà. Sarebbe bello. Anzi, mi piacerebbe che fossi io a scoprirlo. Sarebbe una soddisfazione.
Forse allora potrei fare anch'io lo scienziato, sarebbe interessante. Avrei già in mente quello che potrei scoprire. Le mie prime scoperte sarebbero queste: la Terra potrebbe girare per il verso opposto una volta ogni tanto; la gravità potrebbe non esistere, e tutti quelli che nascono dall'equatore in giù potrebbero così precipitare nel vuoto; l'universo potrebbe essere diverso, o anche triverso, o quante volte volete; Bruce Springsteen potrebbe cantare "Quel mazzolin di fiori"; Dio potrebbe non avere la barba; dal cielo potrebbero piovere ciambelle, come in quella puntata dei Simpson; i cani potrebbero parlare, e gli uomini abbaiare, e i gatti potrebbero miagolare; io potrei non esistere; io potrei esistere solo ogni tanto, quando ne ho voglia.
Insomm, credo che sarei proprio portato per la scienza. In fondo gli scienziati della Nasa ci hanno messo anni a scoprire che su Marte potrebbero crescere gli asparagi, e guardate io quante cose ho scoperto in 5 minuti.

giovedì 26 giugno 2008

commento a caldo

...il più grande di tutti Bruce. E ogni volta sempre più grande. Stavolta più di tutte.
Non so dove vada a prendere quella roba che trasmette sul palco. Non so come faccia a diventare sempre più intenso e dirompente man mano che invecchia. Non so come faccia a tirarti fuori quella grinta e quella voglia di vivere che quasi mi ero dimenticato di avere.
Intenso questo concerto, davvero intenso. Non mi vengono altre parole, anche se so che queste non bastano. A un certo punto ho pensato che lo stadio non ce l'avrebbe fatta a reggere quella voce e quella forza.
Durante "Because the night" la voce del pubblico è riuscita quasi a sovrastare quella di Bruce, tanta era la forza che la canzone trasmetteva.
Momenti da pelle d'oca.
E poi il regalo personale di Bruce a me, "Racing in the Street".
E poi "Born to Run" fatta ancora allo stesso modo, come se niente fosse cambiato negli ultimi 30 anni.
E poi l'immancabile "Badlands", altrimenti non sarebbe stato un concerto di Bruce.
E poi "Candy's Room", piccola perla semi-dimenticata e rispolverata per l'occasione.
E poi "She's the one", struggente e vissuta come se l'avesse cantata stasera per la prima volta.
Ti perdono, Bruce, per non avermi fatto The River. Ce la teniamo per un'altra volta. Mi piace pensare che fra un po' ripasserai di qua. Io aspetto.
Articolo corriere: http://www.corriere.it/spettacoli/08_giugno_26/springsteen_concerto_san_siro_514b4020-4340-11dd-bb33-00144f02aabc.shtml

articolo La Stampa

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martedì 24 giugno 2008

scusate, prometto che è l'ultimo

REAL WORLD

QUESTA è UNA DELLE CLASSICHE CANZONI CHE SU ALBUM PASSANO INOSSERVATE MA DAL VIVO (SOPRATTUTTO QUESTE VERSIONI ACUSTICHE)SONO STUPENDE..

...Well tonight I just wanna shout
I feel my soul waist deep and sinkin'
Into this black river of doubt
I just wanna rise and walk along the riverside
And when the morning comes baby I don't wanna hide
I'll stand right at your side with my arms open wide...

ci siamo (II)

Bruce a Milano, domani sera. Il più grande di tutti, Bruce.
Grandi canzoni. Grandi melodie, grandi testi. Le canzoni di Bruce non sono canzoni, sono racconti, romanzi condensati in poche strofe. Personaggi ben definiti che si muovono attraverso storie commoventi, struggenti,romantiche, comunque mai banali. Personaggi carichi di vita, di sogni, di paure, di ricordi. Comunque mai anonimi.
E poi la voce di Bruce. Intensa, potente, grintosa, delicata, dolce. Tanti cantanti in uno, tanti stili in uno, senza però mai perdere l'identità. Bruce è Bruce, non ci si può sbagliare.
Difficile dire quale album o canzone di Bruce preferisco, anche se una risposta finalmente sono riuscito a darmela, quasi senza accorgermene.Quando sono partito per l'Inghilterra ho messo nel lettore mp3 un po' di canzoni indispensabili che mi avrebbero fatto compagnia per i mesi a venire. Ovviamente ho messo anche canzoni di Bruce. Ma nel momento di decidere, ho capito che l'unica canzone di cui non avrei davvero potuto fare a meno era The River. Se avessi avuto spazio per una sola canzone,insomma, avrei di sicuro messo quella. Non ero ancora nato quando Bruce l'ha scritta, è vero, ma forse è la canzone che sento più mia. Anche se poi appena lo dico mi vengono in mente decine di altre canzoni per cui vale la stessa cosa.
Sono contento che Bruce torni con la E-Street Band, e sono contento di esserci domani perchè probabilmente questo è l'ultimo tour di Springsteen con la E-Street Band (spero non l'ultimo di Bruce). Bruce è uno che nella sua carriera ha sempre fatto le cose al momento giusto, ha sempre capito quando era il momento di provare strade diverse e non ha mai vissuto di rendita. E' uscito con album acustici e malinconici dopo aver riempito stadi con leggendari concerti rock, ha lasciato la E-Street Band all'apice del successo e se l'è ripresa dopo aver dimostrato che un grande cantautore rimane un grande anche senza avere un gruppo come quello a fianco. Credo che anche questa volta tirerà dritto per la sua strada. Giunto a questo punto e a questa età, può dare tanto anche senza la E-Street Band, e con "Devils and Dust" l'ha dimostrato (quel concerto acustico a Bologna, quasi tre ore sul palco, soltanto Bruce, la sua voce, la sua chitarra, nient'altro, nessun altro...credo sia stato il migliore concerto che io abbia visto).
L'ultimo album di Bruce non mi ha molto entusiasmato, a parte qualche canzone come "Long Walk Home". Ma Bruce dal vivo può cantare qualunque cosa, riuscirà sempre a commuovermi.
Sì, insomma, sono pronto...a domani Bruce.
THE RIVER

I come from down in the valley
where mister when you're young
They bring you up to do like your daddy done
Me and Mary we met in high school
when she was just seventeen
We'd ride out of that valley down to where the fields were green

We'd go down to the river
And into the river we'd dive
Oh down to the river we'd ride

Then I got Mary pregnant
and man that was all she wrote
And for my nineteenth birthday I got a union card and a wedding coat
We went down to the courthouse
and the judge put it all to rest
No wedding day smiles no walk down the aisle
No flowers no wedding dress

That night we went down to the river
And into the river we'd dive
Oh down to the river we did ride

I got a job working construction for the Johnstown Company
But lately there ain't been much work on account of the economy
Now all them things that seemed so important
Well mister they vanished right into the air
Now I just act like I don't remember
Mary acts like she don't care

But I remember us riding in my brother's car
Her body tan and wet down at the reservoir
At night on them banks I'd lie awake
And pull her close just to feel each breath she'd take
Now those memories come back to haunt me
they haunt me like a curse
Is a dream a lie if it don't come true
Or is it something worse
that sends me down to the river
though I know the river is dry
That sends me down to the river tonight
Down to the river
my baby and I
Oh down to the river we ride

ostacoli

no, non si può studiare in queste condizioni...

buona giornata

Alzarsi male è forse il modo migliore per iniziare le giornate, così poi anche se sarà una giornata normale e insignificante mi sembrerà comunque meglio di come è iniziata. Certo che è assurdo che uno debba inventarsi queste cose per darsi un po' di coraggio, e per di più deve fare finta di crederci... se me le dicesse qualcun altro sarebbe più semplice, perchè è più semplice credere a quello che dicono gli altri che a quello che ci si racconta da soli. Anche se ultimamente sono diventato piuttosto bravo anche a credermi da solo. Solo che dopo un po' la fantasia si esaurisce, e già oggi per esempio non ho quasi più niente da raccontarmi, a parte quella scemenza che ho scritto all'inizio.
Quando avrò tempo farò un elenco di tutte le scemenze che mi sono raccontato nell'ultimo periodo facendo finta di crederci. Sono proprio tante. E sono proprio scemenze. No, meglio che non faccio l'elenco, altrimenti poi finisco con il credere l'unica cosa che riuscirei a credere senza troppi sforzi. cioè che per raccontarsi tutte queste scemenze bisogna essere proprio scemi...

lunedì 23 giugno 2008

sabato 21 giugno 2008

sabato pomeriggio

Un pomeriggio sdraiato sull'erba. Il lago, il cielo, le nuvole. Il verde, il blu, il bianco. Solo io. Un po' di gente attorno, sì, e bambini che corrono. Ma comunque solo io, tutto il resto è paesaggio. Barche e battelli. Un campanile sulla riva opposta. Io e il paesaggio, il mondo finisce qui.
Pensieri.
Ricordi.
Sempre più ricordi. Troppi.
Poi di nuovo pensieri. Tanti.
Ma lì attorno niente cambia. Il verde, il blu, il bianco. Non importa come sto, rimaniamo allo stesso modo io e il paesaggio.
Non importa come sto..come vorrei crederci

venerdì 20 giugno 2008

tanti auguri a me

Oggi compio un po' di anni. Ne compio 2008-1981= 27. Bel numero 27, mi piace: i 30 anni sono ancora lontani ma hai già abbastanza anni per essere considerato una persona matura. Anche se poi è vero che uno può essere maturo a 18 anni e un altro può non esserlo a 30. Ma insomma, qualcosa ci si dovrà pur raccontare per dare una lettura positiva dei 27 anni.
Ma non voglio nè fare bilanci nè pensare a quello che mi aspetta nel futuro.
Non faccio bilanci perchè ho paura di scoprire la verità su questi 27 anni.
Non penso a quello che mi aspetta perchè ho paura del futuro.
La sola cosa di cui sono sicuro, insomma, è che ho paura. Forse è solo che sono in una fase della mia vita che non riesco bene a capire, a inquadrare. Ho mille motivi per essere felici e mille e uno motivi per non esserlo. Dei mille motivi per essere felice, però, tendo sempre a dimenticarmi. Gli altri invece li ho sempre in mente. Non ho molti motivi per "festeggiare" questo compleanno, ma d'altra parte ho smesso di "festeggiare", nel vero senso della parola, i compleanni dalla quinta elementare.
Come regalo di compleanno vorrei ritrovare un po' di quell'equilibrio che negli ultimi tempi ho perso, con me stesso e con gli altri. Vorrei che tutto quanto si riassestasse. Vorrei un po' più di tranquillità. Vorrei che il nervoso sparisse. Vorrei che la mia angoscia sparisse. Vorrei che per alcune cose il tempo non passasse. Vorrei forse troppe cose..

giovedì 19 giugno 2008

passi

Ti si secca la bocca, Floreana. L'amore è un passo falso. Devi fare attenzione a come cammini. Anzi, ancora meglio, evita di camminare. Meglio fermarsi. Ognuno resti ibernato nel suo angolino: così non ci si farà del male a vicenda.
Il tuo istinto più forte è quello di proteggerti, ma non hai la fermezza per rinunciare completamente all'amore: c'è qualcosa dentro di te che si sente ancora attratto dal pericolo. Insomma, Floreana, qual è la cosa peggiore che potrebbe capitarti? Non essere amata.
E' proprio così grave?

