venerdì 2 maggio 2008

avviso ai naviganti

Il mio computer è in panne.
Anch'io sono in panne.
Ma il mio computer un po' di più.
Per qualche giorno il blog rimarrà senza aggiornamenti, perchè non avete idea di quanto sia difficile scrivere al computer senza avere davanti un computer.
Niente colmerà questo vuoto, quindi è inutile che vi cerchiate passatempi alternativi.Il consiglio che vi do è di restare fermi immobili su questa pagina e aspettare che ricominci ad aggiornarla. Non andate via perchè me ne accorgo. Non visitate altri siti, perchè tanto non ne troverete uno all'altezza di questo. Ecco, state fermi, così, e abbiate pazienza.
Ehi tu, fermo lì! ti ho visto che stavi scappando...
io vi curo, anche quando non mi vedete...in questo momento vi sto osservando, ricordatelo...

martedì 29 aprile 2008

pio

A proposito di parolacce, ogni tanto mi viene da chiedermi se esista ancora la "volgarità", e cosa al giorno d'oggi possa essere considerato volgare. Per esempio, ho sentito che al Grande Fratello hanno mandato via un concorrente perchè ha bestemmiato. Non è la prima volta che succede nei cosiddetti "reality show". Ogni volta la presentatrice di turno mostra di essere scandalizzata perchè qualcuno nella casa o sull'isola o nella fattoria ia-ia-o parla di cani e di suini con un po' troppa riverenza.
A me va bene che ci sia questo rigore, però bisognerebbe mettersi d'accordo. Una bestemmia è volgare perchè può urtare la sensibilità di un credente che tra un pellegrinaggio dal cadavere di padre Pio e l'altro si rincoglionisce con un bel reality . Allora diciamo che non si dovrebbe bestemmiare in televisione. Però, a parte il fatto che se chiami una cosa "reality" ti dovresti mettere nell'ordine di idee che nella "realtà" la gente bestemmia eccome, credo che bisognerebbe usare lo stesso rigore per tutte le cose che offendono la sensibilità delle persone. Per esempio io mi sento offeso dagli ideali che questi programmucci vendono ogni giorno a milioni di persone. Non sopporto l'arrivismo esasperato dei programmi di ballerini e cantanti viziati che fanno dell'immagine la loro vita. Non sopporto l'aggressività delle finte litigate messe in piedi nei reality e nelle decine di programmi costruiti attorno ai reality. Non sopporto l'arroganza e la furbizia nei rapporti fra le persone che viene venduta come modello di vita. Il problema è che poi tutte queste cose vengono assorbite perchè, per quanto uno le possa condannare, sono atteggiamenti che in qualche modo attraggono le persone.E infatti l'arrivismo esasperato, la voglia di apparire, l'arroganza, la furbizia le si ritrovano in quel reality un po' più reality che è la vita di tutti i giorni.
Ecco perchè non è abbastanza dire "spegni la televisione". La televisione e i suoi atteggiamenti ti perseguitano anche quando vivi in mezzo alla gente che la televisione la guarda e la assorbe. Io mi sento un po' offeso dai valori che vengono venduti da questi programmi, forse più di quanto un devoto si senta offeso nel sentire una bestemmia, perchè la gente che bestemmia non è pericolosa, ma la gente arrogante e superficiale sì.
E allora mi fa un po' ridere che al Grande Fratello, proprio al Grande Fratello, si finga di scandalizzarsi quando a uno scappa una bestemmia. Magari fossero solo le bestemmie il problema . Quelle non sono dannose, e se fossimo meno invasati ci potremmo anche passare sopra senza troppi sconvolgimenti. Ma preferiamo il moralismo rassicurante delle frasi fatte e degli scandali istituzionalizzati, perchè si fa meno fatica e non c'è troppo da pensare. Mandiamo via la gente che bestemmia, così ci possiamo godere in santa pace il Grande Fratello. Basta volgarità, viva le litigate e l'arroganza. Basta morale, abbiamo il nostro tranquillo moralismo.
Che Dio ce la mandi buona...

lunedì 28 aprile 2008

sempre più convinto del mio voto

"Tra buonismo e finta solidarieta'" di Antonio Di Pietro | 28 Aprile 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

postilla

..e non mi piace quando apro la pagina web di un quotidiano e trovo fra le prime notizie che "la fiction delle tette arriverà in italia".
Io a questo punto non capisco più quali parole si possano dire e quali no. Se esistano ancora le famose "parolacce" oppure no.
Non mi piacciono le notizie in italia.

io odio....


Non mi piace quando arrivano le nuvole dopo tre giorni di sole. E non mi piace quando è fine aprile e non ho ancora visto la vera primavera. Non mi piace quando alle nove meno venti sono ancora in pigiama e di fianco a me c'è il letto non ancora rifatto. Non mi piace quando appena alzato ho addosso questo sonno e tutto quello che vorrei fare è rituffarmi nel letto. Non mi piace quando ho il pigiama spaiato, coi pantaloni del piagiama grigio e la maglia del pigiama blu. Non mi piace avere la scrivania piena di fogli da sistemare. Non mi piace quando bagni i fiori e i fiori non crescono. Non mi piace quando riempi la scodellina della gatta di acqua e la gatta va a bere l'acqua dell'innaffiatoio.
Non mi piace questo lunedì mattina.

mercoledì 23 aprile 2008

investimenti

E' incredibile come al giorno d'oggi cerchino di rifilarti di tutto. Adesso si sono messi a vendere persino i pali della luce. Giuro. Stasera stavo tornando a casa in macchina, quando ho visto un palo della luce con attaccato un cartello "vendesi". Mi chiedo uno cosa se ne faccia di un palo della luce. Innanzitutto un palo della luce non può fare luce, se non ci si attacca sopra una luce. Anzi, dubito che si possa ancora chiamarlo "palo della luce" senza una luce sopra. In fondo non si chiama "palo della luce" nemmeno una luce senza un palo di sotto, quindi il discorso dovrebbe essere lo stesso.
Poi un palo della luce in una casa non ci sta, a meno che non lo si metta in orizzontale e si tengano due finestre aperte. Ma un palo della luce sdraiato può essere pericoloso, perchè uno ci inciampa o ci va a sbattere contro. L'unica è tenerlo in giardino, se si ha un giardino. Ma per tanto così meglio tenerlo direttamente sulla strada, che almeno se ne sta ordinato in fila con gli altri e non sembra fuori posto come un palo della luce in giardino.
Insomma, se vedete un palo della luce con il cartello "vendesi" non cascateci, non è un grande affare e anzi spesso è solo un escamotage per rifilarvi anche una casa. provate a chiamare il numero di telefono scritto sotto e vedrete se non vi risponderà uno che vuole vendervi una casa.
Notte...

importante credo per tutti

"25 aprile: per una nuova Liberazione" di Antonio Di Pietro | 21 Aprile 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

+ -

Tutto sommato va bene, però vorrei che le cose andassero bene da sole, senza doverle sommare. Tutto sommato vuol dire che sommi le cose buone e anche quelle meno buone, e poi fai finta che quelle meno buone siano rese meno pesanti da quelle più buone.
Io vorrei che questa cosa andasse bene. Punto. Poi che anche questa cosa andasse bene. Punto. Poi anche quell'altra cosa andasse bene. Punto. E che quando hai finito di passare in rassegna tutte le cose non ci sia bisogno di fare nessuna somma per essere contento.
E poi se proprio si volesse provare ad alleggerire il peso delle cose che non vanno bene si dovrebbe sottrarre, non sommare. Sottrarre tutte le cose non buone, così che rimangano solo le altre.
Tutto sottratto va bene. Ha senso? Mi pare di sì. Tutto sottratto...sì sì, mi suona bene.
Ma in pratica si può fare? Per esempio,mi sento stanco, piove, ho freddo, non guadagno abbastanza, la mia gatta non mi vuole bene. Ma tutto sottratto va bene. Certo, ci vorrebbe un posto dove mettere le cose sottratte. Qualche scompartimento della vita che si può tenere ben chiuso e non prendere in considerazione. Il magazzino delle cose sottratte alla vita e lasciate ad ammuffire in attesa di dimenticarsene.Ma questo non sarebbe un sottrarre, sarebbe un prendersi in giro. E per prendere in giro bisogna essere in due, non si può fare tutto da soli. Anche se io ci provo sempre a fare tutto da solo. Vorrei che noi esseri umani fossimo abbastanza stupidi da riuscire a prenderci in giro da soli e a dimenticarci davvero delle cose di cui vorremmo dimenticarci. Ma purtroppo siamo stupidi solo fino a un certo punto e riusciamo solo a ridere e sorridere degli altri, mai di noi stessi.
No, tutto sommato direi che non si può sottrarre niente.

lunedì 21 aprile 2008

rinnovamento

Ho deciso di fondare una nuova religione. E' un po' che ci penso, e credo che ormai i tempi siano maturi. Per fondare una religione ci vogliono 6 ingredienti fondamentali:
uno dio o due
un profeta
un testo sacro
qualche miracolo di incoraggiamento per i fedeli
dei discepoli
un po' di rituali
tempo di preparazione: 5 minuti.
difficoltà: media
conservare in frigorifero e consumare in 2-3 millenni.

Mescolare qualche comandamento con due o tre parabole. Aggiungere samaritani a piacere. Lasciare sedimentare in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di ragione. Nel frattempo in un altro recipiente si preparerà il ripieno a base di divinità e miracoli.
Il primo ingrediente non è proprio indispensabile a dire il vero, ma una religione con un dio è più semplice da gestire perchè quando hai un dio hai qualcuno cui scaricare la colpa e le responsabilità.
Poi, il vantaggio di fondare una religione è che tu puoi essere il primo profeta, e anche quello più importante. Sempre che la religione attecchisca, ovvio.
Il testo sacro lo si può anche preparare in un secondo momento, ma è meglio iniziare a progettarlo fin da subito così appena il mercato editoriale è propizio lo si manda in stampa e si entra diretti in hit parade.
Miracoli di incoraggiamento...questo è il punto che più mi preoccupa. La gente ormai non abbocca più, si conoscono praticamente tutti i trucchi. E' sempre più difficile metter su un buon miracolo al giorno d'oggi senza una buona copertura mediatica. Considerando che la moltiplicazione del pesce e la trasformazione dell'acqua in vino sono già coperti da diritti d'autore, io avevo pensato a qualcosa di meno appariscente, per esempio la divisione delle bistecche o la trasformazione della spremuta d'uva in brunello di montalcino. Resuscitare i morti è sempre un colpo a effetto, ma anche questo è già inflazionato ormai, quindi dovrei dedicarmi all'uccisione dei vivi, il che potrebbe darmi una certa fama come profeta ma dovrei accontentarmi di predicare fra i carcerati.
Per i discepoli non c'è problema. Utilizzerò questo blog per reclutarne un po'. Tanto per cominciare, voi che state leggendo siete già degli affiliati novizi, anche se dovrete superare alcune prove di fedeltà per diventare adepti. Se, come mi pare di capire, ardentemente desiderate in coscienza che io sia il vostro profeta, siete chiamati a dimostrare la vostra fede in me prima di venire illuminati dal mio verbo e dal mio complemento oggetto. Invierò a ciascuno le coordinate del mio conto corrente, sarete considerati a tutti gli effetti degli adepti se il versamento supererà le 300 euro. Per 500 euro avrete diritto a un posto al mio fianco (alla sinistra o alla destra, noi non facciamo distinzioni) nel paradiso dei gatti dormienti, dove andranno tutti coloro che avranno vissuto secondo le regole del mio nuovo credo.
I rituali sono in fase di preparazione. Pubblicherò presto su questo magazine ufficiale un elenco di comandamenti che dovranno regolare tutte le fasi della vostra giornata, compresa la sacra purificazione doppio malto dell'alba e la lavanda del gomito destro vespertina.
Il giorno sacro sarà il mercoledì nelle settimane pari e il giovedì nelle settimane dispari per i mesi pari, mentre sarà il lunedì nelle settimane dispari e il sabato nelle settimane pari per i mesi dispari, nella prima metà dell'anno; nella seconda metà dell'anno invece sarà il venerdi' nelle settimane dispari e la domenica nelle settimane pari per i mesi dispari; mentre sarà il sabato per le settimane pari e la notte fra martedì e mercoledì per le settimane dispari nei mesi pari. Questo ovviamente per gli anni dispari. Negli anni pari non ci sarà giorno sacro, tranne che nelle settimane dispari dalle 8 alle 13 e dalle 15 a fine servizio e nelle settimane pari dei mesi dispari. Tutto questo per rispettare il valore simbolico dei numeri sacri che hanno segnato le tappe findamentali nella storia del vostro profeta, cioè il 23, il 45 e il 72 sulla ruota di Bari.
Se mancherete di rispettare uno di questi giorni, io vi punirò. Non dio, vi punirò proprio io con mezzi meno spirituali e più di sostanza.
Il vostro profeta ora è stanco, e desidera riposare. La prima fatica è stata compiuta, posata la prima pietra, gettati i semi della nuova parola. Andate e moltiplicatevi, ma solo per multipli di 4.

venerdì 18 aprile 2008

casa


La pioggia vista attraverso un vetro rigato dalle goccioline. L'erba bagnata, le case bagnate, le piante bagnate. Piove su tutto quello che i miei occhi vedono, anche sul vetro appannato dal mio respiro. E gli occhi rimangono asciutti. L'acqua è là fuori, sul mondo. Io sono qui, lontano dal mondo. Mi sento al sicuro.
Mettere un tetto tra sè e la pioggia è come restare chiusi in un abbraccio mentre tutte le cose ti piovono addosso. E' fare un passo fuori dal mondo senza perderlo di vista. E' potere restare leggeri e asciutti anche quando tutto quello che si vede attorno è una pioggia grigia che si infiltra in ogni angolo e appesantisce gli alberi, le foglie, la vita.

mercoledì 16 aprile 2008

disordine mentale

In secondo luogo, ritengo necessario un cambiamento. Una svolta. Un cambio di direzione. Un rinnovamento. Una rottura col passato. Un'iniezione di fiducia.
Quarto e ultimo punto, lo smog. La qualità dell'aria. Le emissioni. DI gas, sì, le emissioni di gas. Gas nobili e ignobili.
Prima di tutto vorrei ringraziare coloro che sono intervenuti. Assenti e presenti. Futuri e passati. Trapassati. Remoti e prossimi. Anteriori e posteriori. Davanti e di dietro. Suggiù.
Consentitemi di aprire una parentesi prima di conlcudere. E consentitemi di chiuderla. Così, ecco (). Grazie.

lunedì 14 aprile 2008

itaglia

Stavolta pare non ci siano dubbi. E neanche brogli. Non serve ricontare. Tutto in regola, i numeri parlano chiaro.
Dunque l'Italia ha perso le elezioni. Nessuna sorpresa, anche se io un po' ci avevo sperato. Non so se valga la pena scappare direttamente all'estero o se se sia meglio restare qui a godermi le barzellette e i "Romolo e Remolo" del Silvio. Il punto è che all'estero il Silvio non ha una grande reputazione, quindi per un po' è meglio se noi italiani non ci facciamo vedere in giro per l'Europa. Non avrebbe una grande reputazione nemmeno qui, a dire il vero, se qualcuno oltre a Beppe Grillo e Travaglio si decidesse a raccontare certe cose in televisione. O, il che è lo stesso, se ci fosse anche una sola televisione che non deve render conto in un modo o nell'altro al Silvio.
Comunque il Silvio ce l'ha fatta anche stavolta, tutto il resto conta poco. Il Silvio è uno che ce la fa sempre. Pochi con il suo curriculum sarebbero riusciti a rimanere fuori di galera per tutto questo tempo, figurarsi a convincere per due volte gli italiani.
E allora adesso rialzati Italia! Portiamo avanti insieme questo sogno. Non mi ricordo più qual era il sogno a dire il vero, però la canzone era bella, i giovani sorridenti (pure quelli del call center) e il gelato abbondante (parlo del videoclip "Menomale che Silvio c'è", ovviamente). Quasi quasi divento ottimista anch'io, mi metto a crederci. Non lo dico a nessuno che ho votato Di Pietro, e faccio finta di aver vinto insieme a loro, tanto chi se ne accorge. Peccato che non lavoro in proprio, altrimenti adesso potrei anch'io ricominciare a evadere in tutta tranquillità un po' di tasse, senza la sinistra sempre lì con il fiato sul collo a costringermi a essere onesto. Basta con questa storia dell'onestà, roba vecchia. L'onestà ci fa diventare tutti più poveri. Per me purtroppo vale ancora quel vecchio sistema comunista di pagamento per cui le tasse me le prelevano loro prima che io riceva i soldi, quindi non c'è modo di rubare neppure un misero euro per il caffè. Ma spero che il Silvio provveda presto e garantisca a tuttti la Libertà di scelta. Libertà! Voglio essere anch'io libero di scegliere se essere onesto o no. Basta restrizioni. Basta obblighi. Basta leggi. Libertà. Avanti popolo, Libertà. Noi siamo il popolo della libertà.
Di Pietro hai sbagliato paese, in Germania o in Inghilterra saresti già presidente, se fossi stato più furbo ti saresti scelto il paese più adatto a te, come ha fatto il Silvio. E' pur sempre vero che ognuno ha quello che si merita, soprattutto noi italiani.

domenica 13 aprile 2008

ricordimenticare

Stamattina mi è passata per la testa un'illuminazione. Il pensiero più profondo che io abbia mai fatto. Poi però mi sono accorto che stavo solo sognando, e che il pensiero era profondissimo e illuminante nel sogno, ma era una banalità immensa dalla parte di qua. Quindi adesso di quel pensiero non so proprio cosa farmene. Potrei semplicemente dirlo, è vero, oppure scriverlo qui, ma io conosco un modo migliore di usare i pensieri. Dimenticarli. Si dovrebbero dimenticare più cose, dimenticare più spesso. Non solo i pensieri dei sogni o della notte prima, ma anche quelli di ieri e del mese scorso e di tutta la vita passata. Bisognerebbe pensare alle cose come se non ci avessimo mai pensato prima, come se non avessimo già un'idea al riguardo. E bisognerebbe anche vivere le cose come se non le avessimo già vissute ogni giorno sempre uguali fino a oggi, come se non avessimo già sentimenti e emozioni e progetti a ricoprire le cose che ci stanno attorno, e a trasformarle in cose "nostre".
Ecco, questo era proprio il pensiero del sogno di stamattina. L'ho scritto perchè in realtà non lo posso dimenticare, nonostante tutto. In effetti nel pensiero c'era anche qualcos'altro, l'idea che è impossibile dimenticarsi dei propri pensieri, di qualunque pensiero abbiamo almeno una volta sentito nostro.Non si può dimenticare proprio un bel niente. Ho paura che siamo prigionieri a vita di tutto quello che abbiamo già pensato, vissuto, progettato, sentito, amato e odiato. E ho paura che questo sia il solo motivo per cui pensiamo quello che pensiamo e proviamo quello che proviamo. Ho paura che noi siamo soltanto il nostro passato, anche quando facciamo dei progetti per il futuro.

venerdì 11 aprile 2008

informazioni utili

poi uno fa come vuole, però secondo me se è informato riesce a scegliere meglio:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/fedine-penali-la-carica-dei-101/



Giochino divertente, provatelo. Questo è il mio risultato:

Risulta che sono più vicino alle idee di Boselli. Il che è verissimo, se non fosse che Boselli sta insieme a dei ladri e continua a parlare di Craxi, che quando ha iniziato a prendere tangenti io ero ancora in fasce, e di lui mi ricordo solo gli occhialoni e il sorriso viscido. Ma sono contento di stare esattamente dalla parte diametralmente opposta di Berlusconi e Ferrara.

mercoledì 9 aprile 2008

cropositico

Mi è venuta voglia di scrivere delle parole a caso. Così, le prime che mi vengono in mente. Chiudo gli occhi e vediamo cosa pesco.
Barbagianni. Filiera. Incrementare. Dissacrazione. Correttivo. Analgesico. Rintuzzare. Derubricare. Ugo. Inverecondo. Verecondo.
Il gioco è divertente, ma dopo una decina di parole uno si stufa, e deve inventarsi qualcosa di nuovo.
Per esempio adesso mi è venuta voglia di scrivere delle parole non a caso. Quindi non possono essere le prime che mi vengono in mente. Bisogna prima trovare un criterio, e poi scrivere le parole secondo quel criterio. Ma quale? Provo a scrivere dei criteri a caso: parole sdrucciole. Parole che iniziano con vocale. Parole volgari. Parole senza la f. Parole sofferenti. Parole per augurare buonanotte. Parole che i toscani non riescono a pronunciare. Parole inventate nel 1628. Parole non ancora inventate. Parole a caso.
Scelgo un criterio a caso, per esempio il criterio "parole a caso".
Quindi adesso posso scrivere delle parole non a caso secondo il criterio "parole a caso". Crepuscolo. Immunodeficienza. Benedettino. Castrazione. Imenotteri. Franchigia.
Questo gioco è leggermente più divertente del primo, ma siccome è molto simile uno si stufa già dopo 5-6 parole. Bisogna scegliere un criterio diverso, così il gioco diventa un po' più originale. Per esempio potrei provare con il criterio "parole non ancora inventate".
Crobisquo. Prefisometrico. Traberzaio. Merfichelato. Gioso. Zi. Menofrastico. Prilosibaro. Catamenico. Cumertuoso. Brucosil. Colacistico. Menofrasticoide. Coide. Anniversario. Mistro. Quoberaminico.
Bello bello. Ma il gioco è bello quando dura poco. Cambiamo. Criterio "parole per dire buonanotte". Buonanotte. Buona-notte. Dormi. Shhh.

Meno male che Silvio c'è video ufficiale inno campagna PDL

nota: non è la parodia. E' l'inno ufficiale vero. Roba seria

martedì 8 aprile 2008

X

Questo fine settimana ci sono le elezioni. Sono già emozionato. La mia vita è a una svolta decisiva. La vita del Paese è a una svolta decisiva. Il futuro dei nostri figli è a una svolta decisiva. Saremo ricordati fra decine di anni per quello che decideremo in queste elezioni. Abbiamo una grande opportunità di rinnovamento. No, un momento, quello è il sogno dell'altra notte, mi sto confondendo. Quelle di domenica sono solo le elezioni per il parlamento italiano, niente di interessante. La parte bella delle elezioni è la campagna elettorale, poi quando arriva il giorno del voto il divertimento finisce.
Questa campagna elettorale mi ha divertito parecchio, molto più del solito. Mi spiace solo di essermi perso l'inizio e i titoli di testa, ma adesso sono pronto per il gran finale. Non saprei dire quale è stata la parte che mi è piaciuta di più. Forse quella scena in cui il ladro dice "quella guardia mi fa orrore", e tutti intorno scoppiano a ridere. Ma sono davvero tanti i momenti indimenticabili... anche se molti li avevo già visti qualche anno fa, mi fanno sempre ridere di gusto. Brogli! Ricontiamo! Ristampiamo! Cordate! Fucili! Vergognoso! Inaccettabile! Sono indignato!
Non posso dire per chi voto perchè poi i giornali dicono che sono di parte. Però posso dire per chi non voto.
Non voto per il PD, perchè quelli del PD sono un po' di sinistra ma anche un po' cattolici ma anche un po' radicali ma anche un po' comunisti ma anche un po' di destra ma anche un po' dalla parte degli operai ma anche un po' dalla parte degli imprenditori.Perchè non hanno neanche per la testa di eliminare quella porcheria delle legge Biagi, e anzi candidano gente che sostiene la legge Biagi. E perchè Veltroni è un bugiardo: qualche anno fa è andato in televisione da Fazio a dire che dopo aver fatto il sindaco di Roma si sarebbe ritirato dalla politica perchè capiva di aver fatto il suo tempo. Allora Fazio gli ha detto: "sì, ma dicono tutti così, poi ci ripensano e ce li troviamo ancora lì". E Veltroni gli ha detto. " Ci rivediamo fra qualche anno e poi mi dirà chi ha ragione". Non si sono più rivisti, credo.
Poi non voto la Sinistra Arcobaleno perchè se davvero avessero voluto fare qualcosa per i precari e gli operai e i giovani avrebbero potuto farlo quando erano al governo. Siccome vengono tutti dal governo Prodi, non vedo perchè adesso dovrei crederci. Comunque Bertinotti mi piace quando parla, se non altro ha delle idee che gli girano per la testa.
Non voto la Sinistra Critica, anche se sarei molto tentato. Hanno un programma chiaro e posizioni ben definite su tutti i temi. Sono contro la legge Biagi, sono contro gli incenitori, gli sprechi, l'alta velocità. E riescono anche a rispondere educatamente ai giornalisti venduti e subdoli che gli chiedono "ah ma allora siete contro il progresso?", come se gli inceneritori e l'inquinamento incontrollato fossero l'unico modo di intendere la parola "progresso". Però non li voto perchè siccome sono la sinistra radicale, se fosse per loro saremmo pieni di extracomunitari e di conseguenza di delinquenza (e invece direi che i delinquenti italiani ci bastano e avanzano).
Non voto per Forza Nuova, perchè sono dei razzisti, e va bene limitare i flussi di immigrati, però questi esagerano. E non li voto perchè oltre che razzisti ce l'hanno senza ragione con gli omosessuali. E perchè sono attaccati come delle zecche ai "valori tradizionali e cristiani", come ricorda sempre quel loro rappresentante che da giovane è stato condannato per banda armata.
Non voto per La Destra, perchè sono la versione patinata di Forza Nuova.
Non voto Casini, perchè finchè l'Italia non si libera dal guinzaglio della Chiesa saremo sempre un Paese culturalmente, socialmente, scientificamente sottosviluppato.
Non voto per Giuliano Ferrara, perchè l'aborto è una questione troppo complicata per essere ridotta a a "una posizione", perchè l'aborto non è una questione politica ma personale, perchè sono le donne che devono parlare di aborto, non gli uomini. Figuriamoci Ferrara
Non voto la Lega Nord, perchè ormai sono anni che vanno avanti solo a slogan (sempre gli stessi fra l'altro, che palle), fanno le leggi porcata e vanno a vantarsene in televisione e sono tutti un po' calderoli. E poi a Bossi manca solo che gli mettano un naso rosso finto e le scarpe a punta e poi il circo è completo.
Non voto Berlusconi, ma credo di non avere abbastanza tempo e spazio per elencare tutti i perchè. Faccio una sintesi, anche se mi sembra così' ovvio e banale che davvero non capisco come possa la gente non vedere certe cose. Berlusconi è disonesto: continua a ripetere che lui si è fatto da solo e ha avuto successo in tutto. Si dimentica sempre di dire come, perchè pensa che non sia rilevante. I suoi avvocati sono condannati o indagati per corruzione, lui no. Si vede che i suoi avvocati hanno corrotto i giudici per fare passare la Mondadori a Berlusconi senza che Berlusconi ne sapesse niente. Poi è un delinquente: se si leggono i libri di Travaglio (esempio "Le mille balle blu") ci sono le intercettazioni che testimoniano i rapporti di Berlusconi con la mafia. E' bugiardo in modo imbarazzante: sui numeri, sul proprio passato, sulle cose che lui stesso ha detto il giorno prima. Ha l'abitudine di accusare gli altri per le stesse cose che lui combina, in modo che quando lui viene scoperto la gente non ci fa tanto caso: prima c'erano i brogli elettorali, poi gli unici brogli scoperti sono stati quelli che hanno favorito Forza Italia; ha iniziato a dire che i mezzi di comunicazione sono in mano alla sinistra, quando la metà dei giornalisti sono suoi dipendenti e quelli che non sono suoi dipendenti sono dipendenti di suoi dipendenti o di suoi amici. E' arrogante: offende sempre gli altri prima di parlare di se stesso e dei propri programmi. E' finto: trapianto e lifting per sembrare più giovane, vestiti neri per sembrare più magro, suole di 10 cm per sembrare più alto. Berlusconi non "è", Berlusconi "sembra". Ogni volta che lo vedo mi viene da pensare che solo gli italiani possono dar retta a uno così, e andare sotto il palco a cantare (gente adulta, perdio!) "menomale che Silvio c'è".
Io voto quello che rimane. Voto quello che rimane perchè, anche se il programma è generico e ambiguo e insignificante come tutti i programmi, almeno un buon punto di partenza per governare in modo decente c'è. Finchè non c'è gente onesta in Parlamento si governerà sempre per il bene dei parlamentari , mai per il bene della gente. Se si mandano in parlamento persone che non hanno al primo posto i propri interessi e hanno dimostrato di avere un passato da persone oneste, c'è la speranza che le decisioni che prenderanno per il futuro saranno da persone oneste. Decidere da persone oneste significa mettere il bene degli altri davanti al bene proprio. Significa mandare ladri, rapinatori, corruttori, assassini in galera e premiare la gente onesta. Significa avere rispetto per la gente onesta, per chi vede criminali rubare e uccidere e girare il giorno dopo liberi per strada, per chi guadagna i soldi lavorando mentre vede corruttori arrichirsi a dismisura ed evasori venire condonati una volta all'anno. Mi spiace solo che questo voto diventerà anche un voto per la banda Veltroni, avrei preferito rimanesse un voto per un partito al di fuori da certe logiche politiche. Ma tant'è. Dopotutto siamo in Italia, l'opportunità di votare gente che ha il rispetto della legge al primo posto capita una volta ogni cent'anni. Io dico che è il caso di approfittarne.

lunedì 7 aprile 2008


quando dicevo che una volta sono stato sopra le nuvole intendevo che sono stato veramente sopra le nuvole. Non come quando si dice "quello lì ha la testa fra le nuvole" o "l'altra notte ho sognato che volavo sopra le nuvole". Anche perchè io non ho mai sognato di volare, al massimo di precipitare. Comunque intendevo proprio sopra le nuvole in senso fisico, come Mary Poppins all'inizio di "Mary Poppins" mentre aspetta che la sigla finisca.
Ho fatto anche delle foto, per quelli che non ci avrebbero creduto. Da sopra le nuvole si vede così, proprio come davanti ai campi coperti di neve:



lampadine

Io penso un po' di cose. Come tutti d'altra parte. Uno in qualche modo la testa deve riempirsela, e l'unica cosa che può starci nella testa sono pensieri. Al limite può starci qualche emozione o qualche sentimento, ma di solito quelli vanno a mettersi più volentieri fra lo stomaco e il cuore e poi stringono, stringono, stringono finchè non si fanno più leggeri e salgono su su fino alla testa, quando ci si accorge che ormai sono diventati anche loro solo pensieri.
Il problema dei pensieri, ma anche dei sentimenti, è che non si troveranno mai due persone che hanno esattamente gli stessi identici pensieri, nè gli stessi identici sentimenti. Anche perchè non c'è modo di sapere quali sono esattamente i pensieri e i sentimenti degli altri, o cosa significa per gli altri averli. L'unica cosa che si può fare è provare a immaginare qualcosa dietro le stesse parole che tutti usiamo per far uscire cose che poi davvero non escono mai da noi.
Il vero vero vero problema, però, è che spesso non c'è modo neppure di sapere quali sono esattamente i miei pensieri. Per esempio, cosa penso delle Olimpiadi in Cina? Vanno boicottate? Non lo so. Devo avere un pensiero qui dentro da qualche parte, mi è giusto passato davanti l'altro giorno, ma adesso non lo trovo più. Cosa penso della mozzarella di bufala? Non so, lo vedo appena appena laggiù in fondo nascosto fra il pensiero "che ore sono?" e il pensiero "devo ricordarmi di puntare la sveglia", ma è difficile da qui capire cosa penso della mozzarella di bufala, anche se giurerei che assomiglia a un "non me ne frega niente (almeno fino alla prossima volta in cui andrò in pizzeria)". Proviamo con qualcos'altro. Cosa penso dell'ipotesi di smetterla qui di scrivere e andare a dormire? Sì, questa la so, non è difficile! Penso che di tutte le idee che ho avuto in vita mia, a parte quella volta che ho messo un wurstel nello yogurt alla banana, questa sia in assoluto la più brillante.
Talmente brillante che ho idea che per oggi non c'è più posto per nient'altro.

domenica 6 aprile 2008

Francesco Guccini - Lettera

In giardino il ciliegio è fiorito agli scoppi del nuovo sole,
il quartiere si è presto riempito di neve di pioppi e di parole.
All' una in punto si sente il suono acciottolante che fanno i piatti,
le TV son un rombo di tuono per l' indifferenza scostante dei gatti;
come vedi tutto è normale in questa inutile sarabanda,
ma nell' intreccio di vita uguale soffia il libeccio di una domanda,
punge il rovaio d' un dubbio eterno, un formicaio di cose andate,
di chi aspetta sempre l' inverno per desiderare una nuova estate...

Son tornate a sbocciare le strade, ideali ricami del mondo,
ci girano tronfie la figlia e la madre nel viso uguali e nel culo tondo,
in testa identiche, senza storia, sfidando tutto, senza confini,
frantumano un attimo quella boria grida di rondini e ragazzini;
come vedi tutto è consueto in questo ingorgo di vita e morte,
ma mi rattristo, io sono lieto di questa pista di voglia e sorte,
di questa rete troppo smagliata, di queste mete lì da sognare,
di questa sete mai appagata, di chi starnazza e non vuol volare...

Appassiscono piano le rose, spuntano a grappi i frutti del melo,
le nuvole in alto van silenziose negli strappi cobalto del cielo.
Io sdraiato sull' erba verde fantastico piano sul mio passato,
ma l' età all' improvviso disperde quel che credevo e non sono stato;
come senti tutto va liscio in questo mondo senza patemi,
in questa vista presa di striscio, di svolgimento corretto ai temi,
dei miei entusiasmi durati poco, dei tanti chiasmi filosofanti,
di storie tragiche nate per gioco, troppo vicine o troppo distanti...

Ma il tempo, il tempo chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni
di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia e il gesto, donne e canzoni,
gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti,
l' arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti?
Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale l' affanno e l' ansimo dopo una corsa,
l' ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa...che chiami...vita...

venerdì 4 aprile 2008

cip

Che bello alzarsi e non avere già niente da dire. C'è un uccellino che fa un verso strano fuori dalla mia finestra. Probabilmente lui ha qualcosa da dire. Sembra un lungo discorso, anche perchè parla solo lui, e tutti gli altri lo stanno ad ascoltare. O forse fanno finta di ascoltarlo, non so. Sta di fatto che lo lasciano andare avanti senza disturbarlo. A me sembra ripeta sempre la stessa cosa, un fischio veloce che va su e giù. Ma non credo sia così anche perchè altrimenti dopo un po' si sarebbe stufato. E' più probabile che mi sfugga qualcosa del discorso,ma d'altra parte non credo ce l'abbia con me. Non ho nemmeno capito come si chiama. Chissà come fanno gli uccellini ad avere così tante cose da dire già al mattino presto, appena svegli. Forse passano le notti a pensare al canto del mattino,e appena il sole inizia a venir su sanno già cosa dire e quale fischio fare. Se avessi anch'io così tante cose da dire farei come loro, mi metterei su un albero al mattino presto e sveglierei tutti i vicini con il mio discorso fischiettante. Per fortuna non ho cose molto importanti per la testa, e posso star qui ad ascoltare loro senza preoccuparmi di mandare anch'io il mio messaggio al mondo. Comunque, per quel che mi riguarda, credo che gli uccellini abbiano ragione.

giovedì 3 aprile 2008

offeso

Stamattina mi sono alzato e mi sono accorto che la giornata era già iniziata. Senza di me.Il sole era già giallo giallo, il cielo azzurro azzurro, gli alberi verdi verdi. Solo io non ero sveglio. Mi sono accorto che il mondo se ne va dritto per la sua strada anche se io non ci sono. Neppure gli uccellini mi aspettano per iniziare a cantare, e la mia gatta prende posizione per il suo pisolino senza nemmeno preoccuparsi di dirmi buon giorno.
Comunque buongiorno lo stesso mondo, non preoccuparti per me, fai pure come se io non ci fossi...

mercoledì 2 aprile 2008

io

Seranotte. Ieridomani.Quel tempo che non esiste, quelle ore in cui si è un po' più liberi. Dai treni da milano dalle cose da fare. Sì, ecco, liberi dalle cose. Pensieri senza cose dentro, contenitori di immagini forse vere forse no. Non importa. Della verità non so cosa farmene adesso, è la cosa più inutile che esiste.
Io sono quello là o sono questo qui? Sono quello che di giorno è in mezzo alle cose o quello che di seranotte è in mezzo ai pensieri?
Io credo di essere questo qui, quello senza cose attorno e senza cose dentro. Contenitore di tutto quello che vuole entrare, non importa quanto male o quanto bene mi faccia, basta che non siano cose. Dev'essere molto più leggero, come un ricordo o un sogno o un'illusione, ma niente cose di seranotte. Non voglio pesi, solo qualche voragine che si apre dentro.
Gli occhi mi si chiudono ma qualcosa rimane aperto, ed è qualcosa che ci vede meglio degli occhi perchè vede i pensieri senza l'ombra delle cose. Le cose ingannano, ti fanno perdere di vista quello che pensi e quello che sei. Quello che vuoi, soprattutto. E' colpa delle cose se la gente non fa quello che vuole, non vive per quello che è, non sa quello che pensa. Ci vorrebbero meno cose e più pensieri, meno giorno e più seranotte, meno di tutto e più di quel niente di cui abbiamo bisogno. Meno verità, per favore. Meno cose. Meno obblighi, meno orari, meno sorrisi, meno parole, meno "sì", meno "farò", meno futuro. Bisogna vedere quello che rimane. Bisogna restare con quello che rimane quando si lascia il mondo fuori dalla seranotte. E' solo così che uno può davvero dire "io" e capire, e capirsi.

lunedì 31 marzo 2008

zucchero filato

Guardiamo in faccia la realtà. Diciamo la verità. Siamo seri. Non prendiamoci in giro.Obbiettivamente.Il fatto è che.
Il fatto è che, obbiettivamente, non prendiamoci in giro, questo è il momento di essere seri e di dirci la verità, guardando in faccia la realtà.
Realtà. Verità. Obbiettività. Serietà.
Reale verità. Obbiettiva realtà. Seria verità. Vera obbiettività.
Trallalero. Trallalà.
La realtà si vede con gli occhi e si tocca con le mani. La realtà è colorata e qualche volta trasparente. Qualche volta colorata e trasparente insieme, come la birra o il cielo quando è azzurro.La realtà è ruvida e qualche volta liscia, mai ruvida e liscia insieme. Però a volte è morbida, come le guance quando le accarezzi o lo zucchero filato quando ci affondi la bocca. E viceversa.
La realtà capita che sia sottosopra, e in campagna elettorale addirittura destrasinistra.
La realtà è fatta di spigoli dove la testa sbatte ogni momento, ma alcuni spigoli sono fatti d'aria e ci si può sbattere tutte le volte che si vuole. Tanto ci si sbatte anche quando non si vuole.
La realtà si sente con le orecchie e si odora con il naso. La si può anche leccare o ingoiare, e a volte sa di mirtilli, soprattutto quando si mangiano i mirtilli. I mirtilli però non si sentono con le orecchie,anche se li si può odorare con il naso o spalmarli sulla maglietta bianca. La realtà la preferisco quando sa di cioccolato fondente o di pizza al prosciutto, ma se sa di cioccolato fondente e di pizza al prosciutto contemporaneamente la preferisco un po' meno e forse la vomito.
Comunque anche quando la si vomita la realtà rimane realtà uguale. E anche quando la si odia. E anche quando rende tristi. E anche quando ti copre la visuale e ti fa credere che non c'è nient'altro. E anche quando ce n'è troppo poca. E anche quando fa sparire qualcosa o qualcuno che prima era reale almeno come la realtà.
Quando ti sveglia al mattino con la luce e con il rumore o con il peso del mondo sopra i tuoi occhi chiusi, la realtà non se ne va più, almeno finchè non si sogna o si dorme o si muore. In quest'ordine di preferenza, se permettete.
I sogni sono pezzi di realtà che si mescolano in un modo non tanto reale, ma a volte in modo troppo reale. Comunque mai in modo semplicemente reale, altrimenti sarebbero realmente realtà.
I miei sogni di stanotte saranno troppo reali, perchè ho visto troppa realtà in questi ultimi giorni,e ho paura che non me ne libererò più.

Beppe Grillo : Alitalia e Air France (2005)

ma guarda un po'..

domenica 30 marzo 2008

luce

Ripensandoci, credo che la primavera sia arrivata davvero. Stasera ho cenato che c'era ancora luce di fuori, quindi dovremmo esserci. Potete far aprire i fiori e lasciar volare le farfalle. Gli alberi possono iniziare a diventare un po' più verdi e poi, se possibile, i fiori di pesco dovrebbero colorare un po' di più il tutto. Non ci starebbe male anche qualche rondine, se non è chieder troppo. Almeno due o tre, perchè una non basta a far primavera, dicono. Poi dovreste mettermi un po' più di azzurro nel cielo, per cortesia. Ecco, così, ci siamo. Cosa manca? Magari qualche grado in più di temperatura, e un po' di pollini in aria giusto per fare un po'di allergia. Senza la gente con l'allergia (non io, per carità) non è primavera...Bene, dovremmo esserci. Per le mie placche primaverili in gola aspetterei ancora qualche settimana, se siete d'accordo, perchè quelle sono più tipiche della primavera inoltrata.
Bene, dovrebbe essere tutto. Buona primavera a tutti

la primavera e i fiori gialli

Domenica pomeriggio. Il calendario dice primavera, il cielo ancora no. Eppure ieri ogni cosa sembrava rivestita di primavera... ma forse non è stato il cielo azzurro o il caldo del pomeriggio. Forse pioveva, forse c'era il solito inverno appena oltre il mio naso, mentre io ero abbagliato da qualcos'altro che mi ha fatto credere che la primavera fosse lì di fianco a me.
Adesso che tutto è tornato normale mi sto convincendo che quello che ho visto ieri non poteva essere reale. Certe cose non possono esistere nella realtà, credetemi.
E adesso che sono qui, con questa domenica di cui non so cosa fare, c'è un retrogusto amaro dietro la vista di ogni cosa, persino di questo bosco verde dove stamattina sono andato a passeggiare. Qualcuno sa cosa farsene di una domenica che viene subito dopo un sabato di fiori gialli? O non vi siete mai posti questa domanda? Cosa può fare uno se non pensare e ripensare?
Forse dovrei alzarmi da questa sedia e uscire per cercare dove la primavera si è nascosta, in riva al lago o in mezzo ai prati ancora un po' smorti.
O forse dovrei solo aspettare che la primavera arrivi da sola, senza fretta, e mi riprenda fra le sue braccia come fa con gli alberi indeboliti dall'inverno.

giovedì 27 marzo 2008

pazienza

Inizia un'altra giornata, e questa è la prima buona notizia di oggi. Perdipiù è una giornata di primavera, anche se il cielo è un po' così e il freddo è un po' così e anche io sono un po' così. Il mio angioletto custode si è ammalato oggi, forse per colpa di questa primavera un po' così. Vorrei avere un braccio abbastanza lungo per arrivare ad aprire un buchino in mezzo alle nuvole e lasciare passare un solo raggio di sole che vada dritto dritto al mio angioletto custode e lo faccia guarire. Ma è difficile arrivare fino alle nuvole, non avete idea quanto, anche se io una volta ci sono stato sopra. Allora non rimane che aspettare che ci pensi la primavera da sola. Ma la primavera è timida, delicata, fa sempre tutto in punta di piedi, e fa sempre più fatica a mandar via questo inverno così invadente e robusto e arrogante. Bisogna aspettare con un po' di pazienza che i fiori del mattino non si pieghino al freddo della notte, che la luce della sera allunghi le proprie braccia fino a rubare al buio il tempo della cena , che gli angioletti possano volare in mezzo alla primavera con tutta la leggerezza che hanno dentro senza che l'inverno invada i loro sorrisi e la loro dolcezza. Il mio angioletto è fatto per la primavera, come i fiori sugli alberi che iniziano a colorare di rosa il mondo là fuori e i pensieri per quello che verrà.

martedì 25 marzo 2008

non si sa mai

Adesso che la Pasqua è passata ve lo posso dire. Per me la storia che Gesù muore e risorge è vera solo per metà. Secondo me muore punto e basta, sono quasi sicuro. Quindi della Pasqua si potrebbe anche fare a meno. Per non parlare di pasquetta. Comunque ho passato una bella pasquetta, e anche la pasquettina non è stata male.
MI piacerebbe che ci fossero meno feste religiose durante l'anno. Non intendo meno feste, intendo meno religione. Vorrei si facesse più spesso vacanza per motivi diversi, che ci fossero altre cose da commemorare e ricordare e festeggiare. Anche perchè dell'aspetto religioso delle feste non importa più niente a nessuno. (per fortuna, ma lo dico sottovoce).
Io ho un rapporto particolare con la religione, difficile da spiegare. Fondamentalmente non la sopporto. Ecco, in effetti non era tanto difficile. Credo di avere sviluppato una certa intolleranza da bambino, quando hanno pensato bene di mandarmi a scuola dalle suore. Poi, ovvio, appena diventi grande abbastanza da capire che razza di gente è la maggior parte della pretaglia inizi a distaccartene da solo, quasi per reazione automatica.Però intanto il danno è fatto. Se ci ripenso con attenzione, le persone più subdole e arroganti e spregevoli che mi è capitato di incontrare nella mia vita sono stati dei preti. Nella graduatoria dei valori di ciascun prete credo che al primo posto vengano i soldi. Al secondo la sicurezza economica. Al terzo il denaro. Non ci credono neppure loro in quello che raccontano, ma l'importante è continuare a raccontare, ne va del proprio portafogli. La cosa che più non sopporto è che i preti dicono sempre che loro non possiedono nulla, che tutto è della chiesa e che a loro è concesso solo il minimo indispensabile per vivere. Non è vero, non credete mai a un prete quando fa questi discorsi. I preti non fanno mai niente se non prevedono di intascare dei soldi. La Chiesa dà loro solo il minimo indispensabile perchè i soldi se li tieni per gestire i propri intrallazzi. E così i preti mantengono i loro vizietti prelevando quattrini direttamente ai fedeli. A parte quei vizietti gratuiti che ogni tanto saltano fuori sui giornali e che subito vengono messi a tacere.
Va bene, stasera sono un po' arrabbiato, e allora mi è venuta voglia di parlare male dei preti. Ma forse adesso è meglio se mi fermo. Dicono non porti bene parlar male dei preti. Io non ci credo, però non si sa mai. C'era un tizio (credo un filosofo, ma non mi ricordo più chi), che si dichiarava ateo e che un giorno fu visto farsi il segno della croce. "Ma come, non eri ateo?", gli chiede un amico. "Sì", risponde il filosofo, "ma ho sentito dire che Dio aiuta anche quelli che non ci credono".
Ecco, speriamo sia vero..

lunedì 24 marzo 2008

paure

Bondi a Di Pietro: "Lei è un uomo che mi fa orrore"
Di Pietro: " Sono orgoglioso che le faccio orrore"
(Ballarò 18 marzo)

sabato 22 marzo 2008

esodo

La primavera è iniziata. Non so bene quando a dire la verità. ALcuni dicono che è iniziata ieri, il 21 marzo. Altri dicono che è iniziata l'altro ieri, il 20 marzo, perchè quest'anno è bisestile e quindi il 21 è come se in realtà fosse il 20. La questione non mi interessa più di tanto, purchè mi assicuriate che adesso siamo in primavera.
Io ho iniziato la primavera ammalandomi. Però adesso sono già guarito, è durata solo un giorno e mezzo, e sono stato fortunato perchè alla fine ho vomitato una volta sola. Scusate, prometto che "vomitato" è l'ultima parolaccia che scrivo.
L'altra novità è che domani è Pasqua. Pasqua pasquetta. Il weekend di Pasqua. L' "esodo" pasquale. Si usano ancora le uova di Pasqua? A casa mia non ce n'è neanche una, però magari oggi me la compro.
Ieri siccome ero malato ho fatto il pieno di televisione, anche perchè erano mesi che non guardavo la televisione italiana. Dopo mezz'ora ero già su internet che cercavo un biglietto per scappare di nuovo in Inghilterra. La cosa che più mi è rimasta impressa è la pubblicità delle suonerie del cellulare con il topo. C'è questo topo che canta una canzone che più o meno dice "bella topolona quanto sei bona", e poi ti chiede se vuoi mandare anche tu i COMPLIMENTI a una ragazza tramite cellulare. L'Italia deve essere cambiata parecchio in questi sei mesi in cui sono stato via, perchè prima che partissi giurerei che "bella topolona quanto sei bona" non era la frase migliore da usare per fare un complimento (a meno che il tuo scopo non fosse di farti lasciare l'impronta di 5 dita sulla faccia).
Comunque sono contento che oggi sto un po' meglio. Non solo di salute intendo, ma anche di umore. Ho riletto il post qua sotto, mamma mia che depressione.Probabilemnte era anche un po' colpa del virus intestinale, che prima di andare nell'intestino si era messo a girarmi un po' per il cervello. Ma adesso che sono tornato di buon umore sono pronto a rituffarmi con rinnovato entusiasmo nel mare frizzante della vita e...no, aspettate, mi sta tornando il cattivo umore..

mercoledì 19 marzo 2008

scarpe nuove

Uno capisce che c'è qualcosa che non va quando il momento più bello della sua giornata è quello in cui si infila sotto le coperte e si addormenta. Non che ci sia qualcosa di sbagliato nello sprofondarsi nel sonno e godersi il riposo, ma bisognerebbe che le cose che uno fa di giorno fossero qualcosa in più che ingannare il tempo nell'attesa che venga sera.
Se guardo la mia vita, mi pare che stia prendendo una piega che non mi piace. Non si dovrebbe mai guardare la propria vita, altrimenti si finisce con il vedere tutto quello che non vorremmo vedere. Si finisce con il chiedersi se facciamo ogni giorno le cose che facciamo perchè è quello che vogliamo, oppure se non sia tutto quanto un modo di accumulare stanchezza per godersi meglio il sonno della notte. Non so quale risposta abbia questa domanda, ma forse fermarsi a guardare la propria vita non è il metodo giusto per rispondere. Si rischia di vedere le cose come in realtà sono, e sarebbe meglio evitare di riconoscere troppa realtà.
La mia vita non è una brutta vita, finchè non ci penso su troppo. Quasi mi vergogno a lamentarmi, perchè so che la mia vita è molto migliore di quella di tanti altri che non possono nemmeno permettersi il lusso di fermarsi a pensare a tutte queste cose inutili e fumose. Ne hanno già abbastanza di viverla la propria vita.
Ma non è colpa mia se tutto questo non basta a farmi credere che la mia vita vada bene. La mia vita non va bene,e non voglio nemmeno provare a convincermi del contrario.
Quando la vita non va bene, uno deve cercare di cambiare. Ma come si fa? Posso cambiare le cose fuori di me, il lavoro, le scarpe, la gente che vedo...ma come faccio a cambiare me? Uno non può scegliere il modo in cui è. Le persone cambiano, sì, ma non cambiano mai da sole. E' sempre qualcos'altro, o qualcun altro, che le fa cambiare. Per questo quando le persone cambiano, cambiano senza accorgersene. Qualcuno o qualcosa ha dato loro uno scossone, ma loro cosa ne sanno? Loro facevano la loro vita, prendevano le misure al loro mondo. Poi succede qualcosa che ti scombussola tutte le misure e tutti i progetti che avevi fatto secondo queste misure. Ma tu che ne sai di quello che sta succedendo? Sei troppo impegnato a vivere, misurare, progettare per accorgerti la tua prospettiva poco a poco cambia..Finchè a un certo punto ti accorgi di trovarti in un altro mondo, e che tutte le cose intorno a te hanno una luce e un peso e un valore diverso...
Allora ecco cosa faccio. Mi metto qui e aspetto che lo scossone arrivi. Quando mi vedrete cambiato, per favore, fatemelo sapere.
Così magari riuscirò ad andare a letto senza pensare che c'è qualcosa di sbagliato nel fatto di rannicchiarsi sotto le coperte e dormire, dormire, dorm....

martedì 18 marzo 2008

Geova s.p.a.

Oggi è stata una giornata così insignificante che non capisco perchè l'abbiano messa in calendario. Se ne poteva anche fare a meno. Non so se era così anche prima che partissi, mi sembra di ricordare qualcosa di un pochino meglio. La cosa più interessante che mi è capitata oggi è stato l'incontro con dei testimoni di Geova. Li ho visti mentre passeggiavo vicino a casa, e quando si sono accorti della mia presenza hanno sfoderato una Bibbia e me l'hanno puntata contro. Ho pensato di reagire in modo violento, in fondo sarebbe stato per leggittima difesa. Ma ho preferito darmi alla fuga. Sono stato fortunato, sono riuscito a seminarli, ma che paura... Ogni volta che vedo dei testimoni di Geova mi viene da chiedermi cosa facciano nella vita e come si mantengano, considerando che invece di lavorare passano le giornate in missione. Magari li paga questo Geova, anche se probabilmente sono tutti contratti a prgetto. Ma per tatno così, se io fossi Geova mi affiderei direttamente a un call center, che oggi è più conveniente. Fra l'altro se avete notato i testimoni di Geova girano sempre in coppia, il che mi fa venire in mente un paragone con una cosa che non si può dire.
Il fatto che sia qui a parlare di testimoni di geova la dice lunga su che razza di giornata sia stata questa, e mi fa pensare che forse è meglio se vado a dormire.
Buonanotte, che Geova vi benedica

lunedì 17 marzo 2008

punto e a capo

Parentesi chiusa.Punto e a capo.
Ci avete fatto caso che ultimamente il tempo è passato molto più in fretta del solito? Ero qui che mi organizzavo per partire, pensavo a quanto sarebbero durati sei mesi. Mi sembravano un'eternità, un periodo così lungo che non vale nemmeno la pena di mettersi lì a pensare a come sarà, e come io sarò, quando i sei mesi finiranno. E invece lo sapete quanto sono lunghi sei mesi? Io lo so: sono lunghi soltanto sei mesi.Il tempo di prendere un aereo, ambientarsi un po' nel posto nuovo, fare un salto a casa per natale, ritornare e ambientarsi di nuovo un po', e a un certo punto ti trovi all'aeroporto con un biglietto sola andata per casa in tasca.
E adesso sono qui, esattamente nello stesso punto, sulla stessa sedia, dove sei mesi fa mi chiedevo quanto sarebbero stati lunghi sei mesi, e come sarebbe stato aprire questa lunga parentesi. Possibile che questi mesi siano esistiti davvero? Eppure mi sembra tutto così identico a sei mesi fa, talmente identico che è difficile credere che ci sia stato qualcosa in mezzo. La sola differenza è che quello che ho in mente sono ricordi, non aspettative e progetti.
E' stato bello, è stato intenso, è stato soprattutto difficile. In certi momenti almeno. C'era sempre qualcosa che mi mancava. E una cosa che mi mancava più di tutte. E' stata la prima cosa che ho ritrovato, che ho voluto ritrovare, appena sono tornato qui. Ed era anche l'ultima cosa che avevo voluto lasciare quando ero partito. Che strano. Il momento in cui la parentesi si è aperta e quello in cui la parentesi si è chiusa sono stati così simili...così stupendamente simili..
E adesso? Ho tante cose da fare, tante cose da sistemare. Fogli di appunti sparsi, idee da riorganizzare, persone da rivedere, abitudini da riprendere in mano. E un po' di peso da recuperare (ma questo non sarà molto difficile). Insomma, provare a raccogliere un po' i frutti di questi sei mesi. O almeno provare a vedere se dei frutti ci sono stati.
In ogni caso, parentesi chiusa. Punto e a capo.

mercoledì 12 marzo 2008

back

Comunque secondo me l'acqua calda e' stata una grande invenzione, checche' se ne dica. Non so se hanno inventato prima il fuoco o prima l'acqua, ma l'idea di far passare l'acqua vicino al fuoco e' stata grandiosa. Fino a quel momento nessuno aveva capito a cosa servisse il quadratino rosso sui rubinetti delle docce. Ma dopo la scoperta dell'acqua calda tutto ha iniziato ad avere senso. Non mi va che la gente dica "la scoperta dell'acqua calda" in tono cosi' sarcastico e sprezzante. Scrivero' una lettera al Presidente per fare le mie rimostranze al riguardo.
Sara' la prima cosa che faro' al mio rientro in Italia. Anzi, la seconda. La prima non posso dire cosa sara', ma sara' dolce e lunga e forte.

Mancano 5 giorni, credo. Mercoledi', giovedi', venerdi' sabato. Sono 4. Spero che l'Italia sia pronta al mio rientro, perche' non so se io lo sono. Ho iniziato a pensare a come sarebbe stato il momento del ritorno da quando sono partito, ma non pensavo che il momento del ritorno sarebbe arrivato per davvero. Era solo un pensiero, una di quelle cose che uno non crede succederanno veramente. E invece a un certo punto ti accorgi che succede. Giuro! ho anche il biglietto aereo gia' pronto sul comodino.
Magari domani vado a farmi l'ultimo giretto per l'Inghilterra. A Norwich. Sempre che il vento non mi porti via. In questi giorni e' una continua bufera, anche se oggi c'e' il sole. Non ho mai visto da nessuna parte un vento come quello inglese. Non solo perche' il vento non si puo' vedere, ma perche' da nessuna parte c'e' un vento cosi'forte.

Anche in Italia comunque, a quanto leggo, c'e' aria di tempesta. Veltroni e' gia' stato costretto a indignarsi due volte nelle ultime settimane. I sondaggi dicono che i valori tradizionali sono in crisi, e scivolano sempre piu' in basso nella graduatoria di priorita' delle persone. E' probabile che non si qualifichino neppure per l'Uefa. La Juve comunque va abbastanza bene considerando tutto. Rimane al di sopra della famiglia basata sul matrimonio fra un uomo e una donna e della Fiorentina. Anche se la vita continua a rimanere sacra.
No, direi che non mi sento pronto per l'italia...

lunedì 10 marzo 2008

soprassalti...il plagio del monsignore

"L'Italia ha bisogno di un soprassalto di amore" ("monsignor" Bagnasco)
"C'e' bisogno d'amore per dio, di un overdooooooooooooooooooooooose d'amore" (Zucchero)

mi diverte mettere citazioni che si commentano da sole..
per esempio

"Confermiamo la linea di non coinvolgimento, come Chiesa, e dunque come clero e come organismi ecclesiali, in alcuna scelta di schieramento politico o di partito: linea che già ci ha caratterizzato nelle precedenti consultazioni" (sempre il monsignore)

Occorre anche fronteggiare, con pari determinazione e chiarezza di intenti - ha citato dall'intervento pontificio - il rischio di scelte politiche e legislative che contraddicono fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell'essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, evitando di introdurre nell'ordinamento pubblico altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzarla, oscurando il suo carattere peculiare e il suo insostituibile ruolo sociale (il monsignore, due minuti dopo la frase di prima)

giovedì 6 marzo 2008

visto e stravisto

"Gli arbitri? Io questi aiuti all'Inter non li ho stravisti" (Massimo Moratti)

mercoledì 5 marzo 2008

miao


La cosa che piu' adoro dei gatti e' il loro menefreghismo assoluto. La loro supponenza e disprezzo davanti a tutto e a tutti. Puo' succedere il finimondo attorno a loro, la cosa li lascia del tutto indifferenti, purche' si possa schiacciare un pisolino.
Ieri vado ad ascoltare questa conferenza. Ci sono diverse persone gia' sedute, e tutto e' quasi pronto per iniziare. Allora entra lui. Il gatto. Nero, occhi verdi. Se la prende comoda, guarda con supponenza tutti quanti e poi prende posto su una sedia verso le ultime file. C'erano dei posti liberi piu' avanti, ma lui sceglie di stare in disparte. Ci vuole qualche minuto prima che trovi la posizione giusta. Intanto la conferenza e' iniziata, ma lui sulla sua sedia sembra preoccupato piu' di trovare il posto per appoggiare la testa che dei paradossi dell'autoconoscenza. Non prende appunti, mi chiedo cosa sia venuto a fare. Finalmente trova la posizione. Volta le spalle al relatore e a tutto il resto del mondo, infila la testa fra le zampre e inizia a fare quello per cui era venuto. Dorme. Ci tiene a mostrare il suo disprezzo per tutta quella gente venuta li' ad ascoltare uno che parla, e anche per quello che parla. Ogni tanto fa riemergere gli occhietti verdi dal nero delle zampe, e guarda intorno con l'aria di uno a meta' fra l'annoiato e lo scocciato. E' evidente che il tema dell'autoascrizione di credenze di second'ordine non lo tocca minimamente. Piuttosto, sembra che sia lui ad avere qualcosa di piu' importante da dire, ma quel tizio dietro la cattedra continua coi suoi discorsi e non lascia spazio al gatto di dire la sua. Ma al gatto non serve parlare, gli basta abbassare un pochino le palpebre e tenere gli occhi appena appena aperti, e tutti capiscono quello che gli passa per la mente. Il gatto sta pensando: "dovete proprio venire a fare questa discussione qui dove io ho deciso di dormire?". Non puoi provare a spiegare al gatto che e'stato lui a venire a dormire dove gia' era in programma una conferenza, il gatto non ha la concezione che ogni tanto sia lui a doversi adeguare al resto del mondo. Nessuno sembra disposto a prestare attenzione al gatto, cosi' lui si rigira e si rimette a dormire, probabilmente offeso. Quando il tizio finisce di parlare, c'e' un applauso da parte del pubblico. E qui il gatto perde del tutto la pazienza. Si alza in piedi sulla sedia, lancia un'occhiataccia a tutti quanti e toccato nell'orgoglio siincammina verso l'uscita.
I gatti si credono i padroni del mondo. Per questo i gatti SONO i padroni del mondo. Quando inizi una discussione con un gatto, sai che alla fine sara' lui ad avere ragione. Succede sempre cosi' anche fra me e la mia gatta. E devi essere sempre pronto a dargli da mangiare quando ha fame, a fargli spazio per dormire quando ha sonno, a grattargli il musino quando vuole essere coccolato. Se non sei all'altezza di quello che lui ti chiede, il gatto ti licenzia e va a cercarsi qualcun altro che gli riempie meglio a ciotola, o che gli gratta il musino senza dargli fastidio.
Si', adoro i gatti. Soprattutto quando li vedi tornare a casa il mattino e aspettare di entrare dalla porta per iniziare il loro sonno di 12 ore, dopo aver passato la notte chissa' dove. Non devono lavorare, nessuno gli chiede niente, ma loro pretendono che la ciotola sia piena per lo spuntino di mezzogiorno. Lo capisci che lo pretendono, non c'e' nient'altro che quegli occhietti sprezzanti possono voler dire.
I cani, non so perche', mi danno l'idea di essere un po' piu' ottusi...

giovedì 28 febbraio 2008

barber shop

Febbraio finisce. Lo sapevo che sarebbe successo, non ci puoi far niente.Fra un paio di settimane anche questi sei mesi finiscono. Su questo avevo un po' piu' di dubbi, ma la cosa non mi ha colto tanto di sorpresa.Quando i primi mesi sono volati via e all'improvviso era natale ho iniziato a sospettare che il momento di tornare a casa sarebbe arrivato. E infatti eccomi qui. Ma ho preso le mie precauzioni, per far finire il tutto nel migliore dei modi. Ho fatto un salto a Dublino. Settimana prossima faccio un salto a Windsor. Faccio salti molto piu' frequenti ai pub, casomai trovassi qualche birra che non ho ancora assaggiato. Ogni tanto faccio anche un salto a sentire dei concerti di musica classica, qui ce ne sono ogni sera e non costano quasi niente. Non so niente di musica classica, neppure la differenze fra la viola e il violino. Pero' non mi dispiace, e' rilassante, anche se secondo me quelli che la suonano si prendono un po' troppo sul serio.
Le cose che non mi mancheranno sono la mia bicicletta cigolante e scricchiolante e traballante e i barbieri inglesi. Non andate mai da un barbiere inglese. Ti chiede 10 pounds per tagliare poco e male. Ne ho provati due, tutti e due uguali. Magari pero' anche quelli italiani sono cosi', non lo so.
L'altra notte c'e' stato il terremoto qui. Dicono. Io dormivo, non ho sentito niente. Pero' sospettavo qualcosa, quando mi sono svegliato nella vasca da bagno e il letto era in cucina.
No, non e' vero, era tutto al suo posto. I terremoti inglesi sono piu' ordinati, lasciano tutto com'era e dicono "sorry" quando hanno finito. Poi ti fai una tazza di te' e tutto prosegue calmo, normale. Inglese, molto inglese, anche il terremoto.

mercoledì 20 febbraio 2008

ultima cosa

grigio grigio questo cielo oggi. E anche ieri. A volte e' grigio perche' c'e' la nebbia che rimane tutto il giorno. A volte e' grigio perche' ci sono le nuvole che rimangono tutto il giorno. Per tanto cosi' meglio le nuvole, che almeno al mattino non e' ghiacciato e quando pedali non ti sembra di essere al polo nord.

Non sono mai stato al polo nord a dire il vero, ma dicono che ci sia tanto ghiaccio e tanto freddo. Io ci credo. Anche se negli ultimi anni c'e' un po' meno ghiaccio e meno freddo.

C'e' una fanciulla seduta di fronte a me che scrive anche lei al computer.Con una tazza di te' di fianco. Credo stia scrivendo cose un po' piu' importanti di quelle che sto scrivendo io, altrimenti non si spiegherebbe il te'. Il te' serve per concentrarsi meglio, per far scorrere i pensieri piu' fluidi.

No, non e' vero, me lo sono inventato adesso.

Comunque dovrei iniziare anch'io a scrivere cose un po' piu' serie. Solo che adesso non ho tempo, sto aggiornando il blog. E tra 10 minuti devo andare a sentire uno che parla.

La fanciulla di fronte a me sembra allegra, buon per lei.

Sabato vado a farmi un giretto a Dublino. E' qui dietro l'angolo, non vedo perche' non dovrei andare. Forse perche' costa. No, non costa tanto, 10 pounds in tutto. Vado a vedere come stanno a birra dalla parte di la'...

E' quasi ora che vado, ma prima volevo dire un'ultima cosa. Solo che non mi viene in mente un'ultima cosa. Me ne vengono in mente tante altre, ma non sono ultime. Quindi mi sa che devo finire qui, cosi', senza nemmeno un'ultima cosa da dire. Peccato, perche' di solito le ultime cose sono sempre piu' importanti. Anche piu' delle prime. "le verita' prime sono sempre le ultime a essere scoperte", diceva uno. Ecco, ho trovato l'ultima cosa. Era la prima.

giovedì 14 febbraio 2008

il bello dell'italia

il bello dell'italia e' che siamo un popolo di comici. La comicita' e' la nostra vita, la nostra vita e' la comicita'. Non c'e' il confine tra il grottesco e il reale. Queste sono parole vecchie, non hanno piu' un senso. O forse ce l'hanno, ma solo dopo le Alpi.
Ci tengo a mettere qui sotto il testo integrale del nuovo inno di Forza Italia. Questo si' che e' un buon segno. Finalmente sono ottimista sul nostro futuro. Ci aspettano 5 anni di grasse risate, canzoni, spensieratezza, barzellette. Si', questo e'il nostro futuro, cantiamo tutti insieme:

“A Silvio”
Testo e Musica: Andrea Vantini
Si è detto troppo
E anche di più
Si è usata pure la musica contro
Oggi canto anch’io
E dico che
Menomale che Silvio c’è
Non ho interessi politici
E non ho neanche immobili
Ho solo la musica
E penso che
Menomale che Silvio c’è
Ci hanno provato
scrittori e comici
Un gioco perverso
Di chi ha già perso
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
La musica suona senza colori
Ma i riferimenti sono reali
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Per questo dico che
Menomale che Silvio c’è
Per questo dico che
Menomale che Silvio c’è
Canto così
Con quella forza
Che ha solamente
Chi non conta niente
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è


Gesu', aiutami tu

mercoledì 13 febbraio 2008

preparativi per s.valentino

Domani e' san Valentino. Sono gia' emozionato. E' un giorno importante. Valentino era uno veramente buono, talmente buono che l'hanno fatto santo. Per questo e' importante festeggiarlo. Credo che San Valentino (ma San non e' il suo vero nome) sia l'inventore dei baci perugina, e delle scatole di cioccolato a forma di cuore. Per questo e' il patrono degli innamorati, o dei fidnazati, fa lo stesso. Anche se ormai i baci e il cioccolato che ha inventato lui saranno scaduti.
Per festeggiare san Valentino ho comprato anch'io un po' di cioccolato, pero' non a forma di cuore. E' una barretta di cioccolato fondente, che si puo' mangiare anche da soli. Il cioccolato a forma di cuore invece non si puo' perche' e' troppo grande, e mangiare un cuore intero da soli puo' far male.
Quindi non vedo l'ora che sia domani per gustarmi la mia barretta di cioccolato. Fondente. Nero. Duro. Amaro.
Buon san Valentino a tutti

mercoledì 6 febbraio 2008

limoni

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall'azzurro:
più chiaro si ascolta il sussurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno piú languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.

Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo dei cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità.

Eugenio Montale

martedì 5 febbraio 2008

!?

stanotte mi sono chiesto un po' di cose. Ad alcune ho risposto, ad altre non ancora. Ad alcune domande e' stato abbastanza semplice rispondere, per esempio: che pigiama mi metto? quanti pounds ho speso oggi? si possono contare i numeri? Altre invece erano troppo difficili, e allora ho rimandato la risposta a stamattina, per esempio: si puo' volere bene alle persone e allo stesso tempo non essere egoisti? c'e' un numero massimo di persone cui si puo' volere bene? e c'e' un limite a quanto bene si puo' volere alle persone? ha senso dire che si vuole "troppo" bene? o in questi casi non esiste il "troppo"?
Altre domande invece le ho lasciate da parte, li' in un angolino, pronte magari per un' altra notte. Sono domande che hanno una risposta, io lo so che hanno una risposta. Ma non ci voglio pensare, non voglio rispondere. Meglio far finta di niente, e continuare a pensare se e' meglio il pigiama blu o quello grigio, o se coi 3 pounds spesi oggi rimango nelle previsioni di spesa.
Grigio, blu, si' , no, una pinta, un cucchiaino, senza latte, fra poco...si', e' importante scegliere solo quelle domande che hanno risposte semplici. Anzi, e' molto meglio andare subito alle risposte, dritti dritti, lasciando le domande da parte. Blu. Si'. blu. Senza dubbio. E un cucchiaino di zucchero,solo uno. E poi nient'altro, tutto cosi' semplice...

martedì 29 gennaio 2008

beer

per la seconda volta da quando sono qui mi sento dire che non sembro proprio un italiano. Lo prendo come un complimento, ovviamente.
La prima volta me lo aveva detto la mia vecchia padorna di casa, stupita dal fatto che mangiassi tutto quello che mi metteva nel piatto, anche quello che non sapevo cosa fosse. E per altro ancora adesso non so cosa siano molte cose che ho mangiato.
L'altra sera invece vado a bere "una" birra al pub con il figlio della mia nuova padrona di casa, che rimane stupito dal fatto che ordino una pinta di ale inglese perche', dice, tutti gli italiani con cui gli era capitato di andare a bere prima di tutto non apprezzavano la ale inglese, e poi prendevano al massimo un quartino di birra chiara leggera. Non so che italiani gli sia capitato di incontrare, di sicuro non il tipo di italiani che conosco io. Ad ogni modo dopo la quarta pinta spero di avergli fatto cambiare idea e di avere risollevato un pochino la reputazione degli italiani. Almeno in fatto di birra.

Gli inglesi hanno uno strano rapporto con la birra. Bevono come delle spugne, sia chiaro. Pero' con disciplina. Tanto, ma con criterio. Non stanno mai al pub fino a tardi. Fino a qualche anno fa addirittura i pub erano obbligati per legge a chiudere alle 11. E non bevono MAI se devono guidare. Per questo vanno tutti al pub a piedi, e ci sono talmente tanti pub che ogni casa ne ha almeno uno a portata di mano (la casa dove ho io ne ha almeno 5 a poche centinaia di metri). In compenso, in quelle poche ore che passano al pub svuotano bicchieri che e' un piacere. E ci tengono alla "loro" birra, la "real ale". Ce ne sono una quantita' infinita di tipi, quasi tutte non industriali, e quasi tutte spillate a pressione, non a gas. Gli inglesi sono cosi' legati alla loro birra che non usano la parola "beer" per chiamare i tipi di birra diversi da quella inglese. "Beer" e' solo la real ale, quella liscia, amara, piuttosto alcolica. La birra chiara non e' "beer", e' semplicemente "lager". Devono usare la parola tedesca, perche' non esiste neppure la parola inglese per la birra chiara. Se vai al supermercato, nel reparto birre, trovi lo scaffale della "beer" e poi lo scaffale delle "lager". Rigorosamente distinti.
Eh, quanto abbiamo da imparare dagli inglesi...

venerdì 25 gennaio 2008

...

solo una cosa voglio dire..
va bene il senatore che viene aggredito e sviene per aver liberamente votato, tanto lo sapevamo gia' come funziona il sistema da noi...
va bene la bottiglia di champagne stappata in senato, se qualcuno pensa che sia davvero il caso di festeggiare...
va bene il tizio che si mangia la mortadella in parlamento, tanto ormai la reputazione degli italiani e' quella che e'...
...ma se mi devo ritrovare berlusconi al governo io in italia non ci torno, vi avviso!

p.s. http://franceschini.blogautore.repubblica.it/2008/01/25/?ref=hpsbsx

giovedì 24 gennaio 2008

dimensioni

Tutto fila liscio. La mia vita, intendo. Fila via liscia liscia come la birra inglese. Come il fiume che attraversa cambridge. Come le nuvole del cielo inglese che prima ci sono, poi non ci sono, poi ritornano. Come il vento che non sta zitto un minuto. Oggi mi sento bene, forse e' solo per questo che tutto mi sembra cosi' liscio, tranquillo. Normale. Stupendamente normale. Si tratta solo di prendere le misure, poi una volta che ci si e' costruiti la propria dimensione tutto quanto sembra molto piu' semplice.
Magari e' sempre stato cosi', magari e' davvero cosi' la realta', e io non me ne ero mai accorto. O magari e' solo la realta' inglese. O magari e' solo la realta' di questo 24 gennaio, e domani tutto tornera' a sembrarmi caotico e problematico e impossibile. Devo smettere di scrivere, prima che mi renda conto che forse neppure adesso e' tutto davvero cosi' liscio come mi sembra...meglio continuare a far finta di star bene, almeno per un po'. Non provate a convincermi che non e' cosi', per favore.

mercoledì 16 gennaio 2008

amen II

ogni tanto do un' occhiata ai siti italiani. Cosi', tanto per sapere come vanno le cose a casa, e come va la juve. Insomma, mi tengo aggiornato sulle cose importanti.
Sono contento di essere lontano dall'italia, cosi' mi perdo tutto il blaterale che immagino ci sia in questi giorni sulla storia del papa che si e' offeso e non va piu' a inaugurare l'anno alla Sapienza a Roma. Davvero non c'e' niente di piu' importante, o di piu' interessante, di cui parlare? Sono contento di sapere che al momento ci sono cosi' pochi problemi in italia che ci si puo' permettere di riempire pagine di giornali con cose vuote e senza senso come "tollaranza", "rispetto", "pluralismo", o roba simile.
Tolleranza...perche'? cosa vuol dire "tolleranza"? Ci sono cose giuste e cose sbagliate, e non ci puo' essere tolleranza sulla cose sbagliate. E' sbagliato che il papa vada a inaugurare l'anno accademico in universita', perche' i valori del papa sono diversi, e anzi spesso contrari, ai valori della ricerca e della scienza, e se l'universita' e' il luogo della ricerca e della scienza, e non della fede e delle preghiere, e' giusto che il papa non ci vada. Pero' siccome in Italia lo sgarbo al papa ha un peso sociale e politico non indifferente, ecco che si va a tirare fuori quella parolina, sempre pronta a ogni uso e a ogni evenienza: tolleranza. Come se credere nei valori della scienza e credere nei valori della chiesa fosse esattamente la stessa cosa, e dove ci sono gli uni ci possano stare anche gli altri. Assurdo. Sono due cose che non possono stare insieme, perche' quello che dice una e' in contraddizione con quello che dice l'altra. Sono due cose che non hanno neppure bisogno l'una dell'altra, perche' la ricerca scientifica sa darsi delle norme e un'etica indipendentemente dall'etica cattolica, e anzi spesso un'etica migliore di quella cattolica. La scienza medica cerca di alleviare le sofferenze e dare una vita, e una morte, dignitosa alle persone. La morale cattolica sta completamente sul lato opposto. Quindi non ci puo' essere tolleranza, non ha nemmeno senso la tolleranza, perche' la tolleranza e' possibile solo fra ideali che non si pestano i piedi gli uni con gli altri. Quando si hanno degli ideali che vanno contro gli interessi di altre persone si e' dei fanatici, e molti cattolici lo sono. Tolleranza e' lasciare che ciascuno abbia un proprio ideale, ma non puo' essere lasciare che quell'ideale invada campi che non gli competono, o ponga limiti a campi che non gli competono.
Perche' se si pensa che la chiesa abbia qualche competenzae qualche diritto di parola in ambito scientifico allora vuol dire che siamo rimasti nel Medioevo. E visto la reazione comune dei politici italiani ho il sospetto che il medioevo italiano non sia ancora finito

giovedì 10 gennaio 2008

2+2

Tira vento. Forte. I cappelli volano via, i vetri vibrano, la bicicletta sbanda, cose cosi'.
Tira vento contrario. Sempre. Non importa da che parte stai andando, il vento inglese non sarebbe inglese se non fosse contrario. Allora devi mettere la sciarpa su su fino alle orecchie, la berretta giu' giu' fino al collo. Cosi' puoi far finta che il vento non ci sia, anche se la bicicletta sbanda lo stesso, e a pedalare si fa lo stesso fatica doppia.
Provo a fare il conto di quanto tempo devo ancora stare qui. Due mesi e cinque giorni. Spero non siano tutti cosi', con questo vento. Comunque sono tanti. Poi tra qualche settimana mi sembreranno pochi, ma per intanto secondo me sono tanti. Sono abbastanza per far cambiare tante cose. Ma per quello bastano pochi minuti. Si', pero' in due mesi cambiano di piu'. Magari cambiano cosi' tanto che alla fine ritornano come erano prima, o come sono adesso. Cose che possono cambiare in questo tempo (o che forse sono gia' cambiate): stagione, programmi tv, governo, prezzo del te', persone, sentimenti, pagine del calendario, colore degli alberi. Cose che non possono cambiare: ricordi (alzheimer permettendo), cose che ormai sono successe (anche nel caso in cui non si ricordino piu'), numero dei pianeti, il risultato di 2+2.
Ci aggiorniamo fra un po' di tempo, per vedere cosa e' cambiato e cosa no.

lunedì 7 gennaio 2008

parte II

cambridge parte II. E' come cambridge parte I, solo in una casa diversa. La casa mi piace, anche se e' un po' piu' vecchia di quella dove ero prima. Lo si capisce dalle serrature delle porte e del cancello, perche' bisogna sempre lottare per trovare la posizione giusta per fa scattare la chiave. Stamattina, per dire, ci ho messo dieci minuti a chiudere il cancello.
Pero' dentro e' davvero accogliente, piu' dell'altra. Forse perche' e' piu' piccola, o forse perche' e' piu' luminosa. La cosa positiva e' che, a quanto ho visto finora, sembra che qui mangino in modo un po' piu' normale, cioe' europeo, cioe' giusto. E poi ieri sera mi hanno fatto quasi ubriacare con una bottiglia di vino australiano che fa 14 gradi. Ci sono due pub di emergenza a poche centinaia di metri da casa, un supermercatino a due passi, l'ufficio postale di fianco al supermercatino e la fermata dell'autobus di fronte all'ufficio postale.Insomma, c'e' tutto.
Fino a stamattina mi sentivo un po' malinconico. Anche adesso a dire la verita'. Pero' gia' meno. Ci sono delle cose che mi mancano, per quanto mi possa trovare bene qui. Non tante. Pero' mi mancano tanto. Quindi divento malinconico. Allora e' meglio se mi metto a studiare, cosi' non ci penso.
Piu' di tutto mi manca una tazza di te' alla vaniglia dopo una serata fuori, e vedere le lancette dell'orologio che segnano le 4 di mattina e lo stesso non volere andare a dormire...per il resto no, se devo essere sincer nient'altro mi manca davvero..forse solo un pochino la mia gatta.

martedì 1 gennaio 2008

discorso di capodanno

Là fuori è Capodanno. Si festeggia, non si sa bene cosa, ma si festeggia. Fuochi d'artificio, petardi, proiettili, bombe, incendi, esplosioni. L'importante è fare il botto, nelle piazze, dai balconi, anche in automobile. Il vecchio se ne va e il nuovo arriva. Il nuovo sarà meglio del vecchio, o almeno si spera. Intanto cominciamo a festeggiare, poi si vedrà.
Bilanci, previsioni, aspettative. Capitoli chiusi. Capitoli appena aperti. Il primo nato un minuto dopo mezzanotte, quello un secondo dopo mezzanotte, la mamma e il papà dei primi nati. Telecamere in ospedale. Il ginecologo. Non è capodanno senza un ginecologo.
Malinconia. Capodanno mi mette sempre malinconia. Succede, quando sono in mezzo a feste che non mi appartengono. Vorrei che un po' del vecchio restasse, e il nuovo mi spaventa. Vorrei trovare un motivo per festeggiare quel numerino che cambia sulle copertine dei calendari, in fondo alle date dei moduli che compilerò, sul display dell'autoradio. Vorrei che il 2008 fosse più simile al 2007 che al 2009. Vorrei che ciò che ha reso speciale il mio 2007 continuasse anche nel 2008, come se non esistesse nè 2007 nè 2008, nè 31 dicembre nè 1 gennaio, ma solo una lunga notte davanti a una fontana in riva al lago stretto in un abbraccio che tiene tutti gli anni e tutti i momenti dentro di sè, e mi fa dimenticare tutto quello che sta al di fuori di quell'abbraccio. Mi fa dimenticare l'anno nuovo e il futuro, mi fa dimenticare che c'è qualcosa di diverso dal presente e dal cielo stellato di una fredda serata inglese, da un fiume che attraversa i parchi verdi di una piccola città e dai sorrisi che hanno illuminato per qualche ora Londra, da un piccolo ristorante dove il 30 dicembre 2007, lontano 100 chilometri da casa, mi sono ricordato di cosa significhi sentirsi davvero " a casa". Una casa è una persona che sa muoversi dentro i tuoi silenzi per farli diventare i suoi.
Desideri per il 2008: che tutto questo rimanga, che certe fontane non smettano mai di zampillare.
Progetti per il 2008: nessuno, tranne quelli che farò ogni mattina alzandomi dal letto e che spariranno nel sonno della notte dopo.
Auguri per il 2008: nessuno, tranne quelli che ho già fatto a tutte le persone per le quali i miei auguri sono davvero sinceri.
Nel 2008 compirò 27 anni... 27 anni: possibile che sia proprio io?

domenica 30 dicembre 2007

Ma Angeles Alfaro se n'era andata così come era venuta, col suo sesso tenero e il suo violoncello da peccatrice, su un transatlantico imbandierato dall'oblio, e l'unica cosa rimasta di lei sulle terrazze di luna erano stati i suoi gesti d'addio con un fazzoletto bianco che sembrava una colomba all'orizzonte, solitaria e triste, come nei versi dei Giochi Floreali. Con lei Florentino Ariza aveva imparato quello che aveva già provato più volte senza saperlo: che si può essere innamorati di diverse persone al contempo, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna. Solitario tra la folla del molo, si era detto in un accesso di rabbia: "Il cuore ha più stanze di un casino"

(Gabriel Garcia Marquez, L'amore ai tempi del colera)

lunedì 24 dicembre 2007

idee regalo

Per i ritardari ancora alla ricerca degli ultimi regali di Natale in mezzo alla folla di giornalisti spediti nei centri commerciali per fare il servizio sui ritardari ancora alla ricerca degli ultimi regali di Natale in mezzo alla folla di giornalisti ecc.
Ecco un pratico consiglo per un regalo di Natale dell'ultimo momento da mostrare orgogliosi davanti alle telecamere di Studio Aperto spedite nei centri commerciali per fare il servizio sui ritardari ancora alla ricerca degli ultimi regali di Natale in mezzo alla folla di giornalisti ecc.
Il Natale 2007 non può ovviamente essere un vero Natale senza questo indispensabile regalo che farà felici i vostri bimbi che potranno mostrare finalmente la loro gioia davanti alle telecamere di Studio Aperto spedite nei centri commerciali per fare il servizio sui bambini che vivono la magica atmosfera del Natale con lo sguardo da ritardati rivolto alla telecamere di Studio Aperto spedite nei centri commerciali per fare il servizio sui bambini che vivono la magica atmosfera ecc...ah, sì, l'idea sarebbe questa: http://www.dmail.it/prodotto.php?cod=148197-827&np=1&PHPSESSID=87a0b1374f55c5edce1b. Potrete così finalmente scegliere in modo alternativo e divertente su quale canale guardare il servizio sui ritardatari ecc. Per tutta la famiglia.

Buon Natale

Tanti auguri. Ma tanti.


Buon Natale a tutti quelli che se lo meritano. Ma solo a loro.

domenica 23 dicembre 2007

rifugi

Ho ritrovato tutto quanto. Proprio come l'avevo lasciato. Tutto al suo posto, niente si è mosso. Le persone sono uguali a prima, le cose pure. Ho capito che questi ultimi mesi sono esistiti per me, ma qui no, non ci sono mai stati. Qui sono partito ieri, e oggi sono tornato. C'è stata una parentesi, ma le parentesi non contano. Le parentesi sono quelle cose che puoi e mettere e togliere come vuoi, il discorso non cambia.
Ho ripreso in mano tutto quanto, e riprendendolo in mano sono riuscito a capirne il valore. Come quando hai qualcosa, e sei così abituato ad averla che non pensi mai a quanto valga davvero per te. Poi ti capita di perderla per un momento, e solo quando la ritrovi la apprezzi per ciò che davvero vale. Se la ritrovi.
E così riprendendo in mano tutto quanto, rivivendo tutto quanto "come se" fosse la prima volta, mi sono accorto che sono poche le cose che davvero hanno valore, quelle che vorrei sempre ritrovare qua ogni volta che torno. Ho capito che di tante cose si puo' tranquillamente fare a meno.
Ieri notte alle 4,30, mentre guidavo verso casa, ho capito che il tempo non ce la fa a cambiare certe cose. Ho capito che un giorno o tre mesi, un paio di settimane o cent'anni sono esattamente la stessa cosa. Non importa quanto tempo si sta lontani, o quante cose si vedono e si vivono in questo tempo. Le cose più preziose che uno ha rimangono sempre lì, aspettano. Poi allargano le braccia al tuo ritorno, e richiudendole su di te lasciano i giorni, le settimane, i mesi fuori dalla porta, fuori da quel posto segreto dove nessun altro momento esiste e nient'altro accade, se non l'ultimo abbraccio dato, quello che si sta dando e quello che si darà. E' il rifugio più sicuro che uno possa avere. E' il rifugio più sicuro che ho.

venerdì 21 dicembre 2007

arrivato

aaaaahhhhhhhhhh.......................casa....................................non mi ricordavo fosse cosi' bello essere qui.....,...

martedì 18 dicembre 2007

soliti vecchi problemi

di nuovo alle prese con l' "indispensabile"... come al solito non ci capisco niente...
"riporta a casa solo l'indispensabile"...
"lascia li' l'indispensabile per i prossimi mesi"...
Come faccio a portare a casa e contemporaneamente a lasciare qui l'indispensabile?
Se riporto a casa l'"indispensabile" le cose che rimangono qui non dovrebbero essere "superflue"? Ma allora dovrei passare i prossimi mesi in mezzo a cose superflue?
E se lascio qui l'indispensabile come faccio a passare le vacanza di natale senza l'indispensabile?
Il maglione verde coi rombi e' indispensabile o no? Se si', lo devo riportare a casa o no?

sabato 15 dicembre 2007

dinner

Ultimo sabato a Cambridge.
Un pochino di shopping natalizio, tanto per non sentirmi un pesce fuor d'acqua in un posto dove il Natale e' iniziato due mesi fa.
Pausa nella sala da te'. La solita. La mia. La nostra. Un te' allo zenzero con biscottone.
Due passi per il centro, qualche foto da prospettive che forse mi erano sfuggite.
Biglietti dell'autobus per l'aeroporto. 12 pounds. Va bene, sempre piu' economico del treno. Con ritorno, ovviamente. Si', vado e poi torno, l'anno prossimo. Fra tre settimane sono di nuovo qui.
Metto i guanti, sistemo la sciarpa. Ogni volta che svolti l'angolo trovi il vento inglese in agguato, pronto ad assalirti. Il segreto e' non farti trovare scoperto, perche' il vento inglese non dorme mai.
Sono le 3 del pomeriggio, cioe' quasi sera. Fra poco piu' di un'ora sara' buio, e poi alle 7 sara' gia' notte. Forse e' per questo che gli inglesi dicono "tonight" quando noi diremmo "stasera". Le giornate sono cortissime, il pomeriggio praticamente non esiste. Se durante la mattina rimandi qualcosa, pensando che la giornata sia ancora lunga e avrai tempo nel pomeriggio, rischi di trovarti a sera senza aver fatto quello che avevi in mente. Forse e' per questo che qui il tempo passa cosi' in fretta. Forse e' per questo che gli inglesi non hanno l'idea di "pranzo".Forse e' per questo che alle 6,30 di sera (o forse dovrei dire "di notte") e' gia' ora di cena. Ho scoperto che "dinner" in inglese non e' esattamente la "cena", come invece pensavo. Praticamente corrisponde alla cena, e' vero, ma l'idea di "dinner" e' diversa dalla nostra idea di "cena". "Dinner" e' il pasto principale della giornata, che gli inglesi, siccome sono inglesi, fanno di sera, verso le 6-6,30. La "cena" intesa come ultimo pasto della giornata e' la "supper", ma quasi nessuno la fa.
Mi incammino verso casa. Mi "incammino" per modo di dire, perche' devo prendere l'autobus. Devo fare a meno della bicicletta per i prossimi giorni, perche' stamattina l'ho portata nella nuova casa dove staro' da gennaio. Il vantaggio dell'autobus e' che non faccio fatica a pedalare. Lo svantaggio e' che nelle ore di punta, cioe' proprio quando esco dalla biblioteca, ci mette il doppio del tempo che impiegherei in bicicletta. Un'ora per fare 5-6 miglia. Piu' o meno come andare a Londra.
Inglesi...

lunedì 10 dicembre 2007

casa

fra 10 giorni sono a casa...non ci posso credere, mi sembrava di dover stare qui un'eternita', e invece questi mesi sono volati. Mi sembra di essere appena arrivato. Mi ricordo tutti i dettagli del primo giorni qui come fosse ieri.
Non credevo che sarei arrivato a dirlo, ma un po' mi manca casa. Qui il posto e' bello, le persone sono cordiali, la birra e' buona...insomma, ho tutto quello che mi serve. Ma e' quell'idea di sentirsi a casa, quella sensazione di familiarita' con le cose e le persone che mi manca...probabile che dopo due giorni in Italia non ne potro' piu' e non vedro' l'ora di tornare qui. Ma intanto l'idea che fra poco saro' a casa MIA, nei posti che sono MIEI, mi fa sentire bene...oddio, quasi quasi ho paura che queste vacanze di natale scivolino via troppo in fretta...
Non vedo l'ora di riappoggiare la testa sul MIO cuscino...

giovedì 6 dicembre 2007

cow beast

vacca bestia...e' gia' quasi ora di fare le valigie...
vacca bestia...come passa in fretta il tempo...
vacca bestia...mi sembra di essere appena arrivato...

martedì 4 dicembre 2007

posti nuovi

Stamattina Cambridge aveva un volto diverso. Ho attraversato il centro, le stesse strade da cui passo ogni mattina da piu' di due mesi. Ma mi sembrava un posto nuovo, come se lo stessi vedendo per la prima volta. C'era una bellezza nuova, strana, diversa, che finora era rimasta nascosta. Una persona e' passata di qui nei giorni scorsi, e ha tirato fuori qualcosa di magico da ogni angolo della citta'. E' per quei due occhi che Cambridge ha mostrato tutta la sua bellezza, e' in attesa di quei due occhi che l'aveva tenuta segreta per questi mesi. Ed e' grazie a quei due occhi che adesso anch'io riesco a vedere queste strade e queste piazze come non le avevo viste prima. Ogni cosa si e' caricata di un significato nuovo, quello che prima era semplicemente bello adesso e' qualcosa con un'anima. E io so chi e' stato a dare questa anima ai muri, ai ponti, alle strade.
Negli ultimi tre giorni mi e' successa di nuovo una cosa che non mi succedeva piu' da parecchio tempo: mi sono sentito felice. Non e' la prima volta che mi capita di scrivere qua dentro che mi sono sentito felice, ma ogni volta e' per lo stesso motivo. E quanto piu' ci si sente felici, tanto piu' si sente un senso di vuoto quando quello che ti ha reso felice si allontana. Ma e' cosi' confortevole vedere che qui qualcosa e' rimasto, qualcosa che non andra' piu' via... adesso sento questo posto piu' "mio", perche' qualche giorno fa una persona me lo ha fatto sentire "nostro".
Nostro. Tuo e mio.