venerdì 13 giugno 2008

lucciole

Ieri sera uscendo dal garage ho visto che il bosco di fianco a casa mia era pieno di lucciole. Saranno state centinaia, era come un immenso albero di natale sdraiato in mezzo ai cespugli. Non si vedeva nient'altro, solo il buio e tante piccole scintille che si accendevano e si spegnevano. E' stata una sensazione stranissima, non me l'aspettavo.
Quando ero piccolo mi ricordo che passavo serate intere a guardare le lucciole dalla terrazza di casa. Poi a un certo punto le lucciole sono sparite, e per tanti anni quel pezzo di bosco è rimasto triste e buio. Fino all'anno scorso, quando una sera di maggio, chissà come e chissà perchè, le lucciole sono ricomparse, anche se erano davvero poche poche.
E ieri sera invece c'era questa scena lì fuori che mi ha dato qualcosa come una piccola scossa. C'era tutto, la pioggia, i lampi, il vento...e poi quello che non penseresti mai di vedere sotto la pioggia, i lampi e il vento..una miriade di piccole luci che si accendevano e si spegnevano, nonostante l'acqua, indifferenti a un'estate che non c'è.
Non so perchè adesso, mentre penso alle lucciole che continuano a brillare anche sotto la pioggia, mi viene così da piangere. Non so perchè mi si debbano bagnare gli occhi in questo modo, che quasi non vedo quello che scrivo. Non so perchè non si possa semplicemente guardare piovere sopra le lucciole e lasciarsi le lacrime dentro, per un'alta volta, per altre cose. E non so quante lacrime ci siano ancora qua sotto, e quante volte devo ancora vedere piovere sopra le lucciole prima che tutte quante siano uscite...

lunedì 9 giugno 2008

fatica

difficile. molto.
riempire certe sensazioni di vuoto.
capire quanto è grande il vuoto.
se è possibile riempirlo con qualcos'altro.
se è possibile addirittura riempirlo come prima.
esattamente come prima.
se l'adesso e il dopo fossero come il prima.
Se le cose più preziose che uno ha non andassero mai via.
Mai.

..ero partito con delle domande. Senza accorgermene ho finito con dei desideri.

..se l'adesso e il dopo fossero come il prima.
Se le cose più preziose che uno ha non andassero mai via.
Mai.

martedì 3 giugno 2008

Può essere che per un po' non aggiorni il blog. Non so quanto è "un po'". Forse un giorno, forse una settimana, forse qualche ora. Solo che per questo po' la cosa migliore che possa fare è non mettermi lì troppo a pensare. Insomma,stare un po' di più nella realtà, tra le cose concrete, lasciar perdere tutto quello che non è presente. Poi può anche essere che cambio idea e in realtà continuo normalmente. Non so. E' che adesso, 3 giugno 2008 alle ore 19.06, credo sia meglio che per un po' non mi metto lì a pensare troppo. Non so se ne sono capace, in fondo mi ci sono già messo, e questo è già diventato un post come tutti gli altri.
E' che sto facendo i conti con la felicità, voglio scoprire se è una cosa possibile, nonostante tutto. Ma bisogna non pensarci troppo. Io ci provo

sabato 31 maggio 2008

confesso

Stamattina mi sono confessato. Sì, lo confesso, mi sono confessato. Non da un prete ovviamente, e neppure andando in Chiesa. Mi sono confessato da solo, nella mia stanza, a tu per tu con Dio. Con il mio Dio ovviamente. Mi sono scoperto senza peccati, proprio come sospettavo. Secondo la mia concezione di peccato, ovviamente.
Ho sempre cercato di fare del bene anzichè del male agli altri, anche quando non ci sono riuscito. Secondo l'unica concezione di bene a cui riesco a dare un senso, cioè provando a far sì che gli altri soffrissero il meno possibile. Non serve nient'altro per poter dire di essere senza peccato. Non so se questo basti ai preti e al loro Dio, ma basta a me. Fra l'altro il loro Dio commette molti di quelli che io considero peccati, ma Lui non viene mai da me ad ammettere le Sue colpe e a chiedere perdono. Io Lo perdonerei, se solo promettesse di essere più giusto e di non far più soffrire in questo modo le persone. E Lo perdonerei, se solo promettesse di non fare più "miracoli" , ma facesse in modo che le cose buone succedano normalmente, naturalmente. Se solo prometesse che in questo mondo non ci sarà più bisogno di "miracoli". I miracoli sono la cosa più ingiusta che c'è perchè sono un'offesa verso tutte le persone per le quali i miracoli non succedono mai. I miracolati sono persone di serie A, tutti gli altri si arrangino.
C'è un bel racconto ebraico in cui un sacrestano di sinagoga fa un lungo discorso a Dio, e alla fine Gli dice così: " Allora io ti dico qualcosa, ascoltami bene: tu sei l'Onnipotente, ma ti dico, domani è il giorno dell'espiazione dei peccati. Cerca domani di perdonarci i nostri peccati perchè forse, ma forse, noi perdoneremo i tuoi".

venerdì 30 maggio 2008

di là

Sto cercando un buon modo per iniziare questa giornata.Il modo migliore, se possibile. Già sarei contento di iniziarla per il verso giusto. Dritti per di là, poi svolta a destra al primo incrocio. Non puoi sbagliare, è tutta dritta. Per sera sarai arrivato. Se mi perdo vi chiamo. Anche se quando uno si perde di solito non c' nessuno che si possa chiamare. Il metodo migliore rimane quello di andare sempre dritti in una sola direzione, anche se non si capisce bene dove si è. Così prima o poi da qualche parte si arriva,e non si rischia di girare sempre intorno o ripassare due volte per lo stesso posto. Lo diceva anche quello là, quando faceva quel discorso là sul metodo giusto da seguire. Era la seconda regola. Parto dalla seconda regola perchè la prima era troppo stupida e non mi piaceva.
"La mia seconda massima era di agire con quanta più ferma risolutezza mi fosse possibile, e di seguire con altrettanta costanza, una vlta orientato in un certo senso, anche le opinioni più dubbie come se fossero state certissime. Mi attenevo in questo all'esempio dei viandanti che, smarriti in una foresta, non devono andare in giro errabondi, ora in una direzione ora nell'altra, o, peggio che mai, fermarsi da qualche parte, ma devono andare sempre nello stesso senso, seguendo un cammino quanto più è possibile dritto, non scostandosene mai per futili motivi, anche se all'inizio solo il caso abbia determinato la scelta: perchè così,se non arrivano proprio dove desiderano, alla fine arriveranno pure in qualche luogo, dove verosimilmente si troveranno meglio che in una foresta"
Quello là sì che la sapeva lunga...

mercoledì 28 maggio 2008

zero

Quanto si può restare davanti alla pagina bianca prima di capire che non si è in grado di scrivere un solo pensiero? Mezz'ora per me è già troppa. Stasera non ho nessun pensiero da cui iniziare, nessuno con cui finire. Forse perchè ho troppi pensieri diversi, e ognuno spinge in una direzione sua e non si capisce mai quale sia la direzione da seguire. Forse perchè alcuni pensieri vanno dalla parte della felicità e tutti gli altri esattamente dalla parte opposta, ma la parte opposta ha troppi nomi diversi e non si sa quale è il nome giusto da dare a tutto quello che non è felicità. Malinconia è troppo poco, disperazione è esagerato, tristezza non vuol dire niente. Potrei dire semplicemente che non so come mi sento, ma sarebbe una bugia. Potrei dire come mi sento veramente, ma sarebbe una verità troppo pesante. E allora molto meglio rassegnarsi al fatto che i pensieri stasera non vogliono uscire, perchè hanno paura di scoprirsi per quello che sono.
Sarebbe tutto più semplice se la felicità degli altri mi bastasse...

martedì 27 maggio 2008

generi

Il capotreno stamattina al passeggero che si lamentava della sporcizia della carrozza:
"Non è che il treno non lo puliscono. E' che il genere di pulizia che fanno adesso è questo qua".

sabato 24 maggio 2008

risciacqui

Comunque piove. Come in quella battuta in cui c'è uno triste e l'altro gli dice "coraggio, in fondo potrebbe andare peggio", " per esempio?", "potrebbe piovere". Credo che la battutta originariamente fosse in una striscia dei Peanuts, anche se poi l'hanno riciclata in tanti. Ma magari anche la striscia dei Peanuts è un riciclo. Nel caso dei Peanuts quello triste era Charlie Brown, che fa sempre la parte di quello triste. D'altronde ognuno ha la propria parte, non si può improvvisare o divagare.
Comunque piove. Come quella volta nel pineto, quando uno ci ha fatto sopra una poesia che secondo me è una delle più belle che sono state scritte, anche se è diventata poco più che una filastrocca ridicola da quando hanno deciso di farla studiare a scuola. Non dovrebbero fare studiare le poesie a scuola. Le poesie sono qualcosa che le persone dovrebbero scoprire da sole.
Comunque piove. Come quella mattina di un po' di mesi fa quando sono atterrato in Inghilterra e pioveva che Dio la mandava e i ricordi della sera prima mi gocciolavano davanti. Come quella sera di qualche mese fa mentre stavo per prendere il pullman per l'aeroporto e pioveva che Dio la mandava e aspettavo un abbraccio che mi scaldasse e un sorriso che mi asciugasse.
Comunque piove, come in questo 24 maggio in cui non so bene se devo essere contento oppure no, ma forse in fondo lo so e non voglio rispondere e aspetto solo che questa pioggia lavi via tutto quanto

righe

Quando si mette un punto si finisce una frase e se ne comincia un'altra.
Così.
Però non è necessario andare a capo. Si può rimanere sempre sulla stessa linea, se si intende dare continuità al discorso. Per esempio si può fare così, perchè è chiaro che questa frase è una continuazione del discorso di prima.
Sarebbe stato assurdo andare a capo e scrivere che per esempio si può fare così, perchè è chiaro che questa frase è una continuazione discorso di prima.
Già il fatto di andare a capo mi avrebbe fatto capire che si stava cambiando discorso. E se cambi discorso per poi dire che si tratta dello stesso discorso o sei schizofrenico o vuoi prendermi in giro.
A me non piace cambiare discorso.
E quindi non mi piace neppure andare a capo.
Punto e a capo, che cosa brutta.
Perchè non potremmo invece parlare sempre della stessa cosa? Risparmieremmo carta e spazio, e anche cambiamenti troppo traumatici.
Cosa ne dite,
la finiamo qui di andare a capo?

mercoledì 21 maggio 2008

motivi

La mia gatta è proprio scema. Continua a miagolare anche se la ciotola è piena. Se fai finta di rovesciarci dentro un po' di croccantini allora smette di miagolare e inizia a mangiare. Probabilmente non ha neppure fame, è solo che le piace l'idea che ci sia qualcuno che le riempie la ciotola.

Stasera il treno per Stradella aveva 10 minuti di ritardo. Per fortuna non dovevo prenderlo. Io non vado a Stradella, a meno che non abbia un buon motivo. Finora in tutta la mia vita nessuno mi ha ancora dato un buon motivo per andare a Stradella.

Manchester e Chelsea stanno facendo 1 a 1 nella finale di Champions. Ma è solo il primo tempo. Io tifo Manchester, anche se non ho nessun motivo.

Sono tre giorni che nella biblioteca dell'università c'è un'infiltrazione d'acqua. Cade una goccia più o meno ogni minuto, e per contare quante gocce cadono in tutto hanno messo un secchio proprio sotto il punto dove c'è l'infiltrazione. Stasera c'erano più o meno due dita d'acqua dentro al secchio, ma non saprei dire a quante gocce corrispondano. Certo dipende anche da di chi sono le dita. Ma forse il secchio non serve a contare le gocce, è solo per non bagnare il pavimento. Comunque "dipende da di chi" è una roba bruttissima, non scrivetela mai, anche perchè scommetto che avete avuto bisogno di leggere due volte la frase prima di capirla, e anzi avrete pensato che avevo sbagliato qualcosa.

Comunque sono triste, per questo sto scrivendo cose a caso. Sto provando a distrarmi con pensieri inutili. Tutti i pensieri sono inutili tra l'altro. Soprattutto i miei. E soprattutto i miei di quando sono triste.

Vado a guardarmi il secondo tempo. La partita di pallone è il modo migliore per non pensare.

martedì 20 maggio 2008

fondo profondo

Quando non aggiorno il blog è perchè non ho cose interessanti da dire.
Anche quando aggiorno il blog è perchè non ho cose interessanti da dire.
Di solito le cose interessanti che ho da dire non le dico, il che è esattamente la stessa cosa che faccio quando non ho cose interessanti da dire. Così sembra che ogni volta che sto in silenzio abbia in realtà un sacco di cose interessanti per la testa. Siccome è più il tempo che sto in silenzio che il tempo che parlo, è facile che la gente ci caschi.
Solo chi mi conosce più a fondo e non si ferma alla superficie sa che io sono più superficiale di quanto non sembri. Per non deludere le persone di solito preferisco tenerle un po' a distanza, sulla superficie, che tutto sommato offre uno spettacolo migliore della profondità.
Ma poi il discorso non vale mica solo per me.In fondo in fondo siamo tutti molto superficiali, e solo superficialmente le persone possono apparire profonde. La profondità è ciò che appare in superficie, ma ciò che abbiamo nel profondo è la superficialità.
E' molto meglio fermarsi alla superficie. Ci si inganna più facilmente, e ingannarci a vicenda è tutto quello che facciamo. Nel profondo si sprofonda nella superficialità, che è pericolosissima.
Comunque credo che di tutte le cose non interassanti che avevo da dire, questa è la più interessante di tutte. Anche se è un po' superficiale, in fondo è la cosa più profonda che io sappia.

domenica 18 maggio 2008

sazietà

Non ho mai approvato il metodo di Wil Coyote, anche se ne ho sempre ammirato la caparbietà. Più che altro, non riesco a capire perchè Wil Coyote non riprovi mai lo stesso sistema almeno una seconda volta.
Diciamolo, non tutte le sue trovate sono proprio geniali, e di alcune si capisce subito che non funzioneranno. Non puoi pensare di correre dietro a uno struzzo a cavalcioni di un razzo, perchè è inevitabile che finirai con lo schiantarti da qualche parte, anche se riuscissi a prendere il pennuto per il collo.
Però secondo me alcuni metodi sono intelligenti e possono funzionare, e non si dovrebbe abbandonare il progetto solo perchè la prima volta si fallisce. Non è colpa tua, Wil, se quel Bip Bip che senti in fondo alla galleria proviene da un tir e non dal Roadrunner, e non dovresti rinunciare alla dinamite solo perchè la prima volta ti è esplosa in mano. A volte è solo sfortuna, ed è difficile che certe sfortune capitino per due volte di fila. Insomma, io insisterei un po' di più su certi progetti, prima di arrendersi e passare a qualcos'altro.
Comunque, se proprio lo volete sapere, io spero che un giorno o l'altro Wil ce la faccia a prendere Roadrunner, magari senza dinamite o catapulte o razzi supersonici, ma soltanto correndogli dietro finchè lo struzzo, stanco, non ce la farà più a mantenere quella velocità, e il Coyote lo fregherà sulla resistenza. Poi a mani nude lo terrà fermo davanti a sè, con il braccio teso proprio di fronte ai suoi occhi in modo che le zampe dello struzzo restino sollevate da terra, e la presa sul collo così stretta che quel Bip Bip soffocato si sentirà appena.
E poi io lo so il Coyote cosa farà. Terrà Roadrunner immobile per qualche istante, senza dire niente, ma solo guardandolo. Poi piano piano il braccio teso si abbasserà, e le zampe del pennuto torneranno a toccare terra. La presa sul collo si allenterà, l'espressione famelica del Coyote si dissolverà senza bisogno di ingoiare nemmeno un boccone dello struzzo, ma al solo pensiero di come sarebbe, finalmente, affondare i denti in quelle piume affilate dal vento. La mano a poco a poco si staccherà dal collo, e anche Roadrunner non saprà bene cosa fare al momento.
Poi Roadrunner si volterà e correrà via avvolto da una nuvola di sabbia.
Il Coyote lo guarderà sparire senza nemmeno provare a inseguirlo. La sua espressione avrà lasciato il posto a un sorriso soddisfatto. Il Coyote sarà così sazio che smetterà di correre dietro ai pennuti, e inizierà a camminare per il mondo con il proprio passo. Camminare, semplicemente camminare.
Indifferente alla corsa degli altri.
Questa è la vera sazietà.

venerdì 16 maggio 2008

rettangoli

Il giorno finisce. Dopo un solo giorno, il giorno finisce. Non ho nemmeno avuto il tempo di capire se questo giorno abbia avuto senso oppure no. Se ce l'ha avuto, è perchè ero troppo impegnato a dargli un senso per fermarmi a pensare a quale fosse il senso. Se non l'ha avuto, è perchè ero troppo impegnato a capire dove fosse il senso per impegnarmi a dargli un senso.
Storia vecchia questa, e credetemi che non se ne esce. L'aveva detto anche Oscar Wilde una volta, a suo modo, con parole che adesso non mi ricordo. Era qualcosa come "o si pensa o si vive", o forse "o si scrive o si vive", o forse "gli scrittori scrivono della vita che non sono capaci di vivere, gli altri vivono ciò che non sono capaci di scrivere". Sì, credo fosse molto simile a quest'ultima, anche se non proprio così.
Comunque di quello che ha veramente scritto Oscar Wilde non mi importa niente. Anche se Il Ritratto di Dorian Gray è un bel libro. Rettangolare come ogni buon libro dovrebbe essere. I libri quadrati sono i peggiori perchè si fa fatica a farceli stare sulla mensola. I libri rotondi poi non parliamone. E' una fortuna che nessuno li abbia ancora inventati.
Il ritratto di Dorian Gray invecchia mentre Dorian Gray rimane giovane. Se non ricordo male, il ritratto di Dorian Gray a un certo punto inizia a cambiare espressione. Ma forse ricordo male.
Quel libro mi era piaciuto così tanto che me ne sono dimenticato. Anche se sono sicuro che alla fine Dorian Gray muore. Si suicida,con un composto chimico, perchè si accorge che la storia è cambiata, lui invecchia e non può più continuare a essere l'immagine di ciò che era da giovane. Proprio come Mr Hyde quando capisce che non potrà più essere Mr Hyde.
E' difficile vivere avendo davanti agli occhi l'immagine di ciò che si è stati. L'immagine di ciò che si è stati è l'immagine di ciò che non si è più. L'immagine di ciò che non si è più è l'immagine di ciò che non si è. L'immagine di ciò che non si è è un'immagine. Un'immagine è. Un'immagine è niente.
Il ricordo è un'immagine.
Il rimpianto è un'immagine.
Il sogno è un'immagine.
I pensieri sono un'immagine.
E tu, anche tu sei un'immagine.
Ma chi sei "tu"?

giovedì 15 maggio 2008

...grazie

di tutto quello che penso adesso, di tutte le parole che mi servirebbero, quello che mi rimane è questo..

sono così belli i gabbiani quando volano via...
riempiono il cielo, illuminano il sole...il mio gabbiano più di tutti
...
ciao...

mercoledì 14 maggio 2008

curva a gomito

Dunque le vie del Signore sarebbero infinite. Mi chiedo come si possa pensare di mandarGli anche solo una cartolina.
Saluti da quaggiù. Il mare è bellissimo.
Questo Gli scriverei. E poi anche la firma, per esteso e ben leggibile, per farGli capire chi sono.
Non serve a niente, lo so. La cartolina non si può spedire. Non credo esistano neppure i francoboli per inviare una cartolina in una delle infinite vie del Signore.
Anche se può darsi che le vie non siano poi così infinite. Io per esempio finora ne ho vista una sola. Fatta di bivi e di incroci pericolosi, è vero, ma ogni volta che si sceglie una direzione ci si convince che in fondo quella era l'unica vera direzione possibile. Non c'è mai stata un'altra via, solo l'illusione che si sarebbe potuto scegliere qualcos'altro. Ogni volta che si sceglie si fanno sparire per sempre tutte le altre possibilità. Se si è fortunati si può anche tornare indietro, e addirittura scegliere qualcos'altro. Ma è ancora un'illusione, perchè di nuovo tutte le altre possibilità svaniscono.
Quando si hanno solo due gambe si può camminare su una sola via, e già è abbastanza faticoso. Pensare di cambiare strada è assurdo. Perchè se si guarda bene,
quell'altra direzione possibile non è altro che questa stessa strada, dopo che laggiù in fondo fa quella curva pericolosa

lunedì 12 maggio 2008

foto-o-ricordo

Quando parlo di politica è perchè non mi va di raccontare quello che mi succede. La politica è un buon metodo per parlare d'altro. E' come il calcio, o il tempo che fa. (Anche se di questi tempi il tempo che fa e la politica sono imparentati).
A dire la verità non mi è mai piaciuto raccontare le cose che mi succedono, perchè il racconto ruba un po' di verità e di autenticità. Nelle cose raccontate non resta quasi niente delle cose vissute, si spalmano semplicemente delle parole sopra quello che ormai è passato e che non si può più esprimere. E' come con le fotografie. Niente è più bugiardo di una fotografia. Le fotografie sono immagini che si sovrappongono ai ricordi e falsificano tutto quello che c'è dietro a quei ricordi. Si tengono le fotografie perchè si crede che aiutino a ricordare cose e persone, ma più ci si abitua all'immagine di una foto e più il ricordo si restringe per lasciare spazio all'immaginazione. Il vero ricordo, il ricordo delle cose vere, delle persone reali, non ha bisogno di fotografie, perchè le immagini del ricordo sono quelle dentro la testa che si colorano in modi irripetibili a seconda del significato che un ricordo ha per ciascuno, e non quelle immobili e sempre uguali delle foto. Quando un ricordo viene delegato a una fotografia smette di essere un ricordo, perchè la fotografia diventa un'immagine che è lì a disposizione di tutti, un'immagine non più mia, un'immagine del mondo come tutte la altre immagini che sono abituato a condividere con le altre persone. Tutto l'opposto di quello che un ricordo dovrebbe essere.
Non so perchè sono finito a parlare di fotografie. In realtà avevo in mente di scrivere altre cose, ma me le terrò per la prossima volta. Forse è perchè in questi giorni mi ritrovo spesso a ricordare cose e persone del mio passato. E perchè a volte succedono cose che fanno scattare delle molle e tutta una serie di ricordi che sembra non debba finire più. Qualcuno sa come fermare i ricordi? Dove sono i freni che rallentano la corsa di ricordi troppo veloci?

sabato 10 maggio 2008

semplice semplice

Se io diventassi Ministro della Semplificazione, il primo problema di cui mi occuperei sarebbe capire a cosa serve il mio ministero. Se il compito si rivelasse troppo complicato, potrei cercare di semplificarlo. Così, anche se non riuscissi a rispondere alla domanda, avrei capito lo stesso a cosa serve il mio ministero. Semplificare.
Non risolvere problemi.
Non rispondere a domande.
Semplicemente semplificare.
Prima di iniziare a semplificare, si dovrebbe capire se le procedure per semplificare sono semplici o complicate. Sempre che non sia troppo complicato arrivare a capirlo. Ovviamente, si potrebbe anche scoprire che un Ministero della Semplificazione è un mezzo troppo complicato per semplificare, e in questo caso il Ministero della Semplificazione dovrebbe decidere di eliminarsi da solo. Le cose diventerebbero più semplici perchè si potrebbe semplificare direttamente senza passare per il Ministero. Tuttavia, bisognerebbe prima chiedersi se eliminare il Ministero della Semplificazione è una procedura semplice o complicata. Se l'eliminazione risultasse troppo complicata, allora sarebbe più semplice mantenere un Ministero della Semplificazione che funziona in modo complicato che non complicarsi la vita eliminando qualcosa che, già di per sè, è complicato.
Semplificare dovrebbe essere una cosa molto più semplice. Non ci vuole un Ministero. Credo che si possa fare benissimo senza. Quando uno fa qualcosa, cerca di farla nel modo più semplice possibile. Punto. E fare le cose nel modo più semplice non contempla un Ministero che dica come farle.
Altrimenti ci vorrebbe un ministero per qualunque cosa. Un Ministero dell'Onestà, un Ministero della Puntualità, un Ministero del Rispetto, un Ministero del Mantenimento delle Promesse, eccetera. Uno dovrebbe essere onesto, puntuale, rispettoso, affidabile spontaneamente. Se non lo è, la soluzione non è mettergli alle spalle un Ministero, ma mettere qualcun altro in grado di essere onesto, puntuale, rispettoso, affidabile.
Un Ministero delle Promesse...suvvia, sarebbe ridicolo. Troppo ridicolo. Quindi reale. Almeno in Italia. "Reale in Italia" spesso significa "ridicolo". Perchè oltre al Ministero della Semplificazione abbiamo anche il Ministero per l'Attuazione del Programma (o qualcosa del genere). Come se non fosse ovvio che il programma è una cosa che va rispettata. Credo che se il Ministero della Semplificazione avesse un qualche senso, arriverebbe persino a scoprire che semplificherebbe molto le cose il rispettare il programma senza dover creare un Ministero che lo faccia rispettare.
Mi sembra ci sia un'idea delle persone molto distorta alla base di tutte queste cose fumose che vengono messe in piedi. L'idea è che qualunque competenza e qualunque qualità siano una questione tecnica che richiede "esperti", "specialisti","addetti". Credo si tratti di un'idea abbastanza pericolosa, perchè se anche le qualità morali vengono rese una questione tecnica e di competenza si rischia di deresponsabilizzare le persone che non hanno direttamente a che fare con quel "settore". Ci sono delle cose che dovrebbero essere alla base di qualunque competenza, e che non sono sullo stesso piano delle altre competenze. Se uno si occupa di finanza o di giustizia, deve ugualmente essere abbastanza razionale da fare le cose nel modo più semplice possibile e abbastanza onesto da rispettare gli impegni presi. Se così non è, allora quella persona non è adatta nè a occuparsi di finanza nè a occuparsi di giustizia. Non è semplicemente una questione di "altre competenze". Non si può tecnicizzare tutto quanto. Nessuno è esente dalla responsabilità verso gli altri, per il solo fatto di vivere in mezzo agli altri. Non serve specializzarsi, non serve ricorrere a esperti.
Tanto meno servono ministeri.

Qualche dubbio in più ce l'ho sul senso di un Ministero delle Pari Opportunità. Forse anche questa è una cosa di cui non c'è bisogno. O forse di cui non ci dovrebbe essere bisogno. Purtroppo le due cose non coincidono. Forse in questo caso l'esistenza di un apposito ministero ha senso, ma ha senso solo se lavora nell'ottica di giungere prima o poi a rendersi superfluo. La pari considerazione di tutte le persone (uomini e donne, ma anche in riferimento ad altre differenze)dovrebbe essere un'idea naturalmente condivisa, non qualcosa di imposto da un Ministero. Purtroppo le cose non stanno così al momento, quindi è evidente che qualcosa di concreto si debba fare. Non sono sicuro che un Ministero apposito sia il metodo giusto, ma potrei sbagliarmi.
Però quando guardo chi è stato nominato Ministro delle Pari Opportunità, capisco perchè all'idea di pari opportunità nel nostro Paese non si arriverà mai. Il Ministro delle Pari Opportunità è una ex showgirl che ha anche posato nuda per i soliti calendari. Se questo è quello che si ha in mente quando si parla di valorizzare il ruolo della donna, allora alla parità di uomini e donne faremmo meglio a rinunciare subito. Per tanto così si poteva scegliere direttamente una spogliarellista, o qualcosa su quel genere. Già sarebbe stato vergognoso far diventare ministro una persona di questo tipo, ma farla diventare proprio Ministro delle "Pari Opportunità" mi sembra addirittura grottesco. Se mostrare le tette per dilettare i maschietti significa valorizzare il ruolo della donna, allora direi che le Pari Opportunità esistono già eccome, basta guardare la televisione per accorgersene. I maschietti sono ben contenti, e a quanto pare anche le donne.

giovedì 8 maggio 2008

dubbi numerosi numerati

ipotesi. esperimento mentale.
c'è un missile partito per sbaglio che si sta dirigendo contro un aereo pieno di persone. Tu sei il capo nella torre di controllo di un aeroporto. Hai la possibilità di dirigere la rotta degli aerei. Il missile non può essere fermato (vabbe', è un'ipotesi). Hai 3 possibilità:
1) modificare la rotta di un altro aereo, in modo da far scontrare il missile con questo altro aereo e non con il primo.
2) modificare la rotta del primo aereo, in modo che il missile non lo colpisca; ma così probabilmente il missile andrà a colpire qualche altro aereo
3) non fare niente

che si fa?
Le conseguenze sono esattamente le stesse.
Se scelgo 1) uccido volontariamente delle persone (quelle del secondo aereo).
Se scelgo 2) salvo delle persone, anche se so che questo causerebbe la morte di altre.
Se non faccio niente, lascio morire, ma non "uccido", le persone del primo aereo.

Sono stati fatti degli studi. La maggior parte delle persone crede che fare 1) sia più grave rispetto alle altre 2 opzioni. Perchè? Dopotutto le conseguenze sono esattamente le stesse.
Nello scegliere cosa fare, quanto sono importanti le conseguenze e quanto invece è importante il modo in cui ci si arriva?
Perchè il modo in cui ci si arriva è considerato più importante?
E perchè dovrebbe essere considerato più importante?
Ci sono azioni giuste e azioni sbagliate in se stesse, a prescindere dalle loro conseguenze? E perchè?
Cosa ci fa credere che l'opzione 1) sia meno grave delle altre due?
Abbiamo qualche buona "ragione" per crederlo? O è solo perchè siamo abituati a classificare i tipi di azione in giusti e sbagliati, senza ulteriori problemi?
E dovremmo porci ulteriori problemi?
Per esempio: cosa rende sbagliate le azioni che consideriamo sbagliate e giuste le azioni che consideriamo giuste?
E siamo sicuri che questo criterio "nascosto" renda sempre giuste le azioni che siamo abituati a considerare giuste e sbagliate le azioni che che siamo abituati a considerare sbagliate?
Credo che la risposta a tutte queste domande sia quella che è stata data da Douglas Adams nella sua "Guida Galattica per Autostoppisti". La risposta è quarantadue.

martedì 6 maggio 2008

kaputt

coraggio, ancora un po' di pazienza...il mio computer non si è ancora ripreso,d'altra parte è vecchio, inizia a scricchiolare tutto...è proprio vero che dopo una certa età si fa sempre più fatica a riprendersi dai malanni.
Poi da quando mi ha sentito dire che stavo pensando di sostituirlo con uno nuovo (non mi ero accorto che era ancora acceso mentre parlavo) sembra si sia lasciato andare del tutto, e infatti ha iniziato a non reagire più ai click e alle richieste di spiegazioni..se ne stava solo lì, mostrando il suo desktop con rassegnazione e attivando processi a caso, come se niente di quello che facesse avesse ormai alcun senso...
oggi proverò a chiedere notizie, ma intanto per sicurezza, senza dirglielo, inizio a informarmi sui prezzi dei pc nuovi...d'altra parte uno deve rassegnarsi all'idea di avere fatto il suo tempo, anche se questo può uccidere la sensibilità di un processore...

venerdì 2 maggio 2008

avviso ai naviganti

Il mio computer è in panne.
Anch'io sono in panne.
Ma il mio computer un po' di più.
Per qualche giorno il blog rimarrà senza aggiornamenti, perchè non avete idea di quanto sia difficile scrivere al computer senza avere davanti un computer.
Niente colmerà questo vuoto, quindi è inutile che vi cerchiate passatempi alternativi.Il consiglio che vi do è di restare fermi immobili su questa pagina e aspettare che ricominci ad aggiornarla. Non andate via perchè me ne accorgo. Non visitate altri siti, perchè tanto non ne troverete uno all'altezza di questo. Ecco, state fermi, così, e abbiate pazienza.
Ehi tu, fermo lì! ti ho visto che stavi scappando...
io vi curo, anche quando non mi vedete...in questo momento vi sto osservando, ricordatelo...

martedì 29 aprile 2008

pio

A proposito di parolacce, ogni tanto mi viene da chiedermi se esista ancora la "volgarità", e cosa al giorno d'oggi possa essere considerato volgare. Per esempio, ho sentito che al Grande Fratello hanno mandato via un concorrente perchè ha bestemmiato. Non è la prima volta che succede nei cosiddetti "reality show". Ogni volta la presentatrice di turno mostra di essere scandalizzata perchè qualcuno nella casa o sull'isola o nella fattoria ia-ia-o parla di cani e di suini con un po' troppa riverenza.
A me va bene che ci sia questo rigore, però bisognerebbe mettersi d'accordo. Una bestemmia è volgare perchè può urtare la sensibilità di un credente che tra un pellegrinaggio dal cadavere di padre Pio e l'altro si rincoglionisce con un bel reality . Allora diciamo che non si dovrebbe bestemmiare in televisione. Però, a parte il fatto che se chiami una cosa "reality" ti dovresti mettere nell'ordine di idee che nella "realtà" la gente bestemmia eccome, credo che bisognerebbe usare lo stesso rigore per tutte le cose che offendono la sensibilità delle persone. Per esempio io mi sento offeso dagli ideali che questi programmucci vendono ogni giorno a milioni di persone. Non sopporto l'arrivismo esasperato dei programmi di ballerini e cantanti viziati che fanno dell'immagine la loro vita. Non sopporto l'aggressività delle finte litigate messe in piedi nei reality e nelle decine di programmi costruiti attorno ai reality. Non sopporto l'arroganza e la furbizia nei rapporti fra le persone che viene venduta come modello di vita. Il problema è che poi tutte queste cose vengono assorbite perchè, per quanto uno le possa condannare, sono atteggiamenti che in qualche modo attraggono le persone.E infatti l'arrivismo esasperato, la voglia di apparire, l'arroganza, la furbizia le si ritrovano in quel reality un po' più reality che è la vita di tutti i giorni.
Ecco perchè non è abbastanza dire "spegni la televisione". La televisione e i suoi atteggiamenti ti perseguitano anche quando vivi in mezzo alla gente che la televisione la guarda e la assorbe. Io mi sento un po' offeso dai valori che vengono venduti da questi programmi, forse più di quanto un devoto si senta offeso nel sentire una bestemmia, perchè la gente che bestemmia non è pericolosa, ma la gente arrogante e superficiale sì.
E allora mi fa un po' ridere che al Grande Fratello, proprio al Grande Fratello, si finga di scandalizzarsi quando a uno scappa una bestemmia. Magari fossero solo le bestemmie il problema . Quelle non sono dannose, e se fossimo meno invasati ci potremmo anche passare sopra senza troppi sconvolgimenti. Ma preferiamo il moralismo rassicurante delle frasi fatte e degli scandali istituzionalizzati, perchè si fa meno fatica e non c'è troppo da pensare. Mandiamo via la gente che bestemmia, così ci possiamo godere in santa pace il Grande Fratello. Basta volgarità, viva le litigate e l'arroganza. Basta morale, abbiamo il nostro tranquillo moralismo.
Che Dio ce la mandi buona...

lunedì 28 aprile 2008

sempre più convinto del mio voto

"Tra buonismo e finta solidarieta'" di Antonio Di Pietro | 28 Aprile 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

postilla

..e non mi piace quando apro la pagina web di un quotidiano e trovo fra le prime notizie che "la fiction delle tette arriverà in italia".
Io a questo punto non capisco più quali parole si possano dire e quali no. Se esistano ancora le famose "parolacce" oppure no.
Non mi piacciono le notizie in italia.

io odio....


Non mi piace quando arrivano le nuvole dopo tre giorni di sole. E non mi piace quando è fine aprile e non ho ancora visto la vera primavera. Non mi piace quando alle nove meno venti sono ancora in pigiama e di fianco a me c'è il letto non ancora rifatto. Non mi piace quando appena alzato ho addosso questo sonno e tutto quello che vorrei fare è rituffarmi nel letto. Non mi piace quando ho il pigiama spaiato, coi pantaloni del piagiama grigio e la maglia del pigiama blu. Non mi piace avere la scrivania piena di fogli da sistemare. Non mi piace quando bagni i fiori e i fiori non crescono. Non mi piace quando riempi la scodellina della gatta di acqua e la gatta va a bere l'acqua dell'innaffiatoio.
Non mi piace questo lunedì mattina.

mercoledì 23 aprile 2008

investimenti

E' incredibile come al giorno d'oggi cerchino di rifilarti di tutto. Adesso si sono messi a vendere persino i pali della luce. Giuro. Stasera stavo tornando a casa in macchina, quando ho visto un palo della luce con attaccato un cartello "vendesi". Mi chiedo uno cosa se ne faccia di un palo della luce. Innanzitutto un palo della luce non può fare luce, se non ci si attacca sopra una luce. Anzi, dubito che si possa ancora chiamarlo "palo della luce" senza una luce sopra. In fondo non si chiama "palo della luce" nemmeno una luce senza un palo di sotto, quindi il discorso dovrebbe essere lo stesso.
Poi un palo della luce in una casa non ci sta, a meno che non lo si metta in orizzontale e si tengano due finestre aperte. Ma un palo della luce sdraiato può essere pericoloso, perchè uno ci inciampa o ci va a sbattere contro. L'unica è tenerlo in giardino, se si ha un giardino. Ma per tanto così meglio tenerlo direttamente sulla strada, che almeno se ne sta ordinato in fila con gli altri e non sembra fuori posto come un palo della luce in giardino.
Insomma, se vedete un palo della luce con il cartello "vendesi" non cascateci, non è un grande affare e anzi spesso è solo un escamotage per rifilarvi anche una casa. provate a chiamare il numero di telefono scritto sotto e vedrete se non vi risponderà uno che vuole vendervi una casa.
Notte...

importante credo per tutti

"25 aprile: per una nuova Liberazione" di Antonio Di Pietro | 21 Aprile 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

+ -

Tutto sommato va bene, però vorrei che le cose andassero bene da sole, senza doverle sommare. Tutto sommato vuol dire che sommi le cose buone e anche quelle meno buone, e poi fai finta che quelle meno buone siano rese meno pesanti da quelle più buone.
Io vorrei che questa cosa andasse bene. Punto. Poi che anche questa cosa andasse bene. Punto. Poi anche quell'altra cosa andasse bene. Punto. E che quando hai finito di passare in rassegna tutte le cose non ci sia bisogno di fare nessuna somma per essere contento.
E poi se proprio si volesse provare ad alleggerire il peso delle cose che non vanno bene si dovrebbe sottrarre, non sommare. Sottrarre tutte le cose non buone, così che rimangano solo le altre.
Tutto sottratto va bene. Ha senso? Mi pare di sì. Tutto sottratto...sì sì, mi suona bene.
Ma in pratica si può fare? Per esempio,mi sento stanco, piove, ho freddo, non guadagno abbastanza, la mia gatta non mi vuole bene. Ma tutto sottratto va bene. Certo, ci vorrebbe un posto dove mettere le cose sottratte. Qualche scompartimento della vita che si può tenere ben chiuso e non prendere in considerazione. Il magazzino delle cose sottratte alla vita e lasciate ad ammuffire in attesa di dimenticarsene.Ma questo non sarebbe un sottrarre, sarebbe un prendersi in giro. E per prendere in giro bisogna essere in due, non si può fare tutto da soli. Anche se io ci provo sempre a fare tutto da solo. Vorrei che noi esseri umani fossimo abbastanza stupidi da riuscire a prenderci in giro da soli e a dimenticarci davvero delle cose di cui vorremmo dimenticarci. Ma purtroppo siamo stupidi solo fino a un certo punto e riusciamo solo a ridere e sorridere degli altri, mai di noi stessi.
No, tutto sommato direi che non si può sottrarre niente.

lunedì 21 aprile 2008

rinnovamento

Ho deciso di fondare una nuova religione. E' un po' che ci penso, e credo che ormai i tempi siano maturi. Per fondare una religione ci vogliono 6 ingredienti fondamentali:
uno dio o due
un profeta
un testo sacro
qualche miracolo di incoraggiamento per i fedeli
dei discepoli
un po' di rituali
tempo di preparazione: 5 minuti.
difficoltà: media
conservare in frigorifero e consumare in 2-3 millenni.

Mescolare qualche comandamento con due o tre parabole. Aggiungere samaritani a piacere. Lasciare sedimentare in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di ragione. Nel frattempo in un altro recipiente si preparerà il ripieno a base di divinità e miracoli.
Il primo ingrediente non è proprio indispensabile a dire il vero, ma una religione con un dio è più semplice da gestire perchè quando hai un dio hai qualcuno cui scaricare la colpa e le responsabilità.
Poi, il vantaggio di fondare una religione è che tu puoi essere il primo profeta, e anche quello più importante. Sempre che la religione attecchisca, ovvio.
Il testo sacro lo si può anche preparare in un secondo momento, ma è meglio iniziare a progettarlo fin da subito così appena il mercato editoriale è propizio lo si manda in stampa e si entra diretti in hit parade.
Miracoli di incoraggiamento...questo è il punto che più mi preoccupa. La gente ormai non abbocca più, si conoscono praticamente tutti i trucchi. E' sempre più difficile metter su un buon miracolo al giorno d'oggi senza una buona copertura mediatica. Considerando che la moltiplicazione del pesce e la trasformazione dell'acqua in vino sono già coperti da diritti d'autore, io avevo pensato a qualcosa di meno appariscente, per esempio la divisione delle bistecche o la trasformazione della spremuta d'uva in brunello di montalcino. Resuscitare i morti è sempre un colpo a effetto, ma anche questo è già inflazionato ormai, quindi dovrei dedicarmi all'uccisione dei vivi, il che potrebbe darmi una certa fama come profeta ma dovrei accontentarmi di predicare fra i carcerati.
Per i discepoli non c'è problema. Utilizzerò questo blog per reclutarne un po'. Tanto per cominciare, voi che state leggendo siete già degli affiliati novizi, anche se dovrete superare alcune prove di fedeltà per diventare adepti. Se, come mi pare di capire, ardentemente desiderate in coscienza che io sia il vostro profeta, siete chiamati a dimostrare la vostra fede in me prima di venire illuminati dal mio verbo e dal mio complemento oggetto. Invierò a ciascuno le coordinate del mio conto corrente, sarete considerati a tutti gli effetti degli adepti se il versamento supererà le 300 euro. Per 500 euro avrete diritto a un posto al mio fianco (alla sinistra o alla destra, noi non facciamo distinzioni) nel paradiso dei gatti dormienti, dove andranno tutti coloro che avranno vissuto secondo le regole del mio nuovo credo.
I rituali sono in fase di preparazione. Pubblicherò presto su questo magazine ufficiale un elenco di comandamenti che dovranno regolare tutte le fasi della vostra giornata, compresa la sacra purificazione doppio malto dell'alba e la lavanda del gomito destro vespertina.
Il giorno sacro sarà il mercoledì nelle settimane pari e il giovedì nelle settimane dispari per i mesi pari, mentre sarà il lunedì nelle settimane dispari e il sabato nelle settimane pari per i mesi dispari, nella prima metà dell'anno; nella seconda metà dell'anno invece sarà il venerdi' nelle settimane dispari e la domenica nelle settimane pari per i mesi dispari; mentre sarà il sabato per le settimane pari e la notte fra martedì e mercoledì per le settimane dispari nei mesi pari. Questo ovviamente per gli anni dispari. Negli anni pari non ci sarà giorno sacro, tranne che nelle settimane dispari dalle 8 alle 13 e dalle 15 a fine servizio e nelle settimane pari dei mesi dispari. Tutto questo per rispettare il valore simbolico dei numeri sacri che hanno segnato le tappe findamentali nella storia del vostro profeta, cioè il 23, il 45 e il 72 sulla ruota di Bari.
Se mancherete di rispettare uno di questi giorni, io vi punirò. Non dio, vi punirò proprio io con mezzi meno spirituali e più di sostanza.
Il vostro profeta ora è stanco, e desidera riposare. La prima fatica è stata compiuta, posata la prima pietra, gettati i semi della nuova parola. Andate e moltiplicatevi, ma solo per multipli di 4.

venerdì 18 aprile 2008

casa


La pioggia vista attraverso un vetro rigato dalle goccioline. L'erba bagnata, le case bagnate, le piante bagnate. Piove su tutto quello che i miei occhi vedono, anche sul vetro appannato dal mio respiro. E gli occhi rimangono asciutti. L'acqua è là fuori, sul mondo. Io sono qui, lontano dal mondo. Mi sento al sicuro.
Mettere un tetto tra sè e la pioggia è come restare chiusi in un abbraccio mentre tutte le cose ti piovono addosso. E' fare un passo fuori dal mondo senza perderlo di vista. E' potere restare leggeri e asciutti anche quando tutto quello che si vede attorno è una pioggia grigia che si infiltra in ogni angolo e appesantisce gli alberi, le foglie, la vita.

mercoledì 16 aprile 2008

disordine mentale

In secondo luogo, ritengo necessario un cambiamento. Una svolta. Un cambio di direzione. Un rinnovamento. Una rottura col passato. Un'iniezione di fiducia.
Quarto e ultimo punto, lo smog. La qualità dell'aria. Le emissioni. DI gas, sì, le emissioni di gas. Gas nobili e ignobili.
Prima di tutto vorrei ringraziare coloro che sono intervenuti. Assenti e presenti. Futuri e passati. Trapassati. Remoti e prossimi. Anteriori e posteriori. Davanti e di dietro. Suggiù.
Consentitemi di aprire una parentesi prima di conlcudere. E consentitemi di chiuderla. Così, ecco (). Grazie.

lunedì 14 aprile 2008

itaglia

Stavolta pare non ci siano dubbi. E neanche brogli. Non serve ricontare. Tutto in regola, i numeri parlano chiaro.
Dunque l'Italia ha perso le elezioni. Nessuna sorpresa, anche se io un po' ci avevo sperato. Non so se valga la pena scappare direttamente all'estero o se se sia meglio restare qui a godermi le barzellette e i "Romolo e Remolo" del Silvio. Il punto è che all'estero il Silvio non ha una grande reputazione, quindi per un po' è meglio se noi italiani non ci facciamo vedere in giro per l'Europa. Non avrebbe una grande reputazione nemmeno qui, a dire il vero, se qualcuno oltre a Beppe Grillo e Travaglio si decidesse a raccontare certe cose in televisione. O, il che è lo stesso, se ci fosse anche una sola televisione che non deve render conto in un modo o nell'altro al Silvio.
Comunque il Silvio ce l'ha fatta anche stavolta, tutto il resto conta poco. Il Silvio è uno che ce la fa sempre. Pochi con il suo curriculum sarebbero riusciti a rimanere fuori di galera per tutto questo tempo, figurarsi a convincere per due volte gli italiani.
E allora adesso rialzati Italia! Portiamo avanti insieme questo sogno. Non mi ricordo più qual era il sogno a dire il vero, però la canzone era bella, i giovani sorridenti (pure quelli del call center) e il gelato abbondante (parlo del videoclip "Menomale che Silvio c'è", ovviamente). Quasi quasi divento ottimista anch'io, mi metto a crederci. Non lo dico a nessuno che ho votato Di Pietro, e faccio finta di aver vinto insieme a loro, tanto chi se ne accorge. Peccato che non lavoro in proprio, altrimenti adesso potrei anch'io ricominciare a evadere in tutta tranquillità un po' di tasse, senza la sinistra sempre lì con il fiato sul collo a costringermi a essere onesto. Basta con questa storia dell'onestà, roba vecchia. L'onestà ci fa diventare tutti più poveri. Per me purtroppo vale ancora quel vecchio sistema comunista di pagamento per cui le tasse me le prelevano loro prima che io riceva i soldi, quindi non c'è modo di rubare neppure un misero euro per il caffè. Ma spero che il Silvio provveda presto e garantisca a tuttti la Libertà di scelta. Libertà! Voglio essere anch'io libero di scegliere se essere onesto o no. Basta restrizioni. Basta obblighi. Basta leggi. Libertà. Avanti popolo, Libertà. Noi siamo il popolo della libertà.
Di Pietro hai sbagliato paese, in Germania o in Inghilterra saresti già presidente, se fossi stato più furbo ti saresti scelto il paese più adatto a te, come ha fatto il Silvio. E' pur sempre vero che ognuno ha quello che si merita, soprattutto noi italiani.

domenica 13 aprile 2008

ricordimenticare

Stamattina mi è passata per la testa un'illuminazione. Il pensiero più profondo che io abbia mai fatto. Poi però mi sono accorto che stavo solo sognando, e che il pensiero era profondissimo e illuminante nel sogno, ma era una banalità immensa dalla parte di qua. Quindi adesso di quel pensiero non so proprio cosa farmene. Potrei semplicemente dirlo, è vero, oppure scriverlo qui, ma io conosco un modo migliore di usare i pensieri. Dimenticarli. Si dovrebbero dimenticare più cose, dimenticare più spesso. Non solo i pensieri dei sogni o della notte prima, ma anche quelli di ieri e del mese scorso e di tutta la vita passata. Bisognerebbe pensare alle cose come se non ci avessimo mai pensato prima, come se non avessimo già un'idea al riguardo. E bisognerebbe anche vivere le cose come se non le avessimo già vissute ogni giorno sempre uguali fino a oggi, come se non avessimo già sentimenti e emozioni e progetti a ricoprire le cose che ci stanno attorno, e a trasformarle in cose "nostre".
Ecco, questo era proprio il pensiero del sogno di stamattina. L'ho scritto perchè in realtà non lo posso dimenticare, nonostante tutto. In effetti nel pensiero c'era anche qualcos'altro, l'idea che è impossibile dimenticarsi dei propri pensieri, di qualunque pensiero abbiamo almeno una volta sentito nostro.Non si può dimenticare proprio un bel niente. Ho paura che siamo prigionieri a vita di tutto quello che abbiamo già pensato, vissuto, progettato, sentito, amato e odiato. E ho paura che questo sia il solo motivo per cui pensiamo quello che pensiamo e proviamo quello che proviamo. Ho paura che noi siamo soltanto il nostro passato, anche quando facciamo dei progetti per il futuro.

venerdì 11 aprile 2008

informazioni utili

poi uno fa come vuole, però secondo me se è informato riesce a scegliere meglio:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/fedine-penali-la-carica-dei-101/



Giochino divertente, provatelo. Questo è il mio risultato:

Risulta che sono più vicino alle idee di Boselli. Il che è verissimo, se non fosse che Boselli sta insieme a dei ladri e continua a parlare di Craxi, che quando ha iniziato a prendere tangenti io ero ancora in fasce, e di lui mi ricordo solo gli occhialoni e il sorriso viscido. Ma sono contento di stare esattamente dalla parte diametralmente opposta di Berlusconi e Ferrara.

mercoledì 9 aprile 2008

cropositico

Mi è venuta voglia di scrivere delle parole a caso. Così, le prime che mi vengono in mente. Chiudo gli occhi e vediamo cosa pesco.
Barbagianni. Filiera. Incrementare. Dissacrazione. Correttivo. Analgesico. Rintuzzare. Derubricare. Ugo. Inverecondo. Verecondo.
Il gioco è divertente, ma dopo una decina di parole uno si stufa, e deve inventarsi qualcosa di nuovo.
Per esempio adesso mi è venuta voglia di scrivere delle parole non a caso. Quindi non possono essere le prime che mi vengono in mente. Bisogna prima trovare un criterio, e poi scrivere le parole secondo quel criterio. Ma quale? Provo a scrivere dei criteri a caso: parole sdrucciole. Parole che iniziano con vocale. Parole volgari. Parole senza la f. Parole sofferenti. Parole per augurare buonanotte. Parole che i toscani non riescono a pronunciare. Parole inventate nel 1628. Parole non ancora inventate. Parole a caso.
Scelgo un criterio a caso, per esempio il criterio "parole a caso".
Quindi adesso posso scrivere delle parole non a caso secondo il criterio "parole a caso". Crepuscolo. Immunodeficienza. Benedettino. Castrazione. Imenotteri. Franchigia.
Questo gioco è leggermente più divertente del primo, ma siccome è molto simile uno si stufa già dopo 5-6 parole. Bisogna scegliere un criterio diverso, così il gioco diventa un po' più originale. Per esempio potrei provare con il criterio "parole non ancora inventate".
Crobisquo. Prefisometrico. Traberzaio. Merfichelato. Gioso. Zi. Menofrastico. Prilosibaro. Catamenico. Cumertuoso. Brucosil. Colacistico. Menofrasticoide. Coide. Anniversario. Mistro. Quoberaminico.
Bello bello. Ma il gioco è bello quando dura poco. Cambiamo. Criterio "parole per dire buonanotte". Buonanotte. Buona-notte. Dormi. Shhh.

Meno male che Silvio c'è video ufficiale inno campagna PDL

nota: non è la parodia. E' l'inno ufficiale vero. Roba seria

martedì 8 aprile 2008

X

Questo fine settimana ci sono le elezioni. Sono già emozionato. La mia vita è a una svolta decisiva. La vita del Paese è a una svolta decisiva. Il futuro dei nostri figli è a una svolta decisiva. Saremo ricordati fra decine di anni per quello che decideremo in queste elezioni. Abbiamo una grande opportunità di rinnovamento. No, un momento, quello è il sogno dell'altra notte, mi sto confondendo. Quelle di domenica sono solo le elezioni per il parlamento italiano, niente di interessante. La parte bella delle elezioni è la campagna elettorale, poi quando arriva il giorno del voto il divertimento finisce.
Questa campagna elettorale mi ha divertito parecchio, molto più del solito. Mi spiace solo di essermi perso l'inizio e i titoli di testa, ma adesso sono pronto per il gran finale. Non saprei dire quale è stata la parte che mi è piaciuta di più. Forse quella scena in cui il ladro dice "quella guardia mi fa orrore", e tutti intorno scoppiano a ridere. Ma sono davvero tanti i momenti indimenticabili... anche se molti li avevo già visti qualche anno fa, mi fanno sempre ridere di gusto. Brogli! Ricontiamo! Ristampiamo! Cordate! Fucili! Vergognoso! Inaccettabile! Sono indignato!
Non posso dire per chi voto perchè poi i giornali dicono che sono di parte. Però posso dire per chi non voto.
Non voto per il PD, perchè quelli del PD sono un po' di sinistra ma anche un po' cattolici ma anche un po' radicali ma anche un po' comunisti ma anche un po' di destra ma anche un po' dalla parte degli operai ma anche un po' dalla parte degli imprenditori.Perchè non hanno neanche per la testa di eliminare quella porcheria delle legge Biagi, e anzi candidano gente che sostiene la legge Biagi. E perchè Veltroni è un bugiardo: qualche anno fa è andato in televisione da Fazio a dire che dopo aver fatto il sindaco di Roma si sarebbe ritirato dalla politica perchè capiva di aver fatto il suo tempo. Allora Fazio gli ha detto: "sì, ma dicono tutti così, poi ci ripensano e ce li troviamo ancora lì". E Veltroni gli ha detto. " Ci rivediamo fra qualche anno e poi mi dirà chi ha ragione". Non si sono più rivisti, credo.
Poi non voto la Sinistra Arcobaleno perchè se davvero avessero voluto fare qualcosa per i precari e gli operai e i giovani avrebbero potuto farlo quando erano al governo. Siccome vengono tutti dal governo Prodi, non vedo perchè adesso dovrei crederci. Comunque Bertinotti mi piace quando parla, se non altro ha delle idee che gli girano per la testa.
Non voto la Sinistra Critica, anche se sarei molto tentato. Hanno un programma chiaro e posizioni ben definite su tutti i temi. Sono contro la legge Biagi, sono contro gli incenitori, gli sprechi, l'alta velocità. E riescono anche a rispondere educatamente ai giornalisti venduti e subdoli che gli chiedono "ah ma allora siete contro il progresso?", come se gli inceneritori e l'inquinamento incontrollato fossero l'unico modo di intendere la parola "progresso". Però non li voto perchè siccome sono la sinistra radicale, se fosse per loro saremmo pieni di extracomunitari e di conseguenza di delinquenza (e invece direi che i delinquenti italiani ci bastano e avanzano).
Non voto per Forza Nuova, perchè sono dei razzisti, e va bene limitare i flussi di immigrati, però questi esagerano. E non li voto perchè oltre che razzisti ce l'hanno senza ragione con gli omosessuali. E perchè sono attaccati come delle zecche ai "valori tradizionali e cristiani", come ricorda sempre quel loro rappresentante che da giovane è stato condannato per banda armata.
Non voto per La Destra, perchè sono la versione patinata di Forza Nuova.
Non voto Casini, perchè finchè l'Italia non si libera dal guinzaglio della Chiesa saremo sempre un Paese culturalmente, socialmente, scientificamente sottosviluppato.
Non voto per Giuliano Ferrara, perchè l'aborto è una questione troppo complicata per essere ridotta a a "una posizione", perchè l'aborto non è una questione politica ma personale, perchè sono le donne che devono parlare di aborto, non gli uomini. Figuriamoci Ferrara
Non voto la Lega Nord, perchè ormai sono anni che vanno avanti solo a slogan (sempre gli stessi fra l'altro, che palle), fanno le leggi porcata e vanno a vantarsene in televisione e sono tutti un po' calderoli. E poi a Bossi manca solo che gli mettano un naso rosso finto e le scarpe a punta e poi il circo è completo.
Non voto Berlusconi, ma credo di non avere abbastanza tempo e spazio per elencare tutti i perchè. Faccio una sintesi, anche se mi sembra così' ovvio e banale che davvero non capisco come possa la gente non vedere certe cose. Berlusconi è disonesto: continua a ripetere che lui si è fatto da solo e ha avuto successo in tutto. Si dimentica sempre di dire come, perchè pensa che non sia rilevante. I suoi avvocati sono condannati o indagati per corruzione, lui no. Si vede che i suoi avvocati hanno corrotto i giudici per fare passare la Mondadori a Berlusconi senza che Berlusconi ne sapesse niente. Poi è un delinquente: se si leggono i libri di Travaglio (esempio "Le mille balle blu") ci sono le intercettazioni che testimoniano i rapporti di Berlusconi con la mafia. E' bugiardo in modo imbarazzante: sui numeri, sul proprio passato, sulle cose che lui stesso ha detto il giorno prima. Ha l'abitudine di accusare gli altri per le stesse cose che lui combina, in modo che quando lui viene scoperto la gente non ci fa tanto caso: prima c'erano i brogli elettorali, poi gli unici brogli scoperti sono stati quelli che hanno favorito Forza Italia; ha iniziato a dire che i mezzi di comunicazione sono in mano alla sinistra, quando la metà dei giornalisti sono suoi dipendenti e quelli che non sono suoi dipendenti sono dipendenti di suoi dipendenti o di suoi amici. E' arrogante: offende sempre gli altri prima di parlare di se stesso e dei propri programmi. E' finto: trapianto e lifting per sembrare più giovane, vestiti neri per sembrare più magro, suole di 10 cm per sembrare più alto. Berlusconi non "è", Berlusconi "sembra". Ogni volta che lo vedo mi viene da pensare che solo gli italiani possono dar retta a uno così, e andare sotto il palco a cantare (gente adulta, perdio!) "menomale che Silvio c'è".
Io voto quello che rimane. Voto quello che rimane perchè, anche se il programma è generico e ambiguo e insignificante come tutti i programmi, almeno un buon punto di partenza per governare in modo decente c'è. Finchè non c'è gente onesta in Parlamento si governerà sempre per il bene dei parlamentari , mai per il bene della gente. Se si mandano in parlamento persone che non hanno al primo posto i propri interessi e hanno dimostrato di avere un passato da persone oneste, c'è la speranza che le decisioni che prenderanno per il futuro saranno da persone oneste. Decidere da persone oneste significa mettere il bene degli altri davanti al bene proprio. Significa mandare ladri, rapinatori, corruttori, assassini in galera e premiare la gente onesta. Significa avere rispetto per la gente onesta, per chi vede criminali rubare e uccidere e girare il giorno dopo liberi per strada, per chi guadagna i soldi lavorando mentre vede corruttori arrichirsi a dismisura ed evasori venire condonati una volta all'anno. Mi spiace solo che questo voto diventerà anche un voto per la banda Veltroni, avrei preferito rimanesse un voto per un partito al di fuori da certe logiche politiche. Ma tant'è. Dopotutto siamo in Italia, l'opportunità di votare gente che ha il rispetto della legge al primo posto capita una volta ogni cent'anni. Io dico che è il caso di approfittarne.

lunedì 7 aprile 2008


quando dicevo che una volta sono stato sopra le nuvole intendevo che sono stato veramente sopra le nuvole. Non come quando si dice "quello lì ha la testa fra le nuvole" o "l'altra notte ho sognato che volavo sopra le nuvole". Anche perchè io non ho mai sognato di volare, al massimo di precipitare. Comunque intendevo proprio sopra le nuvole in senso fisico, come Mary Poppins all'inizio di "Mary Poppins" mentre aspetta che la sigla finisca.
Ho fatto anche delle foto, per quelli che non ci avrebbero creduto. Da sopra le nuvole si vede così, proprio come davanti ai campi coperti di neve:



lampadine

Io penso un po' di cose. Come tutti d'altra parte. Uno in qualche modo la testa deve riempirsela, e l'unica cosa che può starci nella testa sono pensieri. Al limite può starci qualche emozione o qualche sentimento, ma di solito quelli vanno a mettersi più volentieri fra lo stomaco e il cuore e poi stringono, stringono, stringono finchè non si fanno più leggeri e salgono su su fino alla testa, quando ci si accorge che ormai sono diventati anche loro solo pensieri.
Il problema dei pensieri, ma anche dei sentimenti, è che non si troveranno mai due persone che hanno esattamente gli stessi identici pensieri, nè gli stessi identici sentimenti. Anche perchè non c'è modo di sapere quali sono esattamente i pensieri e i sentimenti degli altri, o cosa significa per gli altri averli. L'unica cosa che si può fare è provare a immaginare qualcosa dietro le stesse parole che tutti usiamo per far uscire cose che poi davvero non escono mai da noi.
Il vero vero vero problema, però, è che spesso non c'è modo neppure di sapere quali sono esattamente i miei pensieri. Per esempio, cosa penso delle Olimpiadi in Cina? Vanno boicottate? Non lo so. Devo avere un pensiero qui dentro da qualche parte, mi è giusto passato davanti l'altro giorno, ma adesso non lo trovo più. Cosa penso della mozzarella di bufala? Non so, lo vedo appena appena laggiù in fondo nascosto fra il pensiero "che ore sono?" e il pensiero "devo ricordarmi di puntare la sveglia", ma è difficile da qui capire cosa penso della mozzarella di bufala, anche se giurerei che assomiglia a un "non me ne frega niente (almeno fino alla prossima volta in cui andrò in pizzeria)". Proviamo con qualcos'altro. Cosa penso dell'ipotesi di smetterla qui di scrivere e andare a dormire? Sì, questa la so, non è difficile! Penso che di tutte le idee che ho avuto in vita mia, a parte quella volta che ho messo un wurstel nello yogurt alla banana, questa sia in assoluto la più brillante.
Talmente brillante che ho idea che per oggi non c'è più posto per nient'altro.

domenica 6 aprile 2008

Francesco Guccini - Lettera

In giardino il ciliegio è fiorito agli scoppi del nuovo sole,
il quartiere si è presto riempito di neve di pioppi e di parole.
All' una in punto si sente il suono acciottolante che fanno i piatti,
le TV son un rombo di tuono per l' indifferenza scostante dei gatti;
come vedi tutto è normale in questa inutile sarabanda,
ma nell' intreccio di vita uguale soffia il libeccio di una domanda,
punge il rovaio d' un dubbio eterno, un formicaio di cose andate,
di chi aspetta sempre l' inverno per desiderare una nuova estate...

Son tornate a sbocciare le strade, ideali ricami del mondo,
ci girano tronfie la figlia e la madre nel viso uguali e nel culo tondo,
in testa identiche, senza storia, sfidando tutto, senza confini,
frantumano un attimo quella boria grida di rondini e ragazzini;
come vedi tutto è consueto in questo ingorgo di vita e morte,
ma mi rattristo, io sono lieto di questa pista di voglia e sorte,
di questa rete troppo smagliata, di queste mete lì da sognare,
di questa sete mai appagata, di chi starnazza e non vuol volare...

Appassiscono piano le rose, spuntano a grappi i frutti del melo,
le nuvole in alto van silenziose negli strappi cobalto del cielo.
Io sdraiato sull' erba verde fantastico piano sul mio passato,
ma l' età all' improvviso disperde quel che credevo e non sono stato;
come senti tutto va liscio in questo mondo senza patemi,
in questa vista presa di striscio, di svolgimento corretto ai temi,
dei miei entusiasmi durati poco, dei tanti chiasmi filosofanti,
di storie tragiche nate per gioco, troppo vicine o troppo distanti...

Ma il tempo, il tempo chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni
di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia e il gesto, donne e canzoni,
gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti,
l' arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti?
Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale l' affanno e l' ansimo dopo una corsa,
l' ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa...che chiami...vita...

venerdì 4 aprile 2008

cip

Che bello alzarsi e non avere già niente da dire. C'è un uccellino che fa un verso strano fuori dalla mia finestra. Probabilmente lui ha qualcosa da dire. Sembra un lungo discorso, anche perchè parla solo lui, e tutti gli altri lo stanno ad ascoltare. O forse fanno finta di ascoltarlo, non so. Sta di fatto che lo lasciano andare avanti senza disturbarlo. A me sembra ripeta sempre la stessa cosa, un fischio veloce che va su e giù. Ma non credo sia così anche perchè altrimenti dopo un po' si sarebbe stufato. E' più probabile che mi sfugga qualcosa del discorso,ma d'altra parte non credo ce l'abbia con me. Non ho nemmeno capito come si chiama. Chissà come fanno gli uccellini ad avere così tante cose da dire già al mattino presto, appena svegli. Forse passano le notti a pensare al canto del mattino,e appena il sole inizia a venir su sanno già cosa dire e quale fischio fare. Se avessi anch'io così tante cose da dire farei come loro, mi metterei su un albero al mattino presto e sveglierei tutti i vicini con il mio discorso fischiettante. Per fortuna non ho cose molto importanti per la testa, e posso star qui ad ascoltare loro senza preoccuparmi di mandare anch'io il mio messaggio al mondo. Comunque, per quel che mi riguarda, credo che gli uccellini abbiano ragione.

giovedì 3 aprile 2008

offeso

Stamattina mi sono alzato e mi sono accorto che la giornata era già iniziata. Senza di me.Il sole era già giallo giallo, il cielo azzurro azzurro, gli alberi verdi verdi. Solo io non ero sveglio. Mi sono accorto che il mondo se ne va dritto per la sua strada anche se io non ci sono. Neppure gli uccellini mi aspettano per iniziare a cantare, e la mia gatta prende posizione per il suo pisolino senza nemmeno preoccuparsi di dirmi buon giorno.
Comunque buongiorno lo stesso mondo, non preoccuparti per me, fai pure come se io non ci fossi...

mercoledì 2 aprile 2008

io

Seranotte. Ieridomani.Quel tempo che non esiste, quelle ore in cui si è un po' più liberi. Dai treni da milano dalle cose da fare. Sì, ecco, liberi dalle cose. Pensieri senza cose dentro, contenitori di immagini forse vere forse no. Non importa. Della verità non so cosa farmene adesso, è la cosa più inutile che esiste.
Io sono quello là o sono questo qui? Sono quello che di giorno è in mezzo alle cose o quello che di seranotte è in mezzo ai pensieri?
Io credo di essere questo qui, quello senza cose attorno e senza cose dentro. Contenitore di tutto quello che vuole entrare, non importa quanto male o quanto bene mi faccia, basta che non siano cose. Dev'essere molto più leggero, come un ricordo o un sogno o un'illusione, ma niente cose di seranotte. Non voglio pesi, solo qualche voragine che si apre dentro.
Gli occhi mi si chiudono ma qualcosa rimane aperto, ed è qualcosa che ci vede meglio degli occhi perchè vede i pensieri senza l'ombra delle cose. Le cose ingannano, ti fanno perdere di vista quello che pensi e quello che sei. Quello che vuoi, soprattutto. E' colpa delle cose se la gente non fa quello che vuole, non vive per quello che è, non sa quello che pensa. Ci vorrebbero meno cose e più pensieri, meno giorno e più seranotte, meno di tutto e più di quel niente di cui abbiamo bisogno. Meno verità, per favore. Meno cose. Meno obblighi, meno orari, meno sorrisi, meno parole, meno "sì", meno "farò", meno futuro. Bisogna vedere quello che rimane. Bisogna restare con quello che rimane quando si lascia il mondo fuori dalla seranotte. E' solo così che uno può davvero dire "io" e capire, e capirsi.

lunedì 31 marzo 2008

zucchero filato

Guardiamo in faccia la realtà. Diciamo la verità. Siamo seri. Non prendiamoci in giro.Obbiettivamente.Il fatto è che.
Il fatto è che, obbiettivamente, non prendiamoci in giro, questo è il momento di essere seri e di dirci la verità, guardando in faccia la realtà.
Realtà. Verità. Obbiettività. Serietà.
Reale verità. Obbiettiva realtà. Seria verità. Vera obbiettività.
Trallalero. Trallalà.
La realtà si vede con gli occhi e si tocca con le mani. La realtà è colorata e qualche volta trasparente. Qualche volta colorata e trasparente insieme, come la birra o il cielo quando è azzurro.La realtà è ruvida e qualche volta liscia, mai ruvida e liscia insieme. Però a volte è morbida, come le guance quando le accarezzi o lo zucchero filato quando ci affondi la bocca. E viceversa.
La realtà capita che sia sottosopra, e in campagna elettorale addirittura destrasinistra.
La realtà è fatta di spigoli dove la testa sbatte ogni momento, ma alcuni spigoli sono fatti d'aria e ci si può sbattere tutte le volte che si vuole. Tanto ci si sbatte anche quando non si vuole.
La realtà si sente con le orecchie e si odora con il naso. La si può anche leccare o ingoiare, e a volte sa di mirtilli, soprattutto quando si mangiano i mirtilli. I mirtilli però non si sentono con le orecchie,anche se li si può odorare con il naso o spalmarli sulla maglietta bianca. La realtà la preferisco quando sa di cioccolato fondente o di pizza al prosciutto, ma se sa di cioccolato fondente e di pizza al prosciutto contemporaneamente la preferisco un po' meno e forse la vomito.
Comunque anche quando la si vomita la realtà rimane realtà uguale. E anche quando la si odia. E anche quando rende tristi. E anche quando ti copre la visuale e ti fa credere che non c'è nient'altro. E anche quando ce n'è troppo poca. E anche quando fa sparire qualcosa o qualcuno che prima era reale almeno come la realtà.
Quando ti sveglia al mattino con la luce e con il rumore o con il peso del mondo sopra i tuoi occhi chiusi, la realtà non se ne va più, almeno finchè non si sogna o si dorme o si muore. In quest'ordine di preferenza, se permettete.
I sogni sono pezzi di realtà che si mescolano in un modo non tanto reale, ma a volte in modo troppo reale. Comunque mai in modo semplicemente reale, altrimenti sarebbero realmente realtà.
I miei sogni di stanotte saranno troppo reali, perchè ho visto troppa realtà in questi ultimi giorni,e ho paura che non me ne libererò più.

Beppe Grillo : Alitalia e Air France (2005)

ma guarda un po'..

domenica 30 marzo 2008

luce

Ripensandoci, credo che la primavera sia arrivata davvero. Stasera ho cenato che c'era ancora luce di fuori, quindi dovremmo esserci. Potete far aprire i fiori e lasciar volare le farfalle. Gli alberi possono iniziare a diventare un po' più verdi e poi, se possibile, i fiori di pesco dovrebbero colorare un po' di più il tutto. Non ci starebbe male anche qualche rondine, se non è chieder troppo. Almeno due o tre, perchè una non basta a far primavera, dicono. Poi dovreste mettermi un po' più di azzurro nel cielo, per cortesia. Ecco, così, ci siamo. Cosa manca? Magari qualche grado in più di temperatura, e un po' di pollini in aria giusto per fare un po'di allergia. Senza la gente con l'allergia (non io, per carità) non è primavera...Bene, dovremmo esserci. Per le mie placche primaverili in gola aspetterei ancora qualche settimana, se siete d'accordo, perchè quelle sono più tipiche della primavera inoltrata.
Bene, dovrebbe essere tutto. Buona primavera a tutti

la primavera e i fiori gialli

Domenica pomeriggio. Il calendario dice primavera, il cielo ancora no. Eppure ieri ogni cosa sembrava rivestita di primavera... ma forse non è stato il cielo azzurro o il caldo del pomeriggio. Forse pioveva, forse c'era il solito inverno appena oltre il mio naso, mentre io ero abbagliato da qualcos'altro che mi ha fatto credere che la primavera fosse lì di fianco a me.
Adesso che tutto è tornato normale mi sto convincendo che quello che ho visto ieri non poteva essere reale. Certe cose non possono esistere nella realtà, credetemi.
E adesso che sono qui, con questa domenica di cui non so cosa fare, c'è un retrogusto amaro dietro la vista di ogni cosa, persino di questo bosco verde dove stamattina sono andato a passeggiare. Qualcuno sa cosa farsene di una domenica che viene subito dopo un sabato di fiori gialli? O non vi siete mai posti questa domanda? Cosa può fare uno se non pensare e ripensare?
Forse dovrei alzarmi da questa sedia e uscire per cercare dove la primavera si è nascosta, in riva al lago o in mezzo ai prati ancora un po' smorti.
O forse dovrei solo aspettare che la primavera arrivi da sola, senza fretta, e mi riprenda fra le sue braccia come fa con gli alberi indeboliti dall'inverno.

giovedì 27 marzo 2008

pazienza

Inizia un'altra giornata, e questa è la prima buona notizia di oggi. Perdipiù è una giornata di primavera, anche se il cielo è un po' così e il freddo è un po' così e anche io sono un po' così. Il mio angioletto custode si è ammalato oggi, forse per colpa di questa primavera un po' così. Vorrei avere un braccio abbastanza lungo per arrivare ad aprire un buchino in mezzo alle nuvole e lasciare passare un solo raggio di sole che vada dritto dritto al mio angioletto custode e lo faccia guarire. Ma è difficile arrivare fino alle nuvole, non avete idea quanto, anche se io una volta ci sono stato sopra. Allora non rimane che aspettare che ci pensi la primavera da sola. Ma la primavera è timida, delicata, fa sempre tutto in punta di piedi, e fa sempre più fatica a mandar via questo inverno così invadente e robusto e arrogante. Bisogna aspettare con un po' di pazienza che i fiori del mattino non si pieghino al freddo della notte, che la luce della sera allunghi le proprie braccia fino a rubare al buio il tempo della cena , che gli angioletti possano volare in mezzo alla primavera con tutta la leggerezza che hanno dentro senza che l'inverno invada i loro sorrisi e la loro dolcezza. Il mio angioletto è fatto per la primavera, come i fiori sugli alberi che iniziano a colorare di rosa il mondo là fuori e i pensieri per quello che verrà.

martedì 25 marzo 2008

non si sa mai

Adesso che la Pasqua è passata ve lo posso dire. Per me la storia che Gesù muore e risorge è vera solo per metà. Secondo me muore punto e basta, sono quasi sicuro. Quindi della Pasqua si potrebbe anche fare a meno. Per non parlare di pasquetta. Comunque ho passato una bella pasquetta, e anche la pasquettina non è stata male.
MI piacerebbe che ci fossero meno feste religiose durante l'anno. Non intendo meno feste, intendo meno religione. Vorrei si facesse più spesso vacanza per motivi diversi, che ci fossero altre cose da commemorare e ricordare e festeggiare. Anche perchè dell'aspetto religioso delle feste non importa più niente a nessuno. (per fortuna, ma lo dico sottovoce).
Io ho un rapporto particolare con la religione, difficile da spiegare. Fondamentalmente non la sopporto. Ecco, in effetti non era tanto difficile. Credo di avere sviluppato una certa intolleranza da bambino, quando hanno pensato bene di mandarmi a scuola dalle suore. Poi, ovvio, appena diventi grande abbastanza da capire che razza di gente è la maggior parte della pretaglia inizi a distaccartene da solo, quasi per reazione automatica.Però intanto il danno è fatto. Se ci ripenso con attenzione, le persone più subdole e arroganti e spregevoli che mi è capitato di incontrare nella mia vita sono stati dei preti. Nella graduatoria dei valori di ciascun prete credo che al primo posto vengano i soldi. Al secondo la sicurezza economica. Al terzo il denaro. Non ci credono neppure loro in quello che raccontano, ma l'importante è continuare a raccontare, ne va del proprio portafogli. La cosa che più non sopporto è che i preti dicono sempre che loro non possiedono nulla, che tutto è della chiesa e che a loro è concesso solo il minimo indispensabile per vivere. Non è vero, non credete mai a un prete quando fa questi discorsi. I preti non fanno mai niente se non prevedono di intascare dei soldi. La Chiesa dà loro solo il minimo indispensabile perchè i soldi se li tieni per gestire i propri intrallazzi. E così i preti mantengono i loro vizietti prelevando quattrini direttamente ai fedeli. A parte quei vizietti gratuiti che ogni tanto saltano fuori sui giornali e che subito vengono messi a tacere.
Va bene, stasera sono un po' arrabbiato, e allora mi è venuta voglia di parlare male dei preti. Ma forse adesso è meglio se mi fermo. Dicono non porti bene parlar male dei preti. Io non ci credo, però non si sa mai. C'era un tizio (credo un filosofo, ma non mi ricordo più chi), che si dichiarava ateo e che un giorno fu visto farsi il segno della croce. "Ma come, non eri ateo?", gli chiede un amico. "Sì", risponde il filosofo, "ma ho sentito dire che Dio aiuta anche quelli che non ci credono".
Ecco, speriamo sia vero..

lunedì 24 marzo 2008

paure

Bondi a Di Pietro: "Lei è un uomo che mi fa orrore"
Di Pietro: " Sono orgoglioso che le faccio orrore"
(Ballarò 18 marzo)

sabato 22 marzo 2008

esodo

La primavera è iniziata. Non so bene quando a dire la verità. ALcuni dicono che è iniziata ieri, il 21 marzo. Altri dicono che è iniziata l'altro ieri, il 20 marzo, perchè quest'anno è bisestile e quindi il 21 è come se in realtà fosse il 20. La questione non mi interessa più di tanto, purchè mi assicuriate che adesso siamo in primavera.
Io ho iniziato la primavera ammalandomi. Però adesso sono già guarito, è durata solo un giorno e mezzo, e sono stato fortunato perchè alla fine ho vomitato una volta sola. Scusate, prometto che "vomitato" è l'ultima parolaccia che scrivo.
L'altra novità è che domani è Pasqua. Pasqua pasquetta. Il weekend di Pasqua. L' "esodo" pasquale. Si usano ancora le uova di Pasqua? A casa mia non ce n'è neanche una, però magari oggi me la compro.
Ieri siccome ero malato ho fatto il pieno di televisione, anche perchè erano mesi che non guardavo la televisione italiana. Dopo mezz'ora ero già su internet che cercavo un biglietto per scappare di nuovo in Inghilterra. La cosa che più mi è rimasta impressa è la pubblicità delle suonerie del cellulare con il topo. C'è questo topo che canta una canzone che più o meno dice "bella topolona quanto sei bona", e poi ti chiede se vuoi mandare anche tu i COMPLIMENTI a una ragazza tramite cellulare. L'Italia deve essere cambiata parecchio in questi sei mesi in cui sono stato via, perchè prima che partissi giurerei che "bella topolona quanto sei bona" non era la frase migliore da usare per fare un complimento (a meno che il tuo scopo non fosse di farti lasciare l'impronta di 5 dita sulla faccia).
Comunque sono contento che oggi sto un po' meglio. Non solo di salute intendo, ma anche di umore. Ho riletto il post qua sotto, mamma mia che depressione.Probabilemnte era anche un po' colpa del virus intestinale, che prima di andare nell'intestino si era messo a girarmi un po' per il cervello. Ma adesso che sono tornato di buon umore sono pronto a rituffarmi con rinnovato entusiasmo nel mare frizzante della vita e...no, aspettate, mi sta tornando il cattivo umore..

mercoledì 19 marzo 2008

scarpe nuove

Uno capisce che c'è qualcosa che non va quando il momento più bello della sua giornata è quello in cui si infila sotto le coperte e si addormenta. Non che ci sia qualcosa di sbagliato nello sprofondarsi nel sonno e godersi il riposo, ma bisognerebbe che le cose che uno fa di giorno fossero qualcosa in più che ingannare il tempo nell'attesa che venga sera.
Se guardo la mia vita, mi pare che stia prendendo una piega che non mi piace. Non si dovrebbe mai guardare la propria vita, altrimenti si finisce con il vedere tutto quello che non vorremmo vedere. Si finisce con il chiedersi se facciamo ogni giorno le cose che facciamo perchè è quello che vogliamo, oppure se non sia tutto quanto un modo di accumulare stanchezza per godersi meglio il sonno della notte. Non so quale risposta abbia questa domanda, ma forse fermarsi a guardare la propria vita non è il metodo giusto per rispondere. Si rischia di vedere le cose come in realtà sono, e sarebbe meglio evitare di riconoscere troppa realtà.
La mia vita non è una brutta vita, finchè non ci penso su troppo. Quasi mi vergogno a lamentarmi, perchè so che la mia vita è molto migliore di quella di tanti altri che non possono nemmeno permettersi il lusso di fermarsi a pensare a tutte queste cose inutili e fumose. Ne hanno già abbastanza di viverla la propria vita.
Ma non è colpa mia se tutto questo non basta a farmi credere che la mia vita vada bene. La mia vita non va bene,e non voglio nemmeno provare a convincermi del contrario.
Quando la vita non va bene, uno deve cercare di cambiare. Ma come si fa? Posso cambiare le cose fuori di me, il lavoro, le scarpe, la gente che vedo...ma come faccio a cambiare me? Uno non può scegliere il modo in cui è. Le persone cambiano, sì, ma non cambiano mai da sole. E' sempre qualcos'altro, o qualcun altro, che le fa cambiare. Per questo quando le persone cambiano, cambiano senza accorgersene. Qualcuno o qualcosa ha dato loro uno scossone, ma loro cosa ne sanno? Loro facevano la loro vita, prendevano le misure al loro mondo. Poi succede qualcosa che ti scombussola tutte le misure e tutti i progetti che avevi fatto secondo queste misure. Ma tu che ne sai di quello che sta succedendo? Sei troppo impegnato a vivere, misurare, progettare per accorgerti la tua prospettiva poco a poco cambia..Finchè a un certo punto ti accorgi di trovarti in un altro mondo, e che tutte le cose intorno a te hanno una luce e un peso e un valore diverso...
Allora ecco cosa faccio. Mi metto qui e aspetto che lo scossone arrivi. Quando mi vedrete cambiato, per favore, fatemelo sapere.
Così magari riuscirò ad andare a letto senza pensare che c'è qualcosa di sbagliato nel fatto di rannicchiarsi sotto le coperte e dormire, dormire, dorm....

martedì 18 marzo 2008

Geova s.p.a.

Oggi è stata una giornata così insignificante che non capisco perchè l'abbiano messa in calendario. Se ne poteva anche fare a meno. Non so se era così anche prima che partissi, mi sembra di ricordare qualcosa di un pochino meglio. La cosa più interessante che mi è capitata oggi è stato l'incontro con dei testimoni di Geova. Li ho visti mentre passeggiavo vicino a casa, e quando si sono accorti della mia presenza hanno sfoderato una Bibbia e me l'hanno puntata contro. Ho pensato di reagire in modo violento, in fondo sarebbe stato per leggittima difesa. Ma ho preferito darmi alla fuga. Sono stato fortunato, sono riuscito a seminarli, ma che paura... Ogni volta che vedo dei testimoni di Geova mi viene da chiedermi cosa facciano nella vita e come si mantengano, considerando che invece di lavorare passano le giornate in missione. Magari li paga questo Geova, anche se probabilmente sono tutti contratti a prgetto. Ma per tatno così, se io fossi Geova mi affiderei direttamente a un call center, che oggi è più conveniente. Fra l'altro se avete notato i testimoni di Geova girano sempre in coppia, il che mi fa venire in mente un paragone con una cosa che non si può dire.
Il fatto che sia qui a parlare di testimoni di geova la dice lunga su che razza di giornata sia stata questa, e mi fa pensare che forse è meglio se vado a dormire.
Buonanotte, che Geova vi benedica

lunedì 17 marzo 2008

punto e a capo

Parentesi chiusa.Punto e a capo.
Ci avete fatto caso che ultimamente il tempo è passato molto più in fretta del solito? Ero qui che mi organizzavo per partire, pensavo a quanto sarebbero durati sei mesi. Mi sembravano un'eternità, un periodo così lungo che non vale nemmeno la pena di mettersi lì a pensare a come sarà, e come io sarò, quando i sei mesi finiranno. E invece lo sapete quanto sono lunghi sei mesi? Io lo so: sono lunghi soltanto sei mesi.Il tempo di prendere un aereo, ambientarsi un po' nel posto nuovo, fare un salto a casa per natale, ritornare e ambientarsi di nuovo un po', e a un certo punto ti trovi all'aeroporto con un biglietto sola andata per casa in tasca.
E adesso sono qui, esattamente nello stesso punto, sulla stessa sedia, dove sei mesi fa mi chiedevo quanto sarebbero stati lunghi sei mesi, e come sarebbe stato aprire questa lunga parentesi. Possibile che questi mesi siano esistiti davvero? Eppure mi sembra tutto così identico a sei mesi fa, talmente identico che è difficile credere che ci sia stato qualcosa in mezzo. La sola differenza è che quello che ho in mente sono ricordi, non aspettative e progetti.
E' stato bello, è stato intenso, è stato soprattutto difficile. In certi momenti almeno. C'era sempre qualcosa che mi mancava. E una cosa che mi mancava più di tutte. E' stata la prima cosa che ho ritrovato, che ho voluto ritrovare, appena sono tornato qui. Ed era anche l'ultima cosa che avevo voluto lasciare quando ero partito. Che strano. Il momento in cui la parentesi si è aperta e quello in cui la parentesi si è chiusa sono stati così simili...così stupendamente simili..
E adesso? Ho tante cose da fare, tante cose da sistemare. Fogli di appunti sparsi, idee da riorganizzare, persone da rivedere, abitudini da riprendere in mano. E un po' di peso da recuperare (ma questo non sarà molto difficile). Insomma, provare a raccogliere un po' i frutti di questi sei mesi. O almeno provare a vedere se dei frutti ci sono stati.
In ogni caso, parentesi chiusa. Punto e a capo.

mercoledì 12 marzo 2008

back

Comunque secondo me l'acqua calda e' stata una grande invenzione, checche' se ne dica. Non so se hanno inventato prima il fuoco o prima l'acqua, ma l'idea di far passare l'acqua vicino al fuoco e' stata grandiosa. Fino a quel momento nessuno aveva capito a cosa servisse il quadratino rosso sui rubinetti delle docce. Ma dopo la scoperta dell'acqua calda tutto ha iniziato ad avere senso. Non mi va che la gente dica "la scoperta dell'acqua calda" in tono cosi' sarcastico e sprezzante. Scrivero' una lettera al Presidente per fare le mie rimostranze al riguardo.
Sara' la prima cosa che faro' al mio rientro in Italia. Anzi, la seconda. La prima non posso dire cosa sara', ma sara' dolce e lunga e forte.

Mancano 5 giorni, credo. Mercoledi', giovedi', venerdi' sabato. Sono 4. Spero che l'Italia sia pronta al mio rientro, perche' non so se io lo sono. Ho iniziato a pensare a come sarebbe stato il momento del ritorno da quando sono partito, ma non pensavo che il momento del ritorno sarebbe arrivato per davvero. Era solo un pensiero, una di quelle cose che uno non crede succederanno veramente. E invece a un certo punto ti accorgi che succede. Giuro! ho anche il biglietto aereo gia' pronto sul comodino.
Magari domani vado a farmi l'ultimo giretto per l'Inghilterra. A Norwich. Sempre che il vento non mi porti via. In questi giorni e' una continua bufera, anche se oggi c'e' il sole. Non ho mai visto da nessuna parte un vento come quello inglese. Non solo perche' il vento non si puo' vedere, ma perche' da nessuna parte c'e' un vento cosi'forte.

Anche in Italia comunque, a quanto leggo, c'e' aria di tempesta. Veltroni e' gia' stato costretto a indignarsi due volte nelle ultime settimane. I sondaggi dicono che i valori tradizionali sono in crisi, e scivolano sempre piu' in basso nella graduatoria di priorita' delle persone. E' probabile che non si qualifichino neppure per l'Uefa. La Juve comunque va abbastanza bene considerando tutto. Rimane al di sopra della famiglia basata sul matrimonio fra un uomo e una donna e della Fiorentina. Anche se la vita continua a rimanere sacra.
No, direi che non mi sento pronto per l'italia...

lunedì 10 marzo 2008

soprassalti...il plagio del monsignore

"L'Italia ha bisogno di un soprassalto di amore" ("monsignor" Bagnasco)
"C'e' bisogno d'amore per dio, di un overdooooooooooooooooooooooose d'amore" (Zucchero)

mi diverte mettere citazioni che si commentano da sole..
per esempio

"Confermiamo la linea di non coinvolgimento, come Chiesa, e dunque come clero e come organismi ecclesiali, in alcuna scelta di schieramento politico o di partito: linea che già ci ha caratterizzato nelle precedenti consultazioni" (sempre il monsignore)

Occorre anche fronteggiare, con pari determinazione e chiarezza di intenti - ha citato dall'intervento pontificio - il rischio di scelte politiche e legislative che contraddicono fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell'essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, evitando di introdurre nell'ordinamento pubblico altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzarla, oscurando il suo carattere peculiare e il suo insostituibile ruolo sociale (il monsignore, due minuti dopo la frase di prima)

giovedì 6 marzo 2008

visto e stravisto

"Gli arbitri? Io questi aiuti all'Inter non li ho stravisti" (Massimo Moratti)

mercoledì 5 marzo 2008

miao


La cosa che piu' adoro dei gatti e' il loro menefreghismo assoluto. La loro supponenza e disprezzo davanti a tutto e a tutti. Puo' succedere il finimondo attorno a loro, la cosa li lascia del tutto indifferenti, purche' si possa schiacciare un pisolino.
Ieri vado ad ascoltare questa conferenza. Ci sono diverse persone gia' sedute, e tutto e' quasi pronto per iniziare. Allora entra lui. Il gatto. Nero, occhi verdi. Se la prende comoda, guarda con supponenza tutti quanti e poi prende posto su una sedia verso le ultime file. C'erano dei posti liberi piu' avanti, ma lui sceglie di stare in disparte. Ci vuole qualche minuto prima che trovi la posizione giusta. Intanto la conferenza e' iniziata, ma lui sulla sua sedia sembra preoccupato piu' di trovare il posto per appoggiare la testa che dei paradossi dell'autoconoscenza. Non prende appunti, mi chiedo cosa sia venuto a fare. Finalmente trova la posizione. Volta le spalle al relatore e a tutto il resto del mondo, infila la testa fra le zampre e inizia a fare quello per cui era venuto. Dorme. Ci tiene a mostrare il suo disprezzo per tutta quella gente venuta li' ad ascoltare uno che parla, e anche per quello che parla. Ogni tanto fa riemergere gli occhietti verdi dal nero delle zampe, e guarda intorno con l'aria di uno a meta' fra l'annoiato e lo scocciato. E' evidente che il tema dell'autoascrizione di credenze di second'ordine non lo tocca minimamente. Piuttosto, sembra che sia lui ad avere qualcosa di piu' importante da dire, ma quel tizio dietro la cattedra continua coi suoi discorsi e non lascia spazio al gatto di dire la sua. Ma al gatto non serve parlare, gli basta abbassare un pochino le palpebre e tenere gli occhi appena appena aperti, e tutti capiscono quello che gli passa per la mente. Il gatto sta pensando: "dovete proprio venire a fare questa discussione qui dove io ho deciso di dormire?". Non puoi provare a spiegare al gatto che e'stato lui a venire a dormire dove gia' era in programma una conferenza, il gatto non ha la concezione che ogni tanto sia lui a doversi adeguare al resto del mondo. Nessuno sembra disposto a prestare attenzione al gatto, cosi' lui si rigira e si rimette a dormire, probabilmente offeso. Quando il tizio finisce di parlare, c'e' un applauso da parte del pubblico. E qui il gatto perde del tutto la pazienza. Si alza in piedi sulla sedia, lancia un'occhiataccia a tutti quanti e toccato nell'orgoglio siincammina verso l'uscita.
I gatti si credono i padroni del mondo. Per questo i gatti SONO i padroni del mondo. Quando inizi una discussione con un gatto, sai che alla fine sara' lui ad avere ragione. Succede sempre cosi' anche fra me e la mia gatta. E devi essere sempre pronto a dargli da mangiare quando ha fame, a fargli spazio per dormire quando ha sonno, a grattargli il musino quando vuole essere coccolato. Se non sei all'altezza di quello che lui ti chiede, il gatto ti licenzia e va a cercarsi qualcun altro che gli riempie meglio a ciotola, o che gli gratta il musino senza dargli fastidio.
Si', adoro i gatti. Soprattutto quando li vedi tornare a casa il mattino e aspettare di entrare dalla porta per iniziare il loro sonno di 12 ore, dopo aver passato la notte chissa' dove. Non devono lavorare, nessuno gli chiede niente, ma loro pretendono che la ciotola sia piena per lo spuntino di mezzogiorno. Lo capisci che lo pretendono, non c'e' nient'altro che quegli occhietti sprezzanti possono voler dire.
I cani, non so perche', mi danno l'idea di essere un po' piu' ottusi...