(Marcela Serrano, L'albergo delle donne tristi)

martedì 17 giugno 2008

proviamo

forza, un bel sorriso...


no, no, più spontaneo..bisogna proprio "ridere". Riproviamo



ecco, sì, già meglio

provare a sorridere fa bene, lo dicono i più autorevoli scienziati:

lunedì 16 giugno 2008

lezioni

...la chiara, netta, distinta sensazione di non avere capito niente.
In 27 anni non ho capito proprio niente. Di me, degli altri, delle cose.
...e poi quell'altra chiara, netta, distinta sensazione che gli altri abbiano capito tutto, sappiano bene che forma hanno le cose e come affrontarle.
Hanno capito tutto. Di se stessi, delle cose. No, di me no. Qualcosa è sfuggito anche agli altri,per fortuna.
Adesso aspetto che qualcuno mi spieghi. Sono pronto. Qualcuno mi spiega, per favore?

breve aggiornamento serale...sto leggendo un libro che mi sembra uno dei più belli che abbia mai letto. Ma forse è solo perchè lo sto leggendo proprio nel momento in cui avevo bisogno di un libro così, e quindi mi sta dando più di quanto mi avrebbe dato in altri momenti. Era lì sulla mensola da anni, e non so come mi è venuto l'istinto di prenderlo e aprirlo adesso. Sentivo che mi avrebbe potuto dare qualcosa, non so come spiegarlo. Il libro si chiama L'albergo delle donne tristi. Parla di un gruppo di donne tristi che stanno in un "albergo", che in realtà non è un vero e proprio albergo ma una casa di cura. Si curano dal male che la vita ha fatto loro. Per guarire usano due medicine soprattutto, il sonno e il silenzio. Non troppo silenzio però, solo quando serve. Negli altri momenti parlano, raccontano, commentano, ascoltano. Alcune di loro aspettano qualcosa, altre cercano di non aspettarsi più niente per non soffrire più. Tutte provano a essere quello che sono, che è la cosa più difficile di tutte, perchè la vita non ti fa mai essere quello che sei, non ti fa mai scegliere quello che vuoi. Bisogna fare un grosso respiro e provare a vedere cosa rimane una volta che si è soffiato fuori tutto quanto. SOprattutto, bisogna avere il coraggio di guardare, affrontare e accettare quello che rimane. Il coraggio di essere quello che si è.

venerdì 13 giugno 2008

lucciole

Ieri sera uscendo dal garage ho visto che il bosco di fianco a casa mia era pieno di lucciole. Saranno state centinaia, era come un immenso albero di natale sdraiato in mezzo ai cespugli. Non si vedeva nient'altro, solo il buio e tante piccole scintille che si accendevano e si spegnevano. E' stata una sensazione stranissima, non me l'aspettavo.
Quando ero piccolo mi ricordo che passavo serate intere a guardare le lucciole dalla terrazza di casa. Poi a un certo punto le lucciole sono sparite, e per tanti anni quel pezzo di bosco è rimasto triste e buio. Fino all'anno scorso, quando una sera di maggio, chissà come e chissà perchè, le lucciole sono ricomparse, anche se erano davvero poche poche.
E ieri sera invece c'era questa scena lì fuori che mi ha dato qualcosa come una piccola scossa. C'era tutto, la pioggia, i lampi, il vento...e poi quello che non penseresti mai di vedere sotto la pioggia, i lampi e il vento..una miriade di piccole luci che si accendevano e si spegnevano, nonostante l'acqua, indifferenti a un'estate che non c'è.
Non so perchè adesso, mentre penso alle lucciole che continuano a brillare anche sotto la pioggia, mi viene così da piangere. Non so perchè mi si debbano bagnare gli occhi in questo modo, che quasi non vedo quello che scrivo. Non so perchè non si possa semplicemente guardare piovere sopra le lucciole e lasciarsi le lacrime dentro, per un'alta volta, per altre cose. E non so quante lacrime ci siano ancora qua sotto, e quante volte devo ancora vedere piovere sopra le lucciole prima che tutte quante siano uscite...

lunedì 9 giugno 2008

fatica

difficile. molto.
riempire certe sensazioni di vuoto.
capire quanto è grande il vuoto.
se è possibile riempirlo con qualcos'altro.
se è possibile addirittura riempirlo come prima.
esattamente come prima.
se l'adesso e il dopo fossero come il prima.
Se le cose più preziose che uno ha non andassero mai via.
Mai.

..ero partito con delle domande. Senza accorgermene ho finito con dei desideri.

..se l'adesso e il dopo fossero come il prima.
Se le cose più preziose che uno ha non andassero mai via.
Mai.

martedì 3 giugno 2008

Può essere che per un po' non aggiorni il blog. Non so quanto è "un po'". Forse un giorno, forse una settimana, forse qualche ora. Solo che per questo po' la cosa migliore che possa fare è non mettermi lì troppo a pensare. Insomma,stare un po' di più nella realtà, tra le cose concrete, lasciar perdere tutto quello che non è presente. Poi può anche essere che cambio idea e in realtà continuo normalmente. Non so. E' che adesso, 3 giugno 2008 alle ore 19.06, credo sia meglio che per un po' non mi metto lì a pensare troppo. Non so se ne sono capace, in fondo mi ci sono già messo, e questo è già diventato un post come tutti gli altri.
E' che sto facendo i conti con la felicità, voglio scoprire se è una cosa possibile, nonostante tutto. Ma bisogna non pensarci troppo. Io ci provo

sabato 31 maggio 2008

confesso

Stamattina mi sono confessato. Sì, lo confesso, mi sono confessato. Non da un prete ovviamente, e neppure andando in Chiesa. Mi sono confessato da solo, nella mia stanza, a tu per tu con Dio. Con il mio Dio ovviamente. Mi sono scoperto senza peccati, proprio come sospettavo. Secondo la mia concezione di peccato, ovviamente.
Ho sempre cercato di fare del bene anzichè del male agli altri, anche quando non ci sono riuscito. Secondo l'unica concezione di bene a cui riesco a dare un senso, cioè provando a far sì che gli altri soffrissero il meno possibile. Non serve nient'altro per poter dire di essere senza peccato. Non so se questo basti ai preti e al loro Dio, ma basta a me. Fra l'altro il loro Dio commette molti di quelli che io considero peccati, ma Lui non viene mai da me ad ammettere le Sue colpe e a chiedere perdono. Io Lo perdonerei, se solo promettesse di essere più giusto e di non far più soffrire in questo modo le persone. E Lo perdonerei, se solo promettesse di non fare più "miracoli" , ma facesse in modo che le cose buone succedano normalmente, naturalmente. Se solo prometesse che in questo mondo non ci sarà più bisogno di "miracoli". I miracoli sono la cosa più ingiusta che c'è perchè sono un'offesa verso tutte le persone per le quali i miracoli non succedono mai. I miracolati sono persone di serie A, tutti gli altri si arrangino.
C'è un bel racconto ebraico in cui un sacrestano di sinagoga fa un lungo discorso a Dio, e alla fine Gli dice così: " Allora io ti dico qualcosa, ascoltami bene: tu sei l'Onnipotente, ma ti dico, domani è il giorno dell'espiazione dei peccati. Cerca domani di perdonarci i nostri peccati perchè forse, ma forse, noi perdoneremo i tuoi".

venerdì 30 maggio 2008

di là

Sto cercando un buon modo per iniziare questa giornata.Il modo migliore, se possibile. Già sarei contento di iniziarla per il verso giusto. Dritti per di là, poi svolta a destra al primo incrocio. Non puoi sbagliare, è tutta dritta. Per sera sarai arrivato. Se mi perdo vi chiamo. Anche se quando uno si perde di solito non c' nessuno che si possa chiamare. Il metodo migliore rimane quello di andare sempre dritti in una sola direzione, anche se non si capisce bene dove si è. Così prima o poi da qualche parte si arriva,e non si rischia di girare sempre intorno o ripassare due volte per lo stesso posto. Lo diceva anche quello là, quando faceva quel discorso là sul metodo giusto da seguire. Era la seconda regola. Parto dalla seconda regola perchè la prima era troppo stupida e non mi piaceva.
"La mia seconda massima era di agire con quanta più ferma risolutezza mi fosse possibile, e di seguire con altrettanta costanza, una vlta orientato in un certo senso, anche le opinioni più dubbie come se fossero state certissime. Mi attenevo in questo all'esempio dei viandanti che, smarriti in una foresta, non devono andare in giro errabondi, ora in una direzione ora nell'altra, o, peggio che mai, fermarsi da qualche parte, ma devono andare sempre nello stesso senso, seguendo un cammino quanto più è possibile dritto, non scostandosene mai per futili motivi, anche se all'inizio solo il caso abbia determinato la scelta: perchè così,se non arrivano proprio dove desiderano, alla fine arriveranno pure in qualche luogo, dove verosimilmente si troveranno meglio che in una foresta"
Quello là sì che la sapeva lunga...

mercoledì 28 maggio 2008

zero

Quanto si può restare davanti alla pagina bianca prima di capire che non si è in grado di scrivere un solo pensiero? Mezz'ora per me è già troppa. Stasera non ho nessun pensiero da cui iniziare, nessuno con cui finire. Forse perchè ho troppi pensieri diversi, e ognuno spinge in una direzione sua e non si capisce mai quale sia la direzione da seguire. Forse perchè alcuni pensieri vanno dalla parte della felicità e tutti gli altri esattamente dalla parte opposta, ma la parte opposta ha troppi nomi diversi e non si sa quale è il nome giusto da dare a tutto quello che non è felicità. Malinconia è troppo poco, disperazione è esagerato, tristezza non vuol dire niente. Potrei dire semplicemente che non so come mi sento, ma sarebbe una bugia. Potrei dire come mi sento veramente, ma sarebbe una verità troppo pesante. E allora molto meglio rassegnarsi al fatto che i pensieri stasera non vogliono uscire, perchè hanno paura di scoprirsi per quello che sono.
Sarebbe tutto più semplice se la felicità degli altri mi bastasse...

martedì 27 maggio 2008

generi

Il capotreno stamattina al passeggero che si lamentava della sporcizia della carrozza:
"Non è che il treno non lo puliscono. E' che il genere di pulizia che fanno adesso è questo qua".

sabato 24 maggio 2008

risciacqui

Comunque piove. Come in quella battuta in cui c'è uno triste e l'altro gli dice "coraggio, in fondo potrebbe andare peggio", " per esempio?", "potrebbe piovere". Credo che la battutta originariamente fosse in una striscia dei Peanuts, anche se poi l'hanno riciclata in tanti. Ma magari anche la striscia dei Peanuts è un riciclo. Nel caso dei Peanuts quello triste era Charlie Brown, che fa sempre la parte di quello triste. D'altronde ognuno ha la propria parte, non si può improvvisare o divagare.
Comunque piove. Come quella volta nel pineto, quando uno ci ha fatto sopra una poesia che secondo me è una delle più belle che sono state scritte, anche se è diventata poco più che una filastrocca ridicola da quando hanno deciso di farla studiare a scuola. Non dovrebbero fare studiare le poesie a scuola. Le poesie sono qualcosa che le persone dovrebbero scoprire da sole.
Comunque piove. Come quella mattina di un po' di mesi fa quando sono atterrato in Inghilterra e pioveva che Dio la mandava e i ricordi della sera prima mi gocciolavano davanti. Come quella sera di qualche mese fa mentre stavo per prendere il pullman per l'aeroporto e pioveva che Dio la mandava e aspettavo un abbraccio che mi scaldasse e un sorriso che mi asciugasse.
Comunque piove, come in questo 24 maggio in cui non so bene se devo essere contento oppure no, ma forse in fondo lo so e non voglio rispondere e aspetto solo che questa pioggia lavi via tutto quanto

righe

Quando si mette un punto si finisce una frase e se ne comincia un'altra.
Così.
Però non è necessario andare a capo. Si può rimanere sempre sulla stessa linea, se si intende dare continuità al discorso. Per esempio si può fare così, perchè è chiaro che questa frase è una continuazione del discorso di prima.
Sarebbe stato assurdo andare a capo e scrivere che per esempio si può fare così, perchè è chiaro che questa frase è una continuazione discorso di prima.
Già il fatto di andare a capo mi avrebbe fatto capire che si stava cambiando discorso. E se cambi discorso per poi dire che si tratta dello stesso discorso o sei schizofrenico o vuoi prendermi in giro.
A me non piace cambiare discorso.
E quindi non mi piace neppure andare a capo.
Punto e a capo, che cosa brutta.
Perchè non potremmo invece parlare sempre della stessa cosa? Risparmieremmo carta e spazio, e anche cambiamenti troppo traumatici.
Cosa ne dite,
la finiamo qui di andare a capo?

mercoledì 21 maggio 2008

motivi

La mia gatta è proprio scema. Continua a miagolare anche se la ciotola è piena. Se fai finta di rovesciarci dentro un po' di croccantini allora smette di miagolare e inizia a mangiare. Probabilmente non ha neppure fame, è solo che le piace l'idea che ci sia qualcuno che le riempie la ciotola.

Stasera il treno per Stradella aveva 10 minuti di ritardo. Per fortuna non dovevo prenderlo. Io non vado a Stradella, a meno che non abbia un buon motivo. Finora in tutta la mia vita nessuno mi ha ancora dato un buon motivo per andare a Stradella.

Manchester e Chelsea stanno facendo 1 a 1 nella finale di Champions. Ma è solo il primo tempo. Io tifo Manchester, anche se non ho nessun motivo.

Sono tre giorni che nella biblioteca dell'università c'è un'infiltrazione d'acqua. Cade una goccia più o meno ogni minuto, e per contare quante gocce cadono in tutto hanno messo un secchio proprio sotto il punto dove c'è l'infiltrazione. Stasera c'erano più o meno due dita d'acqua dentro al secchio, ma non saprei dire a quante gocce corrispondano. Certo dipende anche da di chi sono le dita. Ma forse il secchio non serve a contare le gocce, è solo per non bagnare il pavimento. Comunque "dipende da di chi" è una roba bruttissima, non scrivetela mai, anche perchè scommetto che avete avuto bisogno di leggere due volte la frase prima di capirla, e anzi avrete pensato che avevo sbagliato qualcosa.

Comunque sono triste, per questo sto scrivendo cose a caso. Sto provando a distrarmi con pensieri inutili. Tutti i pensieri sono inutili tra l'altro. Soprattutto i miei. E soprattutto i miei di quando sono triste.

Vado a guardarmi il secondo tempo. La partita di pallone è il modo migliore per non pensare.

martedì 20 maggio 2008

fondo profondo

Quando non aggiorno il blog è perchè non ho cose interessanti da dire.
Anche quando aggiorno il blog è perchè non ho cose interessanti da dire.
Di solito le cose interessanti che ho da dire non le dico, il che è esattamente la stessa cosa che faccio quando non ho cose interessanti da dire. Così sembra che ogni volta che sto in silenzio abbia in realtà un sacco di cose interessanti per la testa. Siccome è più il tempo che sto in silenzio che il tempo che parlo, è facile che la gente ci caschi.
Solo chi mi conosce più a fondo e non si ferma alla superficie sa che io sono più superficiale di quanto non sembri. Per non deludere le persone di solito preferisco tenerle un po' a distanza, sulla superficie, che tutto sommato offre uno spettacolo migliore della profondità.
Ma poi il discorso non vale mica solo per me.In fondo in fondo siamo tutti molto superficiali, e solo superficialmente le persone possono apparire profonde. La profondità è ciò che appare in superficie, ma ciò che abbiamo nel profondo è la superficialità.
E' molto meglio fermarsi alla superficie. Ci si inganna più facilmente, e ingannarci a vicenda è tutto quello che facciamo. Nel profondo si sprofonda nella superficialità, che è pericolosissima.
Comunque credo che di tutte le cose non interassanti che avevo da dire, questa è la più interessante di tutte. Anche se è un po' superficiale, in fondo è la cosa più profonda che io sappia.

domenica 18 maggio 2008

sazietà

Non ho mai approvato il metodo di Wil Coyote, anche se ne ho sempre ammirato la caparbietà. Più che altro, non riesco a capire perchè Wil Coyote non riprovi mai lo stesso sistema almeno una seconda volta.
Diciamolo, non tutte le sue trovate sono proprio geniali, e di alcune si capisce subito che non funzioneranno. Non puoi pensare di correre dietro a uno struzzo a cavalcioni di un razzo, perchè è inevitabile che finirai con lo schiantarti da qualche parte, anche se riuscissi a prendere il pennuto per il collo.
Però secondo me alcuni metodi sono intelligenti e possono funzionare, e non si dovrebbe abbandonare il progetto solo perchè la prima volta si fallisce. Non è colpa tua, Wil, se quel Bip Bip che senti in fondo alla galleria proviene da un tir e non dal Roadrunner, e non dovresti rinunciare alla dinamite solo perchè la prima volta ti è esplosa in mano. A volte è solo sfortuna, ed è difficile che certe sfortune capitino per due volte di fila. Insomma, io insisterei un po' di più su certi progetti, prima di arrendersi e passare a qualcos'altro.
Comunque, se proprio lo volete sapere, io spero che un giorno o l'altro Wil ce la faccia a prendere Roadrunner, magari senza dinamite o catapulte o razzi supersonici, ma soltanto correndogli dietro finchè lo struzzo, stanco, non ce la farà più a mantenere quella velocità, e il Coyote lo fregherà sulla resistenza. Poi a mani nude lo terrà fermo davanti a sè, con il braccio teso proprio di fronte ai suoi occhi in modo che le zampe dello struzzo restino sollevate da terra, e la presa sul collo così stretta che quel Bip Bip soffocato si sentirà appena.
E poi io lo so il Coyote cosa farà. Terrà Roadrunner immobile per qualche istante, senza dire niente, ma solo guardandolo. Poi piano piano il braccio teso si abbasserà, e le zampe del pennuto torneranno a toccare terra. La presa sul collo si allenterà, l'espressione famelica del Coyote si dissolverà senza bisogno di ingoiare nemmeno un boccone dello struzzo, ma al solo pensiero di come sarebbe, finalmente, affondare i denti in quelle piume affilate dal vento. La mano a poco a poco si staccherà dal collo, e anche Roadrunner non saprà bene cosa fare al momento.
Poi Roadrunner si volterà e correrà via avvolto da una nuvola di sabbia.
Il Coyote lo guarderà sparire senza nemmeno provare a inseguirlo. La sua espressione avrà lasciato il posto a un sorriso soddisfatto. Il Coyote sarà così sazio che smetterà di correre dietro ai pennuti, e inizierà a camminare per il mondo con il proprio passo. Camminare, semplicemente camminare.
Indifferente alla corsa degli altri.
Questa è la vera sazietà.

venerdì 16 maggio 2008

rettangoli

Il giorno finisce. Dopo un solo giorno, il giorno finisce. Non ho nemmeno avuto il tempo di capire se questo giorno abbia avuto senso oppure no. Se ce l'ha avuto, è perchè ero troppo impegnato a dargli un senso per fermarmi a pensare a quale fosse il senso. Se non l'ha avuto, è perchè ero troppo impegnato a capire dove fosse il senso per impegnarmi a dargli un senso.
Storia vecchia questa, e credetemi che non se ne esce. L'aveva detto anche Oscar Wilde una volta, a suo modo, con parole che adesso non mi ricordo. Era qualcosa come "o si pensa o si vive", o forse "o si scrive o si vive", o forse "gli scrittori scrivono della vita che non sono capaci di vivere, gli altri vivono ciò che non sono capaci di scrivere". Sì, credo fosse molto simile a quest'ultima, anche se non proprio così.
Comunque di quello che ha veramente scritto Oscar Wilde non mi importa niente. Anche se Il Ritratto di Dorian Gray è un bel libro. Rettangolare come ogni buon libro dovrebbe essere. I libri quadrati sono i peggiori perchè si fa fatica a farceli stare sulla mensola. I libri rotondi poi non parliamone. E' una fortuna che nessuno li abbia ancora inventati.
Il ritratto di Dorian Gray invecchia mentre Dorian Gray rimane giovane. Se non ricordo male, il ritratto di Dorian Gray a un certo punto inizia a cambiare espressione. Ma forse ricordo male.
Quel libro mi era piaciuto così tanto che me ne sono dimenticato. Anche se sono sicuro che alla fine Dorian Gray muore. Si suicida,con un composto chimico, perchè si accorge che la storia è cambiata, lui invecchia e non può più continuare a essere l'immagine di ciò che era da giovane. Proprio come Mr Hyde quando capisce che non potrà più essere Mr Hyde.
E' difficile vivere avendo davanti agli occhi l'immagine di ciò che si è stati. L'immagine di ciò che si è stati è l'immagine di ciò che non si è più. L'immagine di ciò che non si è più è l'immagine di ciò che non si è. L'immagine di ciò che non si è è un'immagine. Un'immagine è. Un'immagine è niente.
Il ricordo è un'immagine.
Il rimpianto è un'immagine.
Il sogno è un'immagine.
I pensieri sono un'immagine.
E tu, anche tu sei un'immagine.
Ma chi sei "tu"?

giovedì 15 maggio 2008

...grazie

di tutto quello che penso adesso, di tutte le parole che mi servirebbero, quello che mi rimane è questo..

sono così belli i gabbiani quando volano via...
riempiono il cielo, illuminano il sole...il mio gabbiano più di tutti
...
ciao...

mercoledì 14 maggio 2008

curva a gomito

Dunque le vie del Signore sarebbero infinite. Mi chiedo come si possa pensare di mandarGli anche solo una cartolina.
Saluti da quaggiù. Il mare è bellissimo.
Questo Gli scriverei. E poi anche la firma, per esteso e ben leggibile, per farGli capire chi sono.
Non serve a niente, lo so. La cartolina non si può spedire. Non credo esistano neppure i francoboli per inviare una cartolina in una delle infinite vie del Signore.
Anche se può darsi che le vie non siano poi così infinite. Io per esempio finora ne ho vista una sola. Fatta di bivi e di incroci pericolosi, è vero, ma ogni volta che si sceglie una direzione ci si convince che in fondo quella era l'unica vera direzione possibile. Non c'è mai stata un'altra via, solo l'illusione che si sarebbe potuto scegliere qualcos'altro. Ogni volta che si sceglie si fanno sparire per sempre tutte le altre possibilità. Se si è fortunati si può anche tornare indietro, e addirittura scegliere qualcos'altro. Ma è ancora un'illusione, perchè di nuovo tutte le altre possibilità svaniscono.
Quando si hanno solo due gambe si può camminare su una sola via, e già è abbastanza faticoso. Pensare di cambiare strada è assurdo. Perchè se si guarda bene,
quell'altra direzione possibile non è altro che questa stessa strada, dopo che laggiù in fondo fa quella curva pericolosa

lunedì 12 maggio 2008

foto-o-ricordo

Quando parlo di politica è perchè non mi va di raccontare quello che mi succede. La politica è un buon metodo per parlare d'altro. E' come il calcio, o il tempo che fa. (Anche se di questi tempi il tempo che fa e la politica sono imparentati).
A dire la verità non mi è mai piaciuto raccontare le cose che mi succedono, perchè il racconto ruba un po' di verità e di autenticità. Nelle cose raccontate non resta quasi niente delle cose vissute, si spalmano semplicemente delle parole sopra quello che ormai è passato e che non si può più esprimere. E' come con le fotografie. Niente è più bugiardo di una fotografia. Le fotografie sono immagini che si sovrappongono ai ricordi e falsificano tutto quello che c'è dietro a quei ricordi. Si tengono le fotografie perchè si crede che aiutino a ricordare cose e persone, ma più ci si abitua all'immagine di una foto e più il ricordo si restringe per lasciare spazio all'immaginazione. Il vero ricordo, il ricordo delle cose vere, delle persone reali, non ha bisogno di fotografie, perchè le immagini del ricordo sono quelle dentro la testa che si colorano in modi irripetibili a seconda del significato che un ricordo ha per ciascuno, e non quelle immobili e sempre uguali delle foto. Quando un ricordo viene delegato a una fotografia smette di essere un ricordo, perchè la fotografia diventa un'immagine che è lì a disposizione di tutti, un'immagine non più mia, un'immagine del mondo come tutte la altre immagini che sono abituato a condividere con le altre persone. Tutto l'opposto di quello che un ricordo dovrebbe essere.
Non so perchè sono finito a parlare di fotografie. In realtà avevo in mente di scrivere altre cose, ma me le terrò per la prossima volta. Forse è perchè in questi giorni mi ritrovo spesso a ricordare cose e persone del mio passato. E perchè a volte succedono cose che fanno scattare delle molle e tutta una serie di ricordi che sembra non debba finire più. Qualcuno sa come fermare i ricordi? Dove sono i freni che rallentano la corsa di ricordi troppo veloci?

sabato 10 maggio 2008

semplice semplice

Se io diventassi Ministro della Semplificazione, il primo problema di cui mi occuperei sarebbe capire a cosa serve il mio ministero. Se il compito si rivelasse troppo complicato, potrei cercare di semplificarlo. Così, anche se non riuscissi a rispondere alla domanda, avrei capito lo stesso a cosa serve il mio ministero. Semplificare.
Non risolvere problemi.
Non rispondere a domande.
Semplicemente semplificare.
Prima di iniziare a semplificare, si dovrebbe capire se le procedure per semplificare sono semplici o complicate. Sempre che non sia troppo complicato arrivare a capirlo. Ovviamente, si potrebbe anche scoprire che un Ministero della Semplificazione è un mezzo troppo complicato per semplificare, e in questo caso il Ministero della Semplificazione dovrebbe decidere di eliminarsi da solo. Le cose diventerebbero più semplici perchè si potrebbe semplificare direttamente senza passare per il Ministero. Tuttavia, bisognerebbe prima chiedersi se eliminare il Ministero della Semplificazione è una procedura semplice o complicata. Se l'eliminazione risultasse troppo complicata, allora sarebbe più semplice mantenere un Ministero della Semplificazione che funziona in modo complicato che non complicarsi la vita eliminando qualcosa che, già di per sè, è complicato.
Semplificare dovrebbe essere una cosa molto più semplice. Non ci vuole un Ministero. Credo che si possa fare benissimo senza. Quando uno fa qualcosa, cerca di farla nel modo più semplice possibile. Punto. E fare le cose nel modo più semplice non contempla un Ministero che dica come farle.
Altrimenti ci vorrebbe un ministero per qualunque cosa. Un Ministero dell'Onestà, un Ministero della Puntualità, un Ministero del Rispetto, un Ministero del Mantenimento delle Promesse, eccetera. Uno dovrebbe essere onesto, puntuale, rispettoso, affidabile spontaneamente. Se non lo è, la soluzione non è mettergli alle spalle un Ministero, ma mettere qualcun altro in grado di essere onesto, puntuale, rispettoso, affidabile.
Un Ministero delle Promesse...suvvia, sarebbe ridicolo. Troppo ridicolo. Quindi reale. Almeno in Italia. "Reale in Italia" spesso significa "ridicolo". Perchè oltre al Ministero della Semplificazione abbiamo anche il Ministero per l'Attuazione del Programma (o qualcosa del genere). Come se non fosse ovvio che il programma è una cosa che va rispettata. Credo che se il Ministero della Semplificazione avesse un qualche senso, arriverebbe persino a scoprire che semplificherebbe molto le cose il rispettare il programma senza dover creare un Ministero che lo faccia rispettare.
Mi sembra ci sia un'idea delle persone molto distorta alla base di tutte queste cose fumose che vengono messe in piedi. L'idea è che qualunque competenza e qualunque qualità siano una questione tecnica che richiede "esperti", "specialisti","addetti". Credo si tratti di un'idea abbastanza pericolosa, perchè se anche le qualità morali vengono rese una questione tecnica e di competenza si rischia di deresponsabilizzare le persone che non hanno direttamente a che fare con quel "settore". Ci sono delle cose che dovrebbero essere alla base di qualunque competenza, e che non sono sullo stesso piano delle altre competenze. Se uno si occupa di finanza o di giustizia, deve ugualmente essere abbastanza razionale da fare le cose nel modo più semplice possibile e abbastanza onesto da rispettare gli impegni presi. Se così non è, allora quella persona non è adatta nè a occuparsi di finanza nè a occuparsi di giustizia. Non è semplicemente una questione di "altre competenze". Non si può tecnicizzare tutto quanto. Nessuno è esente dalla responsabilità verso gli altri, per il solo fatto di vivere in mezzo agli altri. Non serve specializzarsi, non serve ricorrere a esperti.
Tanto meno servono ministeri.

Qualche dubbio in più ce l'ho sul senso di un Ministero delle Pari Opportunità. Forse anche questa è una cosa di cui non c'è bisogno. O forse di cui non ci dovrebbe essere bisogno. Purtroppo le due cose non coincidono. Forse in questo caso l'esistenza di un apposito ministero ha senso, ma ha senso solo se lavora nell'ottica di giungere prima o poi a rendersi superfluo. La pari considerazione di tutte le persone (uomini e donne, ma anche in riferimento ad altre differenze)dovrebbe essere un'idea naturalmente condivisa, non qualcosa di imposto da un Ministero. Purtroppo le cose non stanno così al momento, quindi è evidente che qualcosa di concreto si debba fare. Non sono sicuro che un Ministero apposito sia il metodo giusto, ma potrei sbagliarmi.
Però quando guardo chi è stato nominato Ministro delle Pari Opportunità, capisco perchè all'idea di pari opportunità nel nostro Paese non si arriverà mai. Il Ministro delle Pari Opportunità è una ex showgirl che ha anche posato nuda per i soliti calendari. Se questo è quello che si ha in mente quando si parla di valorizzare il ruolo della donna, allora alla parità di uomini e donne faremmo meglio a rinunciare subito. Per tanto così si poteva scegliere direttamente una spogliarellista, o qualcosa su quel genere. Già sarebbe stato vergognoso far diventare ministro una persona di questo tipo, ma farla diventare proprio Ministro delle "Pari Opportunità" mi sembra addirittura grottesco. Se mostrare le tette per dilettare i maschietti significa valorizzare il ruolo della donna, allora direi che le Pari Opportunità esistono già eccome, basta guardare la televisione per accorgersene. I maschietti sono ben contenti, e a quanto pare anche le donne.

giovedì 8 maggio 2008

dubbi numerosi numerati

ipotesi. esperimento mentale.
c'è un missile partito per sbaglio che si sta dirigendo contro un aereo pieno di persone. Tu sei il capo nella torre di controllo di un aeroporto. Hai la possibilità di dirigere la rotta degli aerei. Il missile non può essere fermato (vabbe', è un'ipotesi). Hai 3 possibilità:
1) modificare la rotta di un altro aereo, in modo da far scontrare il missile con questo altro aereo e non con il primo.
2) modificare la rotta del primo aereo, in modo che il missile non lo colpisca; ma così probabilmente il missile andrà a colpire qualche altro aereo
3) non fare niente

che si fa?
Le conseguenze sono esattamente le stesse.
Se scelgo 1) uccido volontariamente delle persone (quelle del secondo aereo).
Se scelgo 2) salvo delle persone, anche se so che questo causerebbe la morte di altre.
Se non faccio niente, lascio morire, ma non "uccido", le persone del primo aereo.

Sono stati fatti degli studi. La maggior parte delle persone crede che fare 1) sia più grave rispetto alle altre 2 opzioni. Perchè? Dopotutto le conseguenze sono esattamente le stesse.
Nello scegliere cosa fare, quanto sono importanti le conseguenze e quanto invece è importante il modo in cui ci si arriva?
Perchè il modo in cui ci si arriva è considerato più importante?
E perchè dovrebbe essere considerato più importante?
Ci sono azioni giuste e azioni sbagliate in se stesse, a prescindere dalle loro conseguenze? E perchè?
Cosa ci fa credere che l'opzione 1) sia meno grave delle altre due?
Abbiamo qualche buona "ragione" per crederlo? O è solo perchè siamo abituati a classificare i tipi di azione in giusti e sbagliati, senza ulteriori problemi?
E dovremmo porci ulteriori problemi?
Per esempio: cosa rende sbagliate le azioni che consideriamo sbagliate e giuste le azioni che consideriamo giuste?
E siamo sicuri che questo criterio "nascosto" renda sempre giuste le azioni che siamo abituati a considerare giuste e sbagliate le azioni che che siamo abituati a considerare sbagliate?
Credo che la risposta a tutte queste domande sia quella che è stata data da Douglas Adams nella sua "Guida Galattica per Autostoppisti". La risposta è quarantadue.

martedì 6 maggio 2008

kaputt

coraggio, ancora un po' di pazienza...il mio computer non si è ancora ripreso,d'altra parte è vecchio, inizia a scricchiolare tutto...è proprio vero che dopo una certa età si fa sempre più fatica a riprendersi dai malanni.
Poi da quando mi ha sentito dire che stavo pensando di sostituirlo con uno nuovo (non mi ero accorto che era ancora acceso mentre parlavo) sembra si sia lasciato andare del tutto, e infatti ha iniziato a non reagire più ai click e alle richieste di spiegazioni..se ne stava solo lì, mostrando il suo desktop con rassegnazione e attivando processi a caso, come se niente di quello che facesse avesse ormai alcun senso...
oggi proverò a chiedere notizie, ma intanto per sicurezza, senza dirglielo, inizio a informarmi sui prezzi dei pc nuovi...d'altra parte uno deve rassegnarsi all'idea di avere fatto il suo tempo, anche se questo può uccidere la sensibilità di un processore...

venerdì 2 maggio 2008

avviso ai naviganti

Il mio computer è in panne.
Anch'io sono in panne.
Ma il mio computer un po' di più.
Per qualche giorno il blog rimarrà senza aggiornamenti, perchè non avete idea di quanto sia difficile scrivere al computer senza avere davanti un computer.
Niente colmerà questo vuoto, quindi è inutile che vi cerchiate passatempi alternativi.Il consiglio che vi do è di restare fermi immobili su questa pagina e aspettare che ricominci ad aggiornarla. Non andate via perchè me ne accorgo. Non visitate altri siti, perchè tanto non ne troverete uno all'altezza di questo. Ecco, state fermi, così, e abbiate pazienza.
Ehi tu, fermo lì! ti ho visto che stavi scappando...
io vi curo, anche quando non mi vedete...in questo momento vi sto osservando, ricordatelo...

martedì 29 aprile 2008

pio

A proposito di parolacce, ogni tanto mi viene da chiedermi se esista ancora la "volgarità", e cosa al giorno d'oggi possa essere considerato volgare. Per esempio, ho sentito che al Grande Fratello hanno mandato via un concorrente perchè ha bestemmiato. Non è la prima volta che succede nei cosiddetti "reality show". Ogni volta la presentatrice di turno mostra di essere scandalizzata perchè qualcuno nella casa o sull'isola o nella fattoria ia-ia-o parla di cani e di suini con un po' troppa riverenza.
A me va bene che ci sia questo rigore, però bisognerebbe mettersi d'accordo. Una bestemmia è volgare perchè può urtare la sensibilità di un credente che tra un pellegrinaggio dal cadavere di padre Pio e l'altro si rincoglionisce con un bel reality . Allora diciamo che non si dovrebbe bestemmiare in televisione. Però, a parte il fatto che se chiami una cosa "reality" ti dovresti mettere nell'ordine di idee che nella "realtà" la gente bestemmia eccome, credo che bisognerebbe usare lo stesso rigore per tutte le cose che offendono la sensibilità delle persone. Per esempio io mi sento offeso dagli ideali che questi programmucci vendono ogni giorno a milioni di persone. Non sopporto l'arrivismo esasperato dei programmi di ballerini e cantanti viziati che fanno dell'immagine la loro vita. Non sopporto l'aggressività delle finte litigate messe in piedi nei reality e nelle decine di programmi costruiti attorno ai reality. Non sopporto l'arroganza e la furbizia nei rapporti fra le persone che viene venduta come modello di vita. Il problema è che poi tutte queste cose vengono assorbite perchè, per quanto uno le possa condannare, sono atteggiamenti che in qualche modo attraggono le persone.E infatti l'arrivismo esasperato, la voglia di apparire, l'arroganza, la furbizia le si ritrovano in quel reality un po' più reality che è la vita di tutti i giorni.
Ecco perchè non è abbastanza dire "spegni la televisione". La televisione e i suoi atteggiamenti ti perseguitano anche quando vivi in mezzo alla gente che la televisione la guarda e la assorbe. Io mi sento un po' offeso dai valori che vengono venduti da questi programmi, forse più di quanto un devoto si senta offeso nel sentire una bestemmia, perchè la gente che bestemmia non è pericolosa, ma la gente arrogante e superficiale sì.
E allora mi fa un po' ridere che al Grande Fratello, proprio al Grande Fratello, si finga di scandalizzarsi quando a uno scappa una bestemmia. Magari fossero solo le bestemmie il problema . Quelle non sono dannose, e se fossimo meno invasati ci potremmo anche passare sopra senza troppi sconvolgimenti. Ma preferiamo il moralismo rassicurante delle frasi fatte e degli scandali istituzionalizzati, perchè si fa meno fatica e non c'è troppo da pensare. Mandiamo via la gente che bestemmia, così ci possiamo godere in santa pace il Grande Fratello. Basta volgarità, viva le litigate e l'arroganza. Basta morale, abbiamo il nostro tranquillo moralismo.
Che Dio ce la mandi buona...

lunedì 28 aprile 2008

sempre più convinto del mio voto

"Tra buonismo e finta solidarieta'" di Antonio Di Pietro | 28 Aprile 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

postilla

..e non mi piace quando apro la pagina web di un quotidiano e trovo fra le prime notizie che "la fiction delle tette arriverà in italia".
Io a questo punto non capisco più quali parole si possano dire e quali no. Se esistano ancora le famose "parolacce" oppure no.
Non mi piacciono le notizie in italia.

io odio....


Non mi piace quando arrivano le nuvole dopo tre giorni di sole. E non mi piace quando è fine aprile e non ho ancora visto la vera primavera. Non mi piace quando alle nove meno venti sono ancora in pigiama e di fianco a me c'è il letto non ancora rifatto. Non mi piace quando appena alzato ho addosso questo sonno e tutto quello che vorrei fare è rituffarmi nel letto. Non mi piace quando ho il pigiama spaiato, coi pantaloni del piagiama grigio e la maglia del pigiama blu. Non mi piace avere la scrivania piena di fogli da sistemare. Non mi piace quando bagni i fiori e i fiori non crescono. Non mi piace quando riempi la scodellina della gatta di acqua e la gatta va a bere l'acqua dell'innaffiatoio.
Non mi piace questo lunedì mattina.

mercoledì 23 aprile 2008

investimenti

E' incredibile come al giorno d'oggi cerchino di rifilarti di tutto. Adesso si sono messi a vendere persino i pali della luce. Giuro. Stasera stavo tornando a casa in macchina, quando ho visto un palo della luce con attaccato un cartello "vendesi". Mi chiedo uno cosa se ne faccia di un palo della luce. Innanzitutto un palo della luce non può fare luce, se non ci si attacca sopra una luce. Anzi, dubito che si possa ancora chiamarlo "palo della luce" senza una luce sopra. In fondo non si chiama "palo della luce" nemmeno una luce senza un palo di sotto, quindi il discorso dovrebbe essere lo stesso.
Poi un palo della luce in una casa non ci sta, a meno che non lo si metta in orizzontale e si tengano due finestre aperte. Ma un palo della luce sdraiato può essere pericoloso, perchè uno ci inciampa o ci va a sbattere contro. L'unica è tenerlo in giardino, se si ha un giardino. Ma per tanto così meglio tenerlo direttamente sulla strada, che almeno se ne sta ordinato in fila con gli altri e non sembra fuori posto come un palo della luce in giardino.
Insomma, se vedete un palo della luce con il cartello "vendesi" non cascateci, non è un grande affare e anzi spesso è solo un escamotage per rifilarvi anche una casa. provate a chiamare il numero di telefono scritto sotto e vedrete se non vi risponderà uno che vuole vendervi una casa.
Notte...

importante credo per tutti

"25 aprile: per una nuova Liberazione" di Antonio Di Pietro | 21 Aprile 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

+ -

Tutto sommato va bene, però vorrei che le cose andassero bene da sole, senza doverle sommare. Tutto sommato vuol dire che sommi le cose buone e anche quelle meno buone, e poi fai finta che quelle meno buone siano rese meno pesanti da quelle più buone.
Io vorrei che questa cosa andasse bene. Punto. Poi che anche questa cosa andasse bene. Punto. Poi anche quell'altra cosa andasse bene. Punto. E che quando hai finito di passare in rassegna tutte le cose non ci sia bisogno di fare nessuna somma per essere contento.
E poi se proprio si volesse provare ad alleggerire il peso delle cose che non vanno bene si dovrebbe sottrarre, non sommare. Sottrarre tutte le cose non buone, così che rimangano solo le altre.
Tutto sottratto va bene. Ha senso? Mi pare di sì. Tutto sottratto...sì sì, mi suona bene.
Ma in pratica si può fare? Per esempio,mi sento stanco, piove, ho freddo, non guadagno abbastanza, la mia gatta non mi vuole bene. Ma tutto sottratto va bene. Certo, ci vorrebbe un posto dove mettere le cose sottratte. Qualche scompartimento della vita che si può tenere ben chiuso e non prendere in considerazione. Il magazzino delle cose sottratte alla vita e lasciate ad ammuffire in attesa di dimenticarsene.Ma questo non sarebbe un sottrarre, sarebbe un prendersi in giro. E per prendere in giro bisogna essere in due, non si può fare tutto da soli. Anche se io ci provo sempre a fare tutto da solo. Vorrei che noi esseri umani fossimo abbastanza stupidi da riuscire a prenderci in giro da soli e a dimenticarci davvero delle cose di cui vorremmo dimenticarci. Ma purtroppo siamo stupidi solo fino a un certo punto e riusciamo solo a ridere e sorridere degli altri, mai di noi stessi.
No, tutto sommato direi che non si può sottrarre niente.

lunedì 21 aprile 2008

rinnovamento

Ho deciso di fondare una nuova religione. E' un po' che ci penso, e credo che ormai i tempi siano maturi. Per fondare una religione ci vogliono 6 ingredienti fondamentali:
uno dio o due
un profeta
un testo sacro
qualche miracolo di incoraggiamento per i fedeli
dei discepoli
un po' di rituali
tempo di preparazione: 5 minuti.
difficoltà: media
conservare in frigorifero e consumare in 2-3 millenni.

Mescolare qualche comandamento con due o tre parabole. Aggiungere samaritani a piacere. Lasciare sedimentare in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di ragione. Nel frattempo in un altro recipiente si preparerà il ripieno a base di divinità e miracoli.
Il primo ingrediente non è proprio indispensabile a dire il vero, ma una religione con un dio è più semplice da gestire perchè quando hai un dio hai qualcuno cui scaricare la colpa e le responsabilità.
Poi, il vantaggio di fondare una religione è che tu puoi essere il primo profeta, e anche quello più importante. Sempre che la religione attecchisca, ovvio.
Il testo sacro lo si può anche preparare in un secondo momento, ma è meglio iniziare a progettarlo fin da subito così appena il mercato editoriale è propizio lo si manda in stampa e si entra diretti in hit parade.
Miracoli di incoraggiamento...questo è il punto che più mi preoccupa. La gente ormai non abbocca più, si conoscono praticamente tutti i trucchi. E' sempre più difficile metter su un buon miracolo al giorno d'oggi senza una buona copertura mediatica. Considerando che la moltiplicazione del pesce e la trasformazione dell'acqua in vino sono già coperti da diritti d'autore, io avevo pensato a qualcosa di meno appariscente, per esempio la divisione delle bistecche o la trasformazione della spremuta d'uva in brunello di montalcino. Resuscitare i morti è sempre un colpo a effetto, ma anche questo è già inflazionato ormai, quindi dovrei dedicarmi all'uccisione dei vivi, il che potrebbe darmi una certa fama come profeta ma dovrei accontentarmi di predicare fra i carcerati.
Per i discepoli non c'è problema. Utilizzerò questo blog per reclutarne un po'. Tanto per cominciare, voi che state leggendo siete già degli affiliati novizi, anche se dovrete superare alcune prove di fedeltà per diventare adepti. Se, come mi pare di capire, ardentemente desiderate in coscienza che io sia il vostro profeta, siete chiamati a dimostrare la vostra fede in me prima di venire illuminati dal mio verbo e dal mio complemento oggetto. Invierò a ciascuno le coordinate del mio conto corrente, sarete considerati a tutti gli effetti degli adepti se il versamento supererà le 300 euro. Per 500 euro avrete diritto a un posto al mio fianco (alla sinistra o alla destra, noi non facciamo distinzioni) nel paradiso dei gatti dormienti, dove andranno tutti coloro che avranno vissuto secondo le regole del mio nuovo credo.
I rituali sono in fase di preparazione. Pubblicherò presto su questo magazine ufficiale un elenco di comandamenti che dovranno regolare tutte le fasi della vostra giornata, compresa la sacra purificazione doppio malto dell'alba e la lavanda del gomito destro vespertina.
Il giorno sacro sarà il mercoledì nelle settimane pari e il giovedì nelle settimane dispari per i mesi pari, mentre sarà il lunedì nelle settimane dispari e il sabato nelle settimane pari per i mesi dispari, nella prima metà dell'anno; nella seconda metà dell'anno invece sarà il venerdi' nelle settimane dispari e la domenica nelle settimane pari per i mesi dispari; mentre sarà il sabato per le settimane pari e la notte fra martedì e mercoledì per le settimane dispari nei mesi pari. Questo ovviamente per gli anni dispari. Negli anni pari non ci sarà giorno sacro, tranne che nelle settimane dispari dalle 8 alle 13 e dalle 15 a fine servizio e nelle settimane pari dei mesi dispari. Tutto questo per rispettare il valore simbolico dei numeri sacri che hanno segnato le tappe findamentali nella storia del vostro profeta, cioè il 23, il 45 e il 72 sulla ruota di Bari.
Se mancherete di rispettare uno di questi giorni, io vi punirò. Non dio, vi punirò proprio io con mezzi meno spirituali e più di sostanza.
Il vostro profeta ora è stanco, e desidera riposare. La prima fatica è stata compiuta, posata la prima pietra, gettati i semi della nuova parola. Andate e moltiplicatevi, ma solo per multipli di 4.

venerdì 18 aprile 2008

casa


La pioggia vista attraverso un vetro rigato dalle goccioline. L'erba bagnata, le case bagnate, le piante bagnate. Piove su tutto quello che i miei occhi vedono, anche sul vetro appannato dal mio respiro. E gli occhi rimangono asciutti. L'acqua è là fuori, sul mondo. Io sono qui, lontano dal mondo. Mi sento al sicuro.
Mettere un tetto tra sè e la pioggia è come restare chiusi in un abbraccio mentre tutte le cose ti piovono addosso. E' fare un passo fuori dal mondo senza perderlo di vista. E' potere restare leggeri e asciutti anche quando tutto quello che si vede attorno è una pioggia grigia che si infiltra in ogni angolo e appesantisce gli alberi, le foglie, la vita.

mercoledì 16 aprile 2008

disordine mentale

In secondo luogo, ritengo necessario un cambiamento. Una svolta. Un cambio di direzione. Un rinnovamento. Una rottura col passato. Un'iniezione di fiducia.
Quarto e ultimo punto, lo smog. La qualità dell'aria. Le emissioni. DI gas, sì, le emissioni di gas. Gas nobili e ignobili.
Prima di tutto vorrei ringraziare coloro che sono intervenuti. Assenti e presenti. Futuri e passati. Trapassati. Remoti e prossimi. Anteriori e posteriori. Davanti e di dietro. Suggiù.
Consentitemi di aprire una parentesi prima di conlcudere. E consentitemi di chiuderla. Così, ecco (). Grazie.

lunedì 14 aprile 2008

itaglia

Stavolta pare non ci siano dubbi. E neanche brogli. Non serve ricontare. Tutto in regola, i numeri parlano chiaro.
Dunque l'Italia ha perso le elezioni. Nessuna sorpresa, anche se io un po' ci avevo sperato. Non so se valga la pena scappare direttamente all'estero o se se sia meglio restare qui a godermi le barzellette e i "Romolo e Remolo" del Silvio. Il punto è che all'estero il Silvio non ha una grande reputazione, quindi per un po' è meglio se noi italiani non ci facciamo vedere in giro per l'Europa. Non avrebbe una grande reputazione nemmeno qui, a dire il vero, se qualcuno oltre a Beppe Grillo e Travaglio si decidesse a raccontare certe cose in televisione. O, il che è lo stesso, se ci fosse anche una sola televisione che non deve render conto in un modo o nell'altro al Silvio.
Comunque il Silvio ce l'ha fatta anche stavolta, tutto il resto conta poco. Il Silvio è uno che ce la fa sempre. Pochi con il suo curriculum sarebbero riusciti a rimanere fuori di galera per tutto questo tempo, figurarsi a convincere per due volte gli italiani.
E allora adesso rialzati Italia! Portiamo avanti insieme questo sogno. Non mi ricordo più qual era il sogno a dire il vero, però la canzone era bella, i giovani sorridenti (pure quelli del call center) e il gelato abbondante (parlo del videoclip "Menomale che Silvio c'è", ovviamente). Quasi quasi divento ottimista anch'io, mi metto a crederci. Non lo dico a nessuno che ho votato Di Pietro, e faccio finta di aver vinto insieme a loro, tanto chi se ne accorge. Peccato che non lavoro in proprio, altrimenti adesso potrei anch'io ricominciare a evadere in tutta tranquillità un po' di tasse, senza la sinistra sempre lì con il fiato sul collo a costringermi a essere onesto. Basta con questa storia dell'onestà, roba vecchia. L'onestà ci fa diventare tutti più poveri. Per me purtroppo vale ancora quel vecchio sistema comunista di pagamento per cui le tasse me le prelevano loro prima che io riceva i soldi, quindi non c'è modo di rubare neppure un misero euro per il caffè. Ma spero che il Silvio provveda presto e garantisca a tuttti la Libertà di scelta. Libertà! Voglio essere anch'io libero di scegliere se essere onesto o no. Basta restrizioni. Basta obblighi. Basta leggi. Libertà. Avanti popolo, Libertà. Noi siamo il popolo della libertà.
Di Pietro hai sbagliato paese, in Germania o in Inghilterra saresti già presidente, se fossi stato più furbo ti saresti scelto il paese più adatto a te, come ha fatto il Silvio. E' pur sempre vero che ognuno ha quello che si merita, soprattutto noi italiani.

domenica 13 aprile 2008

ricordimenticare

Stamattina mi è passata per la testa un'illuminazione. Il pensiero più profondo che io abbia mai fatto. Poi però mi sono accorto che stavo solo sognando, e che il pensiero era profondissimo e illuminante nel sogno, ma era una banalità immensa dalla parte di qua. Quindi adesso di quel pensiero non so proprio cosa farmene. Potrei semplicemente dirlo, è vero, oppure scriverlo qui, ma io conosco un modo migliore di usare i pensieri. Dimenticarli. Si dovrebbero dimenticare più cose, dimenticare più spesso. Non solo i pensieri dei sogni o della notte prima, ma anche quelli di ieri e del mese scorso e di tutta la vita passata. Bisognerebbe pensare alle cose come se non ci avessimo mai pensato prima, come se non avessimo già un'idea al riguardo. E bisognerebbe anche vivere le cose come se non le avessimo già vissute ogni giorno sempre uguali fino a oggi, come se non avessimo già sentimenti e emozioni e progetti a ricoprire le cose che ci stanno attorno, e a trasformarle in cose "nostre".
Ecco, questo era proprio il pensiero del sogno di stamattina. L'ho scritto perchè in realtà non lo posso dimenticare, nonostante tutto. In effetti nel pensiero c'era anche qualcos'altro, l'idea che è impossibile dimenticarsi dei propri pensieri, di qualunque pensiero abbiamo almeno una volta sentito nostro.Non si può dimenticare proprio un bel niente. Ho paura che siamo prigionieri a vita di tutto quello che abbiamo già pensato, vissuto, progettato, sentito, amato e odiato. E ho paura che questo sia il solo motivo per cui pensiamo quello che pensiamo e proviamo quello che proviamo. Ho paura che noi siamo soltanto il nostro passato, anche quando facciamo dei progetti per il futuro.

venerdì 11 aprile 2008

informazioni utili

poi uno fa come vuole, però secondo me se è informato riesce a scegliere meglio:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/fedine-penali-la-carica-dei-101/



Giochino divertente, provatelo. Questo è il mio risultato:

Risulta che sono più vicino alle idee di Boselli. Il che è verissimo, se non fosse che Boselli sta insieme a dei ladri e continua a parlare di Craxi, che quando ha iniziato a prendere tangenti io ero ancora in fasce, e di lui mi ricordo solo gli occhialoni e il sorriso viscido. Ma sono contento di stare esattamente dalla parte diametralmente opposta di Berlusconi e Ferrara.

mercoledì 9 aprile 2008

cropositico

Mi è venuta voglia di scrivere delle parole a caso. Così, le prime che mi vengono in mente. Chiudo gli occhi e vediamo cosa pesco.
Barbagianni. Filiera. Incrementare. Dissacrazione. Correttivo. Analgesico. Rintuzzare. Derubricare. Ugo. Inverecondo. Verecondo.
Il gioco è divertente, ma dopo una decina di parole uno si stufa, e deve inventarsi qualcosa di nuovo.
Per esempio adesso mi è venuta voglia di scrivere delle parole non a caso. Quindi non possono essere le prime che mi vengono in mente. Bisogna prima trovare un criterio, e poi scrivere le parole secondo quel criterio. Ma quale? Provo a scrivere dei criteri a caso: parole sdrucciole. Parole che iniziano con vocale. Parole volgari. Parole senza la f. Parole sofferenti. Parole per augurare buonanotte. Parole che i toscani non riescono a pronunciare. Parole inventate nel 1628. Parole non ancora inventate. Parole a caso.
Scelgo un criterio a caso, per esempio il criterio "parole a caso".
Quindi adesso posso scrivere delle parole non a caso secondo il criterio "parole a caso". Crepuscolo. Immunodeficienza. Benedettino. Castrazione. Imenotteri. Franchigia.
Questo gioco è leggermente più divertente del primo, ma siccome è molto simile uno si stufa già dopo 5-6 parole. Bisogna scegliere un criterio diverso, così il gioco diventa un po' più originale. Per esempio potrei provare con il criterio "parole non ancora inventate".
Crobisquo. Prefisometrico. Traberzaio. Merfichelato. Gioso. Zi. Menofrastico. Prilosibaro. Catamenico. Cumertuoso. Brucosil. Colacistico. Menofrasticoide. Coide. Anniversario. Mistro. Quoberaminico.
Bello bello. Ma il gioco è bello quando dura poco. Cambiamo. Criterio "parole per dire buonanotte". Buonanotte. Buona-notte. Dormi. Shhh.

Meno male che Silvio c'è video ufficiale inno campagna PDL

nota: non è la parodia. E' l'inno ufficiale vero. Roba seria

martedì 8 aprile 2008

X

Questo fine settimana ci sono le elezioni. Sono già emozionato. La mia vita è a una svolta decisiva. La vita del Paese è a una svolta decisiva. Il futuro dei nostri figli è a una svolta decisiva. Saremo ricordati fra decine di anni per quello che decideremo in queste elezioni. Abbiamo una grande opportunità di rinnovamento. No, un momento, quello è il sogno dell'altra notte, mi sto confondendo. Quelle di domenica sono solo le elezioni per il parlamento italiano, niente di interessante. La parte bella delle elezioni è la campagna elettorale, poi quando arriva il giorno del voto il divertimento finisce.
Questa campagna elettorale mi ha divertito parecchio, molto più del solito. Mi spiace solo di essermi perso l'inizio e i titoli di testa, ma adesso sono pronto per il gran finale. Non saprei dire quale è stata la parte che mi è piaciuta di più. Forse quella scena in cui il ladro dice "quella guardia mi fa orrore", e tutti intorno scoppiano a ridere. Ma sono davvero tanti i momenti indimenticabili... anche se molti li avevo già visti qualche anno fa, mi fanno sempre ridere di gusto. Brogli! Ricontiamo! Ristampiamo! Cordate! Fucili! Vergognoso! Inaccettabile! Sono indignato!
Non posso dire per chi voto perchè poi i giornali dicono che sono di parte. Però posso dire per chi non voto.
Non voto per il PD, perchè quelli del PD sono un po' di sinistra ma anche un po' cattolici ma anche un po' radicali ma anche un po' comunisti ma anche un po' di destra ma anche un po' dalla parte degli operai ma anche un po' dalla parte degli imprenditori.Perchè non hanno neanche per la testa di eliminare quella porcheria delle legge Biagi, e anzi candidano gente che sostiene la legge Biagi. E perchè Veltroni è un bugiardo: qualche anno fa è andato in televisione da Fazio a dire che dopo aver fatto il sindaco di Roma si sarebbe ritirato dalla politica perchè capiva di aver fatto il suo tempo. Allora Fazio gli ha detto: "sì, ma dicono tutti così, poi ci ripensano e ce li troviamo ancora lì". E Veltroni gli ha detto. " Ci rivediamo fra qualche anno e poi mi dirà chi ha ragione". Non si sono più rivisti, credo.
Poi non voto la Sinistra Arcobaleno perchè se davvero avessero voluto fare qualcosa per i precari e gli operai e i giovani avrebbero potuto farlo quando erano al governo. Siccome vengono tutti dal governo Prodi, non vedo perchè adesso dovrei crederci. Comunque Bertinotti mi piace quando parla, se non altro ha delle idee che gli girano per la testa.
Non voto la Sinistra Critica, anche se sarei molto tentato. Hanno un programma chiaro e posizioni ben definite su tutti i temi. Sono contro la legge Biagi, sono contro gli incenitori, gli sprechi, l'alta velocità. E riescono anche a rispondere educatamente ai giornalisti venduti e subdoli che gli chiedono "ah ma allora siete contro il progresso?", come se gli inceneritori e l'inquinamento incontrollato fossero l'unico modo di intendere la parola "progresso". Però non li voto perchè siccome sono la sinistra radicale, se fosse per loro saremmo pieni di extracomunitari e di conseguenza di delinquenza (e invece direi che i delinquenti italiani ci bastano e avanzano).
Non voto per Forza Nuova, perchè sono dei razzisti, e va bene limitare i flussi di immigrati, però questi esagerano. E non li voto perchè oltre che razzisti ce l'hanno senza ragione con gli omosessuali. E perchè sono attaccati come delle zecche ai "valori tradizionali e cristiani", come ricorda sempre quel loro rappresentante che da giovane è stato condannato per banda armata.
Non voto per La Destra, perchè sono la versione patinata di Forza Nuova.
Non voto Casini, perchè finchè l'Italia non si libera dal guinzaglio della Chiesa saremo sempre un Paese culturalmente, socialmente, scientificamente sottosviluppato.
Non voto per Giuliano Ferrara, perchè l'aborto è una questione troppo complicata per essere ridotta a a "una posizione", perchè l'aborto non è una questione politica ma personale, perchè sono le donne che devono parlare di aborto, non gli uomini. Figuriamoci Ferrara
Non voto la Lega Nord, perchè ormai sono anni che vanno avanti solo a slogan (sempre gli stessi fra l'altro, che palle), fanno le leggi porcata e vanno a vantarsene in televisione e sono tutti un po' calderoli. E poi a Bossi manca solo che gli mettano un naso rosso finto e le scarpe a punta e poi il circo è completo.
Non voto Berlusconi, ma credo di non avere abbastanza tempo e spazio per elencare tutti i perchè. Faccio una sintesi, anche se mi sembra così' ovvio e banale che davvero non capisco come possa la gente non vedere certe cose. Berlusconi è disonesto: continua a ripetere che lui si è fatto da solo e ha avuto successo in tutto. Si dimentica sempre di dire come, perchè pensa che non sia rilevante. I suoi avvocati sono condannati o indagati per corruzione, lui no. Si vede che i suoi avvocati hanno corrotto i giudici per fare passare la Mondadori a Berlusconi senza che Berlusconi ne sapesse niente. Poi è un delinquente: se si leggono i libri di Travaglio (esempio "Le mille balle blu") ci sono le intercettazioni che testimoniano i rapporti di Berlusconi con la mafia. E' bugiardo in modo imbarazzante: sui numeri, sul proprio passato, sulle cose che lui stesso ha detto il giorno prima. Ha l'abitudine di accusare gli altri per le stesse cose che lui combina, in modo che quando lui viene scoperto la gente non ci fa tanto caso: prima c'erano i brogli elettorali, poi gli unici brogli scoperti sono stati quelli che hanno favorito Forza Italia; ha iniziato a dire che i mezzi di comunicazione sono in mano alla sinistra, quando la metà dei giornalisti sono suoi dipendenti e quelli che non sono suoi dipendenti sono dipendenti di suoi dipendenti o di suoi amici. E' arrogante: offende sempre gli altri prima di parlare di se stesso e dei propri programmi. E' finto: trapianto e lifting per sembrare più giovane, vestiti neri per sembrare più magro, suole di 10 cm per sembrare più alto. Berlusconi non "è", Berlusconi "sembra". Ogni volta che lo vedo mi viene da pensare che solo gli italiani possono dar retta a uno così, e andare sotto il palco a cantare (gente adulta, perdio!) "menomale che Silvio c'è".
Io voto quello che rimane. Voto quello che rimane perchè, anche se il programma è generico e ambiguo e insignificante come tutti i programmi, almeno un buon punto di partenza per governare in modo decente c'è. Finchè non c'è gente onesta in Parlamento si governerà sempre per il bene dei parlamentari , mai per il bene della gente. Se si mandano in parlamento persone che non hanno al primo posto i propri interessi e hanno dimostrato di avere un passato da persone oneste, c'è la speranza che le decisioni che prenderanno per il futuro saranno da persone oneste. Decidere da persone oneste significa mettere il bene degli altri davanti al bene proprio. Significa mandare ladri, rapinatori, corruttori, assassini in galera e premiare la gente onesta. Significa avere rispetto per la gente onesta, per chi vede criminali rubare e uccidere e girare il giorno dopo liberi per strada, per chi guadagna i soldi lavorando mentre vede corruttori arrichirsi a dismisura ed evasori venire condonati una volta all'anno. Mi spiace solo che questo voto diventerà anche un voto per la banda Veltroni, avrei preferito rimanesse un voto per un partito al di fuori da certe logiche politiche. Ma tant'è. Dopotutto siamo in Italia, l'opportunità di votare gente che ha il rispetto della legge al primo posto capita una volta ogni cent'anni. Io dico che è il caso di approfittarne.

lunedì 7 aprile 2008


quando dicevo che una volta sono stato sopra le nuvole intendevo che sono stato veramente sopra le nuvole. Non come quando si dice "quello lì ha la testa fra le nuvole" o "l'altra notte ho sognato che volavo sopra le nuvole". Anche perchè io non ho mai sognato di volare, al massimo di precipitare. Comunque intendevo proprio sopra le nuvole in senso fisico, come Mary Poppins all'inizio di "Mary Poppins" mentre aspetta che la sigla finisca.
Ho fatto anche delle foto, per quelli che non ci avrebbero creduto. Da sopra le nuvole si vede così, proprio come davanti ai campi coperti di neve:



lampadine

Io penso un po' di cose. Come tutti d'altra parte. Uno in qualche modo la testa deve riempirsela, e l'unica cosa che può starci nella testa sono pensieri. Al limite può starci qualche emozione o qualche sentimento, ma di solito quelli vanno a mettersi più volentieri fra lo stomaco e il cuore e poi stringono, stringono, stringono finchè non si fanno più leggeri e salgono su su fino alla testa, quando ci si accorge che ormai sono diventati anche loro solo pensieri.
Il problema dei pensieri, ma anche dei sentimenti, è che non si troveranno mai due persone che hanno esattamente gli stessi identici pensieri, nè gli stessi identici sentimenti. Anche perchè non c'è modo di sapere quali sono esattamente i pensieri e i sentimenti degli altri, o cosa significa per gli altri averli. L'unica cosa che si può fare è provare a immaginare qualcosa dietro le stesse parole che tutti usiamo per far uscire cose che poi davvero non escono mai da noi.
Il vero vero vero problema, però, è che spesso non c'è modo neppure di sapere quali sono esattamente i miei pensieri. Per esempio, cosa penso delle Olimpiadi in Cina? Vanno boicottate? Non lo so. Devo avere un pensiero qui dentro da qualche parte, mi è giusto passato davanti l'altro giorno, ma adesso non lo trovo più. Cosa penso della mozzarella di bufala? Non so, lo vedo appena appena laggiù in fondo nascosto fra il pensiero "che ore sono?" e il pensiero "devo ricordarmi di puntare la sveglia", ma è difficile da qui capire cosa penso della mozzarella di bufala, anche se giurerei che assomiglia a un "non me ne frega niente (almeno fino alla prossima volta in cui andrò in pizzeria)". Proviamo con qualcos'altro. Cosa penso dell'ipotesi di smetterla qui di scrivere e andare a dormire? Sì, questa la so, non è difficile! Penso che di tutte le idee che ho avuto in vita mia, a parte quella volta che ho messo un wurstel nello yogurt alla banana, questa sia in assoluto la più brillante.
Talmente brillante che ho idea che per oggi non c'è più posto per nient'altro.

domenica 6 aprile 2008

Francesco Guccini - Lettera

In giardino il ciliegio è fiorito agli scoppi del nuovo sole,
il quartiere si è presto riempito di neve di pioppi e di parole.
All' una in punto si sente il suono acciottolante che fanno i piatti,
le TV son un rombo di tuono per l' indifferenza scostante dei gatti;
come vedi tutto è normale in questa inutile sarabanda,
ma nell' intreccio di vita uguale soffia il libeccio di una domanda,
punge il rovaio d' un dubbio eterno, un formicaio di cose andate,
di chi aspetta sempre l' inverno per desiderare una nuova estate...

Son tornate a sbocciare le strade, ideali ricami del mondo,
ci girano tronfie la figlia e la madre nel viso uguali e nel culo tondo,
in testa identiche, senza storia, sfidando tutto, senza confini,
frantumano un attimo quella boria grida di rondini e ragazzini;
come vedi tutto è consueto in questo ingorgo di vita e morte,
ma mi rattristo, io sono lieto di questa pista di voglia e sorte,
di questa rete troppo smagliata, di queste mete lì da sognare,
di questa sete mai appagata, di chi starnazza e non vuol volare...

Appassiscono piano le rose, spuntano a grappi i frutti del melo,
le nuvole in alto van silenziose negli strappi cobalto del cielo.
Io sdraiato sull' erba verde fantastico piano sul mio passato,
ma l' età all' improvviso disperde quel che credevo e non sono stato;
come senti tutto va liscio in questo mondo senza patemi,
in questa vista presa di striscio, di svolgimento corretto ai temi,
dei miei entusiasmi durati poco, dei tanti chiasmi filosofanti,
di storie tragiche nate per gioco, troppo vicine o troppo distanti...

Ma il tempo, il tempo chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni
di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia e il gesto, donne e canzoni,
gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti,
l' arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti?
Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale l' affanno e l' ansimo dopo una corsa,
l' ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa...che chiami...vita...

venerdì 4 aprile 2008

cip

Che bello alzarsi e non avere già niente da dire. C'è un uccellino che fa un verso strano fuori dalla mia finestra. Probabilmente lui ha qualcosa da dire. Sembra un lungo discorso, anche perchè parla solo lui, e tutti gli altri lo stanno ad ascoltare. O forse fanno finta di ascoltarlo, non so. Sta di fatto che lo lasciano andare avanti senza disturbarlo. A me sembra ripeta sempre la stessa cosa, un fischio veloce che va su e giù. Ma non credo sia così anche perchè altrimenti dopo un po' si sarebbe stufato. E' più probabile che mi sfugga qualcosa del discorso,ma d'altra parte non credo ce l'abbia con me. Non ho nemmeno capito come si chiama. Chissà come fanno gli uccellini ad avere così tante cose da dire già al mattino presto, appena svegli. Forse passano le notti a pensare al canto del mattino,e appena il sole inizia a venir su sanno già cosa dire e quale fischio fare. Se avessi anch'io così tante cose da dire farei come loro, mi metterei su un albero al mattino presto e sveglierei tutti i vicini con il mio discorso fischiettante. Per fortuna non ho cose molto importanti per la testa, e posso star qui ad ascoltare loro senza preoccuparmi di mandare anch'io il mio messaggio al mondo. Comunque, per quel che mi riguarda, credo che gli uccellini abbiano ragione.

giovedì 3 aprile 2008

offeso

Stamattina mi sono alzato e mi sono accorto che la giornata era già iniziata. Senza di me.Il sole era già giallo giallo, il cielo azzurro azzurro, gli alberi verdi verdi. Solo io non ero sveglio. Mi sono accorto che il mondo se ne va dritto per la sua strada anche se io non ci sono. Neppure gli uccellini mi aspettano per iniziare a cantare, e la mia gatta prende posizione per il suo pisolino senza nemmeno preoccuparsi di dirmi buon giorno.
Comunque buongiorno lo stesso mondo, non preoccuparti per me, fai pure come se io non ci fossi...

mercoledì 2 aprile 2008

io

Seranotte. Ieridomani.Quel tempo che non esiste, quelle ore in cui si è un po' più liberi. Dai treni da milano dalle cose da fare. Sì, ecco, liberi dalle cose. Pensieri senza cose dentro, contenitori di immagini forse vere forse no. Non importa. Della verità non so cosa farmene adesso, è la cosa più inutile che esiste.
Io sono quello là o sono questo qui? Sono quello che di giorno è in mezzo alle cose o quello che di seranotte è in mezzo ai pensieri?
Io credo di essere questo qui, quello senza cose attorno e senza cose dentro. Contenitore di tutto quello che vuole entrare, non importa quanto male o quanto bene mi faccia, basta che non siano cose. Dev'essere molto più leggero, come un ricordo o un sogno o un'illusione, ma niente cose di seranotte. Non voglio pesi, solo qualche voragine che si apre dentro.
Gli occhi mi si chiudono ma qualcosa rimane aperto, ed è qualcosa che ci vede meglio degli occhi perchè vede i pensieri senza l'ombra delle cose. Le cose ingannano, ti fanno perdere di vista quello che pensi e quello che sei. Quello che vuoi, soprattutto. E' colpa delle cose se la gente non fa quello che vuole, non vive per quello che è, non sa quello che pensa. Ci vorrebbero meno cose e più pensieri, meno giorno e più seranotte, meno di tutto e più di quel niente di cui abbiamo bisogno. Meno verità, per favore. Meno cose. Meno obblighi, meno orari, meno sorrisi, meno parole, meno "sì", meno "farò", meno futuro. Bisogna vedere quello che rimane. Bisogna restare con quello che rimane quando si lascia il mondo fuori dalla seranotte. E' solo così che uno può davvero dire "io" e capire, e capirsi